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Gay & Bisex


IL VICINO

           di franzisco

 Scritto il 19.01.2011    |    Visualizzazioni: 18.184  |    Votazione 7.6:

Ho 67 anni, sono single ed ho ancora tanta voglia di scopare. Sono omosessuale e il mio cazzo, all’occorrenza, si erge ancora duro e desideroso di un bel buco del culo giovane e voglioso di cazzo. Purtroppo non è facile, alla mia età, trovare qualche bel giovane che voglia accompagnarsi con me.
Devo accontentarmi dei cinema a luci rosse con vecchietti dal cazzo molle che si precipitano sbavando non appena si accorgono che un tipo come me ha il cazzo ancora duro; in genere girano prima per la sala sbirciando fra le varie file o ispezionando le zone nascoste e adibite agli … incontri. Quando adocchiano il mio bastone che fuoriesce dalla patta, se sono seduto si precipitano uno per parte a tastarmelo, menarmelo, prenderlo in bocca e fanno a gara a tenerselo il più a lungo possibile, mentre se sono in fondo alla sala chi impugna per primo il mio uccello gli si inginocchia subito davanti ed inizia un pompino che non sempre riesce a concludere perchè appena si interrompe un altro, che già attende con la bava alla bocca, gli subentra ingoiando golosamente il mio cazzo.
Mi piacerebbe avere ancora rapporti con qualche ragazzo giovane.

Nel mio palazzo, sul mio stesso piano, abita una famiglia composta da genitori e un figlio.
I genitori lavorano entrambi e rientrano solo alla sera.
Il ragazzo ha tredici anni e frequenta le medie superiori. Mi piace tantissimo. A volte mi apposto per vedere quando rientra da scuola con quel corpo giovane ed elastico. Mi piazzo in strada facendo finta di essere arrivato il quel momento e lo saluto con una pacca sulle chiappe e poi dico qualcosa come “E’ stata dura oggi?” oppure “Stanco, eh!” e ne approfitto per mantenere la mia mano sul suo culo e palparlo con grande piacere. Ha un culo bello sodo, chiappe così dure che non si possono neanche pizzicare.
A furia di domande ho scoperto che il ragazzo pranza da solo e che resta solo per tutto il pomeriggio. Mi ha detto che fa i compiti e poi si ritrova con gli amici.
Ho tanta voglia di poterlo stringere fra le braccia, accarezzare la sua pelle, spiegargli e fargli provare i piaceri del sesso.
E così mi organizzo ed un pomeriggio, appena passata l’ora di pranzo, suono al suo campanello.
Mi viene ad aprire ed io chiedo
“Scusa, disturbo? Magari stai mangiando?”
“No, ho finito. Stavo per fare i compiti. Ha bisogno?”
“Si. Stavo vedendo un film nuovo appena acquistato che purtroppo si incanta dopo un certo tempo. Non capisco se è il mio lettore oppure il disco difettoso. Mi consenti di provarlo sul tuo
lettore di DVD?” e attendo la risposta con trepidazione. –
“Non c’è problema. Entri”
Mi fa entrare in casa e mi conduce al televisore che è già acceso. Mi indica dove è posizionato il lettore ed io inserisco il disco e do il via mentre gli dico “E’ strano perché con gli altri dischi non mi succede” e mentre parlo sullo schermo appare una ragazza che, con mosse provocatorie, si sta togliendo il reggipetto e si accarezza le tette.
“Scusa – gli dico - ma il punto dove si incanta è un po’ più avanti. Dovremo attendere qualche minuto” La ragazza continua con lo spogliarello ed io, con la coda dell’occhio, vedo che lui è proteso in avanti, con gli occhi sgranati, per non perdersi neanche un fotogramma. La puttana si accarezza tutta e infine arriva alle mutandine che con fare professionale, tirando i cordoncini laterali, fa cadere mettendo in mostra la passera. Lui deve essere la prima volta che vede la figa perché non ha parole, è a bocca aperta ed ha una mano sulla patta. Probabilmente il suo uccello ha tanta voglia di schizzare fuori e volare alto. Lascio che le immagini scorrano. La battona si accarezza la fregna, poi si sditalina e quando si mette un dito nella figa io dico
“Ecco, era a questo punto che si incantava. Adesso non lo fa più. Scusa, siccome c’è un altro punto faccio scorrere per vedere più avanti.”
