Luca aveva un cazzo normale, ma era sempre in tiro.Sempre.
Una sorta di priapismo giovanile, forse, figlio dei suoi 22 anni e della scoperta dei piaceri del mondo.
Aveva perso la verginità a 16 anni, con una puttanella della sua stessa classe che poi aveva faticato non poco a scrollarsi di dosso (la tipa se lo sarebbe scopato 3 volte al giorno vita natural-durante, fosse stato per lei!) e da quel giorno in poi aveva sborrato sempre come minimo due volte al giorno, quasi fosse una cura prescrittagli dal medico di famiglia per restare in buona salute.
Che si trattasse di coetanee più o meno esperte di uccelli o di ragazze più piccole ma desiderose di apparire più grandi ed esperte ai suoi occhi o di amiche della madre (40 enni in calore quasi come lui, sebbene prossime a una menopausa anticipata dallo stress continuo della moderna vita di città) o di frocetti che aveva conosciuto in palestra o di puttane di professione, a cui talvolta si rivolgeva in gruppo con gli amici per terminare goliardicamente una serata all’insegna dell’alcol e di un paio di cannette o, infine, della sua stessa mano, eccitata dalla visione di materiale pornografico, per lui faceva davvero poca differenza: contava il risultato, bianco e caldo, schizzato con vigore fuori dal suo cilindro di carne pulsante!
Contava solo quella sensazione di beatitudine postcoitale, quei 10 minuti di tranquilla spensieratezza e sensazione di poter possedere il mondo intero, se solo avesse scoperto dove fosse il buco del culo del mondo!
La sigaretta che fumava senza pensare ad altro, con le gambe larghe e qualche goccia di sperma che ancora gli inumidiva l’uccello oramai scarico, la femmina magari ancora indaffarata tra le sue gambe a ripulire ben bene con la lingua ingorda i resti eiaculati del suo essere maschio, il dito che allungava in direzione dello sfintere della troietta (o del ricchioncello…) che aveva appena ricevuto la sua crema calda, urlata e bestemmiata durante i concitati istanti dell’orgasmo….sì, queste erano cose per cui davvero valeva la pena vivere!
Cose che doveva rinnovare con sempre maggior frequenza, per potersi “sentire bene”, come diceva lui…….
Non aveva ancora mai partecipato a una gang-bang o a un trio con altri due uomini o a un raduno lesbo con pubblico maschile….non aveva ancora provato tante, tantissime varianti, Luca, ma era ancora giovanissimo…..sicuramente avrebbe sperimentato l’intero campionario del sesso, da lì ai prossimi 10 anni della sua carriera!
Ultimamente, poi, aveva preso l’abitudine di scegliere le persone da incontrare e da “fottere senza ritegno”, come amava dire, direttamente su Internet, navigando in alcuni siti ‘ad hoc’ consigliatigli da amici più grandi, attraverso i quali riusciva a conoscere per lo più coppie
o singoli desiderosi di turgori violacei da ficcarsi da qualche parte e godeva come un folle nel sapere che la propria soddisfazione carnale si realizzava per mezzo di corpi sconosciuti, magari incontrati per la prima volta, “ciao, io sono Luca, come stai?” e scopati pochi minuti dopo senza remora o imbarazzo di sorta.
Proprio seguendo questo copione già provato altre volte (si era già fatto almeno una decina di scopate con gente appena conosciuta e subito ‘collaudata’), Luca si era imbattuto in quella che per lui sarebbe stata decisamente una esperienza nuova (una coppia di gay passivi che distava non più di 20 km. dal suo paese!) e aveva immediatamente preso appuntamento con i due amichetti che si dichiaravano “ingordi e insaziabili, vogliosi di cazzo in ogni buco del nostro corpo”.
Si erano incontrati allo svincolo “Rimini Sud” della A14, si erano presentati (o meglio: erano rimasti a guardarsi ad altezza pacco tutti e tre per qualche minuto) avevano deciso di…effettuare la ‘transazione’ e si erano diretti verso una zona poco frequentata, nell’entroterra romagnolo, pronti a soddisfare ognuno le proprie voglie.
Dopo aver spento la propria auto, Luca era entrato in quella dei due amichetti, accomodandosi sul sedile posteriore e tirando fuori l’uccello già durissimo all’idea di ben due culi da profanare e riempire della sua crema.
