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Lui & Lei


La culturista

           di Anonimo

 Scritto il    |    Visualizzazioni: 19.721  |    Votazione 6.6:

Generalmente non mi interesso mai troppo dei miei vicini di casa, ma quando,
circa un anno fa, Claudia (il nome è di fantasia) venne ad abitare nel gruppo di
villette di nuova costruzione ove mi trovavo già da qualche tempo, non potei
fare a meno di restarne colpito. Alta circa un metro e 70, con una chioma di
capelli ricci e biondi, il viso aggraziato ma con i tratti duri, quasi
mascolini. Mi accorsi subito del suo fisico, eccezionalmente robusto per una
donna, e del suo aspetto molto atletico, testimoniato dalle sedute di jogging
che faceva quasi quotidianamente nei vialetti del comprensorio. Venni a sapere
più tardi che era (ed è tuttora) una bodybuilder abbastanza affermata, che che
stava iniziando a partecipare a gare di livello internazionale. In effetti,
aveva preso la casa perché si trovava vicino alla palestra dove si allenava e
lavorava come istruttrice.
Era difficile avvicinarla perché era sempre in
compagnia del suo compagno, anch'egli fisicamente ben piazzato, e, pur essendone
attratto, non potevo che limitarmi ai saluti di rito quando ci incontravamo. Una
sera, però, fu lei a bussare alla mia porta.
"Ah, salve," feci "mi dica
pure".
Ciao…" sorrise"senti, non è che puoi venire a darmi una mano? Non mi
funziona più il computer e pensavo te ne potessi intendere."
"Certo", dissi,
e insieme ci avviammo alla sua villetta. Lungo la strada mi disse che il
compagno era fuori per affari e che era sola in casa.
Nel giro di venti
minuti le rimisi a posto il PC e un largo sorriso le illuminò il volto.
Che
bravo che sei…bè, mica avrai fretta? Siediti che ti faccio un bel tè."
Mentre
armeggiava in cucina diedi uno sguardo alle pareti in cui campeggiavano diplomi
vari e foto di famose culturiste americane.
Dopo il tè ci mettemmo a
chiacchierare. Mi disse che praticava bodybuilding da quasi dieci anni ed ormai
questo era diventato anche il suo lavoro. Mi parlò dei tornei a cui partecipava,
di come e quanto si allenava, e di alcuni progetti commerciali non strettamente
legati all'ambito sportivo, come il negozio che voleva aprire in città.
"Sai"
le dissi a un certo punto, ormai ci davamo del tu. "le donne che praticano
culturismo mi hanno sempre interessato. Però non riesco a figurarmene una. Forse
avrei dovuto assistere a delle gare."
vuoi dire che non hai mai visto una
bodybuilder in vita tua?"
Bè, no."
Ti piacerebbe?"
"Cavolo…"
"E
allora ti offrirò un bello spettacolo. Ti avverto, però, che sarà un'esibizione
speciale, di quelle che riservo ai miei amici."
"Ma io
veramente…"
"Shhhhh…non preoccuparti."
Mi fece segno di mettermi comodo
e
andò nell'altra stanza. Mentre attendevo, sentii diversi rumori, che mi
ricordarono quelli della palestra che avevo frequentato, per un breve periodo,
qualche anno prima.
Dopo circa venti minuti ritornò nel saloncino. Era a
piedi nudi e indossava un accappatoio di spugna. Sorrise e si mise a un paio di
metri di fronte a me.
"Ho dovuto scaldarmi i muscoli. Forse mi troverai un
po’ cicciona dato che non è il periodo delle gare…ma credo che mi apprezzerai
ugualmente."
Si tolse l'accappatoio e lo fece cadere. Era completamente
nuda.
"Io sono fatta così. Guardami pure."
Il suo corpo era possente,
molto diverso da quello che normalmente ci si attenderebbe da una donna. Grandi
masse muscolari, sode e nerborute, percorse qua e là da vene lunghe e rilevate
vene. I seni non erano grandi ma il petto era forte e squadrato come quello di
un uomo, e in esso si ergevano due vasti capezzoli color rosso scuro. Un folto
cespuglio biondo ("ma prima della gara devo depilarmi", aggiunse) spiccava in
mezzo a due gambe enormi e nodose, che terminavano in due grandi e vigorosi
piedi. Il torace pareva scolpito nel marmo, la schiena avrebbe potuto ricordare
quella dell'Apollo di Belvedere. E infine il sedere, con glutei muscolosi e
striati, e le braccia, forti e definite, con bicipiti grossi come arance. I
muscoli apparivano gonfi e pieni di sangue: era l'effetto del veloce allenamento
di poco prima.
"Allora, che ne dici?"
"Non ho parole" dissi, sforzandomi
di conservare il mio aplomb. "Vedere una bodybuilder dal vivo è sempre
grande."
"Una bodybuilder HARD, precisiamo. Io ho i muscoloni, sai?
Ora ti faccio qualche posa."
Mise i muscoli in tensione per un buon cinque
minuti, sdraiandosi talvolta a terra e mostrandosi senza problemi, anche quando
si trattava di allargare le gambe.
Mentre si rialzava, soddisfatta e sudata,
mi avvicinai.
"Senti…giusto per curiosità, non di più…non è che ti posso
sfiorare un braccio per sentire…"
"Sfiorare?" Mi guardò con occhi divertiti."
Guarda, carino, che tu adesso mi devi fare un bel lavoretto." Senza darmi tempo
di riflettere mi condusse per mano nella stanza da letto."Ho visto come eri
eccitato quando mi guardavi" disse "e, dato che sei stato così gentile con me,
