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Pubblicato il: 12.01.2012


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Shame: la sesso dipendenza al cinema


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Il weekend si preannuncia bollente per le sale cinematografiche italiane che proietteranno per prime l'ultimo film di Steve McQueen, artista visuale inglese alla sua seconda prova da regista.
Il suo film Shame, in programmazione dal 13 gennaio, promette scandalo e rumore.
Si è già fatto notare all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove il protagonista maschile del film, già diventato un novello sex symbol, è stato premiato per la sua eccellente interpretazione.
Lui, Michael Fassbender, dice che il merito è della sceneggiatura intensa e disturbante, e del regista, con il quale ha un'intesa professionale e spirituale talmente forte da permettergli di affrontare - e vincere - la sfida di un ruolo tanto complesso.

In Shame, Fassbender veste i panni di Brandon, un giovane e brillante impiegato new yorkese ossessionato dal sesso. L'incapacità di controllare e gestire le proprie pulsioni sessuali,  lo portano a condurre una vita solitaria, consumata nella ricerca ossessiva della soddisfazione dei propri istinti carnali attraverso sesso occasionale, prostituzione, pornografia in rete, webcam erotiche, rapporti omosessuali e masturbazioni.
Assolutamente lontano anni luce da tutto ciò che riguarda l'emotività, Brandon è un uomo glaciale, solitario ed insoddisfatto. Non c'è orgasmo che lo sappia tranquillizare, non c'è amplesso in grado di sorprenderlo; Brandon è totalmente incapace di provare piacere perchè è malato.

Il film affronta infatti in maniera cinica ed esplicita il tema della sesso dipendenza ed il titolo Shame è stato scelto dal regista dopo una serie di colloqui con le persone che si dichiarano affette da questo disturbo; tra di loro la vergogna è il sentimento più diffuso, accompagnato da una sensazione costante di inquietudine e di stress.

Ma esiste davvero la sesso dipendenza?

A quanto pare si, anche se ancora non sono stati definiti dei parametri che possano dare valore scientifico alla diagnosi. Sul tema la medicina si divide.
Gli psicologi parlano di un disturbo comportamentale dalle cause ignote o subconscie, paragonabile alla dipendenza da alcool e droghe.
Il soggetto esperisce infatti una necessità patologica ossessiva di avere rapporti sessuali o comunque di pensare al sesso; ciò comporta l'attitudine ad assumere comportamenti al limite della decenza e a rivelare una tendenza all'esibizonismo e al voyeurismo completamente irrazionale.
In pratica il soggetto sesso-dipendente non asseconda i propri istinti ma li subisce, non è in grado di distinguere una situazione di eccitante ed imprevista trasgressione dal bisogno di saturarsi di sesso.
La sessualità perde quindi la sua caratteristica ludica e diventa un modo per scaricare la tensione ed un'esigenza primaria per la quale tutto il resto può venire sacrificato, inclusi la salute, gli affetti e il lavoro.

Attenzione! La sesso dipendenza non va assolutamente confusa con una sana voglia di scopare o con le alterazioni neurologiche ed ormonali che stanno alla base di altri disturbi che hanno come effetto l'eccitazione sessuale, senza tuttavia sentire il bisogno di fare sesso. Parliamo ad esempio del priapismo o "malattia" dell'erezione perenne, e dell'analogo femminile noto come PGAD - persistent genital arousal disorder, o sindrome dell'eccitamento genitale perenne, che provoca orgasmi spontanei, originati dagli spasmi muscolari nella regione pelvica.

Per distinguere il disturbo dell'ipersessualità da una sessualità sana e "normalmente intensa", è stato elaborato un test specifico, il SESAMO, acronimo di Sexrelation Evaluation Schedule Assessment Monitoring.
Si tratta di un test psicodiagnostico creato in Italia nel 1996, che si basa su un questionario tramite cui è possibile esplorare gli aspetti sessuali e relazionali in soggetti single o con vita di coppia.
Il test, in doppia versione maschile e femminile, si propone di elaborare un profilo psico-sessuale e socio-affettivo del soggetto esaminato e formulare ipotesi circa gli aspetti disfunzionali della sua vita sessuale.
Il test non è - fortunatamente - reperibile in rete. Forse è meglio restare con il dubbio, piuttosto che perdere la voglia di scopare ;) 
Voi che ne dite?





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RomaLiveSex, singoli Lazio il 12.01.2012 alle 13:32 ha scritto:

chi sa quanti supererebbero il test qua dentro..
Membro VIP di Annunci69.it mioscat, gay Piemonte il 13.01.2012 alle 03:47 ha scritto:

Io non sono affetto da questo disturbo anche se penso sempre al sesso.
Ho conosciuto uomini che avevano questo comportamento ossessivo.
Per esempio un uomo che veniva al bar tutti giorni e sbandierava le sue due o tre scopate al giorno, confermate da alcune donne che frequentava, non ostante i suoi 65 anni di età.
Avevo un mio collaboratore con un comportamento simile a più di 60 anni. Egli mi ha confessato che gli bastava pensare alla figa e gli si drizzava all'istante.
Una donna con questo comportamento viene normalmente chiamata ninfomane, nell'uomo non so quale nome abbia.
Io scopo normalmente e felicemente con mia moglie quasi tutti i giorni con pause di alcuni giorni se non abbiamo voglia e ho 60 anni. Mi piace regolarmente scopare con uomini e mi piace il sesso estremo, ma non ne sono ossessionato.
Ognuno ha il suo comportamento ma penso che effettivamente quello sopra descritto sia un disturbo serio
mezzasuora, singole Piemonte il 13.01.2012 alle 15:12 ha scritto:

Se non erro Michael Douglas è stato in clinica per la dipendenza da sesso... Mai sazio della Zeta-Jones... Anche Rocco Siffredi, quando ha lasciato i film porno ha avuto problemi simili (al punto di andare con 1000 prostitute in un anno). Ha recuperato la salute tornando al mondo del porno (come regista).
Vanessatrav27, gay Emilia Romagna il 13.01.2012 alle 20:49 ha scritto:

io voglio fare quel test... grrrrrr !!!
libero360, gay Toscana il 15.01.2012 alle 13:10 ha scritto:

Beh nell'articolo si parla di una situazione non ludica, non di piacere nè di libera SCELTA...a tutti ci piace tanto scopare, c'è chi lo fa di più, chi di meno, chi fa cose più porcelle, chi rimane sul classico, ma per moltissimi è comunque sempre una scelta e generalmente un godimento, un piacere!

La dipendenza da sesso è un'altra cosa: lì non c'è più scelta! Tutti quegli orgasmi e incontri e maialate non hanno più nulla di piacevole o appagante o divertente, è solo un corpo che continua a fare una cosa che sente di DOVER fare, ma che in ultima analisi non gli dà più alcun piacere. Inoltre si parla di "tutto il resto può venire sacrificato, inclusi la salute, gli affetti e il lavoro".

Uno secondo me deve valutare questo: non sei più in grado di stare dietro ai tuoi amici, ai familiari, agli impegni di lavoro, pur di cercare la scopata? Beh in questo caso c'è da farsi delle domande.

Il sesso è un bel gioco, una parte importante della vita, ma non deve essere l'unica cosa che c'è nella vita.
gastone2008, singoli Toscana il 22.01.2012 alle 12:27 ha scritto:

io purtroppo ho quella malattia...e non è facile trovare chi ti aiuta ad andare avanti....

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