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incesto


la mia prima chiavata

           di gheps45

 Scritto il 16.05.2011    |    Visualizzazioni: 41.697  |    Votazione 8.2:

da ragazzo trascorrevo tutta l’estate a casa degli zii. avevano un’ azienda agricola che conducevano da soli con qualche lavoratore stagionale. All’inizio era un lavoro nuovo e mi divertivo… ma alla sera ero stanco morto e con le spalle rotte. L’unica cosa bella era che vivevo tutto il giorno all’aria aperta e vivendo in città sentivo la differenza. Gli anni erano passati ero diventato grande, ma anche lidia, la figlia degli zii, era cresciuta ed era diventata una bella ragazza. La sera andavamo a vedere le stelle ma era una scusa per stare da soli e scambiarci i primi baci, le prime toccatine.
Quello che racconto è accaduto quando eravamo più grandi e vogliosi.
La giornata era stata molto faticosa lavorando nei campi con mio zio. Mi ero lavato e dopo cena era andato a letto. dividevo la camera con lidia mia cugina a volte prima di addormentarci parlavamo raccontando cosa facevamo nei mesi invernali.e come toccavo il cuscino ero già addormentato. una notte qualcuno mi scosse tirandomi per un braccio "svegliati! svegliati" ed io assonnato "cosa succede"; guardai l'orologio erano le 2.20. mia zia continuava a scuotermi dicendo "gigi svegliati sta arrivando un gran temporale. vai ad aiutare lo zio"
mi vestii come un automa e mi trovai davanti alla porta d'ingresso.
"ecco vai dallo zio vai, io penso alla casa".
eravamo abituati in quella torrida estate, all'arrivo di temporali improvvisi e violenti e a correre per evitare danni ma questo era più forte del solito.
aiutavo lo zio a portare gli animali al coperto,coprire gli attrezzi e legare i teli per evitare ce il vento portasse via tutto, mentre la zia chiudeva le finestre della casa. era la prima volta che il temporale giungeva in piena notte e vidi la situazione all'esterno… che paura! Gli alberi si piegavano spinti da un incredibile vento che quasi non mi permetteva di muovermi. una serie di tuoni scuoteva la terra ed i lampi illuminavano il cielo, quanta paura. Ancora con gli occhi gonfi di sonno feci per rientrare in casa ma la zia era ancora dietro e di me disse "dai vai ad aiutare lo zio da solo non ce la fa" a qualche decina di metri vidi mio zio e mio cugino (più grande di me) in balia di un grosso telo plastificato con cui stavano cercando di coprire l'orto ed andai ad aiutarli. erano impressionanti le folate di vento, non riuscivo a camminare dritto e dovevo puntare i piedi tra il vento (seppur fosse caldo) la paura avevo la pelle d'oca ed ero bagnato dalla testa a piedi, ma per lo meno la pioggia era sottile (almeno quello!). ci avremmo messo mezz’ora per
coprire l'orto e altrettanti per controllare gli animali e riportare a posto tutte le cose che volavano in giro prima che il vento li portasse chissà dove.
quando la pioggia aumentò d’intensità eravamo già di ritorno verso casa e la zia c’invitava a correre in casa. andai nella camera che dividevo con lidia. ero bagnato come un pulcino, lei era sveglia e mi disse “come sei bagnato gigi“ si alzò dal letto prese un grande asciugamani e
“spogliati che ti asciugo“. mi aiutò a togliere gli abiti bagnati. mentre mi asciugavo il petto lidia mi asciugava la schiena. Le mani calde di lidia mi fecero impennare il cazzo. muovendosi lo urtò con una mano “gigi ce l’hai duro!“ non so dove trovai il coraggio ma glielo feci prendere in mano “come sei bella lidia ti ho sempre desiderato“ e senza attendere risposta appoggiai le labbra sulle sue. mentre ci baciavamo l’abbracciai stringendola contro me e le guidai la mano sul cazzo. timidamente lo strinse ed io mi muovevo per farmelo segare. ci baciavamo le palpavo il culo. pian piano iniziò a menarmelo ma quando e lo trovò gonfio in mano “gigi lasciami andare a letto“ tristemente ripresi a dormire ma il mio sonno fu interrotto da un "ehi sveglia! svegliati" –“che cosa c’è borbottai- "ho paura!" - era lidia - una a violenta grandinata martellava sul tetto. "posso dormire con te? Ho troppa paura " me lo chiedeva lei. scostai il lenzuolo: "dai vieni vicino a me".
