La mia prima volta
Ormai gli anni erano passati, ne compivo sessantacinque, e con gli anni arrivarono un po’ di acciacchi, il più grave fu un’operazione alla prostata, con tutte le conseguenze del caso.
Un po’ di diabete dovuta all’età, completò il mio stato di mancata erezione.
Neppure il viagra o il Cialis risolsero il problema.
Poco male, vivevo da solo da un po’ di anni.
Le uniche cose che mi occupavano erano la caccia e la pesca, sia di fiume sia di mare.
Quello che vi sto per raccontare fu la prima volta in cui feci sesso con due uomini.
Quel giorno girovagavo nei boschi intorno al mio paese sperando di trovare un buon posto per il passo dei colombacci. Finalmente trovai una grossa siepe di rovo, dove si riusciva a restare nascosti a causa di una rientranza che formava una specie di capanna.
Mi ci piazzai dentro e con una tela mimetica chiusi anche l’anteriore. Ero invisibile.
Dopo circa venti minuti sentii due voci di uomo che parlavano, fa loro.
- Dai ci siamo quasi, il posto che ti dicevo e poco avanti a questa siepe, nessuno ci viene mai, potremo divertirci.
- dai che ho una voglia che non ne posso più, lo sai che è una settimana che non lo facciamo?
- Si lo so, ma senza la scusa della caccia chissà quanto tempo prima di farlo.
Passarono davanti al mio nascondiglio, due uomini, un ragazzo di circa venti anni e uno di circa quaranta.
Si sistemarono poco distante da me, lasciarono subito i fucili e cominciarono a baciarsi con furore, vogliosi.
Poi si tolsero pantaloni e mutande e il ragazzo si fiondò sul cazzo dell’altro, lo prese in bocca ancora barzotto e lo spompino per un bel po’, poi si mise a pecorina per terra e disse.
-Dai dammelo, voglio sentirti dentro
L’altro dopo aver bagnato con la saliva il culo , lentamente lo infilo tutto
-mmmm che meraviglia di cazzo che hai, è fantastico mi riempi tutto, dai inculami, ma lentamente, voglio godermelo a lungo.
Comincio una lunga inculata con delle penetrazioni lente alternate a colpi veloci.
Il ragazzo godeva come una troia.
Fino a che l’altro comincio ad accelerare, e al fine con un colpo fortissimo, tanto che il ragazzo urlo, gli venne dentro, quando si sfilo il ragazzo, si fiondo sul cazzo e lo succhio per non perdere una sola goccia di sborra, io nascosto li dentro mi stavo eccitando a quella vista , tanto che cominciai a pensare chissà come si gode.
Mentre loro proseguivano con un 69 da paura, io cominciavo a pensare di provare cosa significa avere un cazzo in bocca, non che nella mia gioventù non avessi fatto
sesso con degli uomini, ma erano passivi, e ero io che li scopavo , che mi facevo masturbare e succhiare fino a impazzire dal godimento.
A me il sesso era sempre piaciuto, sia con donne sia con uomini, non mi ero mai formalizzato, l’importante era farlo e tirare fuori il massimo del piacere.
Forse mi mossi, forse feci del rumore, ma notai che entrambi si erano fermati e fissavano la siepe.
Si alzarono e vennero verso di me, aprirono il telo e mi trovarono.
-piaciuto lo spettacolo?
-si molto, molto eccitante.
-vuoi partecipare ? come avrai capito noi, siamo bsx, ci piacciono le donne e i maschi,
-beh per le donne io ormai ho chiuso operazione di prostata e un po’ di diabete.
Voi mi ricordavate la mia gioventù, quando anch’io avevo degli amanti gay, assivi.
-solo passivi? Quindi non hai mai succhiato un bel cazzo e non lo hai mai preso nel culo?
-si, mai succhiato ne preso nel culo-
-vuoi provare con noi? Sai noi stiamo cercando un amico con cui farlo senza dover inventare queste pantomime per sviare mogli e amici. dai vieni prova almeno a prenderlo in bocca.
Non so cosa mi successe, ma senza neppure cercare di resistere m’inginocchiai davanti al ragazzo, prima lo presi in mano, lo accarezzai lentamente, poi tenendolo in mano, lo avvicinai alle mie labbra.
Il primo contatto con quel cazzo fu una sorta di assaggio, la pelle era liscia e morbida, il sapore di maschio era lieve ma afrodisiaco.
Poi lo infilai decisamente in bocca, cominciando a succhiarlo, lo sentivo che si gonfiava, pur essendo la prima volta che lo succhiavo, facevo come io avevo desiderato che mi spampinassero.
