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Gay & Bisex


stolking

           di ninfotimido

 Scritto il 12.01.2012    |    Visualizzazioni: 7.438  |    Votazione 8.6:

Allora avevo da poco compiuto 18 anni, il mio corpo però era rimasto indietro di due o tre, era ancora senza peli, pelle bianca, esile, pochi muscoli, un viso delicato con due occhi da cerbiatto impaurito, insomma ero ancora un ragazzotto.
Un giorno mentre tornavo dal mio solito giro in bicicletta venni avvicinato da un ragazzo, il fisico era veramente bello, maturo, leggermente abbronzato, mi voltai e vidi che era Manuel, il ragazzo si divertiva a irretire tutti, femmine e maschi, feci finta di nulla, lasciai la mia bicicletta nel nostro sgabuzzino in cantina e tornai su sulle scale, lui era lì ad aspettarmi, lo guardai contro luce e il suo fisico risaltava ancora di più, mi bloccava la strada e allora gli chiesi"Manuel dai, fammi passare, i miei mi aspettano", "Nooo, prima mi devo divertire con te", "Che intendi", "Nulla, maaa prova a passare", feci ancora dei gradini, lui sembrò sostarsi e quando mi fù dietro mi abbracciò stretto e mi diede una lunga leccata al collo e poi sulle orecchie, sentii un brivido scorrermi dietro, sentii all'altezza del mio culo spingere il suo cazzo e fece finta di scoparmi, poi improvvisamente mi lasciò andare, sentii le gambe deboli, il mio fiato si accorciò improvvisamente, lui mi palpò il culo, poi mi disse"Ivano hai un bel culo, un culo da palpare e assaggiare", andò via ed io corsi sulle scale per arrivare in casa, i miei erano ancora al lavoro, mi gettai sul divano spaventato, ero sicuro che se Manuel avesse continuato a leccarmi e baciarmi sul collo gli avrei ceduto.
Per un pò di giorni non lo vidi più e pensai fosse stata una ragazzata, ma una sera che feci tardi visto che ero solo in casa lui mi bloccò giù in cantina, sentii subito la sua eccitazione sul mio culo, mi bloccò stretto, io mi spaventai e gli dissi"Manuel per favore lasciami, se viene qualcuno?", "Nooo a quest'ora sono tutti a cena, qui siamo solo noi" cominciò ancora a baciarmi il collo e poi leccarmelo, poi andò sulle mie orecchie, le leccò a lungo e mi sembrò di cadere, non sentivo più le gambe, la sua eccitazionbe dietro di me, la sua lingua sul collo e sulle orecchie mi avevano illanguidito e facevo veramente fatica a sorreggermi, quella sera poi mi slacciò anche i pantaloni, me li fece scendere e poi fù il turno della mutanda, mi sentii completamente esposto e questa cosa mi eccitò oltre alla sua lingua, lui se ne accorse e mi disse "Ivano, porcellino, sei eccitato, ti piace allora", "No, no è solo la situazione particolare", "No tu sei eccitato per merito mio", "Ma cosa dici, stupido".
Mi lasciò andare di corsa
in casa, il mio fiato era al limite, mi buttai letteralmente sul divano, ero impaurito, terrorizzato ma in fondo mi era piaciuto e ne avevo paura, poi ancora Manuel sparì e scoprì che mi mancava, mi mancavano le sue attenzioni morbose su di me e quando lo rividi fui contento, gli andai incontro e gli dissi"Manuel dove sei finito? non ti interesso più? hai trovato qualche altro ragazzino da sedurre?", gli andai ancora più vicino e mi accorsi delle lacrime sui suoi occhi, gli diedi una carezza e poi gli dissi"Manuel che c'è, perchè hai pianto?", "Ivano tu lo sai che vivo da solo, non ho genitori, questa mattina mi hanno licenziato, sono disperato" si accasxciò per terra e scoppiò a