Non dovevo neanche prenderlo quel treno.
Lo so che negli ultimi tempi, sono frequentati da brutti ceffi e che i rischi sono aumentati, ma non avevo scelta, dovevo arrivare a tutti i costi a Milano per il giorno dopo e, come sempre, in questo cazzo di paese, gli aerei sono sempre in sciopero.
Mi presento,sono Monica, ( nome inventato)26 anni, singola,discreta come fisionomia e nell’insieme faccio la mia figura.
Prendo quel maledetto treno verso le otto di sera...prenoto una cuccetta per riposarmi durante la notte, metto jeans e pullover, per mascherare al massimo la mia femminilità e vado alla stazione.
Appena arrivata, mi vengono i brividi: immigrati di tutti i tipi, frequentano il posto, fortunatamente vedo anche dei poliziotti e mi tranquillizzo.
Vedo un paio di ragazzi scuri di pelle che mi guardano con insistenza, faccio finta di niente e aspetto il mio treno.
Ovviamente arriva con quindici minuti di ritardo e così, rimango alla vista di chi vuole vedere.
La stazione è quasi deserta, i due ragazzi si sono avvicinati e parlano tra loro, io mi guardo attorno un poco impaurita, poi vedo ancora i poliziotti e arriva il treno.
Salgo in fretta senza guardarmi attorno e veloce cerco la mia cabina.
Metto a posto le mie cose e mi preparo per la notte.
Nel dubbio chiudo a doppia mandata la porta e la blocco con una seggiola che è nello scompartimento.
Alle due della notte, quando siamo ormai a metà del viaggio, sento il bisogno di andare in bagno: mi accorgo che devo andare fuori in quelli che sono all’inizio e alla fine delle carrozze, mi scoccia uscire, ma mi scappa proprio e allora, metto i jeans e il pullover e esco.
Arrivo alla toilette, entro e faccio i miei bisogni, poi, veloce mi avvio alla cuccetta; quando arrivo davanti alla mia porta, vedo i due ragazzi che avevo visto alla stazione, che mi vengono incontro dalla parte opposta del vagone, parlano tra loro e mi guardano, io apro la porta e non ho il tempo di chiuderla, il primo mette un piede tra porta e uscio, io gli dico che cazzo vuole, cercando di essere convincente, lui per tutta risposta, spinge forte la porta aprendola e mi punta un coltello alla gola dicendomi qualcosa che io non capisco, ma che facilmente intuisco...
Sono paralizzata dal terrore, mentre anche l’altro entra e chiude la porta dietro di se.
Il primo mi spinge verso il finestrino e mi dice in un italiano scarso;
- Dacci i soldi!
Io cerco di calmarli, prendo quel poco di spiccioli che ho portato dietro, raccatto 25 euro e li porgo senza guardarli.
Il primo mi dice;
- Che cazzo sono questi pochi soldi,
dove tieni il resto!
Gli spiego che non ho altro: lui parlotta con il suo amico e girandosi mi dice con una voce che non ammette repliche;
- Spogliati!
Faccio per ribattere, ma vengo anticipata da uno schiaffone violento che si abbatte sul mio viso.
Sento il dolore espandersi e vedo quel coltello che si avvicina, così, singhiozzando, comincio ad alzarmi il pullover.
Istintivamente penso a cosa ho messo sotto come intimo, subito mi maledico per avere messo un completino sexy, che sicuramente farà il suo effetto, d’altronde ho pensato a essere normale sopra, non potevo prevedere che il mio perizoma con un filetto che si infila tra le mie natiche, avrebbe potuto stimolare qualcuno quel giorno e, anche il mio reggiseno bianco di pizzo fine, che copre la mia terza di seno, era solo per il mio piacere.
Appena mi tolgo il pullover, il secondo si avvicina,mi tocca i seni e deciso mi strappa il reggiseno, liberando le mie tette.
L’altro mi avvicina il coltello e mi dice;
- I calzoni!
Piano li sfilo, mentre una lacrima bagna le mie guance.
Appena tolti, il primo mi spinge verso il finestrino e mi fa girare, sento una sua esclamazione di gioia mentre mi palpa il sedere, poi, sento le sue mani che passano davanti al mio corpo e mi stringono forte i seni.
Lancio un piccolo urlo tra i singhiozzi e, subito una mano mi tappa la bocca e mi dice;
- Se fai un altro piccolo rumore, ti ammazzo...
Così l’unico rumore che sento sono le gocce del mio pianto che cadono sul pavimento.
Il primo mi dice di girarmi e di andare verso il lettino, dove l'altro, si è messo a sedere e si sta spogliando.
Mi giro e vedo il cazzo rossastro e duro del primo che aspetta teso;
Prendilo in bocca e fammi un bocchino...brutta troia!
Io sono stravolta dalla paura e come un automa, ascolto quelle parole, realizzo la mia situazione e mi piego per prenderlo in bocca.
Il suo odore di persona mal curata, mi da la nausea, la mia resistenza viene smorzata dalle mani dell'amico, che spingono sulla mia nuca obbligandomi a scontrarmi con quel maledetto cazzo;
- Apri la bocca, se non vuoi che ti ammazzo di botte...
Quella minaccia, mi convince, così, apro le labbra e comincio a succhiare quel bastardo schifoso.
Aperta la bocca,lui mi spinge la testa inerte, avanti e indietro.
