Avrò un figlio con mia figliastra Marina
Con immensa felicità do seguito ai miei 2 precedenti racconti perché proprio oggi ho accompagnato Marina a Nizza e l’attendevo in macchina all’uscita del laboratorio di analisi, non vedendola arrivare ero impaziente e scesi, in quel mentre Marina stava arrivando, subito vidi il suo viso raggiante e compresi che era sicuramente gravida. Mi abbracciò stringendomi forte la sentivo tremare e disse:” Avremo un bambino.” Calde lacrime di felicità scendevano dal suo viso mentre pronunciava che era felice di poter finalmente diventare mamma. A mia volta risposi che anche se sarei stato costretto a fingermi come nonno sarei stato il padre migliore per nostro figlio. Durante il ritorno a casa mi chiese come doveva comportarsi con il suo uomo, se era meglio informarlo subito oppure aspettare. Risposi che assolutamente doveva informarlo immediatamente con una telefonata.
Arrivammo a casa e immediatamente mia moglie le chiese l’esito e quando Marina disse che era positivo ne fu felicissima ed esclamò:” Che bello sarò finalmente nonna!” Abbracciò sua figlia raccomandandole di riguardarsi e rassicurandola che l’avrebbe assistita in tutto.
Marina telefonò al suo convivente il quale era già stato preventivamente messo al corrente che aveva un ritardo nelle mestruazioni e Marina gli comunicò che era gravida. Dall’espressione del suo viso capii che lui apprendeva la cosa con contrarietà, Marina ebbe una reazione e disse che non lo avrebbe mai fatto, il figlio lo voleva anche se non lo avesse riconosciuto e irritata riagganciò il telefono.
Io e sua madre la guardammo incuriositi e lei disse che le aveva detto di abortire. Intervenni affermando che era pazzesco e assolutamente intollerabile un comportamento del genere. Squillò il telefono e risposi, era lui nuovamente che chiedeva di parlare con Marina, la mia reazione fu di inveire con parole forti ma mi trattenni e gli passai Marina la quale irritata gli chiese cosa voleva ancora. Dopo un lungo silenzio rispose con fermezza:”Non farò assolutamente quello che chiedi neppure con i ricatti, sappi che per me è molto più importante mio figlio di te, sappi che non accetterò che tu lo riconosca sarà mio e basta, quindi non farti più sentire ne vedere.” Riappese e disse che l’aveva minacciata di troncare il loro rapporto se non avesse abortito.
Concordi io e sua madre affermammo che aveva fatto bene a mandarlo al diavolo, cercammo di consolarla ed infine dissi una cosa che la rese felice ma un poco meno mia moglie: “ Considerando la decisione di Marina a rifiutare il riconoscimento che quasi certamente il padre naturale non avrebbe fatto, ho pensato ad una soluzione e spero che entrambe sarete d’accordo. Tra me e Marina non esiste consanguineità quindi mi offro
a riconoscere il nascituro come mio figlio, dato che non ne ho avuti garantisco che le vorrò bene come se fosse mio figlio.”
Mia moglie rimase un attimo perplessa e disse che quando sarà cresciuto cosa avrebbe potuto pensare data la situazione famigliare. Risposi che avevamo tempo per valutare bene la cosa e che sicuramente avremmo trovato una soluzione.
Tornando ai giorni precedenti devo dire che sono stati fantastici, mi hanno riportato in dietro nel tempo quando con Marina esisteva un rapporto d’amore intenso e travolgente. Ogni notte abbiamo fatto all’amore almeno tre volte e sempre ho riversato il mio seme nella sua fighetta.
La notte scorsa sono entrato nella sua stanza, lei mi aspettava, scostai il lenzuolo e la vidi nuda mettendo in mostra tutto il suo splendore, il suo corpo sinuoso e perfetto mi abbagliò e eccitò immediatamente spingendomi a baciarlo ovunque senza sosta dalla testa ai piedini. Proprio i suoi minuscoli piedini (taglia 34) mi attrassero e li presi alternativamente in bocca succhiandoli e massaggiandoli con passione per poi risalire lentamente sulle cosce e all’adorata fighetta che palpitante era in attesa della mia lingua che sapeva leccarla come nessun’altro uomo sapeva fare.
