l’ultimo venerdì del mese scorso avevamo smesso di lavorare a mezzogiorno perché nel pomeriggio sarebbe mancata la corrente per riparazioni urgenti. vado a casa e dopo una bella doccia infilo calzoncini maglietta, mi preparo dei panini e mi metto sul divano divorandoli. Qualche tempo prima un collega mi aveva dato un dvd dicendomi ridendo “vedrai che spettacolo ti sembrerà incredibile“ mi strizza l’occhio e se ne va. L’avevo messo in un cassetto, mi ricordai e visto che ero a casa solo... dopo i panini ed una bella birra fresca guardo il dvd.
Non credo ai miei occhi la protagonista è la segretaria del capo. è in ginocchio, inizia a succhiandogli il cazzo da gran bocchinara. Glielo succhia, glielo lappa con la lingua, gli strapazza la cappella e gliela tira di marmo. Lui è al settimo cielo sbava, strabuzza gli occhi, ha il viso rosso, impreca poi lui le dice di girarsi le riempie di saliva il buco del culo e se l’incula come una furia. lei urla di dolore o di piacere la monta come un toro infuriato, le stringe i fianchi sbattendola con forza e quando il buco del culo è ben dilatato prende un vibratore di belle dimensioni e glielo pianta nel culo. lei urla dal dolore si lamenta
“porco è troppo grosso mi fai male una volta eri più gentile“. allora il capo butta via il vibratore e riprende ad incularla con il cazzo
“dai porco dai, rompimi il culo sborrami dentro ma fammi godere sono la tua troia, montami, sbattimi“; un simile linguaggio non me lo sarei mai aspettato da quella tipa sempre irreprensibile, gentile e imperturbabile.
si vedono i coglioni che sbattono contro il culo e tutto finisce con una gran sborrata sul viso…la porca aspetta che il succo le scenda sulle labbra e se la gusta. se sapesse che abbiamo una copia del dvd in ufficio sarebbe un bel guaio per lei e per il capo...
Sono troppo arrapato, prendo il cazzo in mano e comincio a farmi una sega procurandomi da solo quel sottile piacere. sento che sto per venire squilla il cell, impreco e mi dico - rispondo o no? Decido di rispondere, potrebbe essere mia moglie e invece è il cell di lauretta mia nipote. Laura frequente l’università e sovente viene a casa nostra per studiare e fare i compiti con delle sue compagne di corso. premo il pulsante per rifiutare la chiamata ma sbaglio, si apre la galleria fotografica e resto senza parole. Molte foto sono mie in accappatoio, poi nudo con il cazzo duro scappellato o con il cazzo in erezione e nell’ultima foto ho la
cappella sgocciolante… hai capito la nipotina troietta… sembrava tutto casa e studio. invece fotografa il cazzo del nonno e immagino già cosa ne farà. per il momento decido di far finta di niente, le userò per ricattarla quando saremo a casa soli e visto quanto le piace il cazzo del nonno… la obbligherò ad assaggiarlo.
Mi sdraio di nuovo sul divano a gambe larghe continuando a tormentare il cazzo così quando lauretta entrerà potrà vedere il mio bel cazzone e le palle al vento. quel pomeriggio con lei c’era una sua amica. come apre la porta sgrana gli occhi gridando “ma nonno cosa fai hai il pisellone di fuori e ti stai segando perché sei a casa a quest’ora“ i suoi occhi sembravano calamitati dal cazzo gonfio e continuavo a menarlo per regalarle la visione della cappella che penso avesse sempre desiderato vedere. lauretta da sopra i jeans si tocca la figa
”fingi di scandalizzarti ma ti stai toccando la figa” nella mia mente scoppia il ricatto. avevo in mano il suo cell con le mie foto e gliele faccio vedere “mi hai fatto delle foto nudo perché non approfitti per assaggiarlo?“. il suo viso diventa color scarlatto e stropicciandosi le mani “ma quali foto sei matto non ti ho fatto mai delle foto e poi nudo ma va“. le mostro il suo cellulare “queste cosa sono barzellette?“ resta senza parole diventa rossa in viso ma è sexy vedere così la mia piccola. con la sua amica scappano in camera le sento parlottare; mai avrei immaginato che sarebbero tornate spinte dalla curiosità. da dietro la porta semi aperta mi spiavano ma vedevo riflessi sullo schermo della tv i loro volti… così decisi di segarmi. non passano 5 minuti e le due ragazzine si avvicinano e Lauretta mi dice ”ho il nonno con un bel pisellone è normale che ti faccia delle foto“ dice con aria quasi ironica ed io
“cosa te ne fai delle foto“ segue un lungo silenzio e poi “se proprio vuoi saperlo mi masturbo quando le guardo e le faccio vedere a qualche mia amica per qualche euro“.
