Finalmente c´era riuscita: erano diversi mesi che quel ragazzino le girava attorno senza prendere iniziative, ma sapeva che la desiderava e anche di più...
Lucia aveva ventuno anni e qualche esperienza alle spalle, niente di che, tutto nella norma; come tutte le ragazze della sua età, ambiva a diventare velina e magari incontrare un bel giocatore statuario e pieno di soldi.
Ecco, forse quello l´aveva fregata: la sua passione per i giocatori!
La sua migliore amica aveva un fratello di diciassette anni, che già era carino di suo; sapere che era anche una promessa del calcio, l´aveva fatta traballare un poco, ma i suoi diciassette anni erano veramente pochi, poi però, frequentando tutti i giorni la sua casa, aveva cominciato ad apprezzare quel corpo asciutto e i ragionamenti che faceva Edoardo erano di un uomo adulto, inoltre aveva quel sorriso sfacciato quando la guardava....
Sentiva quel brivido caldo all´inguine che ben conosceva e aveva notato che lui, più di una volta, aveva avuto erezioni notevoli sotto la tuta guardandola di nascosto.
Si era resa conto che cominciava a guardarlo con occhi diversi e soprattutto che cominciava ad avere certi pensieri morbosi.
Incredibilmente per lei, si era ritrovata a giocare con lui su temi scabrosi e alla fine aveva fatto in modo che lui fosse pronto a seguirla nel suo inferno di desideri.
Aveva stimolato il suo desiderio di ragazzino, l´aveva portato a perdersi dietro la sua gonna e adesso era in suo potere, gli aveva fatto sentire il piacere della carne, anzi della bocca e adesso poteva fare quello che da sempre era il suo desiderio proibito: legare un uomo e averlo alla sua mercé.
Guardarlo legato al letto le faceva tenerezza e, nello stesso tempo, la eccitava quel viso da bambino perverso, l´aveva anche bendato per farlo smarrire di più, era affascinata dal suo cazzo duro e teso che vibrava nell´aria, ne aveva sentito l´odore acre e aveva assaporato il suo sperma, abbondante come la sua voglia.
Amava da sempre fare venire i suoi ragazzi con la bocca, sapeva di essere brava, era portata per quel tipo di sesso e le piaceva sentire il potere che aveva su gli uomini, in quel momento, li vedeva trasformarsi in bambini sognanti e questo le dava una grossa soddisfazione.
Guardava quella pelle glabra e quel poco pelo tra le cosce di Edoardo, sentiva il suo respiro affannoso, le sue parole tremanti:
- Voglio vederti, almeno lasciami guardare cosa vuoi fare.
Si spogliò mentre la supplicava, prese la panna fresca che aveva messo in frigo, si avvicinò al corpo fanciullesco, puntò il glande e senza preavviso lo coprì di schiuma bianca:
un urlo di sorpresa, un gemito di stupore e piacere nel capire quello che sarebbe successo da parte di Edoardo, poi un tremito costante che partiva dalle cosce nell´attesa; sadicamente svuotò la bomboletta per tutto il corpo e aspettò che lui la invocasse:
- Dai Lucia, ti prego...
Si sentiva terribilmente eccitata e padrona della situazione, aspettò che lui si calmasse e poi, all´improvviso, si riempì la bocca di panna e di sesso!
Senza dolcezza.
Strinse forte le labbra e scivolò su quel turgido membro sempre più forte, sempre più decisa, aspettò che lui aumentasse i gemiti di piacere e quando fu sicura che stesse per venire, lo fece uscire lasciandolo impazzire di desiderio.
- Sei una stronza!! Slegami!
Per tutta risposta Lucia prese il sesso duro in mano e strinse forte facendolo urlare:
- Stasera comando io!!
Non aspettò una risposta, salì con la lingua sui capezzoli del ragazzo e cominciò a leccare la panna che si stava sciogliendo al calore della pelle, leccò tutto con maestria, guardava il ragazzo che estasiato non respirava quasi più.
