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Sogno bollente

           di Lu87

 Scritto il 12.01.2010    |    Visualizzazioni: 9.977  |    Votazione 6.3:

Salve, sono sempre io Lu.
Questo racconto purtroppo tratta di un mio sogno, fatto qualche sera fa.
Io sono bisessuale, quindi non è raro che scopi con una ragazza, un ragazzo od entrambe assieme.

Ero in un bar, estate piena, ed indossavo solo un paio di shorts, una canottiera blu (niente reggiseno) ed un paio di semplici sandali neri.
Ero seduta in un tavolino all'esterno, la notte iniziava a farsi avanti mentre sorseggiavo tranquillamente il mio tè alla pesca.
Da lì, osservavo i passanti...e chi ti vedo entrare nel bar?
Era alta, con i capelli neri lunghi fino a metà schiena legata in una coda bassa, camicia a maniche corte rossa, pinocchietti marroni, zeppe di sughero e corda ed un paio di occhiali da sole. Seno di grandezza normale, una terza abbondante più o meno ed un culo talmente perfetto che farebbe gola a chiunque.
Solo a guardarla sentii come un brivido lungo la schiena. La seguii con lo sguardo sinchè non entrò nel bar.
Sorrisi, pensando che dovevo tentare di agganciarala, se fosse stata etero...che sfiga.
Mi alzai per andare a pagare il conto e mi sporsi per porgere i soldi al barista.
La cosa fece ben vedere il mio seno che stà fra la quarta e la quinta. Ma non era per il pivello dietro la cassa, ma per lei a poca distanza da me. La sbirciai con la coda dell'occhio e trattenni un sorriso quando vidi anche lei sbirciare.
Presi il resto e feci per andarmene, finsi di perdere l'equilibrio, andandole addosso.
-Oh mi scusi- dissi voltandomi, e strusciando intenzionalmente il mio seno contro il suo, che consistenza perfetta.
Sorrise -Non importa succede...- feci un paio di passi indietro osservandola da capo a piedi, per poi puntare il mio sguardo nel suo.
Si tolse gl'occhiali da sole e mi scrutarono due occhi neri come la notte.
Avrei voluto sbatterla su uno dei tavoli del bar e scoparmela senza pietà fino a riempire il locale dei suoi umori!
Lei uscì dal bar, fissandomi, ed io ovviamente la seguii.
Mi avvicinai dopo pochi minuti che la osservavo, ovviamente anche molti altri uomini la guardavano mollandosi occhiate e gomitate da intenditori.
Mi avvicinai sussurrandole all'orecchio
-Come ti chiami angelo?- sorrise voltando il capo verso di me sfiorandomi le labbra, mi attraversò una scossa pazzesca -Angelo mi piace...chiamami Angel-
Mi misi fianco a fianco a lei, non dicevamo nulla ma i nostri sguardi dicevano più di tutto.
La seguivo, senza far nulla. Inizialmente non capivo dove andava, o per meglio dire dove mi stava portando.
Quando lo capii, rimasi piacevolmente sorpresa.
Una piccola e vecchia chiesa che si stava degradando sempre più, quasi abbandonata possiamo dire.
Andammo dietro la
chiesa, usando un'entrata semi-nascosta dai cassonetti dietro la chiesa, si possiamo propio dire che fosse abbandonata.Guardando l'interno, vidi che non c'era nessuno.
Mi voltai, prendendola per le spalle e buttandola contro il muro. Mi appiccicai a lei mentre la mia lingua le sfiorava le labbra, ci baciammo appassionatamente mentre le nostre lingue roteavano nelle nostre bocche ed io iniziavo ad eccitarmi.
Quasi le strappai la camicia rimanendo piacevolmente sorpresa del fatto che nemmeno lei aveva il reggiseno.
Mi abbassai succhiando e mordicchiando il suo capezzolo destro mentre le mie dita giocavano a tiravano il sinistro.
Le circondavo il capezzolo con la lingua, lo succhiavo avidamente mentre lei iniziava ad ansimare e con le mani teneva la mia testa contro il seno dai capezzoli turgidi.
Cambiai seno, succhiano anche l'altro mentre con una mano lo stringevo portandomelo in bocca e con l'altra tiravo, premevo e giocavo col capezzolo umido della mia saliva.
Sentivo la figa che iniziava ad accendersi sempre di più ad ogni leccata.
Mi staccai dal capezzolo, leccandole il seno, mordicchiandoglielo e salendo con la lingua arrivando sino al collo.
Mi fermai nell'incavo, leccandolo e mordendolo come un vampiro assetato di sangue.
E lei andimava e premeva la mia testa.