Hai capito la troietta così angelica… così porca, molto porca; si masturba davanti alle mie foto e in più le fa vedere alle amiche a pagamento. Avevo fermato il film che stavo guardando ma poi mi dice ”nonno perché non guardiamo insieme il film?”; le accontento. loro due si siedono accanto a me sul divano, la mano di Laura scivolava sui pantaloni della mia tuta prima leggermente poi più insistentemente mentre Marta guardava il film senza dire una parola. era molto timida bisognava solo aspettare e far scattare la scintilla che... non dovetti aspettare molto in una scena la protagonista si faceva infilare un bel cazzone nella figa slabbrata e ben presto uscivano abbondanti colate di umori bianchi e le due ragazze “cazzo che bel cazzo e quanto viene“ e l’amica aggiunse “lei ce l’ha larghissima“ per stimolarle dissi “Scommetto che se ti masturbi con un cetriolo così ti bagni come lei“ risposi sorridendo a Lauretta e lei “prendimi in braccio nonno“. ”Vieni amore ma prima aspetta che mi tolgo la tuta così sei più comoda… se vuoi spogliarti anche tu Marta fai pure non avrai vergogna vero?“.
In piedi davanti a me Lauretta si abbassa i pantaloni della tuta e scopro un paio di gambe da favola ricoperte da calze bianche di nylon, quelle che si usano per la danza. ero inebetito, rapito ed estasiato dalla vista del suo corpo
“come sei bella sei proprio una bella fighetta, spogliati“. Credo di non aver mai desiderato così intensamente una creatura… cominciai a baciarle e succhiarle i seni, ogni volta che le sfioravo un capezzolo ansimava e me lo metteva e toglieva dalle labbra; poi piano scesi sul pube che emanava un odore di piacere fantastico. Evidentemente il mio lavoro di lingua aveva dato i suoi frutti. le sfilai delicatamente le calze bianche dandole un pizzicotto leggero alla fighettina accarezzandola. il suo corpo ebbe un leggero fremito “Mmmm nonno… mi piace ma se fai così ti salto addosso“ - “Fallo amore del nonno cos’aspetti“ le dissi facendo scorrere un dito sulla fighetta.
Mi saltò in braccio e si mise a gambe divaricate poggiando la testa su una mia spalla allungai la mano e accarezzai prima le natiche poi feci scivolare piano il dito nel solco del culetto piccolo e sodo fino ad arrivare al buchetto grinzoso. cominciai a massaggiarglielo fino ad infilarle una falange muovendolo dentro e notai che mentre lo facevo Lauretta stava venendo…allora mi tuffai sulla sua fighettina fremente , pulsante e le baciai il clito; quel semplice e delicato tocco la fece venire sbarrando gli occhi e mi riempì la mano di umori caldi mentre mordeva e gustava la mia lingua che era impazzita nella sua bocca.
lo so dovrei vergognarmi ma non ho mai visto l’incesto come una malattia anzi l’ho sempre visto come il donare piacere, quel piacere sottile e trasgressivo che può iniziare una creatura ai primi piaceri che può provare solo vivendo queste situazioni.
