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Gli amici di Samir

           di Slut

 Scritto il 05.03.2009    |    Visualizzazioni: 20.112  |    Votazione 7.9:

Avevo conosciuto Samir in discoteca, una sera d'estate. Fu subito colpo di fulmine e fu chiara immediatamente la voglia di andare a scopare quella notte stessa. Fu a casa mia e fu sesso allo stato puro. Samir: 40 anni, tunisino, alto 1.90, fisicato, capello cortissimo, occhi magnetici e soprattutto maschio. Nessuno mi aveva mai scopato come Samir prima di quella notte. Lui sapeva come prendermi e aveva quella forza quasi bruta che tanto mi faceva sentire femmina e puttana.
Scopammo tante altre volte ancora. Facevamo quasi coppia, ormai. Nacque probabilmente un sentimento e qualche progetto fatto insieme. Coi mesi, però, fu sempre più evidente che - a parte il sesso - non avevamo un granché in comune. Decidemmo lo stesso di vederci di tanto in tanto per dare sfogo ai nostri desideri, ma stavolta - non più a casa mia - bensì dove capitava (in spiaggia, in macchina, in sauna, al cinema, in qualche dark o camerino). Un giorno si decise di andare a casa di Samir, che abitava in un appartamento insieme ad altri due connazionali tunisini. Appena entrati, li trovammo seduti sul divano e in un attimo mi sentì gli occhi addosso , tanto da provare un certo imbarazzo. Venni presentato, ma a parte il mio nome non lo so cosa si stessero dicendo. Sembravano cordiali, sorridevano ma era soprattutto per effetto delle birre che avevano davanti - pensai. Samir mi portò in camera da letto, ci spogliammo e cominciammo a scopare come sempre. Ogni tanto sentivo qualche risata provenire dalla stanza dov'erano i due amici di Samir, ma dopo un po' ci avevo fatto l’abitudine. Samir era eccitatissimo, perché diceva che non scopava da qualche giorno e potevo benissimo credergli: anche per me valeva lo stesso. E in effetti mi scopò con più forza e passione rispetto ad altre volte. Il letto cigolava e la spalliera sbatteva contro il muro. Samir sapeva come farmi godere. Gli piaceva scoparmi la bocca, infilandomi tutto il cazzo in gola, mentre mi diceva parole come : “troia, puttana, succhia, ingoia” ecc. Ormai l’avevo capito: per Samir io ero “femmina” ed è così che mi trattava ed era così che a me piaceva. Essere la sua puttana era qualcosa di quasi dovuto per lui e io - del resto – non chiedevo altro. Quella notte, Samir sembrava insaziabile. Non me lo ricordavo tanto arrapato e si andò avanti parecchio ancora. Mi fece bere il suo cazzo per ben tre volte, perché era così che finivano il più delle volte le nostre scopate, quando non succedeva invece che lui mi sborasse direttamente in culo.
La mattina seguente, Samir uscì di casa prestissimo, perché doveva andare a lavorare e
io rimasi un po' più lungo a letto.
Samir doveva aver lasciato la porta della camera socchiusa, perché ad un tratto ebbi la sensazione che ci fosse qualcuno che sbirciasse da fuori.
Non lo so cosa mi prese o forse ... lo so!
Fu allora che cominciai a dimenarmi sotto le lenzuola, fingendo di dormire, finché non feci scivolare via le coperte e mostrai il mio culo liscio fasciato da un perizoma minuscolo. Ero sicuro che qualcuno stesse guardando ma non pensai che potessero essere tutti e due. Sabri e Karim erano questi i loro nomi ed erano due maschi di quelli per cui qualunque passivo si sarebbe fatto sfondare senza troppi complimenti. Davo loro le spalle, anzi il culo quando ebbi chiara la sensazione che avessero aperto la porta e fossero entrati nella stanza.
