Sono innamorato di mia madre.
Tutto è cominciato quando avevo 13 anni e, improvvisamente, ho visto mia madre nuda uscire dalla doccia. Indossava un accappatoio completamente aperto davanti che permetteva la visione dei suoi seni belli sodi e dei peli foltissimi del pube. Rimasi abbagliato da quel corpo: aveva due seni di dimensione regolare, non esagerati, ma con due capezzoli grandi come olive; la pancia era piatta e l’ombelico un punto di attrazione irresistibile. Più in basso il pube, foltissimo di peli, custodiva ed esaltava la figa che si trovava al vertice del triangolo. Dopo quella visione andai in camera mia e mi sparai una sega ripensando alle sue forme.
In seguito non facevo passare occasione per spiarla. Conoscevo così anche le sue piccole manie. Ad esempio quando si asciugava dopo la doccia si soffermava a guardarsi il bel corpo nudo davanti allo specchio; a volte si toccava i seni titillandosi i capezzoli. Oppure in camera da letto, quando si cambiava e rimaneva nuda, amava soffermarsi davanti allo specchio, faceva scendere la mano verso la sua vulva e strofinava le dita immerse in quella bellissima figa. Ogni volta che questo succedeva io appena potevo scappavo in camera mia, mi mettevo davanti alla foto di mamma, mi mettevo nudo, impugnavo il cazzo già duro e mi facevo una sega tenendo la mano ferma e oscillando il bacino avanti/indietro come se il mio cazzo invece che dalla mia mano fosse stretto nella figa di mia madre che io sognavo di scopare. E mentre mi segavo dicevo frasi tipo:
“Dai prendilo…. È solo tuo ……. Ti piace il mio cazzo, vero?”
A 15 anni, quasi sedici. frequentavo la prima ragioneria. Mia madre lavorava part-time (dalle 13.30 alle 18.30) in uno studio commercialista. Così io finivo la scuola e arrivavo a casa dopo che lei se ne è già andata. Ci vedevamo solo alla sera perché, il mattino, quando io uscivo per andare a scuola, lei sta ancora riposando. Nelle mie fantasticherie lei era sempre la mia donna. Ho provato a sostituirla con alcune compagne di classe ma senza successo. Un mattino, a scuola per assenza di un professore siamo usciti due ore prima. Ero felice perché se mi affrettavo potevo trovare mia madre ancora in casa. Arrivai, entrai e già nel corridoio udii un ansimare. Passando davanti alla camera da letto di mia madre vidi un culo peloso che, sdraiato su mia madre, muoveva ritmicamente il bacino: se la stava scopando! Dopo un attimo di sbalordimento pensai che mia madre, sola da quasi 10 anni, avesse trovato un amante. Mi dispiacque ma poteva anche essere logico. Non mi feci vedere e mi nascosi nella mia stanza, lasciando però una
fessura per vedere. Dopo breve tempo i due uscirono dalla camera da letta: lui completamente vestito e mia madre con indosso una vestaglia. Gli aprì la porta con un “alla prossima volta” e, mentre stavo per uscire dalla mia stanza sentii mia madre che diceva “oh, lei è in anticipo ma io sono pronta lo stesso. Entri!” Un altro uomo! Mia madre aggiunse “Lei è nuovo! Metta i soldi sul tavolino, si spogli. Io l’attendo in camera da letto.”
Non era possibile… Mia madre faceva la puttana! Il mio idolo era una meretrice. Nel frattempo i due si appartarono in camera da letto. Volevo vedere! Così spiai e vidi mia madre con un piccolo cazzetto in bocca che stava facendo un pompino. Ero esterrefatto. Poi udii gemiti e sospiri. Quindi i due che uscivano dalla camera, mia madre che lo accompagnava alla porta, apriva la porta …… ed io che mi facevo vedere da lei.
Mi guardò con uno sguardo d’acciaio, poi mi disse:
“Adesso vado a vestirmi. Ne parliamo stasera” e senza aggiungere altro si diresse in camera sua, si rivestì, passò in cucina, mi salutò ed usci per andare al lavoro.