tremava come una foglia, mi abbracciava “ cosa c’è non aver paura è solo un temporale “e per rassicurarla le accarezzavo il viso. si schiacciò contro me era bella calda, in quel momento non avevo più sonno e nel mio cervello si fece strada una strana idea. lidia indossava solo una maglietta. le sue belle gambe nude e lisce a contatto con le mie mani mi davano una sensazione nuova, strana ed abbracciandola dissi "non aver paura ti proteggo io" appoggiai una mano sul suo sedere. tremava come una foglia, l’accarezzavo continuando a rassicurarla e dandole dei bacetti sulle guance.
Passammo una ventina di minuti in quella posizione. Ma il contatto con il suo corpo mi fece impennare il cazzo e per quanto cercassi di non starle vicino se lo sentì contro una coscia. Mi sussurrò “cosa ti è successo“ –
“niente” risposi ma lei mi accarezzò il cazzo
“e questo lo chiami niente?“ mise una gamba tra le mie e s’impadronì del cazzo scappellandolo…che sensazione magica sentirselo smanettare da una donna senza dovermelo segare e sentire vicino il suo corpo nudo. il cazzo s’ingrossò, mio respiro accelerò e lei sussurrò “ti piace fartelo menare ehh?“ avevo il cuore che stava scoppiando e le misi una mano sul culo ” ti piace anche il mio culo?“ non so dove trovai il coraggio le feci scorrere un dito tra le chiappe… ma partendo dall’alto e scendendo trovai la figa, quel contatto la fece sussultare
“sì accarezzamela, toccamela”, socchiuse le gambe e trovai le grandi labbra della figa. se prima ero agitato, adesso il cuore voleva saltare fuori dal petto. Dalla figa usciva un umore caldo e lei “prova a mettere dentro un dito“ con due dita tenne aperta la figa mi prese la mano e se la fece scorrere su tutta la figa…sentì il cazzo duro e vibrante “ahh ma ti piace toccarmi“ poi prese ancora la mia mano e s’infilò un mio dito nella figa il respiro era veloce “toccamela dai toccamela ho voglia“.
Piano, piano mi stesi sulla schiena lei si mosse quasi per trovare una posizione più comoda, mise una sua gamba tra le mie. eravamo stretti uno contro l'altra, pancia contro pancia il mio pene era sempre più duro e stretto tra i nostri corpi, le feci un vigoroso massaggio sul corpo e sul culo. il cazzo in erezione appoggiava con forza sul suo pancino…e decisi di approfittarne. Tirai indietro le coperte, la sdraiai a pancia in sù al centro del letto mi misi a cavalcioni su di lei (senza però appoggiarmi).
un'eccitazione incontrollabile… mi fece palpare quei bei seni sodi e rotondi, pieni con i capezzoli pronunciati - incredibile pensai - mi eccitavano da morire e dissi timidamente
“posso baciarteli?“ mi diede una serie di bacetti sul viso “ti piaccio così tanto?“. baciavo le tette con le sole labbra il suo respiro divenne veloce, la paura era scomparsa e la mia vista si era abituata al buio. allungando una mano mi permise di scorgere perfettamente le piccole labbra della figa e le dissi "quanto sei bella" avevo visto solo donne adulte nude su qualche giornaletto porno e qualche donna con il pelo pubico folto, ma senza il pelo la sua fighetta era molto bella (per quello che sapevo allora) pareva molto piccola ma altrettanto invitante e senza pensarci appoggiai delicatamente l'indice sulla figa. lei allargò le gambe e spinse la mia mano un dito penetrò nel suo paradiso “sì gigi sìì toccami, toccamela, ho voglia“.
dopo quel dolce contatto fui scosso da un intenso brivido e vedendo che non reagiva affondavo il dito fra le strette labbra della figa facendolo scorrere sù e giù tra la sua piccola fessura mentre con l'altra mano stringevo sempre più i seni. Era incredibile mi lasciava fare a volte si scuoteva o cambiava posizione ma dopo qualche secondo la rimettevo nella posizione in cui volevo io. Mi misi in ginocchio il cazzo era appoggiato sul suo ventre incominciai a farglielo scorrere sul ventre, me lo prese in mano facendomi una lenta masturbazione e mentre con una mano mi toccavo con l'altra compivo un movimento rotatorio sulla sua fighetta mi piegai e presi in bocca un suo capezzolo.
ogni secondo che passava aumentava il ritmo della sega. il massaggio alla sua candida vagina e il gioco di lingua sui suoi capezzoli prendeva sempre più foga e mi eccitava finché con degli schizzi intensi le ricoprii di sperma l'addome ed il basso ventre.
Sentendo il liquido colarle sulla pancia si agitò beccandomi ancora con la mano sulle sue nudità e i seni in bocca. Prima che potesse dire qualche cosa, con la paura che gridasse gli tappai la bocca e gli sussurrai: "ssstt non dire niente... sono io, va tutto bene. se prometti che non gridi ti tolgo la mano dalla bocca"
