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Lui & Lei


Storia di Stefania terzo capitolo

           di fantasy1959

 Scritto il 07.04.2009    |    Visualizzazioni: 13.531  |    Votazione 6.9:

Crollano le barriere

Quando lo vidi nudo, mi sembrò ancora più volgare, gambe grasse, la pancia flaccida e molliccia, non aveva la bava alla bocca, ma quello che lo rendeva spaventoso era il pene, a riposo era lungo come quello di mio marito e addirittura più grosso. Di diametro, non osavo immaginare come fosse, una volta eccitato, Nadia lo impugnò lusingandolo;
- Sai quanti ragazzi venderebbero l’anima per avere un cazzo così?
- Il suo sesso s’ ingrossò a quelle parole, erano in piedi, lui si appoggiava al letto, lei in primo piano verso lo specchio, in modo che potessi scrutare ogni minimo particolare.
Nadia stava sdraiata supina, con le gambe penzoloni, il porco si mise davanti a lei, appoggiandosi sulla pancia di Nadia, ma con la schiena verso lo specchio, impugnò le sue caviglie, tirando le gambe in su, allargandole.
Nadia m’ appariva oscenamente aperta, solo un ciuffetto di peli neri sul pube, sotto completamente depilata, vedevo benissimo le labbra rosse della sua vagina che sporgevano lucide e tronfie. anche il suo orifizio anale era esposto totalmente, scuro e grinzoso, con un areola nera che lo rendeva ancora più osceno, il tipo abbassò la testa verso i due tesori, e sputò rumorosamente sulla figa della donna, sfregò la bocca sui pertugi, ripetendo l’operazione un paio di volte, poi fece una cosa che non mi sarei mai aspettata, tolse una scarpa dal piede di Nadia e cominciò a sfregare la punta di questa contro le labbra polpose, adesso, erano in posizione di sessantanove, lui la penetrava con la punta della scarpa, spingendola deciso, lei gli facilitava il compito tirando ancora più indietro le cosce ed esponendo il suo sedere, la scarpa penetrava fino a metà dove s’ allargava, dove incominciava la parte per ospitare la pianta del piede, il porco la tirava fuori ammirandola, la punta era almeno dieci centimetri
la vagina appariva ancora più aperta e più volgare di prima, rimaneva dilatata, probabilmente Nadia non contraeva i muscoli per richiuderla, lui ci sputò nuovamente sopra e spalmò la saliva con la mano sinistra, poi, infilò due dita dentro in modo brutale, girandole fino a che queste, trovando spazio, diventarono tre. poi, avvicinò di nuovo la scarpa, girandola, fino a farla entrare per metà della sua lunghezza spingendola e ruotandola ancora.
Era incredibile quello che Nadia si faceva fare, mi resi conto che ero sudata, stavo respirando forte, ero affannata, allibita e ammaliata da quel film porno che di nascosto stavo guardando, continuavo a toccarmi, ormai preda del mio piacere.
Stavo seduta sul bordo della
poltrona, la vagina infiammata, tumefatta e il sedere appena appoggiato al tessuto ruvido, ammiravo la scena che mi si presentava davanti.
Come un film, ma non era un film, ero li anch’io, solo uno specchio ci divideva.
Il signore continuò ancora per un poco a scopare Nadia con la scarpa, poi si tirò su, quando vidi il suo sesso, ebbi i brividi; spalancai gli occhi, era duro, violaceo, faceva paura.
Come dimensioni mi ricordava la bomboletta della lacca, una bottiglia di mezzo litro d’acqua, era mostruoso, passò davanti allo specchio, vidi il suo culo pieno di cellulite, si tirò su e vidi che puntava quel mostro verso la figa di Nadia.
Lo fece entrare con un colpo secco, lo guardai tirarsi indietro e infilare di nuovo quel pezzo di carne esagerato, facendolo entrare quasi tutto di nuovo.
Ripetette la pratica per due o tre volte, lo faceva con delicatezza e con brutalità, la scopava dolcemente con quel bastone, fuori e dentro.
Feci caso che aveva il sedere bagnato, pensai che Nadia lo avesse leccato e penetrato con le sue dita.
Lo vidi tirarsi su, il suo nerbo era completamente fuori, la vagina di Nadia era aperta oscenamente, riuscivo a vedere in profondità la carne viva e rossa, bagnata dai suoi umori, poi, lui riaffondò dentro come nel burro, Il viso di Nadia non era contratto, non soffriva, anzi sembrava nel pieno possesso della situazione.
la sentii dire al signore:
- Non sborrare, aspetta! voglio farti una sorpresa!
