SELIM
Quel mercoledì (vedi CALCETTO) ci eravamo lasciati con la promessa di rivederci a casa mia tutte le settimane, dopo l’allenamento del mercoledì. Così per tutta la settimana sono rimasto in ansiosa attesa del mercoledì successivo. Quel giorno mi sono incamminato al campo sportivo un po’ in anticipo nella speranza di poter vedere Selim e stare un po’ solo con lui. Quando sono entrato nello spogliatoio mi è apparsa, in fondo allo spogliatoio ma in piena luce, la figura di Selim: senza calze ne scarpe, a torso nudo e senza i pantaloncini. Indossava un paio di slip bianchi che contrastavano col il suo colore nero e mettevano in risalto tutta la zona puberale.
Selim mi ha guardato, mi ha sorriso, mi ha mandato un bacio a labbra poi si è girato per farmi vedere le natiche coperte dagli slip.
“Dai, togliti quegli slip” ho pensato. Volevo vederlo nudo. Quasi avesse sentito il mio pensiero Selim pose le mani sui fianchi e, molto lentamente, cominciò a far scendere gli slip. Era un gesto eccitante che arrapava anche lui perché mi accorsi subito che, anche se era un po’ distante, il suo pacco si stava ingrossando. Il movimento era molto lento ed io ormai cominciavo ad essere impaziente
Certamente il cazzo di Selim l’avevo già visto, ma proprio perché lo conoscevo che desideravo vederlo davanti a me; un bel cazzo duro, dritto e, se al massimo, perfettamente verticale che si alzava fino ad arrivare quasi all’ombelico, un uccello di forme proporzionate, tondo, dritto e senza deviazioni, con la cappella così rosa da far concentrare su di essa tutta l’attenzione ed il desiderio. Volevo vedere volare l’uccello di Selim; non resistetti oltre:
“Fammelo vedere!” Gli gridai e lui, per tutta risposta, fermò la discesa degli slip all’altezza del pube, mettendo in mostra i peli e presentando il cazzo ancora nelle mutande tese fino allo spasimo da quel bel bastone di cioccolata alla fragola. Selim poi si mise di lato e, con un colpo deciso, calò gli slip mentre il suo uccello scattava poderosamente verso l’alto. Che visione stupenda: Selim di profilo con il suo cazzo bene in evidenza.
Ormai dovevamo cambiarci perché presto sarebbero arrivati i nostri compagni e così mi limitai ad un “Grazie” e sia io che Selim, ci cambiammo per l’allenamento, terminato il quale, come il mercoledì precedente, ci dirigemmo per strade diverse, a casa mia.
Appena entrati buttammo sul pavimento le borse ed io afferrai Selim e lo strinsi a me. La mia bocca cercò la sua bocca e vedendo che non l’apriva capii che non aveva mai baciato a bocca aperta. Così iniziai a ciucciargli dolcemente, delicatamente il labbro inferiore per poi passare allo
stesso trattamento anche il labbro superiore. Selim ha due labbra carnose, umide, fatte apposta per essere ciucciate e per ciucciare il cazzo. Così, dopo il primo trattamento ho detto a Selim
“Apri la bocca”
Lui ha eseguito ed io mi sono affrettato ad aprire la mia e ad incollarla alla sua ispezionando, con la mia lingua, la sua cavità orale. Ho Sentito che Selim era un po’ sorpreso, così gli ho chiesto
“Ti piace?” e lui mi ha risposto con un mugolio di approvazione. L’ho baciato nuovamente e stavolta lui ha aperto subito la bocca e, con la sua lingua, ha ispezionato tutta la mia cavità per poi giocare ad intrecciarsi con la mia lingua. Continuammo così per un po’ finché io non mi staccai un attimo e gli sfilai la maglietta lasciandolo a torso nudo. Lui fece altrettanto con me ed in breve ci ritrovammo nudi ed avvinghiati l’un l’altro.