La giornata fu un inferno. Il mio mondo stava crollando. Mia madre non era tutta per me. Ciò che io avevo sognato di possedere era già stato posseduto e non solo quando mi aveva generato, ma anche dopo e non come madre ma come amante! Il tempo non passava mai.
Finalmente mia madre rientrò alla solita ora. Silenzio totale.
Cenammo in cucina e poi, non riuscendo più a trattenermi, esplosi
“Così, fai la puttana?!”.. Non mi fece continuare.
“Ascolta. Te lo spiego una volta sola. Dopo la fuga di tuo padre (perché non è morto come credevi ma è scappato con un’altra donna) io non avevo un lavoro e dovevo provvedere al mantenimento mio e tuo. Ho fatto di tutto, finché, dopo alcuni anno, ho scoperto che il mio corpo desiderabile poteva essere usato per darci sostentamento. Ma il dar via la figa è solo un lavoro. Io non ho alcun piacere. Oggi hai visto che facevo un pompino. Bene: questa è la spiegazione. Io non provo alcuna attrazione per i clienti, quindi la mia figa per loro è sempre asciutta. Ma il cliente vuole trovare tutto liscio. Col pompino gli facilito la penetrazione. Quando è dentro sono problemi suoi. Io non ci sono…. Penso ad altro. E’ solo un modo per fare soldi e stare a galla. La vita costa e dobbiamo pensare a mettere da parte un gruzzolo per quando le entrate si ridurranno.
La guardai sbalordito. Era tutto chiarissimo! Ma io non riuscivo a capacitarmi che il mio idolo fosse di tutti. Mi alzai ed andai in camera mia. Ci misi un po’ per accettare quello che avevo visto e che poi mi aveva detto mia madre. Poi presi la mia decisione. Mi alzai e mi diressi nella camera di mia madre. Entrai senza bussare e la vidi seduta sul borde del letto, con le spalle alla porta.
Mi avvicinai e, pur stando alle sue spalle, l’abbracciai. Si girò. Aveva due lacrimosi che le scendevano lungo le gote. L’abbracciai di nuovo; avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le dissi
“Ti voglio tanto. Ho sempre desiderato di possederti, di farti mia. Se non sei dei tuoi clienti allora sei mia!” Mi abbracciò forte e mi rispose, sempre all’orecchio
“E’ tanto che avresti voluto o dovuto dirmelo. Cosa credi, che non ti abbia visto mentre mi guardavi in doccia oppure in camera quando mi cambiavo? Perché credi che stessi così tanto tempo nuda e ferma in bagno? Perché sapevo che stavi guardandomi! E in camera da letto, quando cambiavo le mutande? Eri li, arrapatissimo, a guardarmi per poi andare nella tua camera ….. non mi interrompere, ti ho visto ….. a spararti una sega di fronte al mio ritratto in costume da bagno. Mi vuoi? Ti voglio! Ti ho sempre voluto. Perché credi che in questi anni non mi sia fatto un amante? Perché, dai segni che mi lanciavi, speravo che il mio amante saresti stato tu.”
Mi strinse ancora più vicino, mi diede un grande bacio (avrei imparato dopo a baciare a bocca aperta) e mi sollecitò a tornare in camera mia.
“Arrivo subito” mi disse – Tornai nella mia camera un po’ indeciso su cosa fare. Due minuti dopo mia madre bussò, attese il mio “avanti” ed entrò. Indossava un reggipetto di pizzo trasparentissimo che metteva in risalto le sue poppe. I capezzoli duri e ritti, sembravano due olive turgide.
Le mutandine, anch’esse trasparenti, evidenziavano la peluria del pube che riluceva come se fosse stata pettinata col gel e la figa gocciolava i suoi umori che inumidivano le mutandine ed evidenziavano il desiderio di mia madre di essere posseduta dal mio cazzo.
Uno spettacolo assolutamente fantastico. Non resistetti e corsi ad abbracciarla. Lei mi strinse e mi chiese “Non ti sei ancora spogliato. Lo facciamo insieme?” Feci si con la testa e lei mi tolse prima la maglietta lasciandomi a torso nudo e commentando “Hai dei bei capezzoli” Poi mi tolse le scarpe ed io tolsi i calzini. Io calai i pantaloni e lei si prese il piacere di togliermi le mutande, trovando una certa resistenza nel cazzo, che essendo durissimo, stava ritto in avanti e non facilitava la discesa dell’indumento. Nel fare questa operazione si mise in ginocchio di fronte a me e, una volta discese le mutande, si ritrovò il cazzo all’altezza della sua bocca.
