Lucia è sicuramente una ragazza che sa cosa vuole nella vita.
Sin dal primo incontro ho riconosciuto quello spirito intraprendente che lega le persone che non sono mai soddisfatte.
Bella, affascinante nei suoi 30 anni e single per voc riera
azione ha tutto per fare carriera, intelligente, parla quattro lingue e, come ho poi scoperto, sa anche usare molto bene la lingua.
Alta 1,66, mora, occhi marrone, terza di seno, un culo da favola su un corpo aggraziato e abbronzato.
Sapevo che le piacevo, la mia posizione sociale l’ attraeva e l’ inebriava e sapeva che, se fosse uscita con me, facilmente avrebbe superato molti ostacoli.
Devo dire che, pur essendo il proprietario, ho sempre cercato di evitare rapporti in azienda, ma quella ragazza aveva il fuoco dentro, era inevitabile che, prima o poi, ci saremmo incontrati in un letto o in un posto simile per assaggiarci e conoscerci.
L’occasione venne alla mia festa di compleanno.
Come sempre avevo invitato anche i miei dipendenti, ero solo, mia moglie era dai suoi genitori a causa di problemi famigliari, la festa si svolgeva sulla collina in una villa con una veduta mozzafiato sul litorale riminese, eravamo una trentina di persone e lei era bellissima, vestita elegantemente, senza essere esageratamente provocante, emanava una sensualità a cui nessuno riusciva resistere.
Era come la regina delle api, tutti andavano da lei a corteggiarla e a tutti lei concedeva il suo sorriso legato ai suoi no gentili, sapeva sin dall’inizio di quella serata che la fine logica sarebbe stata di stare con me e anche io, dopo averla vista arrivare, l’avevo capito.
Un vestito a tubo metteva in evidenza le sue forme aggraziate, i suoi capezzoli irti dal fresco della sera facevano spicco sul vestito e il sedere seguiva i suoi movimenti felini: era veramente desiderabile.
La sera continuava tra brindisi e scherzi a cui lei non partecipava, aspettava d’essere presa da parte da me e faceva in modo che io sapessi che se le avessi parlato in disparte le probabilità che la serata finisse in un certo modo sarebbero aumentate.
A metà serata, verso le 11 di sera, mi avvicinai e le dissi:
“Come fai ad essere ancora sola? ”
E lei di rimando:
“Aspettavo te”
La sua risposta diretta, guardandomi negli occhi, non lasciava dubbi, il leggero rigonfiamento che sentivo crescere tra le mie gambe era il preludio a quello che sarebbe successo:
“Tieniti libera sino alla fine, vedrai che avremo modo di discuterne con calma”
La mia risposta era chiara e lei fece in modo d’essere libera anche più tardi.
Aspettando che gli invitati sfollassero ebbi modo di accarezzarle la pelle un paio di volte e, tutte le volte, il
desiderio diventava sempre più prepotente.
Il vino fresco aveva abbassato ancora di più le nostre non difese e così, quando anche l’ultimo degli ultimi lasciò la villa, mi ritrovai con lei che, dal terrazzo, guardava verso il mare.
Tutto era perfetto, la musica scioglieva eventuali impedimenti.
Mi avvicinai e dolcemente le cinsi le spalle e le offrii un ulteriore calice di pinot bianco, lei appena sentì il mio corpo, si lasciò andare e spinse il suo bacino all’indietro, facendomi sentire le sue avvenenti forme.
Quel contatto mi fece subito irrigidire il membro e presto le mie mani scivolarono sui suoi seni e cominciarono a giocare con i suoi capezzoli già duri, i leggeri sospiri che sentivo erano quanto di più erotico io potessi provare e piano le mie mani scesero ad accarezzarle i fianchi, fino ad arrivare all’inizio del vestito che venne alzato verso il suo inguine mostrando un perizoma che le cingeva le natiche in un modo prodigioso, lei stava spingendo indietro il sedere e, così facendo, appoggiò i suoi glutei sul mio membro, io accarezzai il suo slip e giocai con lui mentre girandola cominciavo a baciarla.
Le feci scendere le spalline del vestito e misi a nudo il suo seno abbronzato, con la lingua uscii dalla sua bocca e piano scesi a leccarle le aureole e poi i capezzoli, un leggero risucchio mi permetteva di sentirne il sapore e il piacere di averli in bocca si trasformò ben presto in un desiderio irrefrenabile d’averla.
Cercai di mantenere tutta la mia calma mentre accarezzavo con la lingua il suo corpo, nel frattempo sentivo le sue mani che ricambiano le mie carezze e che adesso cercavano il loro piacere afferrando il mio cazzo teso.
Mi ero liberato di tutti i miei vestiti mentre a lei non avevo tolto ancora niente, mi piaceva vederla così semivestita: era molto sexy.
Lei capì che non la volevo nuda, piano allargò le cosce e mi permise di giocare col suo piccolo fiore, i baci misti ai succhiotti seguivano i gemiti di piacere; quando istintivamente il mio membro, senza forzare, entrò nel suo caldo corpo, il suo gemito fu paradisiaco.
Eravamo sulla terrazza e tutto era incredibilmente perfetto, il mio piacere seguì il suo, tutti e due c’eravamo scordati i nostri problemi e in quel momento desideravamo solo essere uniti ed esplodere nel piacere dell’altro.
Sentivo il mio piacere crescere nei miei movimenti e sentivo i suoi seguirmi, le mie mani erano sui suoi seni e ancora li accarezzavano apprezzandone la perfezione, lei spinse il suo bacino e questo mi permise di entrare al massimo in lei, la guardai negli occhi e capii che quella non sarebbe stata una semplice scopata, quella ragazza mi aveva stregato il cuore e così, mentre cominciavano i fuochi d’artificio sulla spiaggia in lontananza, io esplosi in lei, scaricando tutto il mio desiderio proprio nel momento in cui lei mi diceva che mi voleva dentro.
Eravamo lì appagati e stremati da quel primo amplesso e aspettavamo di riprendere le forze, perché tutti e due sapevamo di non essere appagati nei nostri desideri, volevo avere quella donna sino a sentirmi svuotato e lei sapeva che io sono uno che vuole tutto in amore, aveva sentito le mie storie e le mie avventure e il suo piacere era grande come il mio nel momento in cui, piegandosi, cominciò a succhiarmi l’anima per prepararmi nuovamente.
Desideravo quella donna come nessun’altra e aspettai che mi ridesse la forza per poterla amare ancora e poi volevo farle sentire quanto sono bravo con la lingua e volevo che anche lei supplicasse il suo piacere, come stavo facendo io in quel momento.
Credevo che quella ragazza fosse qualcosa di speciale, dentro di me volevo credere che non fosse venuta a letto con me solo perché avrebbe potuto fare carriera e con questo pensiero mi lascio andare dentro le sue calde labbra e aspettavo di scoprire, nel tempo, se i miei pensieri fossero giusti.
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