Avevo 15 anni, il mio corpo androgino anzi effeminato, suscitava istinti sessuali a molti uomini che trovavo sul pulman o sul tram, sapevo che il mio corpo stava cambiando,portavo i capelli lunghi, molto lunghi, il mio viso molto dolce e fanciullesco, il mio corpo rotondo e implume e sopratutto il mio culetto e le mie gambe erano una vera attrazione; a quei tempi c'era uno zio, fratello di mio padre che aveva iniziato a guardarmi con occhi diversi, non perdeva occasione per venirmi dietro e strusciarsi sul mio culetto. una volta i miei dovevano assentarsi per trovare un nostro amico che era stato ricoverato in ospedale e in loro assenza mi avevano affidato allo zio Stefano. questi passava per uno scapolo incallito, si vantava di ver avuto chissà quante avventure ma noi non ne avevamo mai conosciuta nessuna, ad ogni modo era stato sempre gentile e premuroso nei miei confronti, era stato proprio per primo lo zio Stefano ad accorgersi del mio cambiamento, del fatto che lentamente ma inesorabilmente mi stavo sempre più effeminando.
Il giorno che i miei genitori mi accompagnarono dallo zio, io ero impaurito ma nello stesso tempo emozionato, il mio sesto senso mi mandava allarmi, non di vera paura ma mi stavano avvisando che qualcosa stava cambiando, ma ormai ero lì dallo zio che mi accolse festoso "Dai Ivano, finalmente ti conoscerò un pò meglio, staremo un pò insieme e parleremo per conoscerci meglio e andremo sicuramente daccordo perchè tu sei un ragazzo in gamba, intelligente, la prova che a scuola vai benissimo". lo zio mi aveva messo le mani sulle spalle e poi con la mano destra mi accarezzava il viso, me lo aveva alzato e dato un leggero bacio sulla guancia; mio padre accompagnato da mia madre si era accomiatato salutandomi e pregandomi di essere tranquillo ed educato.
Appena usciti i miei genitori lo zio mi ritorna vicino, mi rimette ancora le mani sulle spalle, mi fissa gli occhi e poi mi dice" Ivano, tu ti stai effeminando, la crescita che si stà effettuando dentro di te, ti stà cambiando in modo opposto di quello che eri prima, il tuo viso, il tuo corpo, non hanno nulla del ragazzo, ma quello di una ragazza, tu stai diventando una ragazza, una femmina, te ne accorgi? sicuramente non sei certo etero, tu sei gay vero?" "Si zio, mi sono accorto anch'io del cambiamento e anche i miei compagni di scuola ed i professori; alcuni compagni hanno iniziato a deridermi, altri mi sono sempre più vicini ed ho un amico che invece è molto felice di questo, è Marco, lui è il mio migliore amico" "Ivano, guarda che Marco vorrebbe essere ben più di un amico, lui
vorrebbe essere il tuo ragazzo, perchè anche lui sarà gay" "Marco? no, non credo" "Ivano, provocalo, stagli vicino, sei dolce con lui, prova a mettere biancheria sexy femminile" "Ma zio!" "Guarda che frà non molto tu sarai femmina, molto femmina, sarai bellissima". lo guardo incredulo e lui approfittando del mio stato di imbarazzo mi stampa un bacio sulla bocca e mi mette le mani sul culo; io lo lascio fare, meravigliato, lui continuando ad approfittarsene si siede sul divano, mi avvicina a lui e mi sbottona i pantaloni, poi la mutandina, poi il maglione, le calze. mi ha detto di stare fermo ed è andato in camera, poco dopo è tornato con un sacchetto grosso di plastica, mi è tornato vicino, si è seduto e ha rovesciato sul divano il contenuto del sacchetto. dentro c'erano dei capi di intimo femminile, mi ha fatto alzare una gamba e mi ha messo una calza autoreggente rossa, poi