Ma lei non le prese subito. Si alzò, mi baciò e poi mi invitò a slacciarle e toglierle il reggiseno. Io eseguii con mano tremante e, alla fine dell’operazione, posi le mie mani su quei seni nudi e turgidi, che invitavano ad essere leccati e succhiati, cosa che io feci immediatamente. Mamma mi facilitò il compito impugnando il mio arnese ormai teso allo spasimo e che al contatto delle sue mani rischiava di scoppiare. Mia madre si limitò a tenerlo in mano, arretrò fino ad arrivare al bordo del letto sul quale si lasciò cadere invitandomi a montarle sopra.
Io non mi feci invitare due volte e lei mi invitò a penetrarla dicendomi:
“Dai, ti desidero, sono tutta tua, mettimi il tuo bel cazzo nella figa già tutta bagnata, scopami, mena il cazzo avanti e indietro e godiamo assieme questo momento meraviglioso!”
Io puntai il mio membro all’ingresso sella sua figa ed in un attimo la penetrai, sino a fondo, senza alcuna difficoltà e scivolando goduriosamente per tutta la lunghezza del mio cazzo. Mossi il bacino avanti e indietro ritmicamente e, poco dopo, sentii che stavo per scoppiare; estrassi il cazzo dalla figa, lo posai sul suo ventre e sborrai copiosamente sulla sua pancia. Lei mi guardò e disse
“Era così tanto che mi volevi che sei arrivato subito. Hai fatto benissimo. Adesso ci prepariamo per la seconda scopata. Sdraiati vicino a me”
Eseguii e lei iniziò baciandomi sulla bocca; poi scese e raggiunse i miei capezzoli che palpeggiò, baciò, succhiò e mordicchio. Io cominciavo nuovamente ad eccitarmi e sentivo il mio cazzo che si irrigidiva al pensiero di rientrare nella passera di mia madre. Lei poi scese lentamente, sempre leccandomi fino a raggiungere il mio ombelico, la mia pancia e, superati i peli del pube, il mio cazzo che ormai si ergeva trionfante il mezzo al mio cespuglio di peli.
Mia madre prese in mano l’uccello, lo scappellò, lo guardò desiderosa e lo leccò sulla cappella, facendo fare un piccolo balzo per la goduria provata. Poi iniziò un pompino lento, ritmico, caldo e passionale; era un atto di passione e d’amore: lo sentivo, vi partecipavo e ne godevo.
Poco dopo mia madre si fermò e mi chiese
“Ti va di darmelo adesso? Mi faresti godere!” – risposi, con voce un po’ affannata “Si, voglio scoparti” – “Allora mettimi il tuo uccello nella fregna, godi e fammi godere”
Com’era bello scopare mia madre. Il cazzo scivolava senza alcuna fatica, ritmicamente, godendo di ogni solleticazione che le pieghe della figa di mia madre facevano su di lui. Mi sentivo bagnato, possedevo ed ero posseduto. Quello che avevo sognato per anni si era realizzato ed io scopavo mia madre, la donna dei miei desideri. Prolungai il mio godimento il più a lungo possibile, scopando ritmicamente e spingendo il cazzo fino a fondo; e ogni volta che spingevo l’uccello a fondo nel nido lei mi diceva “Si… così…bravo…. Ti voglio….. dammelo tutto” finche, arrivato al culmine, dando un ultimo colpo poderoso, sborrai nella figa di mia madre con tutta la gioia e l’esultanza di aver goduto e aver fatto godere completamente. Sfinito mi sdraiai accanto a lei e le dissi
“E adesso che ti ho dato la mia sborra?”
“Bravissimo” rispose mia madre “e non preoccuparti. Non c’è problema. L’importante e che sia tu che io siamo felici e appagati. Tesoro, ti amo!” E con un grosso bacio concluse quella giornata per me memorabile.
(Sono graditi i vostri commenti a franck333@tiscali.it)
franzisco