Abbassai una mano, infilandomi dentro ad i suoi pantaloni, le sfiorai la figa attraverso le mutande fradice e lei sussultò -Oh my Angel...- dissi mentre iniziavo a premere il mio dita contro il suo clito che sembrava un cazzetto eretto.
Voltai il capo, e vidi una poltrona rossa col legno in oro, ampia e comoda -Andiamo lì...-
La trascinai per il braccio e la fei sedere là.
Quasi le strappai di dosso pantaloni e mutande e mi bloccai davanti alla sua fighetta.
Era tutta bagnata,un minuscolo ciuffetto di peli neri, le labbra rosate aperte per l'eccitazione, sembrava quasi fremere.
Sorrisi avvicinandomi per annusarla, aveva un profumo dolcissimo.
Mi buttai col viso immezzo alle sue cosce mentre lei quasi saltà ed urlò.
COn i due pollici le allargai le labbra mentre le leccavo e succhiavo il clitoride. Succhiavo avidamente sentendola bagnarsi sempre di più.m'abbassai con viso usando la mia lingua come un piccolo ed umido cazzetto, mettendogliela dentro e facendola uscire velocemente. Le misi poi dentro due dita, muovendomi lentamente.
Alzai gli occhi per guardara, si stava quasi torturando le tette tanto le toccava e stringeva, il viso tutto rosso e le labbra schiuse in un'ansimare così forte che sembrava quasi urlare.
Iniziai ma muovere le dita più velocemente andando a leccarle con brevi e veloci leccate il clito, senza staccare gl'occhi da lei.
Ansimava sempre più velocemente e sentii la sua fica nello spasmo che precede l'orgasmo.
-S-stò per...- disse lei trattenendo il fiato, ed io mi fermai, facendo uscire le mie dita dalla sua figa.
Mi guardò stupita mentre mi infilavo le ita in bocca, leccandole avidamente -Cosa...perchè?-
-Pensi veramente di passarla così liscia?- domandai maliziosa guardandomi attorno.
Andai a prendere una candela che pulìì sulla mia canottiera, per poi passarla sulla sua figa lubrificandola con i suoi umori.
Nel frattempo, io avevo la figa talmente in fiamme che pensavo mi si bruciassero i pantaloncini di Jeans.
Il suo sguardo da stupito si fece curioso mentre con l'indice ed il medio destro le divaricavo le labbra della figa.
Le diedi un'altra leccata prima d'iniziare a picchiettare con la candela.
La feci entrare lentamente e dolcemente, Angel trattenne il respiro mentre le inserivo quasi tutta la candela dentro.
Mi fermai a metà, iniziando amuoverla lentamente
-Oh si...si continua...- diceva Angel mentre io iniziavo a muoverla più velocemente, tornando aleccarle il clitoride.
Mi piaceva molto farla godere e sentire il suo sapore, anche se avrei voluto che qualcuno provvedesse alla lava infuocata che mi ritrovavo nelle mutande.
Muovevo la candela sempre più velocemente, lei iniziò ad urlare mentre le succhiavo il clito avidamente.
Allungai la mano libera verso un'altra candela che leccai per lubrificarla, poi scesi a leccarle il buchino del culo.
Lei capii e si fece più avanti col bacino, agevolandomi nei movimenti.
Sputai sul suo culo lubrificandolo, e facendo entrare la mia lingua in esso, con il medio le iniziai a dilatare il buco del culo mentre l'altra mano non smetteva di fotterla con la candela.
-Sei pronta angioletto? Stai per cadere nel girone dei lussuriosi...- le dissi prima d'iniziare ad infilarme la candela nel culo.
Trattenne il respiro, forse per il dolore iniziale mentre le infilavo lentamente la candela, sulla quale sputavo per lubrificarla.
Iniziai a muoverla lentamente, per farla adattare al suo stretto buchino, poi con uno scossone finale la feci entrare del tutto facendo saltare Angel sulla sedia con un urlo strozzato.
Era uno spettacolo, stravolta dal piacere con le candele nei suoi buchi.
Sorrisi, quasi assatanata mentre iniziamo a muovere velocemente entrambe le candele, lei sulla sedia sembrava quasi presa dalla convulsioni mentre urlava di piacere toccandosi le tette turgide.
Ed io fissavo con avarizia i suoi sessi mentre venivano appagati dalle mie mani che velocemente manovravano le candele.
-OH MIO DIO STO' PER VENIRE!-annunciò con un'arlo che rimbombò nella chiesa abbandonata.
Aumentai notevolmente il ritmo appiccicandomi nuovamente con le labbra al suo clito.