Lui ovviamente non sa cosa dire. E’ ancora estasiato dalle visioni appena scorse. Io faccio scorrere il disco in avanti e mi fermo al punto in cui so che c’è l’inizio di un bocchino. Le immagini riappaiono con lei inginocchiata di fronte a lui; gli ha tolto i pantaloni, gli sta togliendo gli slip e l’uccello bello grosso e duro schizza fuori. Lei lo prende in mano e io spengo il lettore dicendo
“Macchè, non si è incantato neanche qui. Probabilmente è il mio lettore.” – Faccio una pausa – “Mi secca perché avevo appena preso questo film, molto interessante, e se devo portare il lettore a riparare, dovrò aspettare un po’ per vedere sia questo che gli altri che posseggo. Grazie per la disponibilità. Se avrai bisogno di qualcosa, a buon rendere”. Recupero il disco e mi avvio verso l’uscita con lui che non proferisce parola. Scommetto che non sta più nella pelle e, appena sarò uscito, si metterà nudo davanti allo specchio, come fanno di solito i ragazzini, per farsi una sega al cazzo che già si intravedeva rigonfio nella prigione della patta.
Per la verità anch’io ho desiderio di farmi una bella sega ma non per la passera messa in mostra dalla battona ma per la tensione e il desiderio che ho visto crescere nel ragazzo.
Adesso viene la parte difficile. Bisogna giocare a chi cede per primo. Per due giorni non mi faccio trovare in cortile. Avrei tanta voglia di incontrarlo e dirgli “E’ stato bello quello che hai visto?” ma sarebbe sbagliato. Deve essere lui a chiedere quando il suo desiderio arriverà al massimo. Il terzo giorno mi faccio vedere e lui mi sorride già in lontananza. Come mi è vicino lo saluto e gli metto la solita mano sulle chiappe, trattenendola un po’ più a lungo. Lui non sembra neanche accorgersene. E’ troppo impegnato a farmi la domanda che gli sta in gola da tre giorni
“E’ riuscito a riparare il lettore?”
“Oh, si. Mi ero dimenticato di dirtelo. Adesso funziona benissimo, era una sciocchezza. Me l’hanno consegnato stamattina. Anzi, scusa, se vuoi oggi pomeriggio puoi venire da me così lo collaudiamo insieme. Magari prima fai i compiti e poi passi da me. Vuoi?”
“Si, certo” Figuriamoci, non aspettava altro. Gli sorrido e mi avvio con lui per le scale. In casa preparo tutto per il pomeriggio. Coca cola in frigo, salatini e pop corn. Riviste porno gay ed etero appoggiate sul tavolino vicino al televisore e sul divano di fronte al televisore, così lui potrà scegliere ed in funzione di tali scelte farò partire un DVD etero o gay. Tutto pronto. Aspetto. Alle tre meno dieci suona alla porta. Non ne può proprio più! Lo faccio entrare e lo invito ad andare in soggiorno mentre io vado momentaneamente in cucina, da dove posso comunque controllarlo. Lui si avvicina al televisore, vede le riviste, si da un’occhiata intorno e poi, quasi di sfuggita, ne prende una; comincia a sfogliarla (è etero) e dopo poco la lascia quasi con timore. Nel lasciarla vede quella sotto che è gay e la sfoglia anch’essa. Si sofferma più a lungo, a lo sguardo libidinoso nel vedere quei bei cazzi turgidi e, per lui forse per la prima volta, dei bocchini favolosi. Continua a sfogliarla anche quando gli grido “Abbi pazienza un attimo, arrivo subito” – “Non c’è problema, mi risponde. Faccia con comodo.” – Stupendo, gli piacciono i cazzi. Il cuore pompa velocemente per l’emozione. Preparo un vassoio con bibite e stuzzichini e mi presento. Lui mette giù la rivista e fa “Non doveva disturbarsi …”
“Nessun disturbo! Siedi sul divano e vediamo che film danno oggi” Così dicendo prendo un film gay e lo metto nel lettore. Partono le immagini e il ragazzo, che nel frattempo chiameremo Roberto, seduto sul divano, è così proteso in avanti che quasi cade. Le figure dei due attori che stanno spogliandosi lo affascinano. Mi siedo sul divano, lo guardo, guardo i suoi pantaloncini e se la sua patta non scoppia è un miracolo. Gli dico:
“Mettiti più comodo. Sdraiati e metti la tua testa qui” E così dicendo gli indico la mia coscia. Lui si sdraia ed io, ripetendo “Mettiti comodo” allungo la mano e l’appoggio sulla sua patta.