lei accennò con la testa ad un sì e gliela tolsi "ma che stai facendo?".
tenendo una mia mano tra le sue cosce riuscii a rispondere un improbabile "niente!" e lei stizzita "Come niente!" la baciai sulla bocca e le sussurrai "e va bene mi hai scoperto stavo giocando con te".
non rispose. mi feci coraggio ed aggiunsi
"lidia volevo vedere come sei fatta“.
nel buio si copri con le mani ma si sentì sporca del mio sperma "Che schifooo!" sussurrò. Gettandomi su di lei la presi dalle spalle, per tapparle la bocca e la tenni stretta contro me, sperando che la grandine avesse coperto il suo grido. Pian piano si rilassò continuai a palparle la fighettina, il su corpo iniziò a muoversi, mugugnava, le accarezzavo il viso poi le sussurrai in un orecchio ”ti tolgo la mano dalla bocca ma non gridare“.
appena la liberai esclamò "ma sei nudo" sentendo il mio pene premerle sulla pancia "che è sta roba? che schifo... mi hai sbavato sulla pancia“ mi venne da ridere le accarezzai il viso ed aggiunsi "già proprio così, te l'ho detto che era un gioco ma ora dormi!", invito che fu invano: "ma che dormire, che schi.."; la sua frase fu interrotta da un improvviso e spaventoso tuono che si trasmise alle lamiere del capannone degli attrezzi e scosse il tetto. si buttò contro me “ohh gigi che paura tienimi stretta ho paura“ le presi una gamba mettendola tra le mie. avevo il cazzo duro se non approfittavo di quell’occasione “prendilo in mano, senti com’è bello duro e caldo “ al buio le nostre bocche si toccarono e continuando a palparla la baciai a lingua in bocca. quel bacio ci rilassò, lidia mi accarezzò appoggiò la sua bocca sulla mia baciandomi, allungò la lingua sussurrandomi ”apri bene le labbra“ il contatto delle nostre lingue mi fece impennare il cazzo e questa volta una sua mano lo cercò sussurrandomi “lo sai che hai un bel cazzo duro“ si stese spalancò le gambe cercò e trovò il cazzo e lo guidò tra le sue grandi labbra “ adesso spingi, ma spingi piano voglio gustarlo bene“. più la penetravo più sentivo la figa stringersi; “sììì cosìì che bello continua a spingere piano, lo voglio sentire tutto dentro“; credo sia stata la mia prima vera chiavata. lidia tenendomi le mani sul culo guidava il mio movimento ma dopo poco mi arrangiai da solo
“sì gigi sìì come sei bravo continua e non fermarti spingi, spngii“. non venivo mai , ero sfinito lidia continuava a dirmi “ vieni dai vieni, vienii”. finché non le riempii la figa di caldo succo…ansimavamo tutt’e due… mi sdraiai sulla schiena . Lidia mi accarezzava tutto il corpo , mi dava dei bacetti sul viso e sulla bocca, poi accese la luce. il suo viso era felice “lo sai che mi hai fatto godere? adesso però devo andare a lavarmi di corsa aspettami“.
Il temporale si era placato felici e soddisfatti ci addormentammo abbracciati.
Ma chi riusciva a dormire avevo fatto la mia prima chiavata.
Poco tempo dopo gli zii ci dissero che dovevano andare via per affari per qualche giorno. ci raccomandarono di badare alla casa ed al bestiame. Lidia uscì a salutare i genitori e quando rientrò in casa: ”gigi siamo soli per un pò di giorni - mi toccò il cazzo - ci divertiremo“. quella sera dopo cena si mise al lavandino per lavare le stoviglie. Indossava un corto grembiule. le andai alle spalle e palpandole i seni le feci un bel succhiotto sul collo arretrò il culo per sentire il cazzo , alzai il grembiule e mentre le accarezzavo il culo la baciavo sul collo “ mi piace gigi continua” le sfilai le mutandine con una mano le palpavo le chiappe e con l’altra le accarezzavo la figa, appoggiò il viso sul mio: “mi piace mi fai venire voglia“ mentre la baciavo a lingua in bocca, facevo scorrere un dito sulla figa…aprì le gambe e spinse la mia mano contro la figa calda e ricominciai a baciarla e sditalinarla
“sì gigi sììì ma voglio di più“ cercò e trovò il cazzo di marmo “dammelo dai, dammelo tutto“ avevo il cazzo pulsante e fremente le feci appoggiare le mani, le allargai le gambe ed appoggiai sulla figa il cazzo le sussurrai “lo vuoi dentro?“ per tutta risposta allargò le gambe indietreggiando. avevo il cazzo in fiamme con due dita le tenni spalancata la figa e gliel’ infilai con un colpo deciso. la sentii trattenere il respiro “ohh gigi che bello, com’è bello grosso“.
Questa fu la mia prima vera chiavata.




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