-VENGOOOOOOOO!!!- urlò infine mentre il suo corpo veniva preso da fortissimi spasmi.
Sorrsis soddisfatta togliendo lentamente la candela dalla sua figa.
Qusi uscii un diluvio di umori. Ed io, avara di essi, mi lanciai con la bocca sulla sua figa, tirandole il bacino in avanti, costringendola a stare col culo pr aria mentre la leccavo e continuavo a muoverle la candela nel culo -AH! ODDIO SI SII!- urlava mentre leccavo ancora i suoi umori masturbandole il culo.
Ebbe un'orgasmo multiplo che mi inondò le labbra del suo dolce nettare.
Le tolsi la candela dal culo pulsante mentre lei, mi guardava senza fiato.
Sprrisi leccandomi le labbra piene dei suoi umori tornando a gustarmi il suo nettare.
Si riprese, osservandomi -Ora ti farò godere io...spogliati.-
Nemmeno il tempo di dirlo che ero già nuda, m'indicò un tavolo ove andai a stendermi.
Contemplò il mio corpo nudo prima di lanciarsi all'attacco del mio seno generoso, leccandolo e suzzicandolo con una mano.
L'altra mano scese lentamente dal mio seno al mio ventre, andando a stuzzicarmi il pube rasato.
Inizian ad ansimare forte mentre le sue dita percorrevano la mia fessura, per poi concentrarsi sul clito che stringeva fra le dita.
-Sei un lago...- disse staccandosi dal mio seno e guardandomi mentre mi leccava il capezzolo e l'aureola.
Sentii le sue dita scivolarmi denro senza problemi tanto fradicia che ero.
Prima una, poi due, poi tre che si muovevano velocemente avanti ed indietro, su e già ed in profondità.
Inarcavo la schiena mentre mi masturbava e quasi urlavo dal piacere,sentendo le sue dita frugarmi dentro.
Si staccò da me, andando a prendere le candele -Mettiti a pecorina...-
e così feci poggiandomi sulle spalle e tenendomi aperta la figa ed il culo con le mani, la guardavo ansimando -Aaaah ti prego fottimi...non ce la faccio più-
con un colpo secco mi mise una candela nella figa facendomi trasalire ed urlare dal piacere, muovendola velocemente e senza pietà, s'allungò a prendere una terza candela, togliendo quella messa nella mia figa ed iniziando ad infilarmela lentamente nel culo, usando i miei umori come lubrificante, poi m'infilò entrambe le altre due candele nella figa. Mi guardò con avidità mentre io ansimavo come una porca, con una candela nel culo e due nella figa.
Agii poi come una bestia, manipolando con velocità le candele, ed io urlavo con tutto il fiato a mia disposizione mentre mi faceva godere come mai avevo goduto prima in vita mia.
Faceva rotare le candele nella mia figa, poi mi muoveva velocemente quella nel culo.
Venni con un urlo disumano accasciandomi sul tavolo.
Tolse le candele ed i miei umori bagnarono il tavolo.
Prese poi le due candele che avevo nella figa, e di sedette avanti a me a gambe aperte, feci lo stesso e mise un'estramità delle candele nella mia figa e l'estremità opposta nella sua.
Iniziammo a muovercu avandi ed indietro convulsamente urlando e godendo come due schifosissime porche in calore, toccandoci e leccandoci il seno, baciandoci e stuzzicandoci i clitoridi.
Avemmo orgasmi multipli e godemmo come mai in vita nostra.

Urlo con il quale purtroppo mi svegliai. Sbattei le palpebre un paio di volte, un sogno!? Oh no!
MI guardai, stravolta esudata con le mani immezzo alle cosce, la figa fradicia ed il letto quasi allagato nei mei umori.
Velocemente presi i miei vibratori dal cassetto e mi misi seduta a gambe oscenamente spalancate, uno accendendolo al massimo e ficcandomelo nella fighetta stretta e bagnata, e l'altro nel culo.
Mi masturbai selvaggiamente quella mattina ripensando al sogno, sembrava cos' reale che creevo di avere ancora in bocca i suoi umori.
Ebbi un'orgasmo multiplo come nel sogno ed uscii di casa appagata.
Quel giorno mi fermai spesso nei bar, quasi a cercarla, ma per la maggior parte delle volte correndo nei bagni per masturbarmi, il solo pensiero di quel sogno m'eccitava troppo.
Tutt'ora mentre scrivo, c'è la tastiera imbrattata dei miei umori, sditalinandomi ed usando il vibratore.

Spero la storia vi sia piaciuta, ciao a tutti.


Votazione del Racconto: 6.3
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