l'altra, la mutandina di pizzo rosso, una gonna nera di pelle cortissima, una maglietta nera aderentissima, mi ha scompigliato un pò i miei lunghi capelli, mi ha truccato un pò gli occhi, io cominciavo a divertirmi "Zio, mi stai vestendo come una ragazzina facile, una puttanella" "Però ti piace la cosa, prova a parlare con una tonalità più alta". intanto mi aveva messo il rossetto di un rosso fuoco, una collanina e orecchini. "Ivano, che numero porti di piede", "Il 37" "Proprio come quello di una ragazza". da uno scaffale estrae delle scarpe rosse con tacchi di 6cm. me li fà indossare e poi mi aiuta a portale, pochi passi lenti, poi cammino tranquillo cammino senza problemi come se li avessi sempre portati, allora lo zio mi fà mettere delle scape con tacchi di 8cm. e anche con queste cammino tranquillamente. "Ivano, dove hai imparato a camminare con i tacchi?" "Zio è la prima volta!" "Allora tu sei già femmina, tu sei Ivana ed ora chiama Marco, digli di venire quà, che devi parlargli", "Ma zio, non mi vorrà più vedere!" "Ivana telefona, se và male prendo io la colpa, telefona" "va bene zio" "Marco, ciao, sono qui da mio zio, in via A...o 15, ti vorrei parlare puoi?" "Vengo subito Ivano". lo zio mi viene vicino, mi sorride "Ivano, oggi farai la prova se lui ti vuole bene così, vedrai che appena ti vedrà così ti abbraccerà felice"
"io invece ho paura di perdere l'unico amico" "Ivano, ma guardati, sei bellissima, sexy, provocante, se Marco non ti vuole ti voglio io, mi hai eccitato incredibilmente, metti la tua mano quà, senti come è duro il mio uccello!". lo zio mi ha preso infatti la mia mano e se l'è messa sul pacco dei pantaloni e infatti costretto dalla sua mano sento il suo uccello durissimo, marmoreo; questa cosa mi scombussola in modo incredibile, ora ho voglia di vederlo, allora senza che lo zio faccia niente, abbasso lo zip dei pantaloni, inserisco la mano, abbasso la mutandina e prendo in mano l'uccello dello zio, ora lo posso vedere, è lungo forse 24cm. grosso, faccio fatica con la mia mano a circondarlo, lo sguardo stupito "Zio, è enorme, fa paura" "No, non avere paura, prova a leccarlo, succhialo per bene, prendilo in mano per bene, dai sù". io incoraggiato dallo zio che mi piace sempre di più lo avvicino alla bocca, inizio a leccarlo lentamente, lo zio mi dice di scendere e prendere in bocca le palle, io eseguo subito, la cosa comincia a piacermi, imbocco le palle, le succhio, poi risalgo ma alla fine curioso imbocco tutto l'uccello, incredibilmente, nonostante la lunghezza dell'uccello riesco a tenerlo in bocca tutto, sento lo zio complimentarsi con me "Ivano, tu sei nata troia, tu sei nata per fare godere gli uomini, nella mia vita nessuno è riuscito a tenerlo tutto in bocca, io ti voglio tutto per me, tu diventerai la mia troietta, la mia femmina, hai capito Ivano, ti voglio solo mio". suonava il campanello, io vado ad aprire e Marco appena mi vede"Ivano!cosa hai fatto!", "Lo sapevo non ti piaccio così è vero?", "No, Ivano, sei, sei bellissima, bellisima, quanto sei bella, madonna santa, sono emozionato, mi manca il fiato, ssssei una cosa mmmeravigliosa, Ivana vuoi essere la mia donna, la mia femmina?"
"Ehhh, no, sei arrivato tardi, Ivana è solo mia, la voglio tutta per me, sarà la mia femmina"
"Ivano, questo è tuo zio, ma come può pretenderti, sei un parente, sei suo nipote!"
"Marco, lui è mio zio, ma lo è perchè è stato adottato da mio nonno, è parente ma non è parente vero" "Ivano, tu sapevi questo?"