Lui la scopò ancora per un poco, poi si tirò su, sbuffava, si vedeva che era vicino a venire, cercò di calmarsi;
- Che cosa hai inventato questa volta?
- Fidati…
La vidi arrivare in camera, chiudendosi la porta dietro; io ero sempre più eccitata, lei mi disse:
- Guarda come mi ha spaccata quel cazzo! Mentre lo diceva, appoggiò la gamba sinistra sul bracciolo della poltrona, mi ritrovai la figa davanti al viso;
- Toccala, senti come è larga!
Mi prese la mano, l’avvicinò al suo tesoro, le mie dita scomparvero, vennero risucchiate in quella caverna calda, bagnata, volgarmente slabbrata: spinsi le dita fino in fondo, mi disse di nuovo:
- Vedi, ci sta tutta la mano!
Io ero sempre più eccitata.
Lei mi disse ancora;
- Dai, vieni di là con noi, non devi farti scopare se non ti va! Vieni solo di là, ti faccio godere mentre lui mi scopa!
Mi prese per mano, io mi tirai su , e come un automa la seguii.
Quando facemmo la nostra apparizione in camera, lui si tirò su, e il suo volto si illuminò felice, esclamò contento e meravigliato;
- Nadia, chi è questa bellezza?
- Questa è Stefania, una mia amica, è la sorpresa che ti ho detto. ma non puoi farle niente, a meno che lei non lo chieda lei, intesi? Naturalmente ti costerà un supplemento.
Lo disse in modo categorico, duro, inequivocabile, lui non disse niente.
Lei mi fece mettere supina sul letto con le gambe rivolte verso la sua testa , si mise sopra di me in posizione di sessantanove, cominciando ad accarezzarmi, poi sentii la sua lingua sulla figa, nello stesso istante, vidi il sesso dell’uomo che si avvicinava minaccioso alla mia faccia e alla vagina di Nadia.
lui mi guardava estasiato, poi, parlò;
- Dai, mettilo tu dentro, guidalo tu dentro a questa troia!
Io come un robot, eseguii la sua richiesta: anche aiutandomi con le due mani, facevo fatica a tenerlo, lo avvicinai al tesoro di Nadia, la quale, mi stava divinamente leccando.
Vidi a pochi centimetri da me, scomparire quel sesso enorme dentro quella caverna umida, mentre lui la penetrava, i suoi testicoli grossi e pieni , sbattevano sulla mia fronte, ebbi un orgasmo violentissimo, gemetti forte, lui accelerò il ritmo, mi rilassai un attimo, il signore si tolse, e avvicinò il suo membro alla mia bocca, era bagnato fradicio dagli umori della donna che aveva appena scopato, io leccai il membro dell’uomo, spalancai la bocca, lui spinse dentro la punta, era enorme, lo ripresi in mano e lo riportai verso il pertugio di Nadia, il tempo di fargli sentire il calore delle labbra, che era già sparito di nuovo tutto dentro di lei.
Nadia si sdraiò sotto di me, eravamo di nuovo in posizione di 69, solo che adesso, io ero sopra di lei.
Ripensandoci, Nadia lo aveva fatto apposta.
Sapeva che mi ero eccitata, lo aveva fatto per me, avevo la mia faccia vicino alla sua figa, non smetteva di scoparmi con le dita, continuando a leccarmi.
La bestia la penetrò di nuovo senza pietà, prese le gambe di Nadia e le spinse con decisione indietro, ancora una volta, era esposta oscenamente, la scopava deciso, dalla vagina uscivano rumori volgari di risciacquo, fui io stessa a prendere le gambe di Nadia e tirarle in basso, il porco tolse il membro da dentro e lo avvicinò alla mia bocca, mi mise una mano dietro alla nuca e spinse, avevo la bocca spalancata, la punta del suo cazzo entrò un poco, scontrandosi con i miei denti, spinse lo stesso, mi faceva male, entrò un poco di più, poi, lo tolse e mi disse di sputare dentro la vagina di Nadia, il tentativo di mettermelo in bocca, m’aveva impaurita, pur di allontanarlo ero disposta a tutto, così, lo feci, versai il liquido dentro le labbra, lui riaffondò il cazzo in un solo colpo, lo tolse, ed io sputai di nuovo dentro facendo penetrare la mia mano, solo il pollice era fuori, il resto entrava con una facilità incredibile, era slabbrata, lui mi guardò, mi tolse la mano e scomparve ancora dentro di lei emettendo versi gutturali impressionanti;
Nadia mi penetrò con le dita dietro,profanando il mio stretto orifizio e con la lingua mi leccava la vagina, ormai ero persa nel delirio dei sensi.