Improvvisamente fu irrorata da uno zampillo imprevisto che defluiva dal piccolo foro del glande, si ritrovò imbrattata e la cosa la fece infuriare, non se l´aspettava e non era quello che voleva, scese veloce sul cazzo e stringendolo tra le labbra lo morse facendolo urlare di dolore, poi lasciò la presa feroce e cominciò a salire e scendere su quel pezzo di carne, sapeva che la sua giovane età avrebbe fatto il resto e, infatti, in poco tempo, vide di nuovo il membro duro, scese con una mano sui peli all´altezza dell´inguine e ne strappo alcuni facendolo imprecare per il dolore.
- Te lo dico io quando puoi venire!!
Edoardo era incazzato con se stesso, ma come cavolo aveva fatto a farsi convincere da quella pazza scatenata?
Si sentiva un deficiente!
- Se mi libero, ti spacco la faccia!
Non fece in tempo a finire la frase che sentì un dolore all´altezza dello scroto, capì che era meglio stare calmo e aspettare che Lucia finisse con le sue voglie.
Lucia ascoltò la frase di Edoardo e decise che doveva fargli capire chi comandava, prese di mira i testicoli e diede uno schiaffo deciso, vide il movimento buffo delle palle e poi, poiché il ragazzo si era zittito, torno a leccare la panna attorno ai capezzoli: con immenso piacere ingoiò la panna e il liquido seminale che era stato sparso, poi decise che era ora che lui fosse scopato; gli tolse la benda dagli occhi, vide il lampo nei suoi occhi, era un misto di desiderio e odio, ma sapeva come trasformarlo solo in passione.
Edoardo non parlava più, aspettava incantato che lei proseguisse con i suoi giochi, finalmente la vedeva, era proprio carina con quei capelli neri lunghi che le coprivano quasi i seni, alta nella media, longilinea e con un culo da spettacolo:
- Slegami, ho voglia di scopare...
Lei lo guardò:
-Scoperai! Ma a modo mio!
Si alzò e salì con le gambe sopra il cazzo teso e piano si lasciò trasportare dal suo piacere, appoggiò le calde labbra polpose al glande e poi decise che era ora di lasciarsi andare, si lasciò riempire da quell´asta tesa e cominciò a muoversi libera da ostacoli.
Si sentiva piena, percepiva le difficoltà di Edoardo nel tentativo di seguirla nei ritmi imposti da lei e in quel momento decise che era ora di liberarlo dai legamenti delle corde alle mani.
Edoardo era sconvolto dal piacere, Lucia lo stava cavalcando come una forsennata e lui avrebbe voluto stringerla per farle sapere quanto le piaceva quello che stava facendo, non aveva più il coraggio di parlare dopo i tentativi falliti in cui aveva anche subito delle piccole torture; quando vide che lei lo stava slegando, si sarebbe messo a piangere dalla felicità.
Appena libero, si dimenticò di tutte le sue parole di vendetta e pensò solo a stringerla a lui.
Lucia era affascinata da quel ragazzino-uomo, si sentì stringere e cominciò a sentire la simbiosi dei movimenti, adesso le spinte di Edoardo erano intense e decise, capì che lui stava avvicinandosi all´orgasmo, con piacere si rese conto che anche lei era pronta e, urlando forte, si lasciò andare.
Esplosero insieme e per la prima volta lui scaldò con il suo sperma la vagina di una donna, entusiasta la riempì del suo ardore, dimentico dei pericoli e delle conseguenze future.
Lucia era spossata: in quel rapporto aveva dato tutto.
Non era sua intenzione farlo rimanere dentro di sé e non aveva neanche preso accorgimenti: guardò il viso di Edoardo, lo vide completamente appagato, cercò di pensarlo come padre e inevitabilmente scoppiò in una risata irrefrenabile, proprio mentre lui, accarezzandola, le diceva:
-Ti amo...ti amo...ti amo...
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