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Al rientro

           di Milly-

 Scritto il 30.04.2008    |    Visualizzazioni: 47.292  |    Votazione 7.5:

Al rientro

Sergio è uscito da qualche minuto quando bussano alla porta. Manca qualche minuto alle otto. Escluso che può essere lui, ha le chiavi, mi accingo verso la porta. Mi sistemo al meglio il camicione bianco con spacchi alle gambe e vado ad aprire. Il viso sorridente di Valeria mi si presenta in tutto il suo splendore. Ho appena il tempo di dire: ma tu non dovevi rientrare fra dieci giorni? L’abbraccio stretto dell’amica mi fa assaporare i dolci ricordi degli amplessi passati. Entrando sorridendo mi dice: Avevo voglia di te! Appena chiusa la porta mi stringe nuovamente a se con forza tastandomi con le mani il corpo nudo sotto la camiciola. Pure io non sono da meno. Dal contatto percepisco che sotto la stretta e lunga gonna ha un sottile perizoma e niente reggiseno.
Mi divincolo per guardarla meglio e non posso non notare che ha un viso splendido. Curata nella persona. La pelle del viso e delle mani morbida e profumata. Le mani sembrano più affusolate forse a causa delle unghia smaltati di un bel rosso. Pure le unghia dei piedi ha smaltati dello stesso colore. Sembra ringiovanita di dieci anni. Ti trovo splendida! Le dico mentre l’accarezzo. Lei si stringe ancora più a me sussurrando: avevo voglia di te! Del tuo corpo! Del tuo seno! Della tua … sì … calda figa! Avevo desiderio di strofinare la mia patatina alla tua! Mi sei mancata tanto! Ma tanto! Ti voglio bene! Per questo sono rientrata in anticipo come voi. Per stare un intero giorno abbracciata a te e carezzare il tuo splendido corpo.
Dicendo queste cose mi fa scivolare la camiciola e inizia a fare scorrere le mani sulla mia pelle che al contatto prima si accappona ma poi inizia a distendersi alla dolcezza delle carezze.
Si ferma un attimo e come ad avere intuito il mio pensiero lentamente si toglie gonna e camicetta. A vedere i suoi capezzoli duri e lunghi mi viene un languore alla bocca. Leva pure il perizoma, bofonchio. Ora entrambe guardiamo a lungo i corpi che iniziano a palpitare di piacere non appena le mani iniziano a sfiorarli. Il palpeggiamento dura alcuni minuti e poi lei divincolandosi dal mio abbraccio dice: offrimi un buon caffé, come lo sai fare tu, e nel mentre ti racconto quello che ho fatto a Ginevra.
Siamo in cucina. Stiamo facendo colazione con dolcini e caffé senza curarci che entrambe siamo completamente nude. Scena sicuramente buffa a molto gradita a noi. Valeria dopo avermi parlato della figlia e della nipotina mi racconta la sua avventura con un amico conosciuto a Ginevra.
“Quando voi siete partiti mi sono decisa, anche per non stare sola,
ad accettare l’invito di mia figlia e sono andata a trovarla. Lì ho conosciuto un quasi mio coetaneo molto distinto e raffinato. Abbiamo fatto amicizia e subito ho intuito che le andavo a genio. Infatti iniziò, anche se con molta discrezione, a corteggiarmi in modo assiduo e, debbo dirti con sincerità, usando modi che mi sono piaciuti ed hanno colpito la mia sensibilità e curiosità di donna.
Mi portava in giro per la città facendomela conoscere. Ad ogni incontro si presentava con un mazzetto di fiori, tu sai quanto mi piacciono, e questo mi rendeva decisamente ben disposta verso di lui. Una sera mi portò in un elegante ristorante. Durante la cena non mi toglieva gli occhi di dosso. Sembrava volesse mangiarmi ma non tentava nessuna avance. Risolutamente decisi che dovevo essere io a prendere l’iniziativa. Mi alzai e con la scusa di fare pipì andai nel bagno. Lì mi levai le mutandine. Il reggiseno non l’avevo indossato. In macchina lui continuò a parlami del più e del meno. Mai un tentativo di contatto. I suoi occhi mi dicevano tutto sul suo stato d’animo. Allora prendendogli le mani tra le mie e fissandolo negli occhi gli disse: “ Carlo non è più tempo di corteggiamento”. Mi avvicinai di più a lui e guidai le sue mani dove più le desideravo: una sul seno e l’altra tra le cosce, proprio lì dove la mia calda natura era tutta nuda in attesa del suo tocco. Lui rimase con le mani dove le avevo condotto. Mi guardava come inebetito. Il suo viso era paonazzo e deglutiva continuamente. Allora, comprendendo il suo stato d’animo, sussurrai: ho desiderio di farlo con te.