Infatti mi ha confessato che fare all’amore con me si sente appagata e non è paragonabile a quello provato con il suo uomo.
Leccare la sua fighetta e il buchetto del sedere è una cosa che mi eccita da morire, assaporare i suoi umori sentire il suo profumo è assolutamente sublime. Dopo averla leccata a lungo come consuetudine le infilo due dita per stimolare il suo punto G e succhio il clitoride mentre la lingua lo stimola con leccate circolari, la sento gemere si agita inarca leggermente il bacino e lo muove verticalmente, il suo respiro si fa sempre più intenso e mentre sta per raggiungere l’orgasmo inaspettatamente le infilo un dito nel sedere e dalle labbra le esce un:” aaaa, siiii, amore mi fai morireeee, oooo, che bellooo…” La mia bocca accolse il suo copioso nettare che gustai centellinandolo piano, piano. A differenza dello sperma maschile quello femminile è trasparente e più liquido, leggermente salmastro, quando è eiaculato si esaurisce con 4 o 5 getti abbastanza intensi e il più delle volte mi eccitano talmente tanto che rischio di venire a mia volta. Infatti anche questa volta subito dopo avere succhiato tutto l’ho immediatamente penetrata per venire dentro la sua fighetta e abbandonarmi abbracciato a lei in un interminabile bacio.
Poco dopo disse che doveva fare pipì, si diresse nel bagno e a mia volta la seguii a ruota, la presi per mano e le dissi che desideravo bere la su pipì, mi sdraiai nella vasca la feci inginocchiare con la fighetta sopra la mia bocca e una calda doccia dorata bagnò il mio viso e in parte bevvi con piacere immenso proseguendo poi a leccare e baciare la sua fighetta d’oro. Mi chiese di fare altrettanto con lei, invertimmo le posizioni e la investii con la mia pipì che a sua volta bevve in parte. Tornammo a letto e Marina mi confessò che nulla di tutto questo lo aveva mai fatto con il suo uomo, neppure aveva mai fatto l’amore anale ne tantomeno che lui fosse a conoscenza del punto G. Aggiunse che si era resa conto di essere stata una stupida, di avere anni addietro deciso una cosa insensata lasciandomi per un altro uomo e cosa maggiore l’aver sprecato tanti anni inutilmente. Concluse che io sono stato il suo primo uomo e di fatto lo sono sempre stato perché dopo l’esperienza vissuta con un altro ha finalmente realizzato che oltre al sesso con me ha sempre percepito pienamente quanto l’amavo.
Risposi che non ho mai smesso di amarla neanche per un attimo, ora finalmente siamo ancora assieme e forse avremo anche un figlio.
L’abbracciai teneramente dicendole che era la mia dolce a cara bambolina adorata, il mio amore infinito ed inesauribile. Presi nelle mani il mio cazzo lo avvicinai alla sua bocca dicendole:” Questo anche se lo uso con tua madre sappi che è tuo, ora vorrei che la tua fighetta sia solo mia.” Rispose:
“Ormai sono tre settimane che non ho rapporti con lui e penso proprio che non ne avrò altri. Domani sapremo se avrò la fortuna di diventare mamma e tu papà, quest’attesa mi sta stressando non poco.”
Facemmo all’amore ancora e per due volte venni dentro la sua fighetta, penso che con tutto lo sperma riversatole dentro in queste 14 notti quasi sicuramente rimarrà gravida.
