La prima volta era accaduto per caso, durante uno di quei normali incontro di lotta fra padre e figlio che nascono per gioco sul divano e proseguono sul pavimento. Ci avevo dato dentro nel tentativo di battere papà ma nessuno dei due riusciva ad avere la meglio e alla fine, stanchi e sudati, avevamo deciso di provare con un doppio abbraccio per vedere chi fosse davvero il più forte. Inaspettatamente, mentre ci stringevamo con foga, ci siamo ritrovati eccitati: al momento non abbiamo dato peso alla cosa ma, dopo alcuni minuti di strette furibonde incollati l’uno all’altro, eravamo entrambi eccitati di brutto! Non mi era mai successa una cosa simile e sono sicuro che anche per lui è stata una bella sorpresa, a giudicare dalla sua espressione incredula.
Abbiamo interrotto la gara affermando di essere “troppo stanchi” per continuare, ma la cosa deve essere piaciuta a entrambi perchè ci siamo sfidati a ripeterla appena avessimo trovato un po’ di tempo. Beh, quel giorno è finalmente arrivato.
Sabato mattina: mamma è andata a trovare i nonni, quindi papà e io giriamo per casa senza magliette, indossando soltanto i costumi da bagno, pronti per un salto in piscina. Mentre finiamo la colazione lo guardo intento a leggere il giornale e chiedo "Ricordi due settimane fa?"
Lui mi studia, poi accenna un sorriso. "Certo"
Con un finto tono disinteressato continuo "Pensavo che potremmo ritentarci, sempre che tu non ci abbia ripensato"
Papà appoggia il giornale sul tavolo, poi intreccia le dita facendole schioccare; "Dovrei temere un ragazzetto gasato come te?"
Sorrido soddisfatto. "Allora te la senti di scoprire chi è il più forte?" chiedo, stirandomi i muscoli niente male per un diciannovenne. Certo, papà è più grosso ma ha superato i quaranta e non ha più l’energia di un tempo...
Spinge indietro la sedia, si alza e ci fissiamo: "Sei pronto per la lezione?" Annuisco e ci spostiamo in salotto. Papà sfrega le mani assieme e allarga le forti braccia, pronto ad afferrarmi. Sento un brivido al basso ventre. Ci siamo! Non so perché, ma il solo pensiero che sto per strofinare ancora il mio cazzo contro quello di mio padre me lo fa diventare duro! Lui abbassa lo sguardo, nota la mia eccitazione, evidente nei costumi aderenti, e per un attimo temo che decida di non proseguire. Invece sorride. Abbiamo sempre avuto un buon rapporto ma non credevo fosse possibile arrivare a tanto!
Ci avviciniamo, sistemandoci l’uno fra le braccia dell’altro: sono alto un paio di centimetri più di papà, quindi le mie braccia muscolose si serrano comodamente attorno al suo grosso torace. Lui m’afferra a sua volta, petto contro petto, poi fa un cenno con la
testa e via! Per alcuni minuti ci teniamo semplicemente abbracciati stretti, senza troppa pressione, sfruttando le possibilità che quella presa ci offre per premere assieme i sessi gonfi ma non ancora duri, come non ci fosse nulla di strano nello stare così cazzo a cazzo fra padre e figlio. Non avrei mai immaginato che strofinarmi con un uomo, perdipiù mio padre, potesse farmi godere ma devo ammettere che è uno sballo.
La pressione delle sue braccia aumenta e quindi anche la mia. Barcolliamo aggrappati l’uno all’altro e scivoliamo, cadendo sul divano: subito approfitto del vantaggio per schiacciare papà sotto di me e lui reagisce energicamente. Ci dimeniamo avvinti ma lo spazio non permette troppi movimenti e finiamo sul pavimento, proprio come quando facevo la lotta con lui da bambino.
Ci separiamo e torniamo a fronteggiarci in piedi. "Riprendiamo da capo" propongo. Il mio cazzo è sempre eretto ma anche quello di papà riempie bene il costume. Rinnoviamo la posizione iniziale, e il contatto corpo a corpo unisce per la prima volta i nostri cazzi ora totalmente rigidi. Senza esitare allaccio le mani dietro alla schiena di papà, lui mi agguanta allo stesso modo e ci ritroviamo avvinghiati nella vigorosa presa reciproca. Eccitati, ci stringiamo con forza premendo assieme i petti e i cazzi turgidi, come se fossimo intenzionati a fonderci assieme in un’unica massa di muscoli: più ci schiacciamo, più la voglia di sborrare è forte. Grugnendo per lo sforzo ci dibattiamo nella presa reciproca, incazzati perché nessuno dei due riesce ad avere la meglio né vuole cedere! Rischiamo di andare avanti così tutto il giorno, anche se l’idea non mi dispiace ma mamma potrebbe rientrare da un momento all'altro...
"Arrenditi!" ringhia lui fissandomi negli occhi, il volto contorto dallo sforzo.
"Ora ti spezzo, papà!" ribatto, ma so che non posso farcela. Siamo forti uguali e forse questa non è mai stata una vera prova di forza, bensì una scusa per starcene a godere assieme. Dopotutto non ho ancora una ragazza fissa e papà ha ovviamente voglia. Che c’è di male in una sborrata amichevole fra padre e figlio?
E così, avvinghiati, spruzziamo l’uno contro l’altro, inzuppando la stoffa elastica dei costumi sui quali appaiono due belle chiazze. La nostra sborra cola fuori dai costumi e ci bagna le cosce. Rimaniamo allacciati fin quando finiamo di sborrare, poi papà mi da una pacca energica sulla schiena.
"Dovremo ripetere la cosa o non sapremo mai chi è il più forte" commentò, ricambiando la pacca.
"Quando vuoi" risponde lui. Ci scambiamo un’ultima stretta e andiamo a farci una meritata doccia.
Chissà se ripeteremo la cosa, magari senza i costumi...