“Vi spiace se fumo, puttanelle?” aveva detto loro e senza aspettare risposta si era acceso la solita Lucky Strike pre-sborrata.
“No, tranquillo, fuma pure, Luca; anzi: se ti va, ti offro un sigaro io!” gli aveva risposto Andrea, raggiungendolo sul sedile posteriore e abbassandosi a sua volta gli shorts e i boxer, mettendo in mostra un missile di marmo lungo almeno 24 cm. e facendo cenno di volerglielo piazzare in bocca.
“Dai Andrea, non scherzare! Fammi vedere il culetto presto!” abbozzò Luca, che ancora non aveva capito nulla di quello che sarebbe successo di lì a poco.
“Mmmmhhh” sì, il culettoooooooo!!” aggiunse Vanni, venendo anche lui sul sedile di dietro, dall’altro lato, in maniera da precludere ogni via di fuga a Luca e tirando fuori la sua verga, se possibile ancora più grossa e dura e lunga di quella dell’amico.
Luca cominciò a capire lo scherzetto che gli avevano tirato Andrea e Vanni: altro che “passivi”, questi due sembravano due consumatissimi cazzi abituati a rompere culi di ogni sorta!!!
“Ti spieghiamo, Luca: noi di solito cerchiamo di incontrare gente come te, magari convinta di essere maschia fino al midollo, per dimostrare poi al loro corpo e alle loro anime che….anche un vero maschio può soddisfare due uccelloni insaziabili come i nostri! E devi vedere quanti poi cambiano idea e ci richiamano, ci cercano, vogliono il bis……ma noi non ci facciamo irretire dalle loro offerte…ci basta spaccare un bel culetto vergine e intonso come il tuo, riempirlo di seme bianco e andare via, contenti per aver compiuto la nostra missione!”.
Luca cominciò a sudare impercettibilmente, senza ancora capire se fosse uno scherzo di pessimo gusto o se quei due avessero fin lì recitato ottimamente una parte passiva e si fossero ora davvero palesati nella loro vera essenza indiscutibilmente mascolina.
Ma i suoi dubbi durarono pochi secondi, dato che mentre ancora cercava di balbettare qualcosa a difesa della sua virilità, sentì la possente morsa delle braccia di Vanni che lo afferravano per il bacino e lo ribaltavano a culo in su sul sedile dell’auto, mentre due sue dita già si insinuavano verso il prezioso buchetto posteriore per saggiarne la consistenza e premevano verso l’interno, il tutto mentre Andrea si metteva in ginocchio sul sedile, puntando minacciosamente la cappella viola di desiderio e gocciolante bava bianca verso le labbra di Luca.
Senza quasi rendersene conto, Luca si senti di colpo due cazzi farsi largo nel suo corpo, uno conficcato in gola, che gli titillava l’ugola fino quasi a provocargli conati di vomito e l’altro che si faceva strada nel suo retto con non poca fatica, mentre il suo proprietario mugolava soddisfatto:”Mmmhh, come ce l’hai stretto, troietta!!! Così mi piace, sai? Toh, beccati la mia sonda fino in fondo all’intestino, lurida vacca!!!”.
Incapace di reagire, Luca comprese che l’unico modo per liberarsi di quei due era….farli sborrare prima possibile, almeno per calmare i loro impulsi animaleschi e acquietarli per un poco.
Pur essendo per lui una novità assoluta, non gli fu difficile capire come si dovesse fare un bel pompino e come dovesse spingere con il culo all’indietro, per far sparire nella sua voragine profanata per la prima volta quell’uccellone che lo possedeva con gusto e con violenti colpi di fianchi.
Le lacrime che scorrevano dagli angoli dei suoi occhi cominciarono a farsi più rade e, anzi, sembrava quasi che a ogni colpo di cazzo….Luca mugolasse un po’, quasi apprezzando quel ruolo da puttanella che mai prima d’allora aveva sperimentato; cominciò a lappare con avida curiosità quell’enorme bastone di carne che gli stava scopando la bocca, a insinuare la lingua attorno alla monumentale convessità del glande, a solleticare il frenulo guardando fisso negli occhi Andrea, per vedere che effetto gli facesse, come una troia consumata (guardare negli occhi l’uomo che si sta spompando è il segreto di ogni puttana che si rispetti, come è risaputo!); nel frattempo, si era perfettamente sincronizzato con i colpi infertigli da dietro dalla sciabola di carne di Vanni, che era già tutto preso da una sorta di orgasmo cerebrale all’idea di aver tramutato quel presunto maschione in una riconosciuta puttanella ciucciacazzi…..