Era bello sentire la sua pelle a contatto con la mia, mentre le mie mani accarezzavano la sua schiena scivolando piacevolmente su quella pelle lucida come quella di un antico lottatore. Poi le mie mani scendevano lentamente fino ad arrivare alle chiappe. Dio! Che meraviglia. Quei due mappamondi mi facevano impazzire, soprattutto pensando a ciò che racchiudeva la loro fessura centrale, il buco ancora inesplorato e pieno di delizie che il mio cazzo desiderava tanto scoprire e gustare. Passai più volte le mani su quei due meloni e poi, non resistendo oltre, dissi a Selim:
“Questa volta usiamo il letto. Voglio averti tutto per me, vederti bene, molleggiarmi su di te, ammirarti col cazzo in mostra” Selim si sdraiò, supino, sul mio letto ed io mi sedetti accanto a lui. In quella posizione il suo bastone della felicità era in bella vista ed in tutto il suo splendore. Per la tensione non toccava neanche la pancia ed ogni tanto faceva dei piccoli scatti verso l’alto a causa della tensione Lo toccai delicatamente, picchiettandolo con due dita. Il cazzo reagì immediatamente tendendosi al massimo, mentre Selim mugolava dal piacere. Poi presi in mano l’asta e lentamente la scappellai fino a togliere fino a fondo la pelle del prepurzio ed a far diventare quasi violacea la testa del cazzo che sembrava implorasse di essere toccata, lisciata, baciata, slinguata. Il glande di Selim era bellissimo: largo, lucido, la pelle assolutamente liscia e di un colore così intenso da parere una prugna lucida posata su un bastone di cioccolata Lo volevo, mi pareva già di sentire il sapore delizioso del cazzo quando viene preso in bocca. Lo guardai ancora per qualche attimo perché più lo guardavo e più il mio desiderio di prenderlo in bocca cresceva. Non resistetti oltre; avvicinai la bocca a quel fiore di carne, lo avviluppai con la mie labbra umide di desiderio e, sempre molto lentamente, lascia penetrare nella mia bocca quella verga pulsante. Quando sentii che il glande era arrivato in fondo alla gola iniziai un su e giù lento e regolare, da far impazzire dal piacere Selim che lo stava ricevendo. Il mio cazzo era anch’esso durissimo ed era vicino alla mano di Selim che repentino lo prese in mano ed iniziò a menarmelo come un forsennato dicendomi:
“Che bello! Si, così. Sei mio … Ti voglio, fammi godere, dai“ e mentre diceva questo la sua schiena si inarcava sempre più “Sto per sborrare Godo… Godo GODOO!“ e con un ultimo colpo di reni emise un fiotto di sborra che mi inondò la bocca di sperma che io ingoiai con grande piacere mentre Selim continuava a menarmi il cazzo e mi diceva “Non ti lascio, il tuo cazzo è mio, voglio farlo arrivare, vederlo arrivare, lo voglio anch’io in bocca” Anch’io non resistetti a quel trattamento e poco dopo anch’io porsi il mio uccello davanti alla sua bocca e gli inondai la faccia con la mia crema che lui si affrettò ad assaggiare e ad apprezzare.
Eravamo tutt’e due felici e appagati.
Ci stringemmo l’un l’altro accarezzandoci, palpandoci, stringendo nelle mani il cazzo dell’altro; questo trattamento risvegliò nuovamente i nostri membri che in poco tempo ce li ritrovammo duri. Ci guardavamo senza dire niente poi io dissi a Selim
“Selim, mettiti prono che voglio vedere bene il tuo lato B”
Selim eseguì subito ed io gli feci allargare le gambe, mi inginocchiai sul letto proprio di fronte al suo culo e cominciai leccargli una chiappa mentre Selim diceva “Che bello, mi piace”. Passai alla saliva tuta la mezza circonferenza e poi feci lo stesso lavoro con l’altra; poi, con le mani, allargai la fessura per mettere bene in evidenza il buco del culo che leccai voluttuosamente. Selim mi disse subito “Mmm! Ancora!”. Il trattamento piaceva al mio piccolo porcellino, così dopo un poco di leccate introdussi il mio dito medio nel buco del piacere e chiesi a Selim “Ti fa male?” rispose “No, anzi, mi piace”. Allora passai alla penetrazione con due dita, poi con tre e poi mi fermai per chiedere: “Ti piace?” - “Si, tanto. Dai mettimelo dentro. Voglio provare. Fammelo sentire bello duro. Dai, mettimelo nel culo!!”
“Non l’hai mai preso, vero?” – “No. Sono vergine! Dai, ho tanta voglia di provarlo. Dammelo”
Avevo tanta voglia anch’io di penetrare quel bel culetto vergine e non aspettavo altro. Però volevo incularlo mettendomelo di fronte.
Presi un tubetto di vaselina e dissi a Selim:
“Adesso ti spalmo questo sul buchetto perché la prima volta potresti sentire male ed è meglio facilitare l’inculata. Lo metterò anche sul mio cazzo e poi ti inculerò molto lentamente. Vedrai, sarà bellissimo e ti piacerà tantissimo”
Spalmai un po’ di vaselina sul mio cazzo che al pensiero di entrare in quel buchetto strettissimo era ridiventato durissimo. Dissi a Selim di mettersi alla pecorina. Guardai ancora una volta quel buco invitante in mezzo alle chiappe e non seppi resistere: affondai la mia faccia nella fessura e con la lingua lappai tutto quel bel buchino invitante. Aveva un gusto che stimolava la mia sessualità, che mi eccitava e faceva volare altissimo il mio uccello. Selim non resisteva “Dai, dammelo. … Lo voglio …Ti prego, dammelo, fammelo sentire, Fammi godere …” Continuai a leccare finché Selim non resistette oltre e ripeté con voce sempre più forte
“Dammelo ..Dammelo ..DAMMELO! LO VOGLIO!".
