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incesto


Il figlio preferito 4

           di edipo46

 Scritto il 03.02.2012    |    Visualizzazioni: 4.964  |    Votazione 9.6:

4.
Milano significò per Enrico e Michelino l’inizio di una vita nuova, si emanciparono dalle angustie della vita provinciale, la vita universitaria consentì loro di vivere nuove esperienze, scoprirono finalmente la bellezza delle relazioni con l’altro sesso e, piano piano, si abituarono a mettere tra parentesi la figura dominante di mamma Fiorella.
La donna percepì chiaramente il mutamento del clima nei rapporti col figlio ed il suo amico, ma era contenta lo stesso: Enrico le appariva ormai maturato e incamminato bene verso la vita. Le bastava sapere che gli studi proseguivano bene e che anche i rapporti con le colleghe (e con le signore) milanesi erano gratificanti. Si interessava non solo del figlio, anche di Michelino, che aveva quasi adottato e la cui maturazione sentiva in qualche modo appartenerle.
I due amici non mancavano di farle sentire il loro affetto: le telefonavano tutte le settimane e soddisfacevano la sua curiosità quasi voyeuristica, raccontandole con dovizia di dettagli hard le loro avventure di letto. E Fiorella ne godeva, tanto che, quando stava al telefono col figlio, azionava lo strap-on che le avevano regalato e si pistonava da sola.
Aspettava con ansia le vacanze di Natale, di Pasqua e quelle estive per riabbracciare i suoi pargoli, verso i quali continuava ad avvertire una forte attrazione. E restava intimamente delusa nel constatare che, col passare degli anni e l’appesantirsi del suo corpo, i due ormai si limitavano a manifestarle attenzioni ed affetto, ma nulla di più.
Una stagione della vita si era chiusa definitivamente e lei, Fiorella, doveva farsene una ragione. Ma, un giorno che i due erano tornati per le vacanze natalizie, proprio mentre chiacchieravano allegramente in cucina e lei preparava loro una bella aranciata, all’improvviso Michelino ebbe come un raptus e non riuscì a frenare l’impeto di darle una bella manata sul culone e poi di stringerla di dietro e farle sentire sul solco delle chiappe la durezza del suo bastone.
Enrico si mise a ridere, Fiorella restò sorpresa di quel gesto inatteso. Michelino si riprese subito e si scusò:
- Scusa, mamma (sì, ormai da tempo la chiamava così), è stato più forte di me …. A guardare le tue spalle ed il tuo culo mi è venuto duro …..
- No, no, Michelino, non deve scusarti ….. certo, non mi aspettavo alla mia età di farti ancora questo effetto, ma la cosa mi fa molto piacere ….
Allora intervenne Enrico:
- Michè, sono passati appena tre giorni dall’ultima trombata e già soffri di astinenza? …… non mi dire che, magari, avresti voglia di andare di là ……..
Michelino non rispose subito, ma guardò Fiorella come per averne un assenso. Poi, visti i suoi
occhi luccicare, rispose:
- E perché no?
Non dissero più nulla, si parlarono guardandosi negli occhi e, in un baleno, finirono sul lettone di Fiorella, dando inizio ad una spettacolare chiavata a tre. Fiorella, che era a secco da tempo, li spompò per bene prosciugandogli tutte le energie e portandoli più volte all’orgasmo. Alla fine erano rimasti a lungo riversi sul lettone, lei con le coscione aperte e con la fica che ancora colava lo sperma mischiato dei due giovani, i due che ancora le leccavano e succhiavano i grandi capezzoli, con gli occhi chiusi, come in una ancestrale posizione infantile.
Fiorella li fece riposare un pò, poi cominciò a stimolare i loro ani per sollecitare le loro inclinazioni omosex. Non sapeva che i due ormai da un pò di tempo avevano dismesso quel tipo di rapporto. Difatti Enrico e Michelino ne rimasero un pò sorpresi, ma poi, come riscoprendo un piacere dimenticato, cominciarono a toccarsi e avvertirono di nuovo la voglia di spompinarsi ed incularsi a vicenda, con la sapiente, intrigante intermediazione della donna.
