Sono Ivano, tassista di Milano, oggi verso le 15,30 al posteggio di Lagosta carico un ragazzo, piuttosto giovane, scopro dopo che proprio oggi compiva 18 anni. il ragazzo, di nome Ernesto, è piuttosto carino; biondo, capelli lunghissimi tenuti a coda di cavallo, viso dalla pelle chiara, rotondino, portava dei pantaloni corti rossi ed una camicia azzurro chiaro aperta sul davanti, mi chiede di portarlo fuori Milano.
Poco dopo essere partiti mi dice che và a trovare un suo amico, un uomo sui 60 anni conosciuto in chat e che se tutto andava bene avrebbe dormito con lui, io allora chiedo se lo conoscesse da molto, e lui mi risponde da una settimana, e che si erano scritti più volte tramite e-mail e le loro affinità erano molte, che insomma a letto si sarebbero trovati bene. io lo guardo stupito e gli chiedo come mai ha scelto un uomo che poteva essere al massimo suo padre e lui mi risponde che i suoi coetanei non gli interessano, a lui piace far l'amore con uomini sopra i 50 anni e sopratutto passivi.
Io lo guardo ancora incuriosito, è un bel ragazzo, nel pieno della sua giovane vita, a letto è già padrone! lui capisce quello che ho in mente e mi risponde che li cerca lui apposta passivi, perchè a lui piace, si sente solo attivo, che ha provato anche la passività ma non si è trovato a suo agio.
La cosa che gli ha fatto capire il mio esswere gay è l'aver trovato sotto il mio sedile la rivista per gay clubbing, dopo averla trovata mi ha sorriso "Anche lei è gay allora!",
"Si, lo sono anch'io, da moltissimo tempo", "Quanti anni aveva quando ha avuto la prima esperienza ?",
"12, col mio prof, di italiano, poi sono stato l'amante di un ragazzo e una trans peruviana eccetera", "interessante, ma l'amante femmina oooo?", "Femmina, da ragazzino ero molto effeminato, guarda alcune foto", "che bello che eri, ti avessi trovato allora saresti diventata la mia donna, me lo hai fatto diventare duro, toccami", detto questo mi ha preso la mano destra, si è spostato verso di me e si è toccato la patta dei pantaloni e difatti aveva un notevole indurimento, percettibile perfett"amente anche solo toccare dal di fuori, "Senti, lo vuoi vedere?"Non si può, è pericoloso, magari appena fuori Milano troviamo uno spazio","si, si, va bene, sai tu mi piaci, sei simpatico e poi sei come piace a me, passivo".
Appena fuori Milano, trovo una stradina laterale che porta ad una cascina disabitata e un pò diroccata, volto e mi fermo in modo che dalla strada la mia macchina non si possa vedere, il ragazzo ha approfittato della sosta
per venirmi davanti, estrae il suo cazzo e "sì, devo ammetere che è proprio un bel cazzo, non grosso ma lunghino", "Dai, mi fai un pompino?""Aspetta, entriamo dentro la cascina"; il ragazzo mi prende per mano ed entriamo nella cascina, dentro troviamo tavoli, sedie, molta sporcizia e cosa incredibile un materasso quasi nuovo, mi siedo su l'unica sedia apparentemente solida, lui mi viene vicino col suo uccello, lo prendo in mano e comincio a leccare dal di fuori, uso tutta la lingua, lentamente, scendo fino a leccargli i coglioni, li prendo in bocca, poi li rilascio e ricomincio a salire, il ragazzo stà già con gli occhi chiusi dal piacere, continuo ancora a leccare fuori, poi lo prendo in bocca, con la mano gli stringo il cazzo all'altezza delle sue palle, succhio e rilascio, il ragazzo mi ha messo le mani sulla testa, lo sento godere, sento che è pronto, ad un tratto ha come un risveglio "Sei un pompinaro bravissimo, avrei voglia di scoparti, ti và, dai, mi piaci un casino","ma io non sono eccitato e quindi il mio culetto è stretto","Cosa devo fare per eccitarti?", "vienimi dietro, abbracciami, fammi sentire la tua eccitazione, dammi pure della troia, o zoccola, e leccami per bene le orecchie", "Ohhh, si, piace anche ame, subito"; il ragazzo con l'uccello ancora fuori e bello duro, mi abbassa i pantaloni e la mutandina, mi si mette dietro, mi abbraccia stretto, e comincia a leccarmi con tutta la lingua le mie orecchie "Mio caro tassista, tu mi piaci, voglio prenderti, farti mio, scoparti e scoparti, voglio sborrarti in culo, la mia sborra nel tuo culo sancirà la tua appartenenza a me, tu sarai la mia troietta, la mia zoccola, sarai sempre pronta a farti scopare da me, troia che non sei altro, sei una troia". la sua lingua mi stava scaldando all'inverosimile, la situazione erotica, il mio darmi al ragazzo senza alcuna resistenza, sentii chiaramente le gambe cedermi, il mio respiro farsi pesante "Dai, Ernesto sono pronta, prendimi, fammi tua, ti prego, fammi tua zoccola", "Si, troietta mia, sdraiati sul materasso e mettiti il cuscino sotto la pancia", io ubbidii subito, mi sentivo veramente soggiogato dal ragazzo, lui si sdraio su di me, il suo uccello entrò in me swenza alcuna fatica, il mio culetto era supereccitato, lo sentti salirmi sulle spalle, le sue braccia cingermi il petto"Eccomi, sono già dentro, mia troia, voglio starti dentro un pò fermo, ti devi sentire completamente mio", "Ti prego comincia scoparmi, scopa la tua troia, mio signore scopami", "Si, ora ti scopo, ora sai di essere mio e con la mia sborra ti battezzerò come proprietà sessuale tutta mia, adesso ti scopo, si, si, eccomi, lo senti?", "Ohhh, si, dai, dai, scopami, ma non venire subito, ti prego", Ernesto aveva preso un ritmo molto profondo, non veloce, ma ogni suo affondo sembrava che il suo uccello mi uscisse dalla bocca", sentivo un piacere, un calore espandersi in tutto il mio corpo e poi iniziare a mugolare dal piacere, il mio respiro si era fatto pesantissimo, il ragazzo aveva aumentato il ritmo, ora era veramente fortissimo, sentivo il mio culetto gridare dal piacere che provava, lui mi aveva girato il viso e aveva iniziato a baciarmi "Mia dolcissima troia, sei mia, eccomi, sto venendo, amore mio stò venendo, si, si, eccccomiiiii", mi sentii invadereda lunghi fiotti caldi e densi di sperma, lui si accasciò su di me, baciandomi teneramente, poi una volta uscito si stava pulendo l'uccello quando improvvisamente me lo sono preso in bocca ed ho iniziato a pulirlo per bene, il ragazzo mi guardava stupito e ammirato e l'uccello tornò come nuovo, presi il fazzoletto di carta e me lo ficcai in culo.
Ci prendemmo per mano, salimmo in taxi e lo portai a destinazione, poi prima di lasciarci mi ha dato il suo cellulare, mi ha indicato l'indirizzo di dove abitava da solo e mi ha chiesto di andarlo a trovare la sera stessa.
Verso le 22 suono alla sua porta, mi apre, è già nudo, mi spoglia, andiamo nel suo letto e dopo aver visto un pò di televisione ci siamo addormentati, lui dietro di me, col suo uccello ben piantato dentro di me.