piangere disperatamente, io mi sedetti vicino a lui e gli chiesi "Lo sai Manuel che non sò cche lavoro facevi?", "Lavoravo in una officina meccanica, aggiustavo auto, un cliente è tornato incazzato, qualcuno non gli aveva messo l'olio nel motore ed era fuso, subito hanno dato la colpa a me che sono l'ultimo arrivato, ho provato a discolparmi ma non c'è stato nulla da fare", gli misi un braccio sul collo e gli diedi un bacio sulla guancia, mi sorrise, poi mi prese il viso frà le sue mani e mi diede un bacio sulla bocca, uno lieve, tenero, poverino, mi dispiacque lasciarlo solo.
Arrivai a casa, i miei erano tornati, cenammo ma io ero pensieroso, mio padre se ne accorse subito e mi chiese "Ivano che c'è?", "Papà lo conosci Manuel?", "Si è un ragazzo in gamba, poverino è solo al mondo, cosa è successo?", "L'hanno licenziato, l'hanno accusato di non avere messo l'olio nel motore", "Ma dove lavora?", "Officina Landini", "Ho capito è innocente, questa sera ero al bar e ho vistro entrare due meccanici di quella officina, ho sentito che ridevano di quello che era accaduto, fammi parlare domani con una persona che conosco e poi ti dico".
Manuel era sparito, non sapevo dove abitasse di preciso e quindi non potevo consolarlo, la sera dopo mio padre mi chiama "Ivano ho parlato col mio amico, gli ho detto che cosa è successo e lui è disposto ad assumerlo dopo un periodo di prova pagato, diglielo a Manuel", "Purtroppo papà non sl dove abiti, sò che è in questo cortile ma non l'ho mai visto uscire era lui che trovava me".
Passò una settimana e mi preoccupai, poi vidi i suoi pantaloni stesi ad asciugare, andai a bussare, lui mi venne sad aprire e mi spaventai; Manuel si era laxciato andare, barba lunga, sporco, maglietta e pantaloni beceri e pieni di buchi, i suoi occhi erano pieni di lacrime, gonfi e rossi, mi fece entrare e sedere sul divano, mi offrì da bere e poi gli dissi"Manuel mio padre ti ha trovato lavoro", "E come, che garanzia posso dare", "Mio padre ha sentito i tuoi ex colleghi riderti dietro, tu non centri nulla, domattina presentati in modo presentabile a questo indirizzo, vedrai", "Ivano perchè fai questo per me?", "Siamo amici, a te piace scherzare con me e io ti ricambio aiutandoti adesso che hai bisogno", "Ivano ma tu mi piaci veramente", "Ma daii, bello come sei chissà quante ragazzine", l'abbracciai e poi tornai a casa.
La mattina dopo mi alzai presto, volevo vederlo ripulito che effetto faceva e difatti lo vidi, bellissimo, si era fatto la doccia, aveva messo una tuta pulitissima blu, pettinato, era bellissimo, lo salutai augurandogli in bocca al lupo e dopo l'aspettai al ritorno, lo vidi, aveva gli occhi lucidi dalla gioia, quando mi vide mi venne incontro e mi abbracciò "Ivano mi hanno assunto subito e prendo 400 euro in più, grazie Ivano", "Ciao Manuel sono felice per te", stavo tornando verso casa, ma lui mi rincorse e mi prese per mano, mi portò in casa sua, mi spogliò completamente e mi portò in camera da letto, qui si spogliò pure lui, mi fece salire sul suo letto, poi mi venne vicino, mi venne sopra, mi abbracciò e cominciammo a baciarci, le nosttre lingue si conobbero subito intrecciandosi in un vortice erotico, lui mi palpava tutto, mi baciava sulla bocca poi scendeva a stuzzicarmi i capezzoli, li leccava e li mordicchiava, sentii la sua eccitazione sul mio inguine, mi abbassai e vidi una cosa meravigliosa, un uccello duro, pieno di vene era largo e lungo, volli