Enrico impugnò con decisione il cazzo del suo amico e se lo portò alla bocca cominciando a succhiare con grande energia; Fiorella intanto accresceva la sua eccitazione infilandogli in culo il suo dito medio umidificato dagli umori della sua fica. Quando il cazzo di Michelino raggiunse le dimensioni giuste, si impossessò lei di quel fallo, se lo passò in bocca rendendolo ancora più duro e lubrificato, fece girare il figlio che esponeva in bella vista le natiche e guidò il cazzo di Michelino nel culo del figlio; infine si mise a spingere Michelino da dietro accompagnando le sue spinte, che si facevano strada nel canale di Enrico e lo facevano mugolare di piacere. Poi ripetè la medesima operazione con il figlio, gli leccò per bene l’uccello ed aiutò Michelino a piegarsi a 90° per ricevere quell’arnese nel suo culo.
Poi, a sorpresa, tirò fuori da un angolo recondito dell’armadio, il fallo di lattice che proprio i due le avevano regalato e disse che aveva voglia anche lei dei loro culi. Per cinque minuti li pistonò con forza portandoli in visibilio, poi quando li vide arrivare agli spasimi finali lasciò che Enrico sborrasse copiosamente sulle chiappe e sulla schiena di Michelino, il quale quasi contemporaneamente sborrava a sua volta in bocca a mamma Fiorella.
Fu un vero tripudio del sesso libero. Alla fine i due giovanotti, esausti, tributarono a Fiorella un vero applauso, avevano goduto a meraviglia. A Milano la fica non mancava loro, ma la goduria che assicurava loro mamma Fiorella era speciale e non temeva confronti.
Mentre indugiavano rilassati sul letto, le chiesero come vivesse la sua sessualità in loro assenza. Sospirando Fiorella spiegò che certo la loro lontananza le pesava, ma che era giusto così e che lei si era rassegnata. Del resto con chi poteva sfogarla la sua voglia? Il marito aveva completamente dismesso ogni attività sessuale e, da quando era andato in pensione, le stava addosso solo per complicarle la vita quotidiana. Non le mancavano le attenzioni di qualcuno, e la cosa a quella età la rincuorava. Ma non riusciva ad immaginarsi nelle braccia del portinaio, che pure era più giovane di lei e che non lesinava di farle le moine, ma che non la stimolava per niente; né voleva umiliarsi a cedere alle avances del pizzicagnolo, un vecchiaccio di 66 anni, porco e voglioso, ma davvero un ebreo spregevole. Eppoi, era troppo legata ai piaceri intensi e trasgressivi che aveva scoperto nel triangolo con i suoi due ragazzi. Perciò negli ultimi anni si era risolta a masturbarsi da sola, proprio con l’aiuto di quello strap-on, e che si aiutava rievocando nella mente le ultime scene di godimento sfrenato goduto con loro, immedesimandosi nelle avventure che loro le raccontavano per telefono.
A sentire quel racconto Enrico e Michelino ebbero un momento di tenera commozione. Si resero conto che erano stati troppo egoisti, che avevano sbagliato ad ignorarla così drasticamente. Si strinsero a lei, baciandola per tutto il corpo e promettendole che avrebbero ripreso le belle abitudini di un tempo, almeno due-tre volte all’anno.
Nel frattempo i loro cazzi avevano ripreso vigore e Fiorella si mise a masturbarli lentamente, dolcemente. I due amici si guardarono e si intesero a volo. Si inginocchiarono sul letto ponendosi ai due lati di Fiorella e avvicinarono insieme i due randelli alla sua bocca. La donna li imboccò entrambi e cominciò a ciucciarli con gusto, facendo schioccare la lingua. Non ci mise molto a portarli a eiaculare. Sentire il seme mescolarsi in bocca fu una sensazione sconosciuta per tutti e tre, un brivido di piacere assoluto, una specie di giuramento di sangue.
Mentre trangugiava lentamente quello yogurt speciale, Fiorella sentì due lacrimoni scorrere lungo le sue gote. Il figlio preferito ed il suo amico prediletto le davano nuova energia strappandola, sia pure momentaneamente, alla malinconia della solitudine.


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roki_rae@hotmail.it




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