Il primo sito di Annunci erotici italiano, scambio coppie, racconti ed esibizionismo.       Siamo 251.310        Ora online 22.043
Entra




Torna all'indice dei Racconti Erotici Lui & Lei

Lui & Lei


Eva e Sandra

           di anonimo

 Scritto il    |    Visualizzazioni: 27.664  |    Votazione 6.4:

Era una notte buia e fresca. La città era deserta e silenziosa. Il palazzo dei servizi segreti era illuminato come al solito, ma le finestre erano quasi tutte buie. Solo di tanto in tanto qualche componente del corpo di guardia faceva il solito giro di controllo. Tutto era tranquillo. Ma un osservatore attento, che avesse guardato con attenzione la parete dell'ala nord del palazzo, avrebbe forse potuto notare una sagoma nera scalare lentamente ed in silenzio la facciata. Se poi avesse potuto vedere da vicino si sarebbe accorto che la sagoma apparteneva ad una ragazza giovane, di altezza media, snella ed atletica, che indossava una tuta nera aderente, stivali neri e cappuccio nero in testa. La ragazza mostrava di possedere un'agilità fuori dal comune: manteneva tutto il suo corpo aderente alla parete e si muoveva con sicurezza felina. Arrivata sotto una finestra del quarto piano, la fanciulla prese qualche attrezzo dalla cintura ed in pochi secondi neutralizzò il sistema d'allarme, tagliò il vetro ed aprì la finestra, gettandosi subito all'interno. Richiuse la finestra e rimase in ascolto, aderente alla parete. Tutto era silenzioso. Estrasse dalla capace cintura un piccolo paio di occhiali e li indossò: ora poteva vedere i fasci luminosi delle cellule fotoelettriche disegnare linee rette attorno a lei. SI sdraiò per terra ed iniziò a strisciare silenziosamente lungo il corridoio, raggiungendo in pochi secondi una porta blindata con sopra una targa minacciosa: area tecnica: vietato l'ingresso ai non addetti. La ragazza si rialzò con cautela, ripose gli occhiali e prese un attrezzo dalla cintura, iniziando subito a darsi da fare con la serratura elettronica della porta: impiegò 10 minuti per aprirla, ma era una delle migliori esistenti. Pochi istanti ed era dentro: si guardò attorno: tutto sembrava tranquillo. Si diresse verso il terminale delle linee trasmissione dati, gettandosi a terra e scomparendo in mezzo alle complicate apparecchiature. Dopo mezz'ora riemerse con un connettore in mano, che infilò rapidamente nella cintura. Il lavoro era fatto ed ora non restava altro da fare che andarsene. Aveva stampata nella mente la mappa dell'edificio, quindi si diresse silenziosamente ma in fretta verso un'altra porta, che aprì in pochi secondi. Avanzò cautamente lungo il corridoio, quindi giù per le scale, guardandosi attentamente intorno. Imboccò un altro corridoio, svoltò un angolo e subito il silenzio venne squarciato dall'assordante sirena d'allarme. La ragazza trasalì, quindi, abbandonando ogni cautela, prese a correre verso quell'uscita che sapeva ormai difficile da raggiungere. Mentre correva, pensava. Prese il connettore dalla cintura e lo lanciò dentro un cestino dei rifiuti senza rallentare un istante. Vide la prima guardia: una ragazza giovane come lei, nella tuta bianca del personale della sicurezza. Le mollò un pugno al plesso solare, mandandola a terra,
quindi riprese subito la sua corsa disperata. Altre due ragazze le si pararono davanti: scanzò la prima con uno spintone al petto, ma l'altra la colpì duramente con un violentissimo pugno allo stomaco: cadde in ginocchio, piegata in due, boccheggiando nel tentativo di respirare normalmente. Subito dopo un colpo alla nuca la spedì a terra, priva di sensi.
Le due avversarie le furono subito sopra: la rivoltarono schiena a terra e le tolsero il cappuccio, rivelando il bel viso ed i lunghi capelli neri che lo incorniciavano. Lentamente riprese i sensi ed aprì gli occhi: colei che l'aveva colpita le stava chinata sopra.
"Come ti chiami?".
"Eva".
"Cara Eva, direi che ti è andata male".
"Già".
"Ragazze, portatela in cella".
Due guardie la sollevarono. Eva barcollò, ma riuscì a rimanere in piedi.
"Cammina", le disse una delle due dandole una gomitata alle costole.
Eva camminò senza fare storie: non era necessario peggiorare ulteriormente la situazione.
La chiusero in cella e le chiesero se voleva mangiare qualcosa.
"Si, grazie".
La cella non era male: era spaziosa, il letto era comodo ed aveva anche un bagno ben messo e pulito, con tanto di doccia.


Eva era preoccupata: era la prima volta che veniva catturata in missione...



Votazione del Racconto: 6.4
Ti è piaciuto??? SI NO


Disclaimer! © Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.



Commenti per Eva e Sandra:





Per lasciare un commento fai il login o unisciti a noi, è gratis!

SexBox




Sex Extra