Godevo di nuovo, era un godimento pazzesco, che dall’interno mi arrivava fino al cervello, per quello che stavo facendo, per quello che vedevo, per quello che mi facevano.
Il tipo prese la mia testa da dietro, mi spinse con la bocca a contatto della figa di Nadia, vedevo il porco che si teneva alla base il sesso, lo avvicinò alla mia bocca, vidi che ne uscì uno schizzo che colpì la mia bocca e la vagina di Nadia, poi un altro schizzo più abbondante del primo, direttamente nel buco spalancato, poi un altro ancora, io aprii la bocca, lui spinse dentro di me la cappella, sentii il suo sperma invadermi la gola, Nadia mi penetrò l’ano con due dita, io urlai.
Il porco aveva sempre la sua mano dietro la mia testa, mi spinse, obbligandomi a bere tutto il suo sperma, poi, liberandomi, mi obbligò a scendere tra le cosce di Nadia e a leccare quello che ancora era dentro di lei, io leccai, penetrai con la lingua quella voragine: sentivo i muscoli della sua vagina devastata, che si stringevano come una morsa, si contraevano, stava godendo anche lei, un altro getto di sperma uscii fuori dal suo scrigno, e io lo leccai…
Continuavo a leccare, succhiare e strofinare la mia bocca contro quel tesoro.
Ormai non avevo più remore, mi sentivo come Nadia e, come Nadia, volevo provare e sentire, i miei tabù, erano crollati sotto le sapienti carezze di quella donna
Mi ritrovai di nuovo il cazzo in bocca, era morbido, non molle, anche se non era duro come prima,
per accoglierlo dovevo spalancare la bocca al massimo, le mascelle mi facevano male, lui invece lo strusciava contro la mia faccia e spingeva deciso,. Nadia mi fece girare ed io mi ritrovai nella posizione in cui era lei, poi si rivolse all’uomo e gli disse:
- Guarda che bella figa! Guarda che culo! È una ragazzina viziosa, sembra una verginella!
Mentre illustrava le mie parti intime come fosse stata merce rara, mi toccava, mi penetrava, la sentivo abbassarsi e leccarmi le labbra, mi sputava sopra, spalmando la saliva con la mano aperta,
come si fa con una crema abbronzante, lo fece più volte: insieme alla sua saliva sentivo anche i miei umori, ero terrorizzata all’idea che l’uomo potesse volerlo mettere dentro la mia stretta carne e nello stesso tempo, come una giumenta in calore, desideravo essere presa e domata.
Nadia aveva capito i miei desideri più nascosti e mi stava preparando, come una vergine al suo primo appuntamento, mi penetrò prima con due dita, poi tre: le tirava fuori, poi dentro, le ruotava, sentivo due mani che spingevano le mie caviglie verso l’alto, avevo le ginocchia contro i seni, sentivo delle dita penetrare nel mio ano, la mia vagina era riempita dalle dita di prima.
ero eccitata come non mai.
Non dicevo niente , ero disposta a tutto, non riuscivo a concentrarmi su niente, non sapevo cosa stessi facendo. ero schiava di quel piacere immenso e sporco che non avevo mai provato e che mi stava completamente scoppiando dentro.
Sentii Nadia chiedermi;
- Dì a questo porco di scoparti, dai!
Io rabbrividii.
- No! Nadia, ho paura che mi spacca! È troppo grosso…
- Non aver paura, in questa figa ci entra ben altro! Non senti come sei larga? Dai, chiedigli di mettertelo dentro!
Lo diceva mentre la sua mano penetrava ancora di più nella mia intimità;
- Ho paura…
-Nadia spinse ancora di più le dita dentro di me;
- Chiedigli di scoparti.!
Lo dissi.
Scopami! Dai scopami, chiamami…
La mano si spostò e lasciò spazio a qualcosa di liscio, di caldo, lo sentivo entrare piano, non mi fece male. ma m’ invadeva, era grosso, più della presenza precedente. trattenevo il respiro, non riuscivo a capire quanto fosse dentro.
