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Gay & Bisex


Il fidanzato della mia coinquilina

           di Slut

 Scritto il 07.03.2009    |    Visualizzazioni: 13.268  |    Votazione 5.5:

Erano passati già diversi mesi da quando io e Sonia avevamo deciso di prendere casa inseme. Facendo lo stesso lavoro ed essendo amici da diverso tempo, ci sembrò una bella idea. Sonia è la classica "fica da paura" ma ciò che mi piaceva di più era il suo essere puttana con gli uomini, e comunque sempre almeno quanto me. Io ero per lei il suo amico gay e lei era per me l'amica un po' frociarola con cui potevo dire di trovarmi bene. Ognuno si faceva i cazzi suoi e quando c'era da portarsi qualche maschio a casa per scoparselo, sapevamo che non ci sarebbe stato nessun problema. Io avevo conosciuto alcuni suoi boys e lei i miei. Ma un giorno accadde qualcosa di speciale. Sonia aveva conosciuto un meccanico rumeno della zona e mi raccontava che - oltre ad avere un cazzo enorme - non faceva altro che scoparla, scoparla, scoparla.
Non avevo motivo per dubitare ma di certo morivo dalla voglia di conoscere questo rumeno di nome Robert. Volevo semplicemente vederlo ... niente di più. Passarono un paio di giorni e una sera Sonia mi disse che sarebbero venuti a cena Robert e la cugina di lei. "Finalmente!" - pensai io.
Effettivamente Robert era proprio un gran pezzo di maschio: 1.80, rasato, bel fisico, muscolosetto, bocca carnosa, denti perfetti e due occhi che toglievano il fiato. Quella sera indossava una tuta da ginnastica acetata, che lasciava poco all'immaginazione. Robert sapeva di me, perché si capiva che probabilmente Sonia doveva avergli parlato di me. Fu allora che capìì che potevo anche "giocare" a fare il frocetto con le mie battutine a doppio senso e le mie "scheccate" da puttanella, che tanto bene mi riuscivano. Robert non sembrava affatto intimidito e più andava avanti la serata e più - complice il vino e qualche canna - sembrava che lui stesse tranquillamente al gioco. Mi eccitava il suo italiano un po' stentato. Quello che mi diceva sempre scherzando era : "Che puttana che sei!". Il guaio è che più me lo diceva e peggio facevo. Non mi piace molto il vino e non fumo, ma quella sera dovevo e soprattutto dovevo far bere e fumare Robert, ma anche Sonia e sua cugina. Inutile dire che i momenti migliori erano quando Sonia e sua cugina andavano in cucina a preparare i piatti o quando poi si sono messe di là a lavarli e a parlare. Non perdevo occasione per strusciarmi a Robert, per mettergli le mani addosso e per sentirmi addoso le sue. All'inizio lo facevo con discrezione ma poi - considerata la situazione goliardica che si era creata - cominciai ad insistere per cercare l'occasione migliore per sfiorargli almeno il
pacco da sotto il tavolo. Non era semplicissimo, anche se io ce la mettevo tutta. Dopo cena ci facemmo altre canne e poi fattasi una certa ora Sonia se ne uscì dicendo: "E' tardi e non mi sembra il caso che vi mettiate in macchina in queste condizioni. Perché non dormite qui? Giulia dorme nel mio letto e Robert dorme di là con te. Sei d'accordo?". La domanda era rivolta a me e come avrei mai potuto dire di no? Non aspettavo altro! La stanza di Sonia era al piano di sopra e la mia al piano di sotto rispetto alla sala. Dunque tra le nostre due stanze c'era un piano che ci divideva. Robert era bello alticcio e fumato, ma divertente e divertito. Arrivati in stanza si è spogliato nudo in tre secondi scarsi e continuava a fare lo scemo. Per fortuna non ci sentivano. Mi guarda e dice: "Dai Sonia, spogliati e fai la puttana come sai fare tu!". Non credevo alle mie orecchie. Non so se lo facesse apposta o cosa: per Robert io in quel momento ero Sonia. "Dai fammi vedere quel culo da troia che hai!" "Devi succhiarmelo come piace a me, puttana!" "Ho voglia di scoparti, ora!". Non me lo feci ripetere due volte. Spensi la luce, mi spogliai lasciandomi addosso solo il perizoma e mi buttai in ginocchio davanti al suo cazzo in tiro. Quando Robert senti la mia bocca sulla sua cappella, mi prese da dietro la nuca e mi infilò tutto il cazzo in gola, dicendo: "Brava così la mia puttana. Voglio sentirti soffocare e sbavare sul mio cazzo!". Io ansimavo e dicevo di si, mentre lui continuava a scoparmi forte la bocca senza fermarsi. Era ubriaco, questo era evidente, ma il cazzo ce l'aveva duro come un sasso e questo mi piaceva. "Oggi ti sfondo il culo, puttana! Lo so che ti fa male, ma non voglio sentire ragioni. Mi va così e tu ubbidisci! Capito?". Voleva che io dicessi di si e lì capìì che forse Sonia non glielo dava tanto volentieri. Robert aveva un cazzo sui 23 cm e - in un certo senso - potevo anche capire Sonia, ma io non ero Sonia e dissi quindi: "Si! Voglio scopami. Mettimelo al culo!". Robert era infoiato più che mai. Mi fece alzare, mi girò, mi piegò a 90° sul letto, mi strappò con forza il perizoma e mi infilò il cazzo in culo, senza pietà. Il dolore all'inizio fu terribile e gridai. "Che c'è? Non è questo che volevi, troia? Un cazzo enorme che t'incula e ti sfonda!" "Siiii, bravo, continua così. Spingi. Fammi sentire le palle che sbattono!" - fu quello che dicevo io. Robert mi stava facendo davvero godere come una vera femmina. Mi prendeva per i fianchi e mi dava dei colpi fortissimi, affondando il cazzo per poi tirarlo fuori e ancora tutto dentro. "Che buco che hai! Te lo sto allargando tutto. Sei proprio una troia abituata a prendere cazzi!". Ancora non avevo capito se Robert ci stesse marciando oppure no. Maa non mi fregava niente. Avevo quel cazzo enorme in culo da oltre quindici minuti e non potevo desiderare di meglio. "Muoviti, puttana!Ché adesso ti riempio il culo di sborra. E' così che si scopano le puttane italiane!". Fu allora che sentii i suoi muscoli irrigidirsi e i colpi farsi più decisi. Furono venti secondi violenti, di affondi e respiri affannosi e poi: "... siiiii, sborroooooooo .... prendi troiaaaaa! Ancoraaaaaa ... siiii".
Quando Robert sfilò il cazzo, senti la sua sborra tutta intorno al mio buco ed uscire. Mi aveva davvero riempito e Robert sembrava vittorioso, come se avesse portato a casa un trofeo.
"Domani mattina, lo sai come devi svegliarmi, vero?"
"Come?" - chiesi io maliziosamente
"Vieni sotto le coperte e me lo bevi!"

Ma questo - se è successo - saprò raccontarvelo la prssima volta.

Se vi ha eccitato il racconto scrivetemi a hotpleasure2003@yahoo.com e fatemi sapere


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