Luca tirò fuori dalla bocca il cazzo di Andrea e…si portò le mani tra le gambe: sia Andrea sia Vanni assistettero al miracolo del cazzo di Luca che si inturgidiva sotto i colpi del suo polso destro; sorrisero entrambi, complici della metamorfosi, e ripresero a sfregare le loro proboscidi negli accoglienti buchi di Luca, intenzionati a godere di quella lurida cagna in calore, arrivata fin lì con l’idea di scopare ben due culi in una volta sola, ma che si era ritrovata con due pali ficcati nel corpo, come lezione per il futuro!
Incredibilmente, il primo a sborrare fu proprio Luca: quella situazione completamente nuova, quel sentirsi un oggetto nelle mani di due energumeni infoiati come animali, quel sentirsi una lurida troia, padrona dei desideri di quei due, lo portarono a eiaculare senza freni sul sedile immacolato dell’auto di Vanni, che fingendosi contrariato gli sbraitò contro:”Ma che cazzo fai, lurida cagna?!? Mi sborri sul sedile così, eh? Te la faccio vedere io, puttanella!!!” e prese a schiaffeggiargli violentemente le natiche, sodomizzandolo con colpi sempre più violenti fino a espellere la sua sborra calda per metà all’interno del retto di Luca e per metà sulla sua schiena, dopo aver tirato fuori la sua mazza; vedendo questa scena, Andrea non riuscì a trattenere oltre il suo seme e lubrificò le tonsille di Luca con una decina di schizzi caldi che quasi lo soffocarono, tenendogli poi a forza la mascella ben serrata, allo scopo di fargli ingoiare tutto prima di riprendere fiato!
Tutti e tre i cazzi si erano liberati del loro carico liquido nel giro di pochi minuti e Vanni e Andrea erano molto soddisfatti della prestazione di Luca!
Gli fecero i complimenti, gli dissero che era stata una delle migliori ‘iniziazioni’ della loro vita e, come premio, lo fecero scendere dall’auto, gli chiesero di distendersi per terra, sull’erba, e gli pisciarono all’unisono addosso, dicendogli di tenere la bocca ben aperta e facendo a gara a chi gli mandasse più urina in bocca pisciando in piedi a gambe larghe!
Luca si ritrovò sorprendentemente di nuovo il cazzo duro, dopo aver ingoiato parte della loro urina e aver spalmato sul proprio corpo l’altra; era palese che quella “lezione” era stata efficacissima!
Riprese a masturbarsi lentamente, sussurrando:”Sono la vostra troia, chiedetemi qualunque cosa, maialini miei, e io vi esaudirò!!”
Vanni e Andrea, fumando una sigaretta liberatoria, ebbero compassione della foia di Luca e presero un paio di dildi dal bagagliaio dell’auto con cui allargarono lo sfintere dell’amichetto fino a diametri inimmaginabili, mentre lui si masturbava gemendo un po’ per il piacere e un po’ per il dolore.
Vanni riuscì a far sparire nel lurido buco del culo di Luca perfino il manico della manovella del cric, col quale lo stantuffò per cinque minuti buoni, aspirando voluttuosamente la sua sigaretta e continuando a sfottere la troietta che mugolava come una gatta in cerca di uccello!!!
Solo dopo che Luca ebbe sborrato una seconda volta lo tirarono su e…si scambiarono i ruoli: Vanni in bocca e Andrea nel culo!
Lo scoparono ben bene per altre 3 ore di seguito, fino ad avere gli uccelli indolenziti dal troppo sfregamento!
Lo ringraziarono con una nuova pisciata e gli chiesero di non chiamarli mai più, ché non sarebbero tornati mai più! La lezione doveva essere unica in tutta la vita! Oramai il suo prezioso buco del culo, deflorato e profanato in ogni modo, non aveva per loro quell’attrattiva che esercitava prima, quando sapevano che era virginalmente illibato.
Dal giorno dopo, Luca non riuscì più a godere, mentre scopava, senza qualcosa di duro nel buco del culo.