Mi guardò con gli occhi fuori dalle orbita. Dopo un poco bofonchiò: dici seriamente? Al mio annuire, risolutamente mise in moto dicendo: ora andiamo a casa mia. Mentre lui guidava sicuro poggiai la mano sulla patta dei pantaloni. Oltre a farlo sobbalzare potei costatare che il suo uccello era in totale erezione. Al contatto emise un sospiro che mi fece intuire quanto era il suo desiderio. Appena a casa mi disse: lo desideravo da quando ti ho vista la prima volta ma pensavo che sarebbe rimasto un sogno. Che non era un sogno ma realtà lo capì molto bene. Infatti facemmo sesso tutta la notte. Lui se la cavava bene ma pure io, dopo quanto fatto e appreso con voi, gli ho regalato istanti indimenticabili. Ci siamo rivisti altre volte ed ogni volta è stato sempre bello. Lui era sempre più sciolto ed il mio godimento ne ha avuto benefici.
Ti confesso che mi sono sentita soddisfatta al pensiero di avere dato al mio ex marito la pariglia. Infatti lui conosce Carlo ed i suoi amici. Spesso va a Ginevra a trovare mia figlia e si riunisce con gli amici. Mi potrai dire: ma anche con Sergio ti sei divertita quindi … Con voi è stato diverso, c’eri tu e non mi è mai passato per la mente che lo stavo facendo cornuto. Con Carlo è stato diverso. L’ho desiderato e lo fatto per mia decisione e volontà e con la segreta speranza che qualcuno potesse raccontarlo in seguito al mio ex.
Questo pensiero mi ha riempito di soddisfazione ed una sera, riflettendo che il mio ex mai avevo voluto che io gli facessi un pompino, mi sono levata pure questa soddisfazione. Ho leccato e succhiato quel fantastico cazzo. Lui godeva molto. Al momento di venire cercò di levarmelo dalla bocca. Lo tenni stretto a me, circuendogli le natiche, fino a quando i suoi caldi fiotti non mi riempirono la bocca. Dopo lo ripulii per benino leccandoglielo tutto fino all’ultima goccia.
Riaccompagnandomi a casa mi disse: con te sto molto bene. Penso che pure tu stai bene con me. Ti debbo ringraziare per tutto quello che mi hai dato, mai una donna si è data a me con tanto slancio come hai fatto tu. Non capisco come Fulvio ti abbia lasciata. Valeria sei fantastica! ... Valeria … vuoi sposarmi?
Alle sue parole segui un silenzio. Fu un attimo. Dopo averlo ringraziato gli spiegai il perché non accettavo la sua proposta. Aggiunsi però che mi piaceva essere sua amica e mi piaceva fare sesso con lui.
Lui concluse: allora … niente più matrimoni! Annuii.
Come avevo pensato mia figlia ha intuito tutto. Di quanto facevo non era scontenta. Un pomeriggio che eravamo sedute in un bar a prendere una cioccolata guardandomi fissa mi disse: sai che sei ringiovanita! Vedo che la lontananza di papà ti fa bene. E brava la mia mammina che si sollazza con Carlo! Finalmente ti sei decisa a godere le gioie del sesso! Vivili questi attimi! Rifatti delle antiche sofferenze!
Sono rimasta senza parole. Ho biascicato: ti ha detto qualcosa Carlo? No! Mamma! Il tuo viso raggiante mi ha detto tutto! Carlo è pure lui felice ma non parla con nessuno. Papà, che qua è conosciuto da molti, potrebbe venire a saperlo da tutti tranne che da Carlo. Sono sicura che qualche ex fiamma di Carlo ne parlerà a papà alla prima venuta! Queste ultime parole mi riempirono di gioia. Venisse pure a saperlo il bastardo. Per me sarebbe stato il piacere più grande.