Mi sento scopare la bocca e già tremo al pensiero del suo sperma dentro la mie labbra, ma questo pensiero viene presto dimenticato da quello che il secondo sta facendo.
Sento che mi spinge verso il suo amico e così facendo mi alza il sedere mettendolo alla sua mercè.
La piccola stoffa che mi protegge, viene strappata come il reggiseno e adesso, mi rendo conto che sono senza scampo.
Il mio sedere ha ballato sotto la violenza del gesto, sento che il porco, dietro, mi apre le natiche
mettendo in mostra le mie parti più intime.
Penso a come sono curata e profumata, come mi tengo pulita per il mio piacere e per quella del mio uomo...spero dentro di me che finisca presto questa tortura e mi preparo a essere violentata.
Le mie paure vengono stravolte quando sento che il bastardo dietro, sta puntando al mio sedere: con la mente penso a quante volte ho detto no al mio ragazzo, poi, sento un dolore tremendo...un bruciore pazzesco che mi arriva al cervello e che mi fa urlare sul cazzo dell'altro.
Sono lì piegata a carponi con il cazzo che mi scopa la bocca e l’altro ha cominciato a sodomizzarmi come se fosse la cosa più normale del mondo.
Il mio sedere che fino a quel momento non era mai stato violato, sta subendo una forzatura indicibile.
Capisco che questo ama farlo solo così e allora, cerco di non dargli soddisfazione, cerco di stare ferma il più possibile.
I colpi secchi che prendo dietro, mi obbligano a spingermi il cazzo che ho in bocca sino alle palle del primo e quel movimento violento, fa venire il primo dentro la mia bocca.
Comincio a succhiare e a bere il suo sperma, quando capisco che non uscirà dalla mia bocca.
L’istinto di sopravvivenza mi rende pronta a tutto.
Quando il primo esce dalla mia bocca con il cazzo ancora dritto, capisco che sarà una serata tremendamente lunga.
Quello dietro continua a scoparmi il sedere con una cattiveria incredibile, mi trovo a sentire la mia voce che chiede pietà e mi odio per questo, ma il dolore che provo è troppo forte.
Quello che ottengo è che quello dietro appoggia il suo petto sulla mia schiena, mi mette una mano sulla bocca e si spinge ancora più forte nelle mie intimità, infoiato dai miei gemiti, mentre il primo mi fa alzare e mi fa scendere sul suo cazzo teso.
Faccio fatica a impalarmi da sola, talmente sono piena da quello dietro, ma poi piano la mia vagina lascia passare anche il primo e così, mi sento spaccare completamente da quelle due bestie.
Comincio a essere scopata senza pietà dai due bastardi, per cinque minuti, i miei gemiti diventano urla verso il cielo, poi, il mio corpo si adegua e io cado nell’oblio della disperazione.
Il dolore e la realtà si confondono, come un automa aspetto la fine di quel supplizio e così, dopo il pianto e la preghiera di non venirmi dentro, che non voglio rimanere in cinta,sento i fiotti caldi riempirmi lo stomaco e l’intestino.
I bastardi fregandosene delle mie suppliche, hanno scaricato il loro piacere dentro il mio corpo, incuranti delle mie richieste.
Cosa potevo aspettarmi da quei due animali, che si preoccupassero delle conseguenze?
Il mio pensiero viene subito interrotto, quando vedo che i due si danno il cambio e rimettendosi in posizione mi rientrano di nuovo davanti e dietro.
Adesso il dolore è minore, ormai sono come drogata e così i due ricominciano a scoparmi l’anima.
I miei occhi non hanno più lacrime da versare, aspetto solo la seconda ondata di sperma che si aggiunga alla prima e, così avviene...-
Dopo diversi minuti, sento di nuovo i loro orgasmi e ancora una volta mi odio per avere ceduto alle loro violenze.
Mi ritrovo lì a odiarmi come se fosse colpa mia essere stata violentata.
Sento i loro cazzi uscire e il secondo, quello che per primo mi ha sodomizzato mi dice;
- E adesso puliscimelo bene,”
Non voglio...è tutto sporco:sangue, escrementi, sperma.
Grido che non voglio con quanta forza mi è rimasta, lui mi da uno schiaffo che mi fa sobbalzare la testa e in quel momento mentre la vista mi si annebbia, sento aprire la porta della mia cuccetta e vedo i due poliziotti che avevo visto, che bloccano i miei due aguzzini e mentre svengo capisco che la mia sofferenza è finita...
Sono passati anni da quella notte, ancora tutte le sere, quando scende il buio, mi sale il terrore e la notte i miei incubi si ripetono senza fine.
Il mio ragazzo dopo quel fatto, mi ha lasciata e solo dopo tanto tempo, la mia vita comincia a tornare discretamente normale, grazie a un altro uomo che ha capito e compreso i miei problemi e che con calma, mi ha fatto capire che la colpa non è mia e, che esistono anche uomini normali.
Ho ricominciato a fare l’amore con il mio lui dopo due anni che non credevo più in niente.
Ho scritto questa storia, per che penso che mi serva a fare sfogare il mio odio e la mia sofferenza e perché credo di non essere l’unica ad avere subito questa umiliazione.
Se qualcuno volesse dirmi la sua esperienza o contattarmi per scambiare opinioni,lo facci a tramite fantasy che poi le girerà a me,lasciandomi nel mio anonimato.
Per discussioni...
fantasypervoi@libero.it