“Abbiamo l’uccello in volo, sento!” Lui ha un gesto di vergogna.
“Non devi aver vergogna. E’ normale che nel vedere dei bei ragazzi o dei bei cazzi agli uomini venga duro l’uccello. Guarda, succede anche a me. Non ci credi? Ti faccio vedere” e così dicendo, mi alzo, mi frappongo fra lui e il televisore, mi tolgo la camicia e restando a petto nudo, mi slaccio i pantaloni che cadono a terra. Non indosso gli slip quindi nulla impedisce al mio cazzo di ergersi libero in mezzo alle mie gambe. Sono nudo di fronte a lui e lo invito a fare altrettanto. Lui si toglie la maglietta e la canottiera. Poi, con un po’ di timore, si slaccia i pantaloncini che cadono a terra. Io non resisto e gli prendo le mutandine calandole molto lentamente mettendo allo scoperto la parte alta del giardino del pube, molto ricco di peli. Man mano che scendo sento la resistenza del suo bastone durissimo. Do un ultimo strappo e, in mezzo al cespuglio di pelli, appare il fiore di carne che svetta in alto nel pieno della sua fioritura. E’ durissimo, eretto a 180 gradi, scappellato per la tensione, con la cappella del cazzo così violacea da sembrare una prugna. Lo ammiro per un po’ (sarà lungo 16 cm. e forse 4 cm. di diametro) e poi sdrammatizzo dicendo
“Hai visto che l’abbiamo duro tutt’e due?”.
Così dicendo non resisto oltre, mi avvicino e lo abbraccio. Sentire il contatto della sua pelle con la mia pelle è inebriante. Accarezzo il suo piccolo petto e passo il dito sui suoi capezzoli appena accennati: lui freme e gode di tutto questo. Abbasso le mani e gli accarezzo con delicatezza, assaporando tutto il piacere che ne deriva, il culetto rosa e duro come il marmo. Continuo con le carezze sulle chiappe e poi, ad ogni carezza, passo il dito medio fra la fessura che separa i suoi due meloncini accarezzandola e scendendo fino ad arrivare a titillare l’ingresso del buco del culo. Continuo con le carezze che mi inebriano e, abbracciandolo stretto a me sento il suo cazzo durissimo e caldo che si appoggia alla mia pancia e freme di desiderio. Allora, sempre accarezzandogli le chiappe, gli dico:
Scommetto che hai voglia di fare una sega, vero?” Mi fa cenno di si con la testa. –
“Posso fartela io?” altro cenno di si con la testa.
