IL FOTOGRAFO - Primo finale
Ho scritto questo racconto con due finali. Avrei piacere di conoscere quale finale preferite.
Ho 67 anni e sono single.
Ho sempre abitato da solo.
Sono un fotografo dilettante. Bravo ma dilettante. Nel mio appartamento ho uno stanzino dedicato a laboratorio fotografico con un piccolo spazio di posa.
Sono un omosessuale e non mi sono mai sposato perché non mi interessano i rapporti con l’altro sesso. A me piacciono il cazzo e il culo e mi sono sempre piaciuti i ragazzi. Dal punto di vista sessuale, ovviamente.
Nel mio condominio, sul mio stesso piano, abita un ragazzo di circa dodici - quattordici anni.
Ogni giorno, ad una certa ora del pomeriggio, esce per andare a tennis. Mi piacerebbe tanto avere un “contatto” con lui. Mi sono arrovellato tanto e finalmente penso di aver trovata la strada.
Prima di tutto devo stabilire se il ragazzo è disponibile oppure è già orientato verso la figa.
Il primo approccio è il più difficile.
Per alcuni giorni curo il suo orario di uscita: sempre lo stesso.
Così un giorno, quasi per caso, ci troviamo tutt’e due all’ingresso dell’ascensore. Saliamo e io, con la scusa di premere il pulsante di discesa, mi metto davanti alla porta d’uscita. Lui si mette dietro di me ed io, come per caso, allungo la mano e gli tocco delicatamente la patta ritirandomi subito. Lui non ha alcuna reazione: ottimo. Riprovo con l’allungo e stavolta a mano larga gli accarezzo la patta un paio di volte. Arriviamo, usciamo ed io gli sorrido dicendo “Buon divertimento”. Lui ricambia il sorriso. Stupendo, è andata. Il giorno dopo mi presento con lui all’ascensore. Entriamo, io mi metto come la prima volta e lui si mette subito dietro di me, molto vicino, quasi a proporsi per una toccatina da parte mia. Allungo la mano e stavolta la tengo appoggiata alla sua patta per tutto il percorso, accarezzandola e percependo i movimenti del suo cazzo che gradisce il trattamento che gli sto riservando. Stavolta quando scende non gli dico niente ma gli guardo il pacco e ambiguamente gli dico “Porti un bel pacco” con doppio senso che lui capisce perché si tocca immediatamente la patta quasi a timore che si noti l’ingrossamento che ha avuto il suo cazzo.
Lascio passare un paio di giorno. Scarico da Internet alcune foto di ragazzi nudi col cazzo ben in tiro e, siccome ho l’attrezzatura, le stampo come se fossero fotografie da me eseguite. Ne faccio un bel po’, da riempire una cartelletta senza alette. Mi presento all’ascensore con la cartelletta stretta in mano; il ragazzo arriva, sorride e quando l’ascensore arriva, saliamo. Io mi
giro come per premere il pulsante ma, con un movimento
“maldestro” mi faccio scappare la cartella di mano e le foto si spargono sul pavimento. Lui gentilmente si china a raccoglierle e, naturalmente, si ferma stupito ad ammirare le fotografie. Non dico niente e lo lascio fare. E’ estasiato. Raccoglie le foto ad una ad una guardandole attentamente e a lungo prima di porgermele. A questo punto gli dico:
“Grazie mille. Vedo che ti piacciono. Io sono un fotografo e quelle fanno parte del servizi fotografici che ho fatto. Tienile se vuoi. Anzi, facciamo di meglio. Vedo che stai andando al tennis e non puoi portare le foto con te. Lasciamele e torna da me a prenderle quando ritorni dal tennis. Stiamo sullo stesso piano, io abito la” e gli indico la porta del mio appartamento (Sul piano siamo tre appartamenti: il mio, quello del ragazzo e nel terzo abitano una coppia che rientra solo alla sera tardi). Schiaccio il bottone, partiamo, io mi metto davanti alla porta e lui stavolta mi schiaccia quasi la sua patta sulle mie chiappe. Ha il cazzo duro. Struscio il mio sedere sulla sua patta finché non siamo arrivati a pianterreno. Usciamo e io gli dico “Ci vediamo dopo” e lui mi risponde, con un sorriso complice “Certamente”. Appena se ne va risalgo al mio appartamento e mi dirigo immediatamente nel mio laboratorio fotografico. Piazzo strategicamente un paio di cavalletti, due o tre fari, metto un fondo grigio, insomma piazzo le attrezzature come se si trattasse di uno studio fotografico professionale. Io sono solo un dilettante, ma questa messinscena interesserà sicuramente il ragazzo. Dopo un paio d’ore il ragazzo suona alla mia porta. Puntualissimo. Scommetto che sta sbavando dal desiderio di rivedere quelle foto e quei ragazzi nudi col cazzo duro.