vorrei sdebitarmi. Sono certa che sai apprezzare il mio corpo e, dato che a me
piace sentirmi adorata, coglierò due piccioni con una fava."
"Vuoi dire
che…"
"Certo. E non starti a fare problemi su Toni (il mio compagno), non se
ne avrà certo a male se mi diverto un po’. Basta solo che fai il bravo
altrimenti ti pesto, OK? Adesso spogliati, forza."
Meccanicamente mi tolsi i
vestiti e non feci nulla per nascondere il mio membro in erezione. Come ebbi
fatto, Claudia si buttò sul letto e mi guardò tranquilla.
"Sono tutta tua.
Gioca, divertiti."
Ancora mezzo frastornato mi avvicinai a quella vastità
carnosa. Non sapevo da dove cominciare ma pensai che la scelta migliore fosse
dal basso. La rivoltai sulla pancia e le afferrai un piedone, mentre lei restava
inerte e tranquilla. Cominciai a passare la lingua su quella pianta larga e un
po’ callosa (il jogging frequente le lasciava qualche segno), ma polposa e
calda. Poi passai a succhiarle le dita e ad assaporare il sottile strato di sale
lasciato dal suo sudore. Feci lo stesso anche con l'altro piede. Lei ne fu
compiaciuta "Ahhhh…sei bravissimo. I piedi mi facevano proprio male stasera. Ora
passa al resto, non avere timore."
Presi a leccarle i polpacci e le cosce,
poi le braccia e i fianchi. Avvertivo distintamente l'odore della carne sotto
quella pelle forte e pregna. Quando spingevo un po’ in profondità, saggiavo la
compattezza e la solidità del muscolo, mentre se toccavo una vena, potevo
sentire nettamente il sangue scorrervi rapido e ribollente. Era come se la mia
lingua riuscissi a captare l'energia e la potenza che emanava da quel
corpo.
Quando fui vicino al sedere ebbi un'incertezza, ma fu lei ad
incoraggiarmi. "Vai pure" disse, muovendo la testa di lato. Entrai con la faccia
dentro a quei glutei duri, possenti, odorosi di sudore, e le annusai il
forellino, stimolandolo poi con leggeri e studiati colpi di
lingua.
Uuuuuhhh…..aaaaahhhh…..sììììì…non smettere, mi piace, mi piace…."
Avevo davvero trovato il suo punto debole: ad ogni sapiente tocco della mia
lingua era costretta a emettere un gemito, anche se cercava di contenersi. Per
sfogare la tensione si buttava a destra e sinistra ma io, naturalmente, avevo le
sue cosce ben strette tra le mie braccia, e non la mollavo un istante.
Dopo
diversi minuti la lasciai e ricadde sul letto.
"Sai che mi hai
eccitato…adesso però tocca a me." Mi afferro il tronco con quelle braccia grandi
e calde e sentii la forza della sua presa sin sulle ossa. Cominciò
freneticamente a baciarmi il petto e il torace, poi scese più in basso. "Dammi
il pisellino…" disse tenendomi fermo con una mano, mentre con l'altra afferrava
il membro e iniziava la fellatio, a movimenti robusti ma regolari. Sembrava
insaziabile e a un certo punto fui costretto a fermarla.
"Vuoi ritardare un
po’? Benissimo, però allora giochiamo". Ci abbracciammo e iniziammo a rotolarci
e a lottare sul letto. Mi accorsi presto che non potevo competere con Claudia in
fatto di potenza fisica: le sue braccia mi schiacciavano sul letto nel giro di
pochi istanti. Le chiesi allora di sottoporsi lei a delle prove di forza: mi
misi dietro la schiena e le strinsi il tronco più che potevo, ma iniziò a
mugolare e a sforzare le braccia e dopo trenta secondi si liberò…poi si mise di
schiena sul letto e mi invitò a venirle sopra: tenendomi le mani, mi mise le
piante dei piedi sul torace e mi alzò senza fatica una decina di volte,
ispirando ed espirando come un mantice.
"Questo si chiama squat da seduto",
disse. "Ora ti faccio vedere quello in piedi."
Scese dal letto con il suo
magnifico corpo nudo e, malgrado le mie perplessità, mi invitò a montarle a
cavalcioni sul collo. Stando in equilibrio sulle punte si alzava e si abbassava
ritmicamente sulle ginocchia. A ogni movimento avvertivo sempre la sua poderosa
respirazione, mentre con i piedi palpavo il suo addome irrigidito.
"Basta,
dai."
"No…voglio vedere fin dove arrivo, non rompere." Riuscì ad alzarsi per
un'altra ventina di volte prima di farmi scendere e di buttarsi sul letto. Mi
avvicinai e le carezzai il corpo caldo e madido di sudore.
"Sono forte,
vero?"
"Sì…tantissimo. Ma adesso basta, ti desidero."
Facemmo l'amore in
silenzio e con voluttà, anche se lei aveva speso gran parte delle sue energie.
Alla fine venimmo entrambi. Claudia ricadde sul letto a pancia sotto e io sopra
di lei. Ci addormentammo subito e godemmo di alcune ore di meraviglioso riposo,
prima di salutarci e ritirarci a notte fonda nei nostri rispettivi
alloggi.
Claudia non volle che i fatti di quella sera avessero un seguito,
anche perché temeva che la sua vita relazionale ne avrebbe risentito. Ma
restammo sempre ottimi amici e mi invitava sempre alle gare cui partecipava. E
ogni volta che la vedevo in pedana, in un ridottissimo bikini, sorridente e
lucida, il mio pensiero tornava subito a quella serata imprevista e
indimenticabile, a quel corpo incredibile che avevo avuto il privilegio di
conoscere e amare.


Votazione del Racconto: 6.6
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