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INIZIAZIONE IN ORATORIO

           di FRANZISCO

 Scritto il 25.11.2010    |    Visualizzazioni: 20.178  |    Votazione 7.4:

Ero un ragazzino e un mio amico, un giorno, proprio in oratorio, mi spiegò che menarsi il pisello era bello e dava un gran piacere. Ci appartammo nei bagni dell’Oratorio e lui mi fece vedere come faceva a menarselo. Al solo pensiero di menarselo al mio amico il pisello era diventato duro così che lui riuscì a far andare la pelle avanti e indietro facilmente. Nel vedere quella scena anche il mio pisello divenne duro e anch’io ci provai a menarmelo: la cosa mi piaceva tanto. Non sborravo ancora però, mentre me lo menavo, ad un tratto mi venne una vampata di calore, il mio pisello ritornò moscio ed io mi sentii soddisfatto.
Il mio amico mi disse, quasi fosse un segreto, che questo non si poteva fare, che era peccato e bisognava confessarlo.
Dovevo e volevo confessarmi. Mi recai in chiesa dove c’erano i confessionali e attesi l’arrivo di Don Luigi. I confessionali da noi erano costituiti da piccoli ambienti in legno dove entrava il sacerdote, si sedeva su una sedia e il penitente aveva un inginocchiatoio a fianco del prete. Una volta entrato il penitente chiudeva la porta e fuori non si sentiva niente. C’era anche un piccolo catenaccio che abitualmente il penitente chiudeva dopo essere entrato.
Spiegai tutto a don Luigi. Mi ascoltò e poi mi chiese:
“Ma quando te lo sei menato hai aperto solo la patta o ti sei calato anche le braghette”
L’avevo fatto una sola volta e gli dissi “Ho aperto la patta”
“Fammi vedere come hai fatto”
Io mi sbottonai il davanti e feci per tirare fuori il mio pisello. Don Luigi mi fermò e mi disse:
“Fammi prima sentire se è già un po’ duro” e nel dire questo allungò la sua mano fino a prendere in mano il mio cazzo ancora nelle mutande, e stringerlo.
Effettivamente cominciavo ad eccitarmi e, seppure un po’ spaventato, al contatto di quella mano il mio tarellino reagì ingrossandosi.
“Mi sembra a posto”, disse Don Luigi “adesso te lo tiro fuori così mi fai vedere come te lo sei menato” e così dicendo infilò la mano sotto le mie mutandine e mi estrasse il cazzo che ormai, fuori dalle mutande si ergeva dritto di fronte al prete.
A questo punto Don Luigi osservò:
“Vedi, le mutande ti impacciano; calati le braghette e le mutande e vedrai che ti sentirai più libero. Ti aiuto io” e così dicendo mi prese i pantaloncini e le mutandine e me li calò mettendo in evidenza il mio cazzo già duro e bello dritto. Mentre mi calava le mutandine, scendendo, con la faccia passò davanti al mio uccello e mi sembrò
quasi che lo baciasse. Don Luigi rimirò per un momento la mia verghetta e , con voce un po’ rotta per la tensione sussurrò:
“Fammi vedere come hai fatto”
Io mi presi in mano il mio cazzo e cominciai velocemente a masturbarmi. Il sacerdote mi fermò immediatamente e mi sgridò “Non devi andare così di fretta; quello che fai è una cosa bella che va goduta lentamente. Guarda come si fa – e così dicendo mi prese il cazzo fra le mani e, lentamente, molto lentamente, cominciò a menarmelo. Ogni volta che scendeva mi scappellava completamente l’uccello e quando risaliva, con il pollice, accarezzava delicatamente la cappella del cazzo.
Dopo un po’ sentii che stava per arrivare la vampata di calore e lo dissi sottovoce al prete “Mi sta arrivando la vampata di calore” Lui non accelerò i movimenti, anzi li fece più lenti e si insalivò la mano; riprese in mano il mio uccello e riprese a menarmi scivolando deliziosamente con la mano insalivata; adesso ogni volta che saliva, col pollice titillava il filetto che sta sotto la cappella del cazzo. Mi pareva di impazzire ed ad un certo punto gli dissi: “Sto arrivando” e lui di rimando “Bene si vede che hai goduto” e mi diede un bacio. “Non preoccuparti” mi disse “Quello che si fa col cazzo non è peccato. E’ una cosa naturale”
Ed io, allora lasciai il confessionale tutto contento.

