PLIN-PLIN!
Prendo il cellulare e leggo il messaggio appena arrivato:
“Carina mi ha lasciato, sono distrutto!”
Scuoto la testa dispiaciuto e penso: ‘Paolo, Paolo, te la sei proprio cercata!'
Mi ero sempre chiesto fin dove si sarebbero spinti col gioco.
Ricordo bene come Paolo e Carina entrarono nella mia vita:
“Sai, conosco una coppia, lei bella e calda e lui che vorrebbe provare qualcosa di nuovo…” mi disse Fabio, amico conosciuto su una rivista di annunci erotici un’era prima di Internet.
“Cioè?” chiesi.
“…cerca un ragazzo passivo per la sua prima esperienza bisex, chiamalo!”
E così feci, ma non mi sembrò affatto interessato a me o a quanto potevo offrirgli, piuttosto mi chiese se ero in grado di organizzare una seratina particolare per la moglie, una bella e spensierata “gang”.
Detto, fatto.
Ricordo come fosse adesso la sera che vennero a casa mia, lui alto e dinoccolato, lei minuta e apparentemente insignificante, con una folta capigliatura nera e arruffata, con degli occhiali da vista che la facevano sembrare Miss Segretaria Anonima. Li presentai ai tre amici che avevo invitato, lei timida, lo sguardo basso; si accomodarono sul sofà e iniziammo a parlare e a sorseggiare crema di whisky ghiacciata. Ricordo benissimo quando lei mi chiese sottovoce di poter usare il bagno e cortesemente l’accompagnai tornandone poi trasformata in Wonder Woman, nella regina del burlesque, la vita stretta in un corpetto nero, senza più quell’abituccio che la mortificava, i fianchi larghi, le autoreggenti nere, il tacco a spillo, il pushup che le tirava su il piccolo seno e una spruzzata di lentiggini sul viso, al posto degli orribili occhiali dalla montatura pesante, che la rendevano bimba furbacchiona e maliziosa.
Ricordo ancora l’espressione dei miei amici nel cuore della notte, dopo che Paolo e Carina se ne furono andati via: “Che femmina e che scopata!”, “Grazie per la serata davvero fantastica!” e non dimentico la telefonata di Paolo il giorno dopo per farmi i complimenti e per chiedere subito un bis.
Paolo e Carina mi sembrarono fin da subito un fulgido esempio di rapporto equilibrato fra due persone che volevano solo divertirsi insieme; avevo incontrato molte altre coppie, abbastanza per comprendere i meccanismi che spesso, complicati e invisibili, li spingono a puntarsi inconsapevolmente una pistola alla tempia caricata con un colpo solo, ma loro erano diversi, quasi un modello.
Altre serate seguirono, altri amici si aggregarono, tutte più o meno riuscite eccetto quella volta che, disturbati da una presenza in particolare, decisero con delicata eleganza che non ne avevano voglia, lasciando cinque bocche all’asciutto: consapevoli, determinati, disponibili, ma anche logicamente selettivi…
La complicità e la fiducia fra noi crebbe col tempo e
arrivò il giorno che, organizzato il tutto, lui mi chiamò per dirmi che non si sentiva bene, forse un po’ d’influenza, sicuramente una febbre “tattica” perché mi chiese comunque di passare a prendere Carina e così feci, portandola poi da me dove l’aspettava un mio amico “bull” che la montò in ogni modo possibile per quasi tre ore, facendola venire più volte di seguito.
Sembrava tutto perfetto! Erano due persone ovviamente affiatate e dedite al gioco più autentico e spensierato, mai uno sguardo torvo di lui o un trasporto di troppo da parte di lei, niente gelosie o piccole insofferenze in agguato come mi era già capitato di vedere con altri, ma poi le richieste di Paolo si fecero via via più esigenti…
“Sai, ho visto un filmetto con una bionda che si faceva fare questo e quello e mi chiedevo se potevi ricreare una situazione simile…”
“Non saprei davvero come e poi, devo esser sincero, ‘ste cose non mi garbano mica Paolo!” risposi di getto.
“Sapresti dirmi dove posso portarla a fare la mignotta? Così per gioco, magari in un di quei posti frequentati da camionisti, sai, vorrei vederla salire sul camion di qualcuno, immaginarla lì dentro con uno sconosciuto che abusa di lei…”
Questo è fuori di testa, dissi a me stesso e poi anche al mio amico Fabio, mi sembravano i protagonisti malati e senza futuro di un romanzo di Houellebecq!
Così, mio malgrado, decisi di lasciarli andare incontro al loro destino e non li avevo più sentiti e visti, fino a quel SMS…
Gli risposi che ero sinceramente dispiaciuto, non sapevo davvero cos’altro dirgli.