misurarlo e rimasi a bocca aperta, 28x10, un capolavoro, lì mi accorsi di essere totalmente e assolutamente gay, volevo quell'uccello, volevo assaggiarlo, sentrirne il sapore nella mia bocca e volli sentirlo nel mio culo, mi abbassai e lo presi in bocca, era buono, eccitante, cominciai a leccarlo sulla punta, lui mi aveva messo le mani sui miei capelli, intanto proivai a metterne il più possibile nella mia bocca, mi strozzai quasi, poi iniziai a leccare tutta l'asta, usavo tutta la lingua lasciando tanta saliva, presi in bocca pure i suoi enormi coglioni, erano pieni di sborra pronta ad uscire, improvvisamente guardai in faccia Manuel, lo fissai e lui mi chiese "Ivano che c'è, dimmi", "Manuel voglio essere tuo, voglio appartenerti, prendimi, voglio che tu mi prenda", "Sei sicuro, sei pronto?, dopo sarai mio veramente lo sai, dopo ti riterrò la mia donna, tu sarai la mia femmina, lo sai, ti rendi conto?", "Si, perchè ti amo, ti amo Manuel e ti desidero", mi fece appoggiare la schiena ai cuscini, prese le mie gambe e se le mise sulla schiena, appoggiò il suo mostro al mio culo, spinse , io ero talmente prontro ed eccitato che non sentii alcun dolore quando mi entrò dentro tutto, rimase fermo dentro di me, ci scambiammo un lungo bacio e poi cominciò a scoparmi e ad ogni affondo io mi sentivo sempre più suo, sempre di più, il ritmo aumentò gradatamente ed io grazie al suo uccello entrai in un paradiso dei sensi, iniziai a hgemere sempre più forte, lo incitai a prendermi più forte, ero una marionetta nelle sue mani, mi scopava e mi baciava e mi diceva che ero la sua donna, il suo amore, la sua femmina ed io rispondevo dicendogli"Manuel sono tua, fai di me la tua troia personale, la tua zoccola, la tua puttana, fammi stare sempre in calore, dammelo più volte al giorno, ti amoooo Manuel", "Anch'io mia dolce zoccla, anch'io ti amo e ti sborro nel culo, sei miaaaa, miaaa, di nessun altro, solo miaaa", Manuel mi sborrò nel culo una diecina di fiotti caldi, poi si accasciò su di me e così ci addormentammo.
Nei giorni seguenti praticamente ero sempre con lui, ogni volta che era in casa, facevamo sempre l'amore, sempre tanto sesso, un giorno lui mi chiese di andare a vivere con lui, mi scoppiò il cuore dalla gioia, corsi in casa, lo dissi ai miei genitori che sapendomi nel cortile acconsentirono al mio picolo trasloco.
Poco dopo l'ufficina chiuse per ferie ed io e Manuel passammo le ferie a letto, ore e ore di sesso, non smettweva mai, era sempre voglioso di me, eravamo innamoratissimi.
Un giorno manuel si alzò, aveva un viso strano, mi fece paura, poi mi disse"Ivano vuoi diventare mia moglie?", "Io lo sono già Manuel", "Si, ma io voglio un vero matrimonio", "Sei sicuro", "Domani partiamo per la Svezia, ci sposiamo e tu sarai a tutti gli effetti mia moglie.
Partimmo e ci sposammo, io nel frattempo mi ero notevolmente effeminato e truccato e vestito adeguatamente passavo per una femmina, quella notte del nostro ritorno non dormimmo, lui era scatenato, voglioso come noin mai, facemmo l'amore tutta la notte sborrandomi nel culo in continuazione.
Sono passati molti anni e siamo innamorati come il primo giorno, mi sono cresciute due piccolissime tettine e abbiamo adottato un bambino di colore, un brasilianino di Bahia e abbiamo riso quando lui ci ha confessato di essere gay, ora gli vogliam,o ancora più bene.


Votazione del Racconto: 8.6
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