Inizialmente sentì le loro mani accarezzarmi il culo delicatamente, mentre io fingevo ancora di dormire e mi muovevo sinuosamente. Sabri mi spostò il perizoma, sentì colare un rivolo di saliva tra le chiappe e poi il suo dito che solleticava il mio buco. A quel punto, non aveva senso che io continuassi a far finta. Cominciai a muovere il culo per favorire quel massaggio, finché sentì Sabri piegarsi e cominciare a leccarmi il buco mentre con le mani teneva aperte le chiappe.
“Che puttana!” – disse l’altro ad alta voce.
E Sabri a quel punto disse: “Già, stanotte non ci ha fatto chiudere occhio con tutto il bordello che ha combinato!”
“Ti è piaciuto fatti scopare da Samir, vero?” – fu quello che mi disse Karim con un tono un po’ da maiale.
Non mi fece neppure rispondere che si abbassò i pantaloni della tutta, tirò fuori il cazzo e cominciò a sbattermelo sul viso e sulle labbra. “Dai, facci godere pure a noi, puttana!” “Hai ancora voglia di cazzo, lo sappiamo”. “Guarda che bel cazzo dritto! Apri la bocca! Lecca!”
Pur volendo non avevo molta scelta e -del resto – mi piaceva. Presi il cazzo di Karim in bocca e cominciai a succhiarlo, mentre lui mi teneva per i capelli e mi spingeva con forza la testa per farmelo ingoiare tutto.
I due ogni tanto si parlavano in tunisino ma più spesso in italiano, forse perché volevano eccitarmi ed eccitarsi allo stesso tempo. Quello che mi dicevano era per lo più riferito alla scopata della notte prima tra me e Samir. “Samir ha rimorchiato sempre delle gran puttane .” “E noi ce le siamo scopate sempre tutte. Qui funziona così!” – era quello che dicevano.
A sentire queste cose, per un istante mi bloccai ma poi me ne fregai completamente. Ero in balìa di due maschi arrapati, che magari non scopavano da chissà quanto, e io ci godevo ad essere la loro puttana.
Sabri mi alzò il culo a pecora, mentre Karim continuava a scoparmi la bocca, e fu a quel punto che sentì il cazzo di Sabri puntare il mio buco e spingere con forza fino ad entrare. Avrei voluto urlare ma Karim mi teneva bloccato col suo cazzo in bocca e incitava l’amico a sfondarmi come una troia. Quando fu tutto dentro, Sabri prese a fottermi come un animale. “Cazzo, che culo da troia che ha questa qua!” “Ti piace il cazzo nero, vero?” “Adesso ti facciamo vedere come noi arabi ci scopiamo le puttanelle come te”.
Sabri aveva un cazzo enorme e un po’ mi faceva male, ma io non volevo essere da meno e cercai di prenderlo tutto senza frignare troppo. Karim mi prendeva per i capelli e mi sbatteva il suo cazzone in gola. Ogni tanto mi lasciava prendere fiato e mi diceva: “apri la bocca, troia!” “Tira fuori la lingua!”. E poi mi sputava in bocca e mi diceva di ingoiare. “Lo sai cosa fanno le puttane come te, vero?” “Ti sborro in bocca e tu ingoi, capito?” “Di’ di sì, troia!”. Io feci di si e mentre Sabri mi sbatteva tutto il cazzo in culo, Karim comincio a segarsi di brutto mentre con una mano mi teneva per i capelli. “Apri la bocca troia!” “Siiiiiiiiiii … sborro …. Ingoiaaaaaa” . Karim mi riempì la bocca di sborra e io per non farla cadere la dovetti ingoiare subito per subito. Sabri – a quella vista – andò in estasi e cominciò a scoparmi con violenza mentre Karim mi spingeva la testa contro il cuscino per farmi sollevare di più il culo. “Cazzooooooo, ti riempio il culooooo … Sborrooooo”. Sabri non ce la fece più e mi schizzò dritto in culo.
“Sei proprio una gran bella puttana! “ – dissero ridendo
“Domani ti diamo il resto” “Preparati che non hai visto ancora niente” "questo culo ha proprio bisogno di essere riempito per bene!" "Diventerai la migliore puttana della piazza!"

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