“Entra” gli dico aprendo. Lui entra ed io chiudo la porta a chiave, senza fami accorgere da lui. Le foto per lui sono sul tavolo. Gliele indico dicendo “Le tue foto sono la. Adesso puoi guardarle con comodo. Anzi, avrei piacere di un tuo giudizio.” Lui le sfoglia ad una ad una e poi, con uno sguardo lucente di piacere, mi sussurra “Sono proprio belle!” Aspetto un attimo e poi gli dico “Devo fare alcuni test per delle macchine nuove che sto sperimentando. Ti andrebbe di farmi da modello?” Come se non aspettasse altro mi dice:
“Cosa devo fare?” – “Niente di speciale. Ti metti li al centro ed io man mano che provo ti dico come metterti in posa. Vuoi provare?” –
“Si!”
Lo accompagno al centro del mio piccolo studio, lo faccio mettere in posa e scatto alcune foto. Gli dico “bravo. Adesso, molto lentamente, togliti la maglietta. Così, bravo, no, no più adagio, ricominciamo. Benissimo. Adesso chinati, spalle alla macchina fotografica, e senza piegare le ginocchia togliti scarpe e calze.” Lui esegue e mi presenta i suoi meloni ancora coperti dalle braghette. Al termine dell’operazione gli dico “Resta così, per un attimo. Bravissimo. Adesso se ce la fai, sempre senza piegare le ginocchia, togliti le braghette. Sei un atleta. Benissimo! Resta piegato così fin che te lo dico io.” La visione delle sue chiappe coperte solo parzialmente dalle mutandine è a dir poco eccitante. Dopo poco lo faccio rialzare e gli dico: “Riposati un attimo. Sei proprio bravo ed hai anche un bel fisico. In foto vieni benissimo!” Lascio passare un po’ di tempo e poi lo invito a prendere posto nuovamente al centro dello studio. Gli dico
“Adesso accarezzati i capezzoli, così, lentamente. Bene. Scendi con la mano e accarezzati a pancia, così, bene! Scendi ancora. Bravo. Adesso, sempre lentamente, mentre con una mano ti accarezzi il capezzolo, con l’altra scendi fino alle mutande e ti accarezzi la patta” Lui esegue e naturalmente il suo cazzo comincia a rifiutarsi di stare costretto in quella gabbia. Vorrebbe esplodere e siccome penso che il ragazzo non aspetti altro gli dico “Mi sembra che il tuo uccello voglia volare in libertà. Lentamente, togliti le mutandine” Lui esegue ma siccome ha il cazzo che è già in tiro, fa una certa fatica a togliersele. Così gli dico “Aspetta, ti aiuto io” e così dicendo mi inginocchio di fronte a lui, afferro il lembo delle mutandine e gliele calo finché si scoprono tutti i peli del pube mentre il cazzo è ancora nell’indumento. “Fermo così. Adesso scattiamo alcune foto dove si vede il pube e ci prepariamo a vedere volare l’uccello in tutta la sua grossezza.” Scatto alcune foto, ritorno dal ragazzo, mi inginocchio di fronte a lui e, con un colpo deciso, gli calo le mutande e così il suo uccellone, non più trattenuto, ha uno scatto verso l’alto dove ho posizionato la mia bocca fremente che lo riceve e stringe fra le sue labbra la testa del cazzo. E’ proprio un bel cazzo. Grosso avrà 6 cm. di diametro e lungo già un 19 o 20 cm. Un manganello di carne portentoso, da gustare in bocca per quanto ce ne possa stare. Ma non bisogna rovinare tutto. Così mollo il cazzo e gli dico come se nulla fosse accaduto “Sei bellissimo. Resta dritto che facciamo alcune foto a te ed alla tua bellissima nerchia in tiro” Lui si mette in posa e dopo alcune foto gli dico “OK. Finito! Grazie per la collaborazione. Se vuoi domani ti posso far vedere i provini di quello che abbiamo fatto oggi. E se vuoi e se i provini ti sono piaciuti, possiamo…“ e lascio la frase in sospeso. Lui si riveste rapidamente e poi mi dice “Grazie. Ci vediamo domani”
Evviva! Aspetto domani con impazienza. Preparo i provini in bianco e nero delle foto scattate. Poi, da Internet scarico alcune foto. In ogni foto c’è la seguente sequenza:un ragazzo nudo col cazzo dritto. Seconda foto lo stesso ragazzo che si impugna la minchia. Terza foto il ragazzo sborra schizzando di sperma la sua pancia. Metto tutto sul tavolo e aspetto.