Prendo la sua asta, mi bagno ben bene la mano con la saliva e poi accarezzo la cappella del suo cazzo. Fa quasi un saltino indietro per il gusto provato ed il suo cazzo quasi si schiaccia contro il suo ventre, tanta è la tensione. Prendo Roberto e lo giro, per fargli sentire il mio bastone appoggiato all’attacco del sedere. Con la mano sinistra lo abbraccio da dietro, carezzandogli contemporaneamente i capezzoli; passo la destra davanti e raggiungo il suo fiore di carne, lo prendo, lo impugno e, con la mano insalivata, mi muovo avanti e indietro lungo la sua asta; ogni volta che scendo arrivo a tendere sino a fondo la pelle del prepurzio per dargli il massimo del piacere. Sta godendo immensamente e lo sento dai mugolii che emette. Gli sussurro all’orecchio “Ti piace?” – “Siii …” – “Stai godendo tanto?” – “Sii …” e quando sento che il suo uccello arriva al massimo della tensione facendo espandere ancora di più il glande, realizzo che sta per sborrare e lascio che unitamente al suo “Siiiiii!!” un bellissimo getto di sperma parta dalla punta del suo uccello e si scarichi un po’ sulla sua pancia ed il resto sul pavimento. Roberto ansima per la tensione ed io ne approfitto per dirgli “Ti è piaciuto?”
“Si. Ma ho sporcato tutto per terra.” Non preoccuparti. Sistemo tutto io. Andiamo in bagno che ti pulisco dalla sborra sul ventre” – Eseguo e poi ci rivestiamo. Nessuno di noi pensa più al film. Roberto, prima di uscire, mi guarda con aria interrogativo ed io gli lancio subito il messaggio che sta aspettando.
“Se ti è piaciuto posiamo rifarlo qualche altra volta. Basta che suoni. Sono sempre in casa.”
Adesso non mi resta che aspettare, ma non devo aspettare troppo. Nel pomeriggio del giorno dopo sento suonare il campanello; guardo dallo spioncino: è lui. Apro sorridendo e salutandolo con piacere. E’ già tutto pronto, bibite e stuzzichini. Lui si accomoda sul divano ed io, l’invito a spogliarsi così poi non ci perderemo le scene dal film. Lui esegue e vedo che stavolta mi ha imitato e quando si cala i pantaloncini non ha sotto gli slip ed il suo uccello vola già alto. Scommetto che ha già fatto qualche sega. Mi spoglio anch’io e poi metto il DVD nel lettore. Scorrono le immagini di un attore che ne sveste un altro ed al momento di togliergli le mutande fa scattare il cazzo in bocca e inizia un pompino. Guardo Roberto che sta bevendosi tutta la scena e gli dico
“Quello è un pompino. Lo sapevi?” – “No” – “E’ molto piacevole. Posso fartelo? Proviamo. Se poi non ti va posso smettere” – “Proviamo” – Non mi pare vero. Invito Roberto a sdraiarsi sul divano, ammiro il suo uccello perfettamente in tiro, lo prendo in mano, tiro il prepurzio fino a fondo e poi lecco lentamente la testa del cazzo. Lui inarca subito la schiena per il piacere che sta provando. Bacio quel bell’uccello in volo e lecco tutta l’asta cominciando dal fondo. Quando torno in cima poggio le mie labbra sulla sua prugna violacea e lentamente, molto lentamente, glie la risucchio nella mia bocca. Sta godendo come un maialino, lo sento dai sui mugolii. Vado un po’ avanti e indietro per fargli scoprire il piacere di un bel pompino e poi cerco di ingoiare tutta la sua asta. Ci riesco e, tenendola ferma in bocca, con la lingua l’avviluppo e l’accarezzo tutta. Lui freme sempre più dal desiderio, lo capisco. Mi muovo avanti e indietro ed accelero il ritmo. Lui gode sempre di più, non resiste, inarca sempre più la schiena per il piacere e, poi, con un piccolo grido, quasi di avvertimento mi dice “Che bello …. Sborrooooo!!” ed emette un getto di sborra che raccolgo in bocca mentre una parte gliela faccio cadere apposta sul suo ventre. Lui si rilassa completamente, è appagato. Emette un sospiro di piacere, mi guarda con uno sguardo di ringraziamento e mi dice
“Cazzo! Che bello!!” - “Ti è piaciuto allora?” – “Si. Tanto!” Lui è ancora sdraiato sul divano. Io mi alzo e il mio cazzo svetta duro proprio sopra la sua testa. Lo guarda e non sa cosa fare. E’ indeciso. Così gli faccio la domanda “Vuoi provare tu adesso?” – “Posso?” - “Certo che puoi. Non aver paura. Prova a succhiare il cazzo. Vedrai che ti piacerà. Anzi, se vuoi, perché non facciamo un bel 69? Te lo faccio vedere” . Vado verso il televisore e metto il DVD sulla traccia in cui so che c’è un 69. Roberto guarda la scena piacevolmente sorpreso e mi dice “Facciamolo, ma il mio cazzo adesso è molle.” – “Non preoccuparti. Vedrai che reagirà da solo”. Mi sdraio sul pavimento e lo invito a venirmi sopra. E’ così eccitato che quasi non si accorge che il suo tarello si è già indurito e gli svetta in mezzo alle gambe. Che bella cosa essere giovani!