Mi spinse divinamente, sentivo la cappella avvolta dalle mie labbra, capivo che era entrata solo la punta;
- Dai, spingi; entra piano!
Nadia stava dirigendo quel gioco intricante.
Il porco entrava lentamente, mi sentivo squartare, in vita mia, avevo avuto solo il sesso di Andrea, avevo un pertugio quasi vergine per quello che stava entrando adesso, le mie resistenze stavano perdendosi sotto quel mostruoso sesso, era grande, non finiva più, aveva varcato la soglia, prima lo sentivo appena, adesso sentivo l’utero dilatarsi, alla fine urlai…
- Basta… ti prego…Mi sta facendo male! Fermalo…
Ma ormai era troppo tardi per fermare quel turpe piacere, Nadia mi teneva ferma, impedendomi ogni movimento, l’uomo si fermò, uscii leggermente, per poi rientrare, ancora un poco fuori e di nuovo dentro sempre di più.
Mi stava spaccando, mi sentivo lacerare, urlai ancora, a una sua ulteriore spinta, mi tornava in mente con quanta facilità Nadia lo avesse accolto e dalla fatica che faceva, invece la mia vagina ad accettarlo
Uscì completamente e fece spazio alla lingua della donna che mi leccava lenendo il dolore dentro, ero tutta sudata e quel contatto, sembrava un unguento, per un attimo dimenticai il dolore, poi, ancora il bastone duro che si prendeva il suo piacere, che mi scopava senza pietà, giocavano col mio corpo, mi allargavano, mi ruotavano, di nuovo il bastone dentro fino in fondo, usciva e di nuovo le dita della donna che mi allargavano, poi, ancora il suo cazzo dentro, all’improvviso mi diede un colpo secco, rimasi senza fiato, avevo la gola secca, non avevo il coraggio di muovermi, sentivo la pancia di quel porco contro la mia, le sue palle grosse contro il mio sedere, era riuscito a fare quello che io credevo impossibile, era tutto dentro di me.
Mi sentivo piena come mai, mi sentivo una vacca con un toro che mi montava, lui era dentro di me e non si muoveva più, Nadia avvicinò il suo viso al mio e mi baciò dolcemente. con soddisfazione mi disse;
- Sei bellissima, adesso godrai come mai hai goduto! Capirai cosa vuol dire essere scopata veramente, ti ricorderai questo per sempre e ti masturberai pensando a questo momento. Godrai come una troia, ripensando a quello che hai fatto oggi!
Mi mise una mano sulla pancia e mi fece rilassare, fece passare molti secondi, tenevo gli occhi chiusi e fremevo come una giumenta, poi la sentii dire;
- Adesso scopala con calma.
Il cazzo cominciò a chiavarmi piano, la corsa che faceva dentro e fuori, prima era corta poi, piano, andava aumentando come avevo visto dallo specchio con Nadia.
Lo sentivo tutto dentro, il dolore era ancora forte, ma stavo abituandomi, ero invasa, era enorme, adesso lo sentivo bene, sentivo il suo sesso che mi scorreva dentro, era bagnata, i miei umori colavano e bagnavano quel bastone di carnee; pur cercando di stare rilassata e allargando al massimo le cosce, mi sentivo completamente piena, poi. il porco aumentò il ritmo…
Mi diceva che ero una puttana, che ero peggio di Nadia, una troia , che mi avrebbe spaccato in due.
arrivai ad un orgasmo strano, veloce e subito dopo ancora un altro, più lento e più lungo, più intenso, dopo due, tre colpi del suo membro che mi sbatteva forte fino in fondo, venni urlando e piangendo chiesi di avere pietà e lasciarmi riposare.
Lo tirò fuori di colpo ed io mi sentii vuota, istintivamente contraevo i muscoli della vagina, sentivo del liquido scivolare fuori, tremavo, urlavo, piangevo, mi sentivo scossa da un terremoto.
Non so quanto tempo passò, ero sconvolta, avevo l’uomo a cavallo sulla mia pancia.
Nadia mi baciò sulle guancia.
Avevo il sesso del porco tra le tette vicino alla bocca, si stava masturbando.
mi disse di aprire la bocca, e un getto caldo schizzò colpendo le mie labbra, poi, Nadia lo prese in bocca.