Tornando ad oggi dopo aver pranzato ho nuovamente intavolato l’argomento con mia moglie e Marina riguardo alla mia proposta di riconoscere il nascituro come mio figlio e feci presente che avevo pensato ad un compromesso. Ci sedemmo in salotto e dissi che l’unica soluzione per non fare pensare cose strane e umilianti al figlio quando sarà cresciuto sarebbe quella che per motivi nostri ci siamo separati pur convivendo nella stessa casa. Continuai dicendo che Marina dopo alcuni anni di convivenza con un uomo è nuovamente tornata a vivere con noi e più volte abbiamo reciprocamente discusso sul fatto che entrambi desideravamo avere un figlio, che sua madre non poteva darmi e Marina a sua volta lo ha sempre desiderato ma il suo convivente si è sempre fermamente opposto perché non voleva avere figli. Che un giorno quasi per scherzo dissi a Marina che considerando il nostro desiderio di avere un figlio e che tra noi non esisteva nessuna consanguineità potevamo averlo assieme. Marina si mise a ridere prendendo la mia battuta come uno scherzo ma successivamente tornando sul discorso siamo giunti reciprocamente a concludere che pur non amandoci ci volevamo molto bene quindi ne parlammo anche con sua madre che considerando il fatto di essere separata da me acconsentì e in fine decidemmo di mettere in atto il nostro proposito. Precisai che ovviamente questa era solo una montatura per mascherare la verità che il figlio non dovrà mai conoscere, naturalmente la separazione sarà solo una messa in scena per giustificare la mia paternità ma non cambierà assolutamente nulla all’attuale rapporto, io e mia moglie fingeremo di essere separati in casa.
Marina fu abbastanza d’accordo ma sua madre aggiunse che in questo caso il bambino crescendo avrebbe dovuto vedere i suoi genitori dormire assieme, non il padre con la nonna. Le diedi ragione e risposi a mia moglie:” Da anni ormai tu vai aletto entro le 21 e ti addormenti subito profondamente, io mi corico sempre più tardi quindi per non svegliarti i nostri ormai saltuari rapporti sessuali li abbiamo il mattino dopo le 7:30 e quasi sempre durante il sonnellino pomeridiano, quindi se andassi a dormire con Marina non succederebbe nulla, come sai le voglio infinitamente bene ma per me è come una figlia e nulla più, se ricordi anche in passato innumerevoli volte ha dormito nel nostro letto tra noi due. Concludendo per giustificare questa nascita tutti dovranno sapere che in fondo non vi è nulla di male ne è strano che a distanza di tempo dopo la nostra separazione tra me e Marina è nato un nuovo amore coronandolo con la nascita di un figlio.”
Si convinse e disse che avevo ragione questa poteva essere una soluzione credibile. Marina a sua volta disse che dopo 25 anni provava per me un affetto profondo e mi considerava come se fossi il suo vero padre. Disse anche che assolutamente non voleva mai più vedere il suo ex convivente, ne era nauseata e delusa per il suo comportamento ricattatorio.
Mi alzai e andai a prendere una bottiglia di Champagne lo stappai dicendo che era il momento di brindare al futuro lieto evento, concordi sulla linea da adottare bevemmo facendoci i reciproci auguri.
Ero finalmente giunto ad una soluzione perfetta di tutto, Marina non avrebbe più avuto il suo convivente e sarebbe stata solo mia, avrò dalla mia amata un figlio o una figlia, potrò dormire con lei come se fosse mia moglie senza doverlo nascondere, meglio di così proprio non poteva succedermi. Pensai anche che per avvalorare maggiormente il tutto avrei chiesto a mia moglie di fare veramente una separazione legale e in seguito dopo il divorzio sposare Marina.
Arrivò finalmente sera e dopo cena non vedevo l’ora di incontrarmi con Marina, alle 21:45 entrai nella sua camera mentre stava indossando la vestaglia per andare in bagno, ci abbracciammo e disse che era felice, felice più che mai, che ero stato bravissimo che possedevo una mente straordinariamente capace e convincente, che ora si sentiva sollevata e finalmente libera, il più bel regalo che potessi fargli è stato di renderla gravida, che mi amava senza confini e si sentiva protetta dal mio immenso amore.
