Il primo sito di Annunci erotici italiano, scambio coppie, racconti ed esibizionismo.       Siamo 251.383        Ora online 23.597
Entra




Torna all'indice dei Racconti Erotici Lui & Lei

Lui & Lei


Pomeriggio d'estate

           di monvy

 Scritto il 26.02.2010    |    Visualizzazioni: 19.330  |    Votazione 5.6:

Era agosto di due anni fa, ero nella nostra casa in Sardegna con i miei genitori e loro quel pomeriggio caldissimo erano andati a fare delle compere e non sarebbero tornati prima dell'ora di cena. oziavo sul divano in soggiorno davanti alla grande porta-finestra aperta che dava sulla veranda e sul giardino. a quell'ora era il posto più fresco della casa per via del gioco di correnti che vi si creava. ero completamente sdraiata sul divano con gli slip del costume e un top leggero senza nulla sotto. con gli occhi socchiusi prendevano forma le mie fantasie erotiche. quelle perversioni che mi piaceva immaginare per eccitarmi, ogni volta diverse ma per lo più situazioni in cui ero sottomessa da vari uomini, usata, umiliata, abusata e magari torturata mentre loro godevano nel farmi qualsiasi cosa, era sia un gioco sia un ossessione sempre più consistente.
Immaginando di essere legata completamente nuda e impotente su dei tronchi a forma di X in balia di un uomo che mi leccava avidamente tra le cosce, cominciai ad eccitarmi e a contrarre i muscoli interni della vagina che improvvisamente sentii calda e spugnosa, mi mordevo le labbra e con le mani iniziai ad accarezzarmi i seni, sfiorando i capezzoli turgidi sotto il top con movimenti rotatori come avrebbe fatto l'uomo che mi stava seviziando. scesi piano sulla pancia nuda verso il punto di massimo piacere. con il respiro denso per l'eccitazione mi spogliai completamente e allargai bene le gambe incurante che qualcuno potesse vedermi..l'aria fresca mi accarezzava la fica ormai bagnata e nel naso percepivo l'odore dei miei succhi sempre più abbondanti..aprii bene la fessura e senza entrare cominciai a far scivolare con movimenti fluidi il dito medio tra le labbra, dal clitoride all'imbocco della vagina, immaginando la lingua di quell'uomo affamato. con l'altra mano mi dedicavo ai capezzoli alternandoli. ormai gonfi di voluttà li stringevo e li tiravo forte per allungarli ancora di più poi con più dolcezza li accarezzavo e li massaggiavo. all'improvviso il rumore della tenda smossa dal vento mi fece riaprire gli occhi per un istante e vidi un uomo in piedi nel mezzo del giardino che mi osservava compiaciuto, era il vicino di casa, un conoscente di mio padre. ero così eccitata e così vogliosa di godere che non provai il minimo imbarazzo di fronte a lui, anzi immaginai quanto potesse essere arrapato nel vedere una ragazzina che si masturbava e sfrontatamente mi trovai a dirgli ”se vuoi vedermi più da vicino entra; sono sola non c'è nessuno fino a stasera..” e lui ”... mi piaceva quello che stavi facendo, continua ti prego!”. prese una sedia dal tavolo e si sedette davanti a me. era a dorso
nudo con i calzoncini del costume che tradivano un'erezione vistosa e prepotente, cercava di domare l'animale con una mano per non farmelo notare ma poi si arrese e si mise comodo.
Mi riabbandonai alle mie fantasie, ero ancora legata, senza alcuna possibilità di ribellarmi a quell'uomo che mi bramava smanioso ma questa volta il volto di quell'uomo era quello del vicino di casa che mi mangiava con gli occhi mentre si accarezzava il grosso membro fuori dagli shorts. mi soffermai sulle sue dimensioni, non tanto in lunghezza quanto in circonferenza, la cappella era lucida, grande quanto una grossa prugna di cui ne ricordava anche il colore purpureo, nella mia non lunghissima esperienza non ne avevo mai incontrati di tali. pensai che era troppo enorme per entrarmi nella fica, che me la avrebbe spaccata, che avrei urlato per il dolore di quella penetrazione eppure lo desideravo ardentemente. mi leccavo le labbra con la lingua, mi assaporavo e con la mano continuavo ad accarezzarmi, ma adesso quando arrivavo alla fessura vi facevo entrare due dita in profondità poi risalivo fino al clitoride gonfio e turgido. con gli occhi chiusi, la schiena inarcata indietro, i seni tesi e i capezzoli durissimi assecondavo la mano con il movimento serpentino del bacino come se stessi scopando, divaricando quanto più possibile le