Scese dalle mie gambe si girò offrendomi la fighettina da succhiare e baciare e non mi feci pregare. godeva la troietta, smaniava, scalciava poi si posizionò davanti a Marta le sollevò la minigonna e scostato il perizoma cominciò ad carezzare la sua fighettina con un dito, poi glie l’aprì accarezzando il clito per poi far sparire il dito tra le piccole labbra e poi tornare a carezzare il clito mentre io le guardavo e mi masturbavo piano scappellando il cazzo vicino alle tette di Lauretta per farglielo vedere bene.
”che cazzo grosso hai nonno, molto grosso sembra un fungo, hai la cappella violacea“ disse Lauretta che finalmente aveva rotto gli indugi e si era lasciata andare ai baci sul sesso di marta che ora era scesa a leccare e baciare i suoi piedini da favola
”Vuoi toccarlo?“ Dissi sorridendo a Marta
”Non so se sono brava il tuo è il primo pisellone che vedo“
”Non ti preoccupare è facile dammi una manina“ e gliela guidai attorno al cazzo. glielo feci stringere aiutandola nel movimento della sega e poco dopo la lasciai fare da sola visto che dal piacere che provavo aveva imparato in fretta a segare il cazzo. guardandomi con i suoi occhioni da cerbiatta. dimostrava qualche anno di più di quelli che aveva e quella sua aria da verginella inesperta ed innocente mi faceva tirare il cazzo ancora di più.
Dissi a Lauretta di leccarmi le palle mentre Marta mi masturbava e lei obbediente da brava bambina si mise a leccarle mordendole e massaggiandole piano stringendole forte tra le mani procurandomi quel dolore/piacere sottile ed eccitantissimo: ”Che brave puttanelle che siete… oh sii siete davvero brave, siete le mie troiette“.
Volevo possedere Chiaretta e scoparmela nella figa o nel culetto burroso, profanare i suoi buchini caldi mentre leccava la fighetta di Marta. era sempre stato il mio sogno proibito e le dissi di leccare ancora la fighetta a Marta perchè volevo godermi lo spettacolo così lei ubbidì mentre io mi posizionai dietro di lei e dopo averle leccato il culetto le spinsi la cappella nella figa
”No nonno no… sono vergine… e poi mi farai male…con quel cazzone che hai“ cercai di spingere con tutta la delicatezza possibile ma la figa è figa e “oh che male nonno toglilo, toglilo ti supplico“.
Muovevo il cazzo nella sua fighetta il più dolcemente possibile ebbi la conferma di quello che mi aveva detto piangendo. il cazzo era sporco di sangue , avevo sverginato la mia nipotina lacerando quella sottile barriera che da bambina ora l’aveva resa donna ma non avrei mai immaginato che fosse vergine, specie con il comportamento che aveva. ormai il danno era fatto e dopo pochi colpi tolsi di corsa il cazzo e presala per i capelli le sborrai in bocca, non riusciva a deglutire e mentre piangeva diceva
”Non… non dovevi farlo nonno, mi hai sverginata hai sverginato tua nipote“.
La strinsi accanto a me e la baciai, vedevo i suoi occhioni pieni di lacrime che supplicavano dolcezza così scesi tra le sue gambe leccandole piano la fighetta. Iniziai baciandola piano , poi la leccai ma più aumentavo la leccata più godeva e quando strinsi tra le labbra il clito, si agitava con violenti spasmi del suo pancino e leccandola delicatamente la feci venire.
Restammo stretti abbracciati, le baciavo il viso sentivo il corpo di Lauretta che si stringeva la mio, i suoi seni morbidi e caldi che premevano contro il mio petto. Marta disse che doveva andare a casa e noi due praticamente restammo tutto il pomeriggio a coccolarci e sbaciucchiarci.
Quel pomeriggio resterà per sempre nella mia memoria….