La cosa funzionò così per un anno almeno, finché un giorno il mio amico mi disse di aver scoperto una cosa bellissima. Volevo conoscerla anch’io? Dissi di si Eravamo a casa mia ed eravamo soli, lui si spogliò, mi invitò a fare altrettanto; rimanemmo nudi. Lui mi fece sdraiare sul letto, mi prese in mano il pisello ormai duro, fece scivolare in basso la pelle del prepurzio e poi avvicinò le labbra alla cappella, diede un bacio e poi prese il cazzo in mano e se lo mise in bocca, insalivandolo per farlo scivolare meglio; poi cominciò ad andare su e giù come se stesse menando il cazzo ma con la bocca invece che con le mani. Era una sensazione bellissima. Godevo tantissimo ed alla fine venni con un piccolo schizzo di sborra che cadde sulla mia pancia. Il mio amico mi disse:
“Vero che è bellissimo? Adesso me lo fai tu a me!” e così dicendo si sdraiò in attesa che io glielo prendessi in bocca, cosa che feci rapidamente. Era una sensazione molto bella sentirsi la bocca piena di quella carne dura e che aveva un sapore gustoso. Anche il mio amico, dopo un certo periodo di tempo, venne con la sua sborra che scaricò sulla sua pancia mandandomi prima un piccolo schizzo sulla bocca; io lo leccai : mi piaceva! Questo però non era solo menarselo e forse era peccato. Andai all’oratorio e trovai Don Luigi, al quale chiesi di confessarmi.
Ci dirigemmo ai confessionali ed entrati io tentai di descrivergli sinteticamente cosa era successo.
“Senti” – mi disse ad un certo punto “Così proprio non capisco e non so dirti se è o non è peccato. Bisogna che me lo fai vedere. Ma qui è troppo stretto. Facciamo così. Adesso usciamo, tu aspetti un momento in chiesa e poi mi raggiungi a casa mia così, con comodo, mi fai vedere tutto quello che è successo”.
Ero perfettamente d’accordo. Uscimmo, io attesi un po’ di tempo e poi andai alla casa del prete. Venne lui stesso ad aprirmi ed una volta entrati chiuse la porta a chiave.
“Allora – cominciò – cosa è successo?”
Gli spiegai cosa avevo fatto col mio amico, nudi sul letto. Lui chiese “Fammi vedere. Spogliati” Lo feci e quando fui nudo mi chiese
“E dopo? Anche il tuo amico si è spogliato ed è rimasto nudo? – “Si” – “Allora io farò la parte del tuo amico” e così dicendo si aprì la veste, la tolse e ….. sotto la veste non aveva niente, neanche le mutande e metteva in mostra un uccello dritto, duro, pulsante e di notevoli dimensioni!
“Allora ha cominciato lui a succhiartelo?” – “Si” – “ Ha fatto così?” facendo seguire i gesti alla domanda si è chinato, mi ha scappellato l’uccello, con delicatezza, lo ha accarezzato con la lingua, leccato e poi ha appoggiato le sue labbra, umide dal desiderio, sulla cappella del cazzo e l’ha fatta scivolare delicatamente in bocca. Favoloso!! Poi lui si è sollevato e, mentre con una mano mi teneva ben stretto l’uccello, con l’altra mano mi ha accarezzato i capezzoli, lentamente, con moto circolare e questo mi creava un’eccitazione che mi faceva indurire ancora di più la verga. Mi chiese “Ti ha fatto anche questo?” – “No” – “Ti piace, vero? Ti fa eccitare vero?” E io di rimando “Si ma col cazzo in bocca è più bello” – Lui mi guardò e i disse “Te lo faccio subito”.
Si chinò suo mio pube e prese in mano il mio uccello ormai al massimo. Cominciò a leccarmi la cappella fino a renderla lucidissima per la tensione, poi passò al filetto sotto la testa del cazzo, e con la lingua fece tanti piccoli movimenti che mi fecero fremere di goduria.
Quando cominciò ad andare, lentamente, avanti e indietro mi prese le chiappe e, invece di muovere lui la bocca, mi fece muovere su e giù e siccome ero sdraiato sul letto, inarcavo la schiena ogni volta che glielo ficcavo in bocca. Era una cosa troppo nuova ed ad un certo punto non resistetti più e sborrai. Lui si prese la mia sborrata in bocca e ingoiò tutto il mio liquido.
