Per qualche giorno evitai di incontrare Matteo e suo padre, questo mi obbligava a uscire quasi di nascosto da casa mia, ma la vicinanza era un problema serio, avevo capito che stavo scivolando sempre più in basso.
Le mie resistenze morali, cercavano di combattere contro quello che era il piacere della carne e delle novità.
Avevo scoperto il mio lato nascosto, ma mi vergognavo d’affrontarlo.
La stupidaggine di farmi filmare da Matteo, mi aveva costretta a subire il padre e l’amico, ma in cuor mio, sapevo che la costrizione, era solo parziale, avevo goduto con loro e mi ero sentita una femmina in tutti i sensi, quello che mi aveva stupito in realtà, era che mi piacesse essere apostrofata volgarmente durante i rapporti, quello era un lato che non avevo mai preso in considerazione e, una pratica mai usata con mio marito; il sentirmi dare della troia mi eccitava.
Al terzo giorno senza vedere i due bastardi, il telefono squillò, questa volta risposi, sentivo il bisogno di chiarire;
- Mammina che cavolo stai facendo?
- Mi faccio gli affari miei!
Cercai di rispondere dura per smorzare il suo temperamento, ma ancora una volta Matteo prese il comando deciso;
- Non fare la stronza con me, mammina, ho due possibilità per tirare su qualche soldo, o mi aiuti tu, o metto il tuo filmato sui siti porno!
Era una ricatto bello e buono, ma non trovavo via di fuga;
- Cosa vuoi da me, ancora non ti basta come mi hai presa e umiliata?
- Io non voglio umiliarti, voglio scoparti e divertirmi con te e, tirare su qualche soldo facile!
- Non puoi trattarmi come una puttana…
- Tu sei una puttana! lo sei diventata qualche giorno fa e la cosa ti piace!
- Sei uno stronzo, va a fanculo…
- Ecco, questa è una buona idea, ho proprio voglia di farmi un culo ancora stretto, tra cinque minuti sono da te, preparati!
Non mi diede il tempo d’obbiettare, mestamente, ma con un pizzico di vanità, andai a prepararmi, mi diedi un po di oli profumati e mi portai sul divano aspettando Matteo.
Dopo qualche minuto, era li davanti a me, ancora una volta con una busta in mano;
- Mio padre, mi ha confermato che sei veramente una brava mammina, ieri sera parlando di te, mi ha dato questa cosa da farti provare, dice che ormai sei pronta per questa nuova esperienza, di fargli sapere come è andata, che poi più tardi passa anche lui.
Matteo tirò fuori un vibratore enorme, con una base per l’appoggio a terra;
- è elettronico, lui pensa che sia ora di fartelo provare e io sono d’accordo
Guardavo quel cazzo finto
di colore nero, era una misura ancora più esagerata del cetriolo, pensai alla mamma di Matteo, evidentemente quella troia si divertiva con quel giochino, ma a me, faceva impressione, a occhio e croce, doveva essere un venticinque centimetri e la circonferenza, era abnorme, mentre Matteo l’appoggiava a terra piazzandolo, provai a ribellarmi;
- Io quel coso non me lo metto dentro!
- Oh si che lo farai…
E così dicendo mi fece vedere il cellulare, ricordandomi il filmato
Matteo accese il vibratore, se non fosse stato che dovevo mettermelo dentro, mi sarei messa a ridere a vedere come si muoveva;
- Vieni qui!
Rassegnata mi alzai e andai dove voleva, mi prese e mi fece levare lo slip;
- E adesso scendi a provare il tuo nuovo giochino!
Mi mise le mani sopra le spalle spingendomi verso il fallo, mentre mi appoggiavo alla cappella, mi resi ancora una volta di come il mio corpo reagiva diversamente dalle mie parole, ero fradicia di umori e i capezzoli erano bene in evidenza, mostrando chiaramente il mio stato di eccitazione;
- Guarda la mia mammina come è pronta a farsi riempire dal suo nuovo cazzo!
- Smettila…non dirmi queste cose…
- Io ti dico quello che mi va!
Cosi dicendo, spinse forte sulle spalle obbligandomi a farmi penetrare dal membro nero: rimasi stupita per la facilità dell’entrata, evidentemente ero io che non conoscevo i miei limiti di resistenza e di elasticità.
La vibrazione e il riempimento, stavano stimolando punti intimi a me sconosciuti, cominciai a concentrarmi sui miei piaceri, Matteo mi teneva deciso sulle spalle, poi, vedendo che io avevo chiuso gli occhi e stavo seguendo il mio piacere, mi lasciò.
Mi dimenticai di lui, cominciai a sbattermi voracemente il sesso nero e dopo pochi attimi, ebbi un orgasmo indimenticabile, solo a quel punto sentii di nuovo Matteo, mi stava facendo piegare a carponi mettendomi in una posizione che non induceva a dubbi;
- E adesso completiamo l’opera!
- No, con questo coso dentro, mi farai un male pazzesco!
- Lo so mammina, ma la vita non è fatta solo di piaceri…
Con quella frase ironica, si spinse dentro di me facendomi urlare, mi sentivo squartata, il dolore era tornato forte e il piacere era sparito, cercai di rilassarmi, ma il sesso finto spingeva davanti in modo impressionante, stringendo l’orifizio e Matteo non aveva riguardi.
Urlai e poi urlai ancora e poi ancora, fino a che Matteo non mi riempì col suo sperma.
Ero distrutta, ripensai a quel rapporto bestiale e al fatto che le ultima urla, erano anche di piacere, ma come era possibile che fossi scesa così in basso?
Come era possibile che mi fosse piaciuto anche quel modo di fare sesso ?
E cosa avrebbe voluto il babbo di Matteo, dopo quell’esperienza?
Era chiaro che tutti e due amavano di più i rapporti anali e me lo stavano dimostrando in ogni momento.
Guardai Matteo che si rivestiva, aveva uno sguardo tronfio, pieno di piacere;
- Sei incredibile, sei riuscita a godere anche così, ha proprio ragione mio padre, sei portata per il sesso, tutti dovrebbero provarti, per capire cosa vuol dire scopare veramente, ma farò in modo che molti si possano togliere questa soddisfazione…
Uscì ridendo, lasciandomi sfinita per terra con quel fallo finto che vibrava ancora, non si era neanche degnato di portarlo via, era evidente che il padre voleva ripetere il gioco.
Avrei voluto odiarli, mentre mi appoggiavo di nuovo sul sesso nero e mi lasciavo andare a un'altra cavalcata, invece, mi guardai nello specchio che avevo di fronte e, tutta sudata, cercai un altro orgasmo, aspettando che si presentasse il momento del padre…
Ero ormai entrata nella parte di donna sottomessa e libertina, poi, venne la svolta che mi riportò in carreggiata, tornò mio figlio dal campus e mi resi conto di quanto fossi andata oltre ogni logica, mi vergognai di me stessa guardandomi in quello specchio che mi aveva visto trasformare, sapevo che la vicinanza di quella famiglia non mi avrebbe permesso rinsavimenti, decisi di affrontare i miei problemi con mio marito e ebbi il coraggio di andare via da tutto, distante dalla nuova Barbara, per ritornare a vivere i miei tempi e il mio eros normalmente
Fine
Ps chiedo scusa a tutti coloro che hanno trovato volgare questa storia, io stesso, pur cercando di non scadere nel porno, rileggendo, ho trovato passaggi forti, ma a volte la realtà supera la fantasia e scriverla senza diventare “ scadenti” è una prova ardua, questo è il motivo per cui ho deciso di finire bruscamente il racconto.
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