Spremeva quella bestia, mungeva quell’oggetto che mi aveva devastato l’utero.
Nadia si staccò da lui, e mi baciò ; aveva ingoiato tutto , aveva ancora il sapore dello sperma di me e di quello stronzo: ci baciammo lentamente, dolcemente, mentre l’uomo spremeva ancora quella proboscide ormai flaccida; vidi che aveva ancora una goccia che formava una perla bianca in punta, lo avvicinò alla mia bocca e io lo leccai come un atto dovuto, poi, si tirò su, mentre io e Nadia eravamo ancora sdraiate .
Lui disse che ero una dea e che erano anni che non faceva una scopata così, che non godeva tanto intensamente, ringraziò Nadia per la sorpresa,si rivolse a me e disse;
- Guardati la figa allo specchio! Guarda che spettacolo!
Mi tirai su, ero tutta dolorante, vidi una cosa incredibile, si vedevano le labbra della mia vagina esposte, non l’avevo mai vista così gonfia, ero oscena, lo dissi spaventata, Nadia capì al volo le mie paure;
- Non preoccuparti, in un paio d’ore tornerà tutto come prima.
Me la toccai, ero liscia, aperta, le mie dita entravano con facilità, tranquillamente feci entrare quattro dita, non ero mai stata così larga, Nadia mi sorrise, mi sentivo cambiata da quando la conoscevo.
Andammo tutti e tre in bagno, ci lavammo, prima io, poi Nadia e per ultimo il signore.
Alla fine il porco disse a Nadia che doveva pisciare, lo disse in modo naturale, anche se in modo volgare, Nadia si avvicinò, prese il suo sesso in mano, lo puntò verso la vasca da bagno, vidi uno zampillo uscire prepotente, lui gemeva, disse a Nadia:
- Ti piscerei addosso, troia!
Nadia gli rispose:
- Non sei mai sazio, mai contento, non ti basta mai!
- Un’altra volta ci dedichiamo a giochi perversi!
Glielo scrollò un poco, sembrava che avesse finito, lei lo pulì e poi lo prese in bocca, spingendolo fino in fondo.
Con stupore la guardai estasiata, ma come faceva a contenerlo tutto? era Un membro così grosso…
Lo aveva in fondo alla gola, vedevo gli occhi lucidi di Nadia, che si alzò, lo tiro fuori e disse;
- Credo che per questa volta possa bastare !
Il porco diede a Nadia 500 euro, e la ringraziò nuovamente per la sorpresa che aveva trovato, uscendo le disse che si sarebbe fatto sentire presto, e che avrebbe voluto rivedermi.
Nadia tornò in camera , e mi diede 200 euro, io le rifiutai, lei disse;
- Guarda, che te li sei meritai, devi staccare da tutto il resto e i soldi sono il compenso giusto per la tua moralità, quando ripenserai a tutto quello che hai fatto, sarà più eccitante, ti farà sentire troia, quello che veramente sei! Ma solo tra queste quattro mura, quindi, prendi i soldi, mi ringrazierai, non per i soldi, ma per il gesto, per averti fatto fare quello che desideravi..
Li accettai e mi vestii: mi congedai da lei, con le gambe tremanti dalla stanchezza e dal dolore in mezzo alle cosce, pensavo a tutto quello che era successo, a tutto quello che avevo fatto…
Intanto il tempo era trascorso inesorabile, non potevo tornare in ufficio, telefonai, inventandomi una scusa per giustificare quella assenza.
Erano passate le quindici, ero a casa che mi preparavo un bagno caldo, che mi ristorasse da quelle eccitazioni meravigliose e dolorose nello stesso tempo, ero strana, mi sentivo strana, non mi facevo domande.
Per la prima volta non mi sentivo in colpa, le mie preoccupazioni, non erano “Cosa ho combinato?
Cosa ho fatto?”, ero tranquilla, mentre accarezzavo il corpo per cercare segni da nascondere a Andrea, i miei pensieri erano rivolti a quello che avevo provato, a come avevo goduto.
ero nuda, e mi sembrò naturale specchiarmi, guardai la mia vagina, pensavo di trovarla ancora rossa , disfatta; come l’avevo vista a casa di Nadia,. la toccai, era liscia, scostai le labbra che si erano ritirate, era arrossata, ma solo internamente, versai del latte e dei Sali nella vasca e m’ immersi in quel bagno purificatore.


Fine del terzo capitolo.







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