Volevo a tutti i costi recuperare Elena dallo stato di madre e moglie e lavoratrice perfetta da quando era tornata al lavoro dopo il parto.
Mi chiedevo cosa potessi fare per far riemergere quella scopatrice che era prima della nascita del figlio; lo chiedevo anche a Lei e mi rispondeva senza convinzione di organizzarle qualcosa di strano e una cosa strana la organizzai.
Era un sabato pomeriggio di metà maggio lasciammo il bimbo ai nonni e decidemmo di andare al mare a fare due passi lungo la spiaggia e mangiare una pizza la sera.
Mentre entravamo nella città di mare, mi fermai lungo la strada e dissi a Elena “Ora ti alzi vai sui sedili dietro e ti spogli completamente nuda. E per nuda intendo nuda”
Lei sbiancò e disse “Ma che stai dicendo. Sei fuori? Ma stai scherzando?“ "No Elena parlo sul serio“ e ripetei l’ordine.
“Ma per chi mi hai preso! Stronzo le mie erano fantasie e..”
“Elena fidati di me“
Elena scese dall’auto incazzata nera e sbattendo la porta. Non sapevo cosa sarebbe successo se lei non sarebbe più risalita ed invece, apri lo sportello di dietro e sali.
“Cosa devo fare”.
“Semplice ti spogli nuda. Io ti guardo mentre lo fai”
Cosi le si tolse il maglione, poi le scarpe e mentre si toglieva la maglia e restava in canottiera, il suo sguardo cambiava, quasi e vidi che mentre si toglieva i pantaloni una luce maliziosa si accendeva negli occhi.
“Vai avanti continua “ – la incitai.
Si tolse il sopra e rimase con le due bellissime tettine con i capezzoli belli rosei e con un perizoma nero che gli copriva la peluria.
Mi guardo e si tolse anche quell’ultimo indumento mostrandomi quella bellissima passera.
“Ora – dissi- siediti e andiamo a fare un giro.
Lei tentava di coprirsi quando incrociavamo qualcuno ma complice la giornata non bellissima penso che nessuno avesse notato una donna nuda in macchina.
Arrivammo ad un parcheggio. Io scesi e aprii il bagagliaio e presi un borsa .All’interno c’era una impermeabile nero che arrivava fino alle ginocchia, un paio di scarpe basse e delle calze autoreggenti color carne. “Indossa il tutto e poi scendi”.
Lei scese e mi accertai aprendolo l’impermeabile che sotto fosse nuda.
Cominciammo a camminare. Ogni tanto le alzavo l’indumento per vedergli il culo o la passera; Lei all’inizio era molto rigida e sempre più rossa in faccia; quando poi incrociavamo qualcuno lei si metteva dietro di me per non farsi vedere. Arrivammo ad un stradina che finiva con un muro e ai lati arbusti che nascondevano la visuale.
Arrivati alla fine mi sbottonai i pantaloni e le ordinai di farmi un pompino.
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Elena si mise in ginocchio davanti a me e cominciò a baciarmi il cazzo a leccarlo e finalmente a prenderlo in bocca. Le misi una mano sulla nuca e cominciai a spingere il cazzo dentro la sua bocca fino in gola , cosi per diverse volte.
La feci alzare e girare e la presi per i fianchi, alzandole l’impermeabile e cominciai a penetrarla con cattiveria.
“Luca ti prego - mi chiese - se ci vedono, cosa vuoi farmi ancora”
“Zitta. Volevi una situazione strana. Eccola e godi troia”
Continua a penetrarla sempre con maggior foga e nel frattempo le comincia a toccare il clitoride che era diventato duro con un sasso. Sentivo il mio uccello entrargli nella passera bagnatissima e scivolava dentro come fosse avvolto nel burro.
Lei comincio a gemere e con le mani si era appoggiata ad un albero. Fu allora che mi accorsi di averle tolto l’impermeabile e lei era nuda in una strada pubblica con io che la scopavo. Le toccai le tette che sembravano di marmo e le strizzandole i capezzoli le chiesi
“E se ci vedono” “Si godono lo spettacolo – rispose ansimando – o possono partecipare. Un cazzo, due, cinque, ahh..” e cominciò a gemere come una troia. Diedi altri colpi con violenza e venni scaricandole tutto la sborra che avevo nelle palle.
Smisi di penetrarla e vidi che per la posizione si accasciò a gambe aperte. Io mi ero girato e vidi che con una mano si stava masturbando furiosamente. Venendo emise un grido di piacere che fortunatamente nessuno senti.
Si alzò e passeggiò nuda in mezzo alla strada, sempre toccandosi, in quel momento in fondo passo un auto e lei disse “ Fermatevi..che qui c’è una bella figa che ha ancora voglia…”
Mi avvicinai a lei e sentii il clitoride che era ancora di duro e comincia a leccarlo mangiarlo finchè venne e dovetti dare del mio meglio per soddisfarla.
Rimase nuda per un po’, poi si rimise l’impermeabile e andammo verso la macchina.
Durante il tragitto era lei ad alzare ad aprire l’impermeabile a mostrarmi il culo bellissimo la passera o le tette.
Arrivammo vicino a delle persone che stavano lavorando e lei come fosse la cosa più naturale del mondo si chinò, aprì le gambe e pisciò ed io rimasi lì a vedere quel rigolo di piscio uscire dalla passera che avevo fin prima leccato.
Non credo che l’avessero vista, troppo intenti a fare il lavoro, ma bastò questo a farci eccitare di più.
Arrivati all’auto lei mi fece un pompino e ricominciammo a fare l’amore sui sedili dell’auto.
La guardavo rivestirsi e pensavo chissà dietro alle apparenze di santarelle caste e pure si nasconda un diavoletto come nel caso della mia Elena che mentre tornavamo a casa mi chiedeva
“Quando lo rifacciamo?”