gambe affondavo le dita e le estraevo fradice di umori. quando sentivo che stavo per venire, abbandonavo la fica me le portavo alla bocca, le succhiavo e poi con le dita bagnate di saliva mi accarezzavo i capezzoli per inturgidirli. ero talmente presa da quelle fantastiche sensazioni e dal piacere che mi stavo procurando che mi dimenticai dell'uomo davanti a me, quando sentii che scostò la mia mano dalla fica e tenendola ben aperta mi penetrò con tre dita cominciando a fare su e giù in profondità. apriva le dita dentro cercando di dilatarmi ancora di più mentre col pollice mi torturava il clitoride. il calore dalla vagina si propagava lungo tutte le terminazioni nervose. dibattevo il bacino sempre più freneticamente per accogliere le sue dita ancora più a fondo. il suo desiderio iniziò a farmi ansimare e gemere. desiderai di essere penetrata da tutto il suo enorme cazzo ma lui invece estrasse le dita fradice del mio sugo e spalmò lentamente tutta la fichetta dei miei umori copiosi poi subito vi infilò la lingua. la mia fantasia si stava realizzando, non ero legata ma immaginai di esserlo e irrigidii tutti i muscoli aprendomi completamente a lui. la lingua era calda, ruvida e si muoveva dentro di me come un serpente, mi assaggiava, mi succhiava, saettava su e giù nella fessura umida, picchiettava sul clitoride pulsante, nel giro di pochissimo venni nella sua bocca con un gemito rauco, quasi contorcendomi per lo spasmo di piacere e lui mi bevve tutta fino all'ultima goccia. poi con le mani mi sollevò il bacino per avermi meglio a disposizione della sua bocca ancora non sazia e si concentrò sull'altro buchino roseo, ancora vergine, vi entrava con la lingua quanto più profondamente poteva e poi lo leccava tutto intorno emettendo rumori e grugniti di soddisfazione nel farlo. ero appena venuta eppure ero ancora eccitata, volevo godere di nuovo, avevo in mente l'immagine del suo grosso cazzo eretto e lo desideravo dentro. ansimavo forte e trascendevo ad ogni suo tocco e senza alcun pudore lo scongiurai di penetrarmi tutta. si tolse i calzoncini e inginocchiandosi sul divano mi divaricò le cosce, appoggiò la cappella sulla fessura oscenamente dischiusa e matida e lo spinse dentro così lentamente che sentii ogni centimetro di quella carne calda ma dura come il marmo, mi sentii invasa, piena.. quel membro pulsava come un cuore dentro la mia fica ed io contraevo i muscoli interni per avvolgerlo stretto emettendo un gemito ogni volta. mi tirò a sé appoggiando le mie gambe sulle sue spalle per affondarmi più profondamente e aumentò il ritmo delle spinte, secche, decise, profonde fino a sfiorarmi l'utero. usciva quasi completamente per poi ripenetrarmi con violenza, mi stava facendo impazzire e ansimavo spasmodicamente ogni volta che l'enorme glande mi scivolava dentro fino in fondo ”è così che volevi essere penetrata? sei una bella puttanella lo sai? ti piace farti guardare a fica aperta troia esibizionista? sto per venire e adesso ti faccio bere tutta la mia sborra calda fino all'ultima goccia la devi ingoiare”. ansimante come un animale e con il viso trasfigurato dal piacere si staccò da me lasciandomi ricadere sul divano e mi obbligò a prenderglielo in bocca. tentai di spalancare la bocca quanto più potevo per accoglierlo tutto dentro, ma era talmente gonfio e turgido che mi sentivo soffocare. glielo scappellai per bene e presi a leccargli il glande pulsante insistendo sulla fessurina, gli divorai l'asta nerboruta a colpi di lingua fino alle palle gonfie di piacere a lungo trattenuto, finchè venne esplodendomi in gola il suo caldo fiume di sborra. da brava porca ingoiai ogni fiotto di quel seme acre e lattiginoso, leccandomi le labbra per non sprecarne neanche una goccia. si rivestì e prima di andarsene mi disse che la moglie e la figlia l'indomani sarebbero ripartite e che restando da solo di tanto in tanto gli avrebbe fatto piacere un po' di compagnia..risposi che di nascosto dai miei lo sarei andata a trovare e immaginai Simona, la figlia che aveva un anno meno di me e questo pensiero mi intrigò ancora di più!


Votazione del Racconto: 5.6
Ti è piaciuto??? SI NO


Disclaimer! © Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.



Commenti per Pomeriggio d'estate:





Per lasciare un commento fai il login o unisciti a noi, è gratis!

SexBox




Sex Extra