Non ho mai prestato particolarmente attenzione alle compagnie femminili di mio figlio; anzi ero sempre preoccupato che non frequentasse brutte compagnie maschili, in particolare i frequentatori del bar vicino casa.
Perciò quando mi chiese di poter utilizzare la vecchia taverna per studiare con un gruppo di amici e amiche non ne feci nessun problema, e quando me li presento fui felice di vedere che erano ragazzi a modo.
Un paio di settimane più tardi dovetti andare a Padova per partecipare ad un funerale di una zia di mia madre e avendo la macchina dal carrozziere per un incidente presi il treno.
Al ritorno ero seduto nello scompartimento pensando agli affari miei, quando dopo una fermata in una stazione intermedia vidi passare una ragazza dai capelli rossi e ricci che mi superò, fece per sedersi mi vide e torno indietro.
“Mi scusi. Ma lei è il papà di Massimo vero?”
“Io sono Eleonora una compagnia di classe di suo figlio. Ci siamo visti nella sua taverna”
“Ah e vero” dissi io “prego siediti”
Cominciammo a parlare della giornata io gli raccontai il motivo del mio viaggio, lei il motivo del suo: era andata all’Università per chiedere informazione sui corsi.
Il tempo di viaggio passo veloce con le chiacchiere e quando arrivammo a destinazione lei mi chiese se potevo accompagnarla a casa.
Mi sembrava un gesto cortese e anche per il piacere di conversare l’accompagnai fino al condominio dove abitava.
Stavo per congedarmi quando Lei mi chiese di salire per conoscere i suoi genitori ed io pensai ingenuamente che non c’era niente di male.
In casa però non c’era nessuno, ma lei disse che sarebbero rientrati di lì a poco.
Mi accomodati in salotto e lei andò a mettersi qualcosa di più comodo.
Pensai che sarebbe ritornata con un tuta o qualcosa del genere, quanto invece la vidi arrivare con un paio pantaloni aderentissimi che mostravano lo stampo della fica.
Inoltre sopra indossava una maglietta leggera che copriva delle belle tettine.
Tentai di combattere con una erezione che mi saliva, ma fu proprio impossibile quando le si sedette di fianco a me e piegando in avanti mi mise le tette sul viso.
“Scusa ma cosa fai?“ “Dai che lo hai già duro” e così mise la mano sul mio pacco che era in ebollizione.
“Fammelo vedere dai” “ Ma sei pazza se arrivano i tuoi genitori suc…”
“Sono al lavoro fino alle ventidue hanno il turno possiamo fare quello che vuoi e nessuno saprà niente”
La mia mente era innondata di pensieri e non mi resi conto che lei aveva il mio cazzo tra le mani e me lo stava masturbando .
“Però che bell’arnese. Altro
che quelli degli sfigati dei miei amici che vengono dopo due menate.”
E cosi se lo infilo in bocca e cominciò a spompinarmi. Io godevo e non pensavo ad altro.
Poi mi si mise di sopra e comincio a spogliarsi togliendosi la maglietta e abbassando i pantaloni.
Aveva due bellissime tettine piccole e ancora acerbe e soprattutto la passera color rosso con ancora pochi peli.
Mi attaccai alla fica con la lingua e comincia a mangiargliela.
“Piano piano “ disse lei “ mi serve anche per altri”.
Leccare quella patatina giovane e fresca mi eccittava moltissimo e quando tentai di inserirle un dito dentro mi bloccò.
“Fermati. Li nò sono ancora vergine. Ti posso dare la bocca ed il culo, ma la figa no. Quella è solo per chi mi sposerà.”
Colpito da questa strana moralità lei si giro e mi posizionò il culo davanti e mi chiese di massaggiarli l’ano prima di infilarglielo dentro.
Così feci e cominciai ad incularla prima piano poi sempre più forte.
Quanto stavo per venire lo tirai fuori.
“Sei stato bravo a non sborrarmi nel culo come fanno tutti”. Mettiti li che ci masturbiamo insieme.
E cosi le da una parte del divano io dall’altra le si toccava la fichetta ed io mi menavo il cazzo e venni quasi subito.
Lei invece si dimenò un po’ . E alla fine venne anche lei.
Mi rivestii e le rimase nuda e disse che avrebbe fatto la doccia. “ Sai mi disse. Mi piace farlo con i padri dei miei amici. I miei coetanei sono segaioli e poi chiacchierano . Voi invece con famiglia volete quello che voglio io ,sesso senza problemi.”
Turbato e in uno stato di tran mi accompagnò ancora nuda alla porta e mi disse “ Massimo non è ancora pronto per queste cose. E mi bacio e mi lascio sulla porta.”
Tornato a casa effettivamente mi sentivo ed ero più strano , ma i miei familiari pensavano che fosse dovuto al funerale quale avevo assistito e nessuno chiese niente.
Qualche giorno dopo Massimo fece la sua solita riunione in cantina e mi chiamarono giù.
C’era un padre che parlava e scherzava con lui e con Elisabetta vicino.
Ci presentammo Lei è il padre di “Massimo? Piacere. “Lei è il padre di Elisabetta”?
“No sono il padre di Alessio. Ho incontrato alla stazione Elisabetta e gli ho dato uno strappo, dato che era in ritardo non vuole fare tardi ai propri impegni. E’ proprio una brava ragazza”.
“Si brava molto brava“ risposi io .