Ho appena finito di “fare un giro” su A69, di leggere un po’ di annunci, di rispondere a tutti quelli aprendo i quali ho sentito un rapido brivido al basso ventre, sperando di essere ricontattato e di potermi assicurare una scopata in più, che non fa mai male.
Ho guardato un po’ di troie esibirsi sul Palco, mi sono segato per due volte sui particolari che amo di più (piedi ben calzati e bei culetti sodi e pronti a ricevere i miei turgori virtuali), ho ripulito la scrivania (di solito poco prima di sborrare, quando sento che l’onda bianca cresce e sta per strabordare fuori dal mio cilindro di carne pulsante, mi alzo in piedi e imbratto il tavolo di legno su cui poggia il pc- chissà che la mia crema non sia un tonico rivitalizzante anche per il legno, mi chiedo spesso!! del resto, se ‘stira’ la pelle di una donna e la alliscia rendendola più luminosa, come dicono i medici, perché non dovrebbe avere lo stesso effetto sul regno vegetale?! Bah…pensieri in libertà-!) mugolando a ogni schizzo, immaginando di avere vicino alla punta viola e succosa del mio uccellone in tiro (a proposito, una volta per tutte: ho un cazzo normalissimo, non più lungo di 17 o 18 cm. in erezione, normale anche a riposo, più grosso alla base, tipo ‘cuneo’ e sempre lucido e voglioso di svuotarsi attraverso la punta gonfia di desiderio; non rompe i culi come quello sproporzionatamente asinino del Rocco nazionale, anzi è sempre ben accetto da ogni retto nel quale si infila subdolamente, così eviterò di dover rispondere singolarmente sempre la stessa cosa a chi mi contatta e mi chiede informazioni e particolari…del cazzo!) una mano o un piede o una bocca o un buco qualsiasi, pronto a ricevere il mio balsamo bianco, ho risposto ad alcune mail di persone con cui condivido un po’ di interessi sessual-letterari o di semplici ‘ammiratori/ammiratrici’ e ora sono qui, a fissare su un foglio bianco (virtuale, d’accordo, di WORD, ma pur sempre foglio bianco!) le mie solite impressioni onanistico-postcoitali, tra una sigaretta e la voglia di carne vera e soda attorno al mio bastone.
Mi sono soffermato a lungo a osservare…le mie gonadi.
Non avevo mai guardato nel dettaglio i miei coglioni fino a pochi minuti fa, quando tra l’effetto del prosecco pomeridiano (forse oggi ho esagerato) e quello della voglia-di-un-culo-capiente mi sono soffermato a lungo a guardarmi le palle oramai sgonfie dopo due orgasmi autoprocuratimi: due ellissoidi ben definiti, con le venature bluastre a decorare lo scroto, un po’ di fastidiosi peli cresciuti in fretta dall’ultima volta in cui li ho tagliati col tagliabasette (!), meno di 10 giorni fa, due frutti succosi, si direbbe,
a guardarli anche per mezzo di uno specchio da sotto e da ogni angolazione; due grosse olive all’interno delle quali da pochi minuti si è ‘acquietata’ quella situazione di ribollente magma bianco esistente fino a poco fa, prodotto ed espulso con la solita puntualità da orologio svizzero.
Mi sego diverse volte al giorno da parecchi anni e loro, i miei coglioni, non mi hanno mai tradito una volta, hanno sempre risposto come soldati all’appuntamento con gli agognati schizzi!
Non hanno mai protestato quando ho imposto loro repentini tuffi nelle bocche di chi mi ha succhiato l’anima bianca, non hanno mai avuto paura che la bocca che li riceveva potesse appartenere a qualche folle tentato/a dal serrare la mascella e troncarli di netto, costringendomi a una voce in falsetto per il resto dei miei giorni, non si sono mai intimoriti di fronte ai lunghi tacchi da 12 che hanno spesso premuto con forza sulle loro pareti, quasi a voler calpestare la mia virilità, ma solo per il desiderio di provare maggiore eccitazione, al limite del dolore, prima di venire per l’ennesima volta.
Mai hanno disprezzato i piedi o le mani che li hanno a lungo accarezzati e sollecitati per poter godere del loro prezioso prodotto salato…le lingue che li hanno solcati in lungo e in largo li hanno invece solleticati e forse stimolati a produrre qualche cc. in più di quella sborra liberatoria che- ahimé!- mi calma solo per poche ore, prima di costringermi di nuovo a indossare la maschera dello sborratore dannato per sempre a questo supplizio piacevole sì, ma pur sempre con un che di tantalico.
Alle palle, a queste mie palle che a volte si riempiono, a volte si rompono, a volte dolgono, a volte restano scontente se non possono svuotarsi dove vorrebbero, ma sempre sempre sborrano e copiosamente si svuotano di quella cremina così gustosa e ambita, ai miei coglioni, normalissimi ma specialissimi, attraverso i quali forse in parte si muove il mondo (quanto meno il mio!), a loro dico GRAZIE di cuore, con affetto infinito e con la voglia di farmi guidare da loro tutte le volte che (ne) avrò voglia!
Una rapida carezza e subito la bestia succube dei corpi cavernosi che la costituiscono, situata poco sopra di essi ma da loro dipendente, i miei 17/18 cm. si ergono ritti, svettando fuori dai boxer come un cane che si affacci al cancelletto della casa che difende e rabbiosamente abbai verso gli sconosciuti.
Credo che darò ancora un paio di scrollate al mio cilindro, con una mano a contenere i miei due tesori ovoidali, le mie due uova d’oro (grazie a Bigas Luna per la citazione), come amo fare ogni volta che mi sego placido, e mi sborrerò in una mano solo per assaggiare il mio sapore di maschio prima di cena, giusto come aperitivo. Buon appetito a tutti e smettete di accarezzarvi tra le gambe, luride troie/brutti maniaci cazzofili!! ;)
Col solito affetto, vostro VL.