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Le vicine

           di lolla184

 Scritto il 01.02.2010    |    Visualizzazioni: 25.573  |    Votazione 7.0:

era un pomeriggio estivo come tanti altri nella nuova casa e stavo portando gli scatoloni del trasloco in cantina.
Faceva un gran caldo.
Non credevo che quel lavoro mi avrebbe stancato cosi' tanto ma molto probabilmente era il caldo che peggiorava la situazione; decisi cosi' di fare una pausa. Volevo bere una birra ma dopo vane ricerche non trovai il cavatappi decisi cosi' di bussare alla vicina.
Non posso lamentarmi del mio corpo: ho una carnagione chiara, molto chiara che contrasta con i miei due grandi occhi marroni e con i capelli biondi che arrivano fino a metà schiena. non sono altissima, 1 m e 65, una quarta di reggiseno(di cui non vado fiera) e una figura longilinea.
quel giorno indossavo un paio di pantaloncini, quelli di pallavolo color nero e una canottiera bianca che risaltava particolarmente quel seno da me non apprezzato. la mia pelle era delicatamente dorata grazie al sudore provocato dall'eccesivo caldo.
Non conoscevo molto bene se non di vista i miei vicini, ero appena arrivata.
"TOC TOC" bussai alla porta della vicina, ci mise un po' ad aprire.
"sii?"
"sono la vicina, Laura"
la porta si apri' quasi di scatto e ne usci' una ragazza.. bellissima!
Aveva due occhi azzurri fantastici, capelli castano scuro e una bocca rossa molto carnosa; il fisico era molto simile al mio anche se la sua pelle era abbronzata e il suo seno doveva essere un po' piu' grande del mio; indossava un vestito leggero e molto corto che mostrava le sue gambe lisce e dorate.
"ciao, dimmi"mi sorrise
"ehm, scusa ciao piacere io sono la nuova vicina Laura"
"ah ciao io sono Marta"
improvvisamente dalla sua porta usci' un altra ragazza un po' piu' alta, ma non notai il suo fisico notai di piu' il fatto che fosse completamente nuda.
Ne rimasi imbarazzata.
"ehm scusate se vi ho disturbate, cercavo solo un cavatappi" abbassai lo sguardo
"ah si un attimo" disse marta lasciandomi con l'altra ragazza che continuava a squadrarmi.
"eccolo" disse Marta riuscendo dalla porta porgendomi il cavatappi "tutto tuo".
allungai la mano ma accidentalmente lascia cadere il cavatappi, forse era l'emozione.
mi chinai subito a raccoglierlo quando senti una mano sul mio sedere, mi alzai di scatto.
Era l'amica di Marta che ridacchiando aveva approfittato della situazione per allungare le mani "complimenti alla mamma" disse prima si ritirarsi in casa seguita da Marta che mi saluto' cordialmente.
Ritornai in casa un po' schokkata, ma decisi di ricominciare a lavorare, comunque giu' in cantina.
Non mi accorsi che qualcuno stava scendendo le scale ero completamente concentrata su dove mettere le cose per creare il meno caos possibile. me ne accorsi soltanto quando senti' una mano calda
che scendeva sulla mia schiena e che mi spinse con violenza contro il freddo muro a cui fui buttata violentemente. Era una mano violenta che cercava di toccare tutto di me. Ero spaventata non riuscivo a girarmi quel corpo mi teneva ferma col la pancia al muro, non riuscivo a girare nemmeno la testa.
"chi sei? vattene" dissi urlando.
"shhhh" rispose la voce e senti quelcosa di caldo e bagnato leccarmi il collo.
intanto la mano continuava a muoversi sul mio sedere e ora sulla mia patatina mentre l' altra mi strizzava i seni quasi a farmi male.
"vattene! chi sei? hhhhaaa!!"
nessuna risposta.
Le mani ormai piu' vogliose si erano infilate sotto i vestiti, avevano alzato il regiseno e spostato le mutandine, e si muovevano molto velocemente.
Ammetto che iniziava a piacermi ma non volevo arrendermi.
"basta fermati, basta"
Le mani si fermarono quasi sul piu' bello e mi scagliarono a terra con una grande violenza mentre "lemani"si allontanavano di gran fretta, lasciandomi cosi' esterreffatta e stranita.
Quello che mi era successo mi faceva schifo ma quanto mi era piaciuto!
Essere "stuprata" in talmodo era uno dei miei sogni erotici piu' ricorrenti; continuavo a pensarci.
Ero nella doccia e quello che mie era successo il pomeriggio mi eccitava particolarmente. mi sedetti sul fondo della doccia e allargai le gambe, impostai il doccino sul getto piu' forte e concentrato in un getto unico; incomincia a passare il getto sui miei capezzoli che si indurirono subito un gemito mi sali' dalla gola. mi misi a quattro zampe e posizionai il doccino sotto la mia vagina tenendolo con la mano e cominciai a muovermi su e giu', quel getto mi stava producendo un grandissimo piacere.
Facciamo un passo indietro: al mio rientro in casa avevo la testa sulle nuvole dopo quello che era successo e mi dimenticai di chiudere a chiave la porta di casa e ora mi trovavo in una situazione imbarazzante:Marta e la sua ragazza erano entrate in casa con la proposta di una cenetta a casa loro ma io non mi ero accorta del loro arrivo e stavo andando avanti nella mia "doccia", ormai tripli orgasmi mi invadevano, i gemiti si erano fatti molto forti e siicuramente Marta e l' altra li avevano sentiti e ora mi trovavo davanti a loro in una situazione a dir poco, per me, imbarazzante. non ce la feci piu', l'ultimo gemito arrivo' proprio davanti a loro, fu' fortissimo e io caddi sul fondo della doccia inerme. Fu' un attimo e Marta e la sua ragazza dalle "mani calde" entrarono nella doccia e fui loro, beh per fortuna avevo una doccia molto larga.







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