Puntualissimo lui si presenta il giorno successivo. Entra ed io lo invito a vedere le foto che sono sul tavolo. Lui le guarda e non può fare a meno di vedere le foto dei ragazzi nudi (a colori) che gli ho messo in bella evidenza. Sfoglia alcune dei suoi provini ed a questo punto gli dico.
“Mi spiace ma quando ho fatto le foto di te nudo, ho usato una macchina che purtroppo non mi ha dato buoni risultati e quindi le foto non sono venute. Scusa. Ti va di rifarle? Mi faresti un piacere!” Lui accetta. Lo invito a stare vicino al tavolo ed a spogliarsi. Cosa che lui esegue guardando le foto dei ragazzi che hanno sborrato e non può fare a meno di farsi tirare la minchia. Faccio finta di niente. Lo invito a mettersi al centro dello studio, gli metto vicino i suoi vestiti, fingo di regolare le luci e poi dico “Il pavimento riflette male. E’ meglio che gli metto sopra anche i miei vestiti” e così dicendo mi spoglio e tengo d’occhio il suo uccello che, vedendomi nudo e con il cazzo già in tiro (anch’io sono ben dotato: cm 19 per 5 cm di diametro) non può fare a meno di prendere il volo. Scatto alcune fotografie, sia a mezzo busto, sia solo sulla parte puberale inquadrando al meglio quel bellissimo arnese- Poso la macchina,. guardo insistentemente il ragazzo e poi faccio la domanda: “Ti piace il cazzo, vero? E’ bello vederlo e menarselo, vero? Te lo meni spesso?” – “Si” – “Dai, tutt’e due ne abbiamo voglia. Ci facciamo una bella sega?” Lui per tutta risposta si impugna la minchia e comincia a menarsela velocemente. Lo fermo all’stante dicendogli “Adagio, non c’è fretta. Menatelo lentamente. Godi di più. E poi guarda la tua mano. Scivola male sul cazzo asciutto. Fai così: impugna il cazzo e tira giù la pelle mettendo allo scoperto la testa del cazzo. Tira più che puoi così la cappella diventerà tesa e lucida come una prugna. Prova e mantieni quella posizione” Lui esegue e naturalmente la sua bella cappella splende alle luci del set. Gli dico di stare fermo, mi inginocchio di fronte a lui dicendogli “Adesso te lo umidifico con la saliva così dopo sarà più scivoloso” Non aspetto che lui mi risponda. Avvicino la mia bocca a quel ben di dio e come prima cosa do una lunga leccata alla cappella violacea e profumata di cazzo giovane. Lui ha un sussulto di piacere ed io non posso fare a meno di dirgli “Ti piace, è, porcellino!” Rivolgo nuovamente l’attenzione alla sua verga. Stavolta poggio le labbra, ben bagnate, attorno a tutta la cappella e piacevolmente riesco a mettermi in bocca il suo fragolone . Mi fermo un attimo, estraggo il suo cazzo e con la lingua gli solletico il frenulo mentre lui manda gridolini di piacere. Riprendo il cazzo in bocca, per la porzione che riesco ad ingoiare ed inizio un avanti/indietro per me piacevolissimo e per lui nuovo, eccitante e pieno di piacere. Il pompino va avanti per un po’ finché sento che sta per venire. Estraggo il cazzo, lo invito a sdraiarsi al centro dello studio, mi riprendo in bocca il suo uccello che, dopo alcune succhiate ed una profonda leccata sulla cappella, sborra schizzando con diversi getti il suo ventre piatto e vellutato. Non posso fare a meno di chiederglielo “Ti è piaciuto?” – “Tanto!” “E’ meglio così o una sega?” – “E meglio così!” – “Ti andrebbe di assaggiare il mio cazzo? E’ bello non solo farlo ma anche riceverlo. Vuoi