Bastarono cinque minuti che all’improvviso mi tenne la testa ,capii che stava per sborrarmi in bocca, non lo presi tutto in bocca, ma solo la cappella per avere spazio per la sborrata che mi stava per arrivare, non sapevo se mi sarebbe piaciuta.
Infatti, un primo schizzo forte e lungo, mi arrivo direttamente in gola, non potei fare altro che ingoiarlo se volevo respirare e continuare a farmi riempire la bocca.
Intanto assaggiavo il sapore della sua sborra, asprigno, ma non disgustoso. Sentii lui fra i gemiti che mi diceva
-sei bravissimo, ma non ingoiarla tienila anche in bocca ne vogliamo tutti due
Quando fini di sborrare, mi alzai e ci baciammo in bocca, con la lingua gliene passai e con la sua se la prese anche direttamente dalla mia bocca, poi l’altro bacio, il ragazzo e, dopo mi bacio ripassandomene un po’.
Ci guardammo in faccia e poi ingoiammo tutti.
-ma sai che sei bravissimo a fare pompini, non mi dire che è il primo che fai, non posso crederci
-giuro è il primo che faccio
-ma come fai a essere cosi bravo
-sai ho fatto a te quello che desideravo mi facessero, evidentemente volevo cose molto buone.
-allora dai, fallo anche a me
Era la volta che senza timori né vergogne m’inginocchiai davanti all’altro e cominciai a spompinarlo
-mmm che bocca che hai sei fantastico
-dai cosi continua ….ora più lentamente
Io mi stavo godendo quel cazzo, mi piaceva sentirmelo in bocca, mi emozionava succhiargli forte il glande, e poi infilarmelo per quanto riuscivo.
Lui ci mise un bel po’ ad arrivare, ma fu ancora più esaltante sentirlo urlare mente sborrava nella mia bocca
Urlava dal piacere, ma anche dal fatto che ero io che lo facevo uscire di testa.
Quel giorno invece che colombacci presi dei cazzi in bocca, e cominciai a desiderarli sempre di più.
Quando il ragazzo che non era un mostro come dotazione, mi disse:
-lo vuoi provare a prenderlo in culo?
-beh si vorrei provare, ma siccome ho paura di sentire male non potremmo farlo un’altra volta, magari con un po’ di lubrificante?
-beh almeno prova a prendere un dito dentro.
-va bene, cosi comincerò ad allenarlo
Senti mi disse il più grande.
-Ci stai a continuare a farlo con noi?
-si ci sto quello che ho fatto con voi mi è piaciuto, e vorrei continuare a farlo, poi con voi senza preservativo è più bello.
-sai sono stato io che ho convinto il ragazzo a fare sesso fra maschi, e devo dire che l’ho sverginato che era giovane, aveva quattordici anni, ma era ben disposto, quando l’ho inculato per la prima volta, non ha sentito neppure male, eppure l’ho abbastanza grosso.
-te lo sei allevato come hai voluto, mi sembra…
-si ma non lo volevo passivo, allora una volta ho preso una puttana e lo abbiamo fatto in tre. mentre lui la chiavava io lo inculavo. Poi l’ho fatta inculare da lui mentre io mi facevo fare un pompino ,e alla fine lui la inculava mentre mi spompinava. È stata una bella notte anche per la puttana, era contenta di prendersi un cazzo cosi giovane, e si offri di ripetere l’esperienza con noi quando volevamo.
-beh allora quando lo rifacciamo, mi vuoi sverginare tu o da lui?
- da lui, m’incula anche lui spesso, ma poi che importa intanto ti farai inculare da noi, mi dispiace che non hai più erezioni, hai un bel cazzo che prenderei molto volentieri.
Fissammo appuntamento a casa mia il sabato mattina che era giorno di caccia, alle 6 del mattino.
Quando arrivarono, ero già in piedi nudo e pronto per la mia prima inculata, mi ero svegliato alle cinque e avevo fatto tre clisteri, uno dopo l’altro per avere l’intestino pulito, prima per non sporcare il cazzo di merda, secondo per averlo vuoto e ospitare il cazzo senza troppe sofferenze.
Aprii la porta ed entrarono velocemente, mi abbracciarono entrambi uno davanti e l’altro dietro, ci baciammo a lungo mentre le mani mi masturbavano e cercavano il mio culo.
Andammo in camera, si spogliarono rapidamente e ci buttammo sul letto cominciamo a succhiarci, baciarci, ma non volevo che sborassero. Volevo che lo facessero dentro di me.
Diedi la vaselina al ragazzo, che subito inizio, a lubrificarmi il culo, dentro e fuori, poi comincio a lubrificarsi il cazzo già duro come un palo, mi disse mettiti a pancia sotto che ora ti svergino.