Con dispiacere smisi di leccare e, presa un po’ di vaselina, la spalmai sul e dentro il buco del culo di Selim cercando, con le dita, di andare il più a fondo possibile.
Poi ho puntato la testa della mia minchia sul suo buchetto e, prima di sverginarlo, mi sono chinato su di lui , mi sono pesato su di lui e gli ho detto all’orecchio “Sai cosa sono? Sono il tuo toro da monta! Sono il tuo montone. E adesso ti svergino…” e così dicendo spingo il cazzo finchè la cappella penetra superando lo sfintere. Selim non emette un verso ed io, già godendo, gli chiedo “Tutto bene?” e lui “Fa un po’ male ma non tanto.” Sono arrapato, la mia voglia di inculare è al parossismo, non attendo altro e con un colpo deciso affondo la mia verga nel culo di Selim che ha una esclamazione di dolore ma io non mi fermo e spingo fino ad arrivare con la mie palle che sbattono sui suoi glutei. “Selim, ti sto montando! Godi troietto!! Sei la mia vacca ed io il tuo toro da monta” E così dicendo faccio andare il cazzo avanti/indietro nel suo culo! E’ un piacere fantastico. Il culo vergine avvolge completamente il mio cazzo, lo accarezza in tutta la sua circonferenza, lo scalda, lo fa veramente godere e gode perché Selim mi dice “E’ bello! Dai Ancora Mmm Spingi, sbattimi. Inculami tutto. Non arrivare subito. Fallo durare”
Certo che lo faccio durare. Mi piace troppo!!
E’ la più bella inculata della mia vita. Stantuffo in continuazione e poi, con grande godimento, sento che sto per arrivare. Non dico niente, do gli ultimi colpi e poi gridando
“Sborro!!” gli riempio il culo di sperma che cola sulle sue cosce. Estraggo il cazzo ed invito Selim a leccarlo per gustare la sborra che è rimasta.
Restiamo così per qualche minuto e poi Selim, che nel frattempo mi ha ripulito il cazzo a leccate che me lo hanno fatto rizzare nuovamente, mi chiede “Ti piacerebbe se ti inculassi?” Se mi piacerebbe?! Essere inculato da un così bel cazzone nero?! Non è neanche da domandare. Rispondo solo “Si” e mi metto subito alla pecorina. Selim si pone davanti a me, inginocchiato, e presenta la sua nerchia alla mia bocca perché me la goda e la spompini un po’, cosa che io faccio voluttuosamente. Poi, con la mia guida, si porta dietro di me, spalma il mio cazzo ed il suo culo di vaselina, prende la mira e introduce la sua testa di cazzo nel mio buco del culo. Lancio un urlo “Fermati!” – Selim ha un cazzo così grosso che non può entrare senza procurarmi dolore; ma lo voglio! Lo voglio! LO VOGLIO!! Selim si è fermato un po’ sconcertato ed io, per rassicurarlo, gli dico “Hai un cazzo stupendo! Non preoccuparti, vedrai che adesso il dolore passa e comincio a godere. Tu entra dentro lentamente e non fermarti. Selim esegue ed io resisto a non gridare perché l’uccello di Selim è così grosso che ad ogni centimetro che mi sfonda mi fa provare fitte lancinanti. Non arriva in fondo. Sosta per un momento e io gli dico “Dai Selim, fallo andare.” Selim esegue e man mano che il tempo passa il dolore diminuisce per lascia posto al piacere. E’ un piacere enorme, una eccitazione che aumenta ad ogni colpo, una voglia di cazzo che aumenta con il passare del tempo. Sto godendo e glielo dico “Dai Selim, fallo andare! Fammi godere! Sei fantastico!! Mi piace il cazzo grosso! Sbattimi, fottimi, inculami … Sono la tua puttana, la tua bagascia. Sono la tua troia Voglio quel bel cazzo, sborrami dentro”. Neanche fosse un ordine, Selim si inarca, sbatte il suo tarello con un colpo potente fino in fondo e dicendomi “Sborro!” mi inonda il culo e la schiena con la sua crema, che si affretta a leccare e ad ingoiare.
Mi giro, lo guardo con occhi beati di felicità e lui mi ricambia con un sorriso radioso e birichino.
“Ti è piaciuto?” – “Bellissimo. Ho goduto tanto! Dobbiamo farlo tutte le volte che possiamo” –“Certamente. A partire da mercoledì prossimo”
E così è stato per tanti mercoledì.
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