Le calze a rete, appoggiate sul divano, erano il preludio del nostro nuovo incontro.
Non solo quelle: un perizoma dello stesso colore, con un disegno a forma di cuore, aspettava di essere indossato.
Misi a posto la stanza cercando i ricordi dell´ultimo incontro.
L´aria sembrava ancora intrisa dei suoi odori, dei nostri sudori.
Guardavo i mobili scialbi, mi rendevo conto che, fuori del contesto del nostro amore, quella stanza era veramente deprimente, eppure, in quel poco tempo che passavamo insieme, diventava un castello fatato, un angolo di paradiso sperduto, lontano da tutti.
La forza dell´amore...
Il rito della lingerie intima era diventato un piacere oltre ogni logica, io amavo comprarla...lei amava indossarla, un connubio perfetto nel preludio dell´erotismo che cresceva mentalmente.
Accarezzare gli indumenti era come sentire lei mentre sinuosamente li indossava; un modo per sentirla vicina nella sua lontananza.
Le commesse apparivano con nuovi capi di vestiario, sempre sorridenti, gentili, ormai coinvolte dai miei gusti, entravano nella loro parte, piano diventavano complici dei miei desideri, arrivando a capire i miei pensieri, le mie voglie...
Mi perdevo in quell´intimo: mi sembrava di sentire il rumore della calza che veniva provata, tirata su...avvolgere le cosce...coprirle, immaginavo il suo sguardo che maliziosamente seguiva la calza e che poi si spostava nei miei occhi per vederne la bramosia.
In quei negozi nasceva la mia lussuria che cresceva con l´acquisto della lingerie.
Sceglierla pensando a lei, portarla in quel talamo nascosto e prepararla sul divano era un gioco erotico che manteneva la mia eccitazione alta, nell´attesa di poterla provare veramente.
Poco tempo per pochi incontri.
Tornai a pensare a lei mentre guardavo quei pezzi di stoffa inerti nell´attesa di essere portati in vita dal suo corpo; il pensiero scivolò eroticamente sul nostro ultimo incontro: trafelata come sempre, con tempi stretti, troppo esigui per il nostro amore, l´inevitabile desiderio di possedersi, di perdersi nel corpo dell´altro.
Ricordavo i baci struggenti di passione, mentre i vestiti esasperatamente venivano slacciati, liberati dai loro impegni di protezione.
Sentirla gioire mentre veloce entrava in quelle calze autoreggenti nere...il perizoma che saliva a coprire il niente...il suo sguardo sempre più passionale, gli occhi sempre più penetranti rendevano la mia attesa insofferente.
" Vieni qui..."
Poche parole dette a fatica, con la voce strozzata dal desiderio.
Steso sul letto, nudo, con le braccia protese verso la mia perdizione, agognante, aspettavo il suo corpo.
"Vieni qui..."
Ripetei quella frase.
Le piaceva farmi impazzire di desiderio, amavo impazzire in quell´attesa.
Ancheggiando in modo indecente, toccandosi i seni pieni, percorreva quei pochi metri verso il suo piacere.
Il cazzo esasperato
sotto le lenzuola pulsava il suo ritmo.
Come una dea, padrona del mio piacere, si era fermata a mezzo metro dal letto e aveva cominciato un gioco erotico con le mani, si esplorava il corpo come fosse la prima volta che lo toccava.
Le mani scivolavano dai seni al suo fiore nascosto da quel pizzo nero, le dita scomparivano sotto di esso e danzavano con le sue grandi labbra: il corpo simulava movenze sessuali inebrianti.
Completamente preso da quel gioco erotico, rimanevo eccitato a guardare l´oggetto dei miei desideri.
Prese una sedia e si mise a sedere.
Sentivo il suo odore di donna, vedevo i suoi umori farsi strada tra le sue cosce aperte.
Le calze facevano da spartiacque tra la sua pelle e il proibito
Le dita affusolate stringevano i seni creando figure grottesche.
Le cosce chiuse improvvisamente venivano divaricate facendomi pregustare il poi.
Le dita andavano sulle sue labbra, entravano dentro mimando un rapporto carnale, poi uno struggente rapporto orale.
In quel letto, aspettando la mia compagna, la tensione era spasmodica.
Le dita bagnate scesero lungo il suo corpo lasciando una scia umida sulla pelle, delicatamente passarono sopra i capezzoli tesi verso il cielo e andarono oltre l´ombelico: si fermarono sul perizoma e cominciarono a toccarne gli orli
" Guardami mentre mi preparo per te..."
Lo diceva nel momento in cui le dita s´insinuavano dentro la sua tenera carne.
Ipnotizzato, completamente perso in lei :" Vieni qui...", per la terza volta lanciai la mia richiesta del suo corpo.
Questa volta era una frase sussurrata, un´ implorazione disperata.
Guardavo le dita sparire in lei, vedevo la sua testa reclinata, sentivo il suo sospiro irregolare.
Non aspettai oltre, seguii il mio istinto, mi alzai, percorsi quei centimetri divisori del mio piacere, fermai la sua mano.
Lei riportò il capo ad altezza normale, aprì gli occhi e con uno sguardo perso nel suo piacere attese: la feci alzare, la baciai con la violenza dell´esasperazione, mi misi a sedere al suo posto, spostai il perizoma fradicio dei suoi umori e lasciai che si calasse sul mio sesso.
Guardavo il suo seno sobbalzare alle mie spinte, il suo sedere schiaffeggiava le mie cosce, la mia lingua leccava i capezzoli, cercava di trattenerli dentro la bocca vogliosa, ma, inevitabilmente, i capezzoli sfuggivano.
Le mani sui fianchi sudati, il calore della figa, i suoi muscoli vaginali a stringere la mia carne tesa, la pressione sul mio cazzo divenne insostenibile.
Lasciai i fianchi e presi i suoi capelli, la mia bocca afferrò il capezzolo e strinse forte il bottone turgido.
Scosso da un tremito lungo una vita, esplosi il mio desiderio dentro la sua calda carne.
Aprendo gli occhi, guardai la mia donna seguire il suo piacere... poi, sfinito, tenendola stretta a me, mi alzai e la portai sul letto.
Cominciai a giocare con lei, aspettando di sentire una nuova pulsione crescere per quei pochi minuti rimasti, cercando di carpire tutto il possibile dal nostro incontro.
Il rumore della chiave, l´apertura della porta, mi riportò alla realtà: eccitato da tutti quei ricordi, mi preparai a vivere un'altra ora di passione con il mio amore proibito
scrivetemi le vostre opinioni
fantasypervoi@libero.it