provare? Se non ti piacerà potrai interrompere quando vorrai. Non muoverti, aspetta un momento che ti scatto alcune foto.” Eseguo e poi, con sua grande sorpresa mi chino su di lui ed io inizio, con la lingua, a raccogliere il suo sperma e ad ingoiarlo con piacere: è uno sperma giovane e ricco, una crema da gustare. Lui resta perplesso. Mi sdraio accanto a lui e gli metto il mio cazzo vicino alla bocca invitandolo a provare. Finalmente si decide, mi bacia il cazzo, lecca la cappella e mi accorgo che comincia a provarci gusto. Ripassa insistentemente con la lingua sulla mia cappella, poi la ingoia e la succhia dandomi grandissimo piacere. Continua così per un po’ quindi ingoia la mia minchia per quanto gi è possibile ed esegue un perfetto avanti/indietro che mi fa sussultare dal godimento. Lo fermo prima che mi faccia arrivare. Lo guardo e ammicco “Piaciuto, vero?” – “Si, non sapevo che fosse così bello” – Adesso ti insegno qualcos’altro. Lo faccio alzare e lo faccio mettere alla pecorina. Impugno i suoi due meloni e li accarezzo con voluttà. Poi faccio passare il mio dito nella fessura fra le chiappe. Lo faccio delicatamente, come una carezza. Poi con due mani gli allargo la fessura il più possibile, poso la mia testa fra le sue gambe e gli lecco il buco del culo. Passo la lingua tutta attorno al buco, lo accarezzo con la lingua piatta più e più volte e con la lingua stretta fingo la forzatura del buchetto rosa che sa di vergine. Lui sospira a questo trattamento. “Ti piace?” – “Certo” – “E così ti piace di più?” Così dicendo gi metto il mio dito medio nel buco del sederino e lo infilo il più profondo possibile.. Lo faccio andare avanti indietro per alcune volte e poi raddoppio la consistenza, poi provo con tre dita ed infine tutt’e quattro le dita entrano in quel bel buchetto. Lui geme sempre di piacere e mi dice “ Che bello! Non immaginavo che fosse così bello prenderlo in culo” Sono piacevolmente meravigliato. Mi muovo rapidamente. Vado in bagno, prendo una crema emolliente e lubrificante, torno da lui e gliela spalmo sul buco del culo. Poi, senza altri preparativi, gli punto la cappella dell’uccello all’entrata del’orifizio e lentamente, con molta attenzione penetro nel sederino vergine. Mi fermo. Lui non emette un lamento! “Ti piace?” chiedo. “Si, tanto!” Sono stupito ma questo aumenta in me la voglia di incularlo. Spingo più a fondo, sempre lentamente, e richiedo “Va tutto bene?” e lui i risponde “E’ bello grosso! M fa godere tanto quando lo spingi dentro” A questo punto spingo decisamente e introduco il mio bastone per buona parte in quel buchetto goloso che aveva così tanta voglia di cazzo. E’ il momento di stantuffarlo per bene quindi inizio un avanti indietro favoloso e ad ogni passaggio lui mi dice “Che bello! Mi piace! Godo tanto! Ancora, ancora” Io sono infoiato. Spingo con ardore il mio bastone e non posso fare a meno di dirgli “Sei proprio un bel maialino!” Purtroppo il mio cazzo, già eccitato dal pompino precedente, non resiste oltre e arriva al culmine schizzando sborra nel culetto sverginato. Lui si lascia cadere supino dicendo “Come ho goduto!” senza accorgersi dello sperma che gli cola dal buco del culo. *
(primo finale alternativo)
L’aiuto a sistemarsi, a rivestirsi e poi lo invito per il giorno dopo a vedere le foto appena scattate.
