Quanta tensione accumulata nell'attesa di quel primo incontro.
Finalmente Luisa aveva accettato di venire a casa mia, nel mio piccolo bilocale.
Finalmente avrei potuto avere il tempo per dimostrarle che tutto quello che le avevo detto su di me, tutti i desideri che avevo su di lei potevano diventare realtà.
Quando la vidi comparire sul lungo corridoio, ebbi un sussulto al cuore, era stupenda con quei capelli corti, che finivano dove iniziava un delizioso
collo, che a sua volta, veniva coperto da una camicetta a fiori, la quale spariva sotto una gonna bianca stropicciata.
Scendendo ancora, si potevano ammirare delle calze nere e ai piedi delle deliziose scarpe a spillo, di colore biancho.
Un vero incanto quella ragazza che si avvicinava alla mia porta: già il mio pensiero volava a quello che sarebbe stata quella bella giornata in compagnia di Luisa.
Il bacio che le diedi sulla porta, fù un bacio pieno di significati, era un bacio voluttuoso, sensuale come può esserlo il primo bacio tra due amanti.
La feci entrare e senza neanche farla respirare, la portai sul mio letto coperto da lenzuola di raso nero.
Tutti gli sms scambiati di nascosto, le telefonate furtive, tutte le promesse, adesso diventavano realtà.
La feci adagiare come se fosse cristallo, la toccavo con una dolcezza incredibile, il suo profumo mi inebriava, i bottono che si aprivano sotto il tocco delle mie dita, lasciavano intravedere una pelle leggermente abbronzata, che metteva in risalto due seni bianchi, appena nascosti da un reggiseno bianco di pizzo leggermente ricamato negli orli.
I baci che le davo per tranquillizzarla, erano legati a parole d'amore.
L'erotismo di quel momento era altissimo, le mie mani scoprendo per la prima volta quei seni, sembrava avessero vinto un premio .
Sentivo la durezza dei capezzoli che si ergevano su un aureola in allargamento, come capita quando l'eccitamento cresce, i sintomi che il suo corpo emanava erano chiari e forti; il suo respiro era quasi un singhiozzo.
Sentivo che si stava abituando alle mie mani, mentre le toglievo la comicetta e il reggiseno, lasciando finalmente liberi i seni, le sue gambe si aprivano piano come a darmi il permesso per continuare nella mia avventura amorosa.
Le mie mani cercavano le sue cosce e cominciarono a accarezzarle, la mia bocca dopo essersi saziata del suo collo, scese a cercare i suoi capezzoli, cominciai a giocare con le sue forme, le mani salendo sotto la gonna, incontrarono la fine di una calza autoreggente che lasciava la pelle nuda, pronta a farsi accarezzare, il contatto con quella pelle mi fece di nuovo sobbalzare il cuore, il desiderio cresceva se possibile ancora di più.
I suoi respiri adesso erano dei leggeri gemiti, piccoli
gemiti di assenso.
Le mani tornarono indietro andando a cercare la cerniera della gonna, il rumore dello zip che scendeva era quanto di più sensuale si potesse sentire nel silenzio di quella camera.
Le feci sfilare la gonna senza farle togliere le scarpe, adesso, era li distesa solo con scarpe e autoreggenti, uno spettacolo per i miei occhi, cercavo di tenere il sangue freddo.
Mi avvicinai a lei e mi misi sopra, feci in modo che lei si trovasse all'altezza dei miei genitali, le presi le mani e le feci appoggiare ai miei calzoni, poi Luisa cominciò a liberarmi, con dolcezza mi guardava mentre slacciava la cintura, accarezzava la pelle mentre faceva scendere gli slip e, quando mi prese in mano per la prima volta il membro, mi sembrò di essere giunto in paradiso.
I suoi movimenti aggraziati e esperti, erano il preludio di un piacere che presto avrebbe raggiuto il suo apice.
Ero sopra di lei, all'altezza del suo seno,il mio membro era teso, le vene pulsavano, i nervi erano tesi, Luisa alzò leggermente la testa e con le labbra si appoggiò alla mia cappella.
Un calore delizioso mi avvolse il corpo, il mio cervello traduceva i segnali e li trasformava in sensualità pura, il tocco avvolgente delle labbra si fece più deciso, dall'alto la guardavo mentre si allargava per fare spazio al mio piacere, le sue mani accarezzavano le mie palle e la sua bocca adesso mi copriva completamente il membro.
Vedevo la sua testa andare avanti e indietro, era sempre leggermente alzata, questo mi permetteva di vedere i suoi movimenti, cercavo di non chiudere gli occhi dal piacere, per potere ammirare quella fellatio, ogni tanto si fermava e alzava gli occhi per guardarmi, per vedere se il mio viso le dava segnali rassicuranti, poi, quello che vedeva le piaceva talmente, che ripartiva con assiduità maggiore.
La senzazione che avevo era inappagabile, ero lì con la donna dei miei sogni e i miei sogni diventavano senzazioni reali fortissime.
Le mie mani nel frattempo erano scese tra le sue gambe e cominciavano a accarezzare la sua vagina già pronta all'atto finale.
Sentivo crescere il desiderio di venire in lei, ma volevo che la prima volta fosse dentro di lei...nel suo splendido fiore vellutato, così violentando la mia voglia di venire nella sua bocca, sono uscito, mi sono calmato...ho aspettato un attimo che il mio cuore tornasse a velocità normale e, con la mia lingua sono andato a ricanbiare le senzazioni provate.
Le sue labbra vaginali erano leggermente gonfie, il clitoride aspettava solamente di essere preso, la mia lingua ha cominciato a roteare alla ricerca del suo piacere più intimo, la mia esperienza e la mia passione hanno fatto il resto.
Le mie mani accarezzavano il suo sedere, mentre la mia lingua raccoglieva i suoi umori.
Il tempo si è fermato nelle sue grida di piacere, le urla di godimento sono state il mio appagamento.
Alla sua richiesta di smettere, sono uscito tronfio e felice del piacere che le avevo dato.
La guardavo, appagata e pronta a ricevermi, con le sue scarpe ancora ai piedi, le autoreggenti leggermente scese, mi sono appoggiato a lei e mentre entravo, sentivo il suo sudore confondersi col mio, un leggero gemito per quella intrusione desiderata, poi, il mio membro a cominciato a cercare il suo piacere spingendosi sino al massimo della sua lunghezza, in quel nido delizioso: le palle al tocco della sua vagina mi davano delle senzazioni indescrivibili, i miei gemiti uniti ai suoi, erano un continuo vibrare nella mia testa.
L'avvicinarsi del nostro godere era l'apoteosi di quella giornata.
le mie mani hanno preso le sue gambe e le hanno messe sulle mie spalle, sentivo i tacchi sbattermi contro la schiena mentre mi spingevo deciso in lei.
In quella posizione, il mio membro aveva il massimo della libertà e la penetrazione era totale, lei era appoggiata con le mani alle mie braccia, completamente indifesa, aspettava il momento cruciale, mi urlava di venirle dentro, voleva sentire il mio sperma riempirla.
Ormai ero al culmine, sentivo che la mia resistenza cedeva, come il mio piaceree, allora, aumentando il ritmo, ho sentito i fiotti caldi uscire e esplodere in lei.
Ho continuato a stare in lei mentre mi scaricavo e sentire il suo orgasmo confondersi col mio, è stato l'apoteosi dell'atto d'amore...un amore che ancora oggi mi riempie di felicità come tutte le persone innamorate
scrivetemi le vostre sensazioni
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