Era una gran bella donna,sulla quarantina, seno formoso, sedere appariscente, leggermente robusta, ma il tutto la rendeva particolarmente sensuale.
Ci incontravamo spesso sul pianerottolo del palazzo dove entrambi abitavamo.
Avevo visto che mi guardava spesso di nascosto, forse perchè sono più giovane e di bella presenza: stà di fatto che quella donna cominciava a eccitarmi più del dovuto, i miei pensieri cadevano sempre più spesso sul suo corpo e la voglia cresceva.
Una sera verso le diciannove, arrivo a casa e la vedo che aspetta l'ascensore, la guardo, vedo che ha una gonna stropicciata e una camicia coperta da un maglione, scarpe nere, con tacchi, calze grigio fumè con la riga dietro.
Quel particolare mi eccita subito, vedo che mi guarda mentre arriva l'ascensore, entriamo dentro e io appena si richiude la porta, spingo lo stop, mi avvicino a lei e le metto la lingua in bocca.
Sento subito la sua lingua, il suo sapore, mi sento stringere dalle sue mani e vedo che allarga le ganbe, io mi appiccico come un francobollo, il mio membro si fa sentire sul suo inguine, le mie mani cercano i suoi floridi seni, alzo la maglia e apro la camicetta liberandoli, sono senza reggipetto e hanno due capezzoli incredibili, già duri: con la lingua lascio la sua bocca e scendo a succhiarli, le mie mani sono sotto la sua gonna, salgo sù a cercare il suo piacere, ha calze normali, arrivo ai bordi le prendo in mano e deciso le abbasso calze e slip, le metto una mano nella fica, è bagnatissima, con due dita comincio a sditalinarla, mentre la mia bocca succhia avida i suoi seni, sento i suoi gemiti di piacere, poi, sento la sua mano che mi slaccia i calzoni
li fa scivolare, mi sposta anche i boxer e mi prende in mano il cazzo adesso tesissimo, io le faccio alzare una gamba, le sfilo la calza e lo slip, la alzo e le faccio mettere le gambe attorno ai miei fianchi, lei mette il mio cazzo all'altezza della sua fica e poi lo lascia libero e con le mani si appoggia alle mie spalle.
Io salgo con la bocca a baciarla e a zittirla dal momento che stò per entrare in lei, prima però faccio ripartire l'ascensore, voglio scoparla mentre si muove, mi eccita l'idea che si possa aprire la porta mentre la penetro.
Entro in lei con facilità, è sicuramente ben rodata la signora, la sua pancetta adesso mi sbatte contro, ogni volto che mi spingo sino in fondo, sento le sue urla di piacere esplodermi in bocca, le tengo le mani sul culo e faccio leva su di lei per spingermi ancora più dentro, lei
mi spinge il bacino al massimo delle sue possibilità e il mio cazzzo si immerge in quel lago di umori.
L'ascensore va su e giù, come il mio uccello, sento che si ferma a un piano, poi sento la porta aprirsi, una esclamazione, pasano dieci secondi e la porta si richiude e io spingo di nuovo il pulsante: l'ascemsore riparte, io non mi sono mai fermato, ho continuato a scoparla.
il pensiero di qualcuno che ci ha visto in quel modo mi fà perdere il controllo, aumento il ritmo, le stoccate si fanno intense, lascio la sua bocca, la guardo, vedo che è vicinissima e allora comincio a schizzare il mio sperma in lei.
Fiotti caldi, intensi, sento le sue grida di godimento, i suoi tremiti, poi, la sento rilassarsi a me, con la fiacca che ti prende dopo l'orgasmo.
Esco da lei, la faccio appoggiare sui piedi, mi rimetto a posto, lei si riveste, le do una carezza sul viso, poi scendo a toccarle il sedere e le dico
"Abbiamo ancora un sacco di piani da fare insieme"
la porta si apre di nuovo entra una signara che saluta e io esco pensando a quante voglie mi sono rimaste di quella donna...
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