E’ un’attesa piena di tensione. Ho paura che non si faccia più vedere. Ormai devo decidere come comportarmi. E’ chiaro che ci siamo incontrati solo per leccarci, ciucciarci, accarezzarci, menarci l’uccello e incularci. Devo dimostrarglielo subito..
Così il pomeriggio, quando lui puntualissimo si è presentato alla porta ed io gli ho aperto, mi sono presentato completamente nudo. E’ rimasto basito ed io l’ho invitato ad entrare. Una volta dentro gliel’ho detto: “Ti aspettavo, non sapevo resistere! Volevo che mi vedessi nudo per accendere il tuo desiderio” – “Guarda che io ti desidero da quando mi hai messo la mano sulla patta. E adesso che ho gustato il tuo cazzo nel mio culetto ti voglio ancora di più. Anzi, voglio essere io a mettertelo nel culo per farti assaggiare il gusto del mio cazzo che mi sembra ti piaccia tanto!” ha buttato per terra la sacca, si è tolto la tuta e sotto, anche lui, era completamente nudo ma col cazzo che tirava più del mio. Era completamente verticale per la tensione e si muoveva a piccoli scatti simultanei quasi volesse allungarsi di più per farsi da me ammirare.
“Ti piaccio? Lo vuoi?” Se lo volevo, altroché se lo volevo! Andai di corsa in bagno a prendere la crema, la consegnai a lui dicendogli: “Adesso ti faccio un bel pompino per preparare ben bene il cazzo e poi tu mi ungi un po’ il buco del culo e poi gli fai volare dentro il tuo grosso uccello che non vedo l’ora di assaggiare. Ci dirigiamo in camera da letto. Senza preamboli afferro il suo cazzo, non debbo neanche chinarmi troppo; mi basta piegarmi un poco per arrivare alla testa del suo cazzo, prenderla in bocca, ciucciarla un poco e poi scendere un poco per insalivare anche l’asta. Mi lascio andare a mi butto supino sul letto. Lo invito a venirmi vicino. Gli metto le gambe sulle spalle e mi metto un cuscino sotto il sedere. Lui mi spalma il culo con la crema, la spalma ben bene, infila anche un paio di dita al’interno per farmi penetrare la crema, poi punta la punta della sua minchia sull’ingresso e con un colpo deciso entra con tutto il glande. Lancio un urlo. Lui si ferma spaventato. Io lo rassicuro subito “Non preoccuparti. E’ solo per il primo momento. Ce l’hai grossissimo ed all’inizio fa un po’ male. Aspetta un attimo fino a quando ti dico riprendi” Attendo un po’. Il dolore è passato .Gli dico di riprendere e lui entra, lentamente ma entra ed io sento tutto il piacere, la lussuria, la potenza di un cazzo fuori del comune nel mio culo che finalmente riempito e soddisfatto se lo accarezza e lo succhia completamente. Il ragazzo ha imparato. Non entra tutto ma lo fa andare avanti/indietro con un ritmo ed una attenzione sexy. Mi guarda e poi allunga la ano sul mio uccello e mentre mi incula mi fa anche una bella sega. E’ veramente una piccola troia: mi fa godere come un riccio. Ad un certo punto si irrigidisce e mi grida “Vengoooo ….” Sborrandomi tutto sulla pancia e, a causa della violenza degli schizzi, anche sul viso Io sono stravaccato sul letto, sfinito ma felice per quanto ho goduto. Poi ci siamo accordati di vederci ogni volta che ne avevamo voglia e così ci sono stati tanti altri pomeriggi pieni di piacere, passati insieme al mio maialino.
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