Pensai, allora, che Carlo meritasse un bel regalo.
Appena ho saputo che eravate ritornati mi è venuta voglia di voi, di te in particolare, ed allora ho deciso di rientrare pure io.
La sera prima di partire la trascorsi con Carlo. Era arrivato il momento di dargli il mio regalo. E, cara Milly, sai qual era il mio regalo? Avevo deciso di regalargli il mio culo. Lui se lo godette ed il bello è stato che oltre a godere lui mi sono sollazzata pure io.
L’indomani accompagnandomi all’aeroporto mi ha regalato un anello. Decisamente rifiutai. Mi pregò talmente che per paura di offenderlo non potetti fare altro che accettarlo. Comunque ero molto lusingata del suo comportamento. Quando ci siamo salutati abbracciandomi e baciandomi con calore disse: ti verrò a trovare presto. Voglio stare ancora con te e conoscere, gli avevo parlato di te e Sergio, i tuoi meravigliosi amici!”.
L’osservo mentre parla e la sento eccitata. Mi avvicino la prendo per le ascelle, la faccio alzare ed inizio a baciarla nella bocca profumata di caffé. La sua lingua inizia ad intrecciarsi con la mia.
Vedo i suoi capezzoli scuri e tesi che dominano le collinette del seno e mi eccito ancora di più. Mi attacco a loro ed inizio a suggerli. Valeria sospira e contemporaneamente prende a carezzare la mia figa che ormai brama le sue moine.
I gemiti che emettiamo ci danno la misura della nostra eccitazione. Faccio scivolare le dita nel solco della sua morbida fenditura. Percepisco i vischiosi umori e le strizzo la clitoride che si erge maestosa alla sommità delle labbra completamente aperte. Non resistiamo più. Sappiamo quello che vogliamo ed allora mi stendo su un fianco ed allargo le cosce. Lei sdraiata sul dorso allarga le cosce e cosi mettiamo a contatto le nostre fighe umide e palpitanti. Entrambe l’abbiamo depilata.
Più le strofiniamo e più ci riempiamo dei nostri umori. Sento la spacca della sua femminilità sulla mia e gemo di agognato piacere. Pure lei geme e sospira e mentre stropicciandoci le passere ci trastulliamo con le dita i buchi del culo.
I nostri movimenti, dovuti alla voglia di godere sempre di più, ora sono scomposti. Più che gemere gridiamo decisamente. Il nostro ansimare raggiunge il culmine non appena le dita iniziano a insinuarsi dentro il buco del culo. Con un grido più acuto facciamo zampillare i nostri succhi vaginali che sgorgano fluenti dalle due calde nature. Finalmente esauste ci abbandoniamo abbracciandoci teneramente e facendo aderire i nostri corpi che hanno ancora tanto desiderio di godere per carezze e altri maneggi che rendono le donne euforiche.
La necessità di una doccia ci porta nel bagno. Là iniziamo di nuovo a trastullarci con la scusa di insaponarci. I capezzoli di Valeria sono maledettamente tesi e si offrono alle mie labbra. Non posso trattenermi e li riprendo a succhiare. Lei mi scosta dicendo: guardami e toccami la clitoride. Il suo bel grilletto teso capeggia sulle carnose labbra. Completamente fuori dalla pelle si erge simile ad un bel cazzo. Lo prendo tra le labbra ed inizio a succhiarlo e leccarlo con avidità. Immediatamente lei inizia a gemere. La violenza del mio succhiare in breve la fa venire col risultato che caldi e dolci fiotti sprizzano nella mia bocca e sul mento.
Lei cerca di ricambiarmi il servizio ma io scappo in cucina. Le due ore di sollazzi mi hanno messo oltre che buon umore anche fame.
Dopo essersi lavata la patata mi raggiunge in cucina. Sto preparando dei toast. Siamo completamente nude e guardandoci non possiamo trattenerci dal ridere. Stuzzicandoci e ridendo mangiamo i rispettivi toast e poi ci inebriamo bevendo pure un bicchierino di malvasia delle Lipari.