Roberto intanto guarda il mio bastone e poggia le labbra sulla cappella, dandomi un fremito, poi lascia che la saliva scorra lungo la mia asta e con le labbra che contornano la testa del cazzo, lo risucchia per una buona porzione. Poi lo estrae e mi dice “E’ bello. Mi piace!” Non avevo dubbi e mentre io ammiro il suo uccello che mi entra in bocca e che Roberto, un po’ goffamente, cerca di farlo andare avanti e indietro, lui assapora il gusto del cazzo, un gusto e un odore così afrodisiaco che da soli mandano il cazzo in orbita. E, infatti, con le slinguate e i cicciotti di Roberto anch’io mi eccito e godo fino ad arrivare al massimo, al mio orgasmo. Mi preoccupo di avvertire subito Roberto per non preoccuparlo con la sborrata in bocca e gli dico con voce un po’ rotta dalla tensione “Attento! .. Vengo! .. Toglilooo ..”. Roberto si leva il cazzo di bocca ed io sborro liberamente tutta la mia goduria verso il cielo e faccio cadere il mio sperma sulla pancia; poi dico a Roberto “Se vuoi puoi leccare la sborra. Assaggiala, è buona. Se non vuoi non importa. Quando ti sentirai pronto lo farai.” Roberto si alza senza dire nulla. Ha il cazzo già durissimo. Glielo prendo in mano, lo stringo, lo attiro verso di me e gli faccio una sega scivolosa e goduriosa. Non ci mette molto ad arrivare per una seconda volta e stavolta io, col suo cazzo in mano, dirigo il getto verso la mia bocca che ingoia avida quella giovane crema. Roberto mi guarda con sorpresa. Non dice nulla ed io non parlo. Adesso lo invito a lavarsi come l’altra volta. Lo metto sotto la doccia e facciamo la doccia insieme. Lo insapono, lo accarezzo quanto più posso ed alla fine gli massaggio quel bel bastone che si ritrova già in tensione per la terza volta; lo prendo in bocca e lui, per la terza volta sborra nella mia bocca la sua crema bollente.
Ci asciughiamo e ci rivestiamo. Sono felice e anche lui mi sembra contento. Glielo chiedo
“Sei contento? Ti è piaciuto?” – “Si. Tanto” – “Mi fa piacere. Se hai bisogno di qualunque spiegazione riguardante il sesso, puoi venire quando vuoi e sarò felice di esaudire le tue richieste.”
Ci siamo vestiti e Roberto è tornato a casa sua.
E’ stato stupendo ma con lui non sono andato oltre. Mi sarebbe tanto piaciuto che me lo mettesse in culo ma …… non ho avuto il coraggio di proporglielo. Certamente non l’avrei e non l’ho inculato.
Ci siamo visti altre volte poi lui per altre seghe e per altri 69. E’ stato bellissimo ed io mi sento pienamente appagato per potuto gustare ancora una volta il fiore di carne più profumato e gustoso che un uomo possa desiderare di avere e di donare.

Sono graditi i vostri commenti che potete inviare a Gianfranco.1@tiscali.it








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