"Zio, come potevo accettare di diventare la tua femmina se ero veramente tuo nipote? Lo sapevo che eri adottato, me l'ha detto il nonno, si zio ho deciso di diventare la tua femminuccia, voglio essere tua, lo sento; e tu Marco, scusa, ma rimaniamo amici, ti prego, ci tengo alla tua amicizia e non dire nulla a scuola"
"Ivano, sono orgoglioso di essere tuo amico, custodirò il segreto finchè rimarrai ancora così, ma sarà difficile, dall'anno scorso hai fatto un cambiamento incredibile!"
"Zio, ti prego, delle volte vorrei fare l'amore con Marco, non essere geloso, ti prego!"
"Tranquillo Ivano, lo sò che tieni anche a Marco, frà l'altro è un bellissimo ragazzo!"
"Grazie signore, anche lei è molto bello, anzi, qualcosa di più, capisco che Ivano voglia essere sua" "Perchè Marco" "Lo invidio Ivano, avere un amante bello come lei!" "Marco, facciamo così, quando vorrai e se vorrai, potrai venire quanto vuoi da me, vieni qui, dammi un bacino Marco", Marco emozionato si avvicina allo zio di Ivan, lo conosco è molto emozionato e quando è così è molto vulnerabile, indifeso, lo zio lo abbraccia e lo bacia, ma non è un bacio normale, è un bacio sensuale, appassionato, ardente, lo zio lo ha preso frà ler sue braccia, lo ha alzato e ha spinto la lingua nella bocca di Marco, mentre lo bacia, gli slaccia i pantaloni e gli abbassa la mutandina, piano piano Marco scende e si infila perfettamente sull'uccello dello zio che inizia subito a scoparlo. lo zio nonostante l'uccello che ha è entrato subito nel culo estremamente eccitato di Marco che si lascia scopare; le braccia di Marco sono strette intorno al collo dello zio, è completamente sballottato dai colpi che gli infierisce lo zio e comincia a gemere, gemere, gli occhi chiusi di goduria pura "La prego, continui a scoparmi, la prego, la prego ohhhh sii la prego mi scopi, anch'io voglio essere sua, si, la prego, diventerò tutto quello che vorrà, siii signore, ohhh".
Marco è al limite, inizia a sborrare senza toccarsi, lo sperma fuoriuscendo imbratta il petto dello zio, Marco ormai fuori di testa lecca la sua sborra, lo zio continua a scopare Marco senza interruzione, è una vera macchina scopatrice, ma improvvisamente eccolo sborrare, è talmente tanta che molto liquido esce subito dal culo di Marco che ormai è una bambola senza controllo, lo zio si siede e si porta con lui Marco ancora infilato sul suo uccello, poi mio zio abbraccia Marco lo alza e si sfila Marco dal suo uccello e mi ordina di pulire il culo della sborra che fuoriesce, lo faccio e trovo che la sborra dello zio è buonissima.
"Ecco ho trovato un'altra troietta per soddisfarmi", lo zio dice queste cose e poi scoppia a ridere e anch'io guardando lo zio e Marco scoppio a ridere.
Ormai è sera, Mio zio invita Marco a mangiare con noi, Marco non vorrebbe mai andare via, telefona subito a casa "Mamma mangia da amici, questo è il telefono e se faccio tardi addormentati subito tranquilla, dillo anche a papà" "Bravo Marco, questa sera lasagne e una bella bistecca, bisogna rimanere in forze".
La sera passa tranquilla, mangiamo, ridiamo, poi io e Marco laviamo i piatti da brave troiette, poi ci accomodiamo ai fianchi dello zio che felice ci abbraccia.
Marco si addormenta sul petto dello zio che lo prende in braccio, lo spoglia e lo porta a letto, mentre dorme gli fà indossare delle mutandine femminili, poi mi spoglio anch'io e rimango anch'io con la mutandina di pizzo e mi addormento subito, sento solo lo zio spogliarsi anche lui e infilarsi nel letto in mezzo a noi.
Da domani io e Marco saremo le puttanelle dello zio.