Ora siamo di nuovo pronte ad iniziare una nuova delizia. Siamo di fronte. Me la mangio con gli occhi. La sua clitoride manifesta il desiderio di essere di nuovo trastullata. Pure la mia è sull’attenti. Lei vedendola le da due carezzine. È l’inizio di un nuovo gioco. Mi fa sdraiare sul letto ed inizia a massaggiarmi i piedi. Poi lentamente risale le gambe fino alle ginocchia. Mi carezza le rotule facendo ruotare le mani e sempre lentamente risale lungo le cosce. Ora le sue mani sfiorano i miei inguini. Con uno scatto mi stringe le grandi labbra con il pollice, il medio e l’indice. Una vampa mi percorre le viscere. Inizia a fare scorrere le dita lungo la mia fenditura che è tutta bagnata di umori. Sento la sua lingua che mi lecca prima le grandi labbra, poi passa alle piccole ed infine mi fa impazzire trastullandomi la clitoride. Mi sento la figa tutta congestionata. Lei, come comprendendo il mio pensiero, dice: Milly l’hai tutta aperta! Hai una gran ficona succosa! Dicendo mi infila tutta la mano dentro e inizia a palpare le parete della vagina. Non so quello che tocca. Ad un certo punto sento come una scossa vicino all’uretra e immediatamente emetto un gran grido di piacere nel mentre il mio corpo inizia a tremare per il gran godimento provato. Il mio estremo piacere dura perché lei continua a deliziarmi il punto trovato. Un tremore invade il mio ventre e tutte le membra. Godo per alcuni minuti e durante tali istanti dalla mia vagina escono fiotti di umori come mai mi ero accorta.
Sento la necessità di riprendere fiato. Sai che mi hai trovato il punto G le dico sorridendo. Mi risponde: l’ho capito da come gemevi che stavi godendo da matta, mi hai schizzato le mani e il viso con dei getti che sembrava fossi un maschio che stesse eiaculando.
Con l’intento di regalare pure a lei la gioia da poco provata la faccio distendere sul letto con i piedi poggiati sul materasso e le gambe alte. Le cosce divaricate mettono in mostra tutta la sua bellissima figa palpitante.
Osservo la sua natura che si dischiude ritmicamente come una vongola sul fuoco. La clitoride è tutta di fuori cosi come le piccole labbra. Mi stendo e inizio a brucare su quel pube liscio e ben rasato. La mia lingua gode nel leccare le calde intimità generosamente offerte. Lei inizia a gemere. I suoi lamenti aumentano a dismisura non appena inizio a succhiare con avidità la clitoride maestosamente tesa. Continuo a succhiarla e con le dita esploro la sua vagina. Trovo l’orifizio dell’uretra. Inizio a tastarne i dintorni. Non succede nulla tranne normali gemiti di piacere. A tratti mi soffermo per sentire i suoi sospiri. Le mie dita lentamente si spostano in alto a mezza strada tra il buco dell’uretra e la clitoride. appena la tocco in quel punto il suo corpo vibra violentemente. Ci sono! Penso. Inizio a carezzarla in quel punto in modo delicato e continuo. Lei si scuote tutta ed il suo corpo inizia a vibrare tutto. Continua … non lasciarmi! … Continuaaaa! Ancoraaaaa! Ancoraaaa! … Ancora! Grida e geme godendo le mie carezze. E sì che continuo. Il suo piacere è anche il mio. Il suo corpo è in piena ebollizione. Ad un tratto le sue membra iniziano a sobbalzare mentre lei inizia a gridare senza ritegno il suo godimento. qualche attimo ancora e poi i suoi fiotti caldi mi schizzano nelle mani e sul viso. Grida come un’ossessa. È tutta sudata e poiché le mie dita indugiano nel suo punto particolare m’implora di smettere.
Appena mi fermo mi supplica di riprendere. Continuo un altro poco fino a quando il suo ventre sobbalza ancora di più e lei con un grido si abbatte sfinita.
Valeria giace sul letto. Ho la bocca tutta bagnata dei suoi umori. Mi sollevo quel tanto che basta per mettermi vicino a lei e inizio a baciarla a bocca aperta. Lei mi ospita nella sua gustandosi i sapori dei suoi succhi.
Soddisfatte continuiamo ad intrecciare le bocche e a carezzarci lentamente. Stiamo rimembrando le gioie godute ma siamo stuzzicate pure dal pensiero di quelle che in seguito ancora dovranno venire.

Milly


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