La seguii nel bagno e mentre si lavava i denti mi chinai da dietro sollevandole la vestaglia la baciai sul sederino, le feci divaricare le gambe e le leccai la fighetta ma ero scomodo, la feci sedere sul water e le dissi che il bidet glielo avrei fatto io con la mia lingua che subito insinuai tra le grandi labbra percependo il profumo un poco più intenso della sua fighetta dopo una giornata senza essere lavata. Il profumo così intenso di lei accese un fuoco inarrestabile che mi portava ad uno stato di eccitazione incontrollabile, la leccavo e mentre spostavo la lingua sul buchetto del sedere immergevo il naso nella fighetta masturbandola mentre lei accarezzava la mia testa dicendo in continuazione che mi amava. La sollevai tra le mie braccia e la deposi sul letto, si liberò dalla vestaglia e cominciai a baciare e leccare il suo seno il collo e le sue labbra mentre il mio cazzo che si trovava tra le grandi labbra magicamente scivolò dentro la fighetta adorata. Le contrazioni che percepivo in profondità mi stringevano e accarezzavano le parti più sensibili del mio cazzo, Marina a differenza di sua madre aveva un controllo dei muscoli vaginali che riuscivano a provocare un piacere straordinario, spesse volte dovevo dirle di fermarsi per non farmi venire precocemente. Il mio cazzo scivolava meravigliosamente dentro la sua passerina santa badando bene di non colpire l’utero a scanso di possibili danni. Me la stavo godendo amorevolmente con immensa passione e sentimento, lei la futura mamma di nostro figlio. Continuammo a lungo e mentre lei aveva orgasmi ogni due minuti la fermavo quando stavo per venire, continuai per circa un quarto d’ora ed in fine quando percepii che sentivo nei testicoli come se fosse un magma che cercasse di eruttare da un vulcano ebbi una eiaculazione incredibile e violenta che le riempì la fighetta. Marina disse che aveva sentito gli schizzi caldi e interminabili colpirla in profondità provocandole un ennesimo orgasmo. Disse che da tempo non aveva più assaporato il mio sperma e volle che mi togliessi dalla fighetta per succhiare i rimasugli di sperma rimasti. Infatti da quando avevamo deciso che doveva rimanere gravida lo sperma non doveva essere sprecato per altre cose.
Parlammo per un poco mentre le mie mani non potevano rimanere lontane dal suo corpo, dovevo sempre sentire il contatto della sua pelle vellutata e lo percorrevano in ogni parte senza sosta.
Marina avvicinò la bocca al mio cazzo dicendo che ora poteva anche saziarsi, risposi di si ma prima desideravo averla nel sederino, la misi alla pecorina e iniziai a leccare il buchetto con al fianco la crema lubrificante che spalmai bene sul cazzo, ne misi un poco sul buchetto e con un dito ne feci entrare un poco dentro, appoggiai il glande e spinsi con gentilezza facendole entrare un poco, lo ritrassi leggermente e spinsi ancora e poi arretrai e così piano, piano lo infilai tutto dentro il suo culetto fino ai testicoli, la presi per i fianchi e cominciai a fare escursioni lungo tutto il suo intestino mentre lei si masturbava la fighetta, trascorsi 5 minuti sentii che stavo per venire lo sfilai dal sedere e dopo aver pulito con un asciugamano i rimasugli della crema dal mio cazzo lo avvicinai alla sua bocca che voleva gustare il mio sperma caldo, nonostante la precedente eiaculazione abbondante riversai nella sua bocca un discreto quantitativo di sperma che Marina degustava con evidente piacere succhiando con forza come se volesse risucchiare anche il mio cervello. Quando ebbe terminato mi sentivo svuotato e subito le dissi che ora era il mio turno, ora volevo degustare il suo sperma e mi misi con impegno all’opera, dopo una lunga leccata alla fighetta dalla quale fuoriusciva anche un poco del mio sperma mescolato ai sui umori iniziai ad introdurre due dita e trascorsi tre o quattro minuti si riversarono nella mia bocca una serie di schizzi leggermente gelatinosi che mi eccitarono talmente tanto da causare una mia imminente eiaculazione, dopo aver leccato tutto quel ben di dio avvicinai il cazzo alla bocca di Marina e come lo prese in bocca eiaculai il mio sperma che deglutì e la rese nuovamente felice.
Ci abbandonammo uno al fianco dell’altra abbracciati scostai la testa sul suo ventre, lo baciai mormorando:” Buona notte bambino o bambina mia ti attendo con ansia per coprirti di baci.”
Tra nove mesi scriverò il mio nuovo racconto.
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