Ansimavo. A questo punto Don Luigi si alzò (era ovviamente molto più alto di me), mi fece alzare e mi strinse a se, pelle contro pelle, abbassò la testa e mi mise le sue labbra sulla bocca. Iniziò a ciucciare le mie labbra, a solleticarle con la sua lingua finché io, fremente di desiderio, spalancai la bocca per un bacio meraviglioso. La sua bocca e la sua lingua sapevano della mia sborra ed erano veramente eccitanti. Lui era fantastico; con la lingua si muoveva rapidamente nella mia bocca, poi usciva un po’ e mi ciucciava le labbra, poi tornava in bocca e mi esplorava tutto con delle splendide saettate di lingua. Quando Don Luigi si era alzato e mi aveva stretto a se il suo cazzo si era appoggiato al mio petto e mentre mi baciava io strusciavo il mio petto su quel grosso cazzo, anzi uccello. Dopo un po’ il prete si staccò dalla mia bocca, mi guardò e disse “Lo so, ho sentito che hai voglia del mio cazzo. Prendilo in mano, palpalo, menalo, guardalo e poi con la bocca bacialo, leccalo, fai quel che vuoi perché è il tuo cazzo. Così dicendo si scostò da me, prese tutt’e due le mie mani e me le appoggiò sul suo uccello. Abbassai lo sguardo per vedere bene cosa tenevo in mano e ….. rimasi abbagliato. Era lungo almeno 25 cm. ed aveva una circonferenza enorme. Lo presi fra le mani, lo strinsi, lo palpai ben bene ammirando la testa rossa che sembrava la più grossa fragola che avessi mai vista in cima ad un bastone. L’uccello era veramente tutto dritto e adesso che era al culmine dell’erezione aveva la testa lucidissima. Lo scappellai lentamente, con le mani gli tenni giù la pelle, avvicinai le labbra alla punta dell’uccello e gli schioccai un lungo bacio con le labbra attaccate al suo filetto. Sentii il prete fremere. Con la lingua, presi a leccarlo, sotto la testa del cazzo, tutto intorno all’asta per tornare poi in cima a dare una bella linguata al fiore del suo giardino che troneggiava nel cespuglio di peli.
Il prete mi lasciò manovrare mugolando di piacere e dopo un po’mi prese la testa fra le mani, me la fece sollevare perché potessi guardalo e poi mi chiese “Ti va di provare a prenderlo in bocca? Lo so che è grosso ma tu provaci”. Così dicendo mi fece riabbassare la testa, mi puntò la bocca sull’uccello e mi invitò ad ingoiarlo. Era difficile; mi inumidii ben bene la bocca, ed invece di allargarla strinsi le labbra e le puntai propria sulla punta dell’uccello; a questo punto spinsi e le mie labbra si allargarono seguendo i contorni di quell’enorme cazzo. C’ero riuscito! Solo la testa del cazzo mi occupava tutta la bocca ma io ero felice di sentire che stavo godendomi quel meraviglioso cazzone. Mi fermai un attimo e poi feci aderire la testa del cazzo al mio palato. E lasciai che la mia bocca scivolasse fuori per chiudere le labbra e ripetere l’operazione di forzatura. Questa volta riuscii a contenerne una misura maggiore. Iniziai a far andare il cazzo avanti e indietro e sentii Don Luigi mugolare; accelerai un poco il movimento e il prete mi sussurrò “Dai che vai bene, fallo andare avanti indietro” ed io ripresi la manovra. Riuscivo a farlo scivolare in gola più lungo che potevo, tenendo la bocca tutta aperta perché quella era la dimensione di quell’uccello e poi lo riportavo fuori. Don Luigi era alle stelle “Bravo, continua, dai che godo, sei bravissimo, sei il migliore, dai succhia verginello, continua col pompino sei un fantastico succhiacazzi, sei il mio maialone , si, Si, SIIII…” ed al terzo SIII sborrò. Qualche secondo prima l’avevo sentito fremere ed avevo tolto il cazzo dalla bocca ma avevo continuato a menarlo con le mani. Il primo schizzo di sborra mi colpì in faccia e i successivi mi finirono sul petto. Anche Don Luigi ansimava. Mi diede uno straccio per ripulirmi. Mi accarezzò e mi invitò a rivestirmi. “Ricordati che tutto quello che abbiamo fatto non è peccato. Fare l’amore fra uomini è una cosa bellissima. Alla tua età è peccato mettere il cazzo nella figa ma tu hai già scelto e quindi non c’è problema. Ancora una cosa. Ci si può anche inculare. Io con te non l’ho fatto perché, per il tuo buco del culo il mio cazzo è troppo grosso. Ma se lo vorrete fare tu e qualche tuo compagno anche questo non è peccato.”
Mi diede un ultimo bacio, mi salutò ed io lo lascia tutto felice.
Sono grato a don Luigi che con il suo comportamento mi ha consentito una crescita sessuale senza sensi di colpa, rimorsi o peggio angosce da “peccato”.

Potete inviarmi i vostri graditi commenti a gianfranco.1@tiscali.it







Votazione del Racconto: 7.4
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Commenti per INIZIAZIONE IN ORATORIO:


lookold50safesex, gay Puglia il 04.11.2011 alle 23:20:48 ha scritto:

Eccitante!





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