Lo feci immediatamente e davanti alla mia bocca trovai il cazzo di “Enzo” (nome fittizio del 40enne).
Lo imboccai subito e cominciai a godermelo in bocca, mentre “ Gigi”(nome fittizio del 20enne). Mi aveva già puntato il cazzo sul mio buchetto.
Mentre succhiavo Enzo, Gigi lentamente cercava di entrare, ma lo sfintere non era ancora pronto, allora lo ritirava e poi ricominciava, per la prima volta cominciai a desiderarlo dentro, cominciavo a capire quanto era bello essere posseduti, tanto che cominciai a muovermi con il bacino sotto di lui.
Ogni volta il mio sfintere cedeva un poco, fino a che con un ultimo colpetto mi apri, e la sua cappella oltrepassò il mio sfintere. Un piccolo dolore, che si trasformo subito in un piacere mentale a sentirlo dentro.
Rimase fermo un po’, il mio culo si abituava velocemente e devo dire con piacere, Gigi lo ritiro fuori , mi unse ancora e unse il suo cazzo , mi penetro senza problemi e questa volta mi penetro tutto , le sue palle ormai erano a contatto con le mie chiappe. Comincio a incularmi lentamente, ogni vola che lo tirava indietro, mi sentivo svuotare, e avevo paura che lo sfilasse, cosi, quando sentivo la sua cappella che era sullo sfintere io, chiudevo le chiappe e richiudevo lo sfintere, cosi non usciva.
Gigi mi disse:
Gianni ti fa male?
-no Gigi, anzi mi piace molto
-e per quello che stringi lo sfintere quando vengo fuori?
-si ho paura che me lo togli, poi Enzo mi riempie la bocca, mi sento in paradiso, ora capisco quanto e bello, e mi piace da morire, dai se riusciamo, vorrei che godessimo assieme vorrei ricevere la vostra sborra dentro, in bocca e in culo.
Enzo disse: siamo fortunati a trovarci cosi bene, tu non farmi impazzire che riusciremo a farlo cosi.
Gigi ricomincio a montarmi e piano piano sentivo che stava cominciando a godere, io portai Enzo sull’orlo del godimento ma lo mantenni li, fino a che Gigi urlò sto arrivando e comincio a sbattermi forte, allora ricominciai a portare in paradiso Enzo e questa volta non mi fermai.
Fui inondato da entrambi e mentre sentivo Enzo, sborrarmi in bocca sentii anche gli schizzi di Gigi che mi inondavano l’intestino, con un piacere infinito.
Restarono cosi fino a che i loro cazzi piano piano si ammosciarono e uscirono da soli.
Al contrario di quanto pensassi il mio culo non mi dava problemi di nessun genere.
Ci riposammo un po’, poi mi accorsi che Enzo era di nuovo in tiro, gli dissi:
-mi vuoi ora?
E lui:
-si pero ti voglio prendere dal davanti cosi ti posso vedere quando godi
-dimmi come mi devo mettere
-mettiti supino, le gambe appoggiale sulle mie spalle
Lo feci immediatamente, Enzo si lubrifico il cazzo già duro, e si avvicino, appoggio la sua cappella sul mio sfintere ancora un po’ aperto dal cazzo di Gigi, comincio a spingere piano, il mio culo si apriva senza problemi per favorire quel bellissimo cazzo.
Senza nessun problema, solo con una piccola tensione mi ritrovai completamente pieno del cazzo di Enzo, il quale comincio una lenta inculata, poi comincio una cavalcata selvaggia, io guardavo il suo volto e vedevo la sua voglia di possedermi , la sua la sua libidine , fu una inculata molto lunga, cominciai a sentire un po’ di bruciore, ma non dissi nulla, volevo farlo sborrare come voleva lui, farlo godere senza pensare a nulla, stavo accettandolo come maschio dominante, mi pompo come gli passava per la mente ed infine dopo tre o quattro colpi fortissimi sborro dentro la mia pancia riempiendomi , sculacciandomi e graffiandomi come un pazzo. Quando si accascio su di me, mi baciò a lungo.
Quel giorno fui veramente iniziato a tutti i piaceri omosessuali, ero felice, loro per possedermi in tutti i modi possibili presero anche il Cialis che avevo ancora in casa.
Vollero comunque prendere il mio cazzo in bocca e succhiarmelo.
Il loro commento fu solo uno.
-peccato che non hai erezioni, hai un cazzo bellissimo e mi sa anche bello grosso, sarebbe il massimo prenderlo in culo anche noi.
Ormai era pomeriggio inoltrato e dovemmo lasciarci, con l’appuntamento per il giorno seguente.