Io e mio marito siamo una coppia quarantenne affiatata; mille volte durante le nostre scopate mi aveva chiesto se, visto che non avevo conosciuto altro uomo che lui, non avrei voluto fare un'esperienza "guidata" con qualcun altro. Quando per la sua insistenza gli dicevo che forse,sì,si sarebbe dopotutto provare lui godeva come un pazzo e dopo aver goduto era subito pronto a ricacciarmelo dentro, di solito nel culo. A me quell'inculata piaceva molto e in qualche modo pensavo che forse anch'io ero tentatissima di fare la prova.
Una sera mi portò dinnanzi al pc e cominciò una navigazione su siti di swinger. La cosa era piuttosto complicata e avevamo il timore di finire con qualche ricattatore. Ci accontentammo di visitare siti dove le azioni hard di scambio erano fortemente presenti. Mario si eccitava moltissimo e anch'io mi sentivo onestamente molto coinvolta. Il problema aveva molti aspetti che insieme ragionavamo: la fica non poteva essere messa in gioco, perché era il simbolo della famiglia, avevamo due bambini di una decina d'anni e volevamo conservarla per noi; avrei potuto usare la bocca e il culo.
Nei possibili amplessi lui e lui solo avrebbe infilata la mia fica. Io avevo una bella fica con grandi labbra molto piene, un clitoride ben sviluppato e due tenere e rosee piccole labbra, tutto circondato da un nero cespuglio. Il buchetto, si fa per dire, perché il cazzo di Mario lo aveva lavorato per bene e inoltre usava anche un rispettabile dildo, quando simulavamo la doppia penetrazione, era ben definito e circondato da neri peluzzi.
Ritornammo più volte su internet, ci eccitammo ma non trovammo la soluzione. Promisi a Mario che avrei accettato qualunque sua proposta, concordando che avrei fatto solo del sesso anale e orale; Mario pretendeva però di essere presente e magari coadiuvante. Accettai anch'io mi sarei sentita più sicura, gli chiesi solo di perdonarmi se durante il sesso mi fossi eccitata sconvenientemente: gliel'ho voluto dire subito per evitare incazzature successive.
Qualche giorno dopo Mario espose la sua idea, un po' banale ma realizzabile, di andare in un privé nella periferia di Milano e farmi fare da qualcuno di mio gradimento; lui sarebbe stato uno sconosciuto che mi avrebbe marcata stretta. Tant'è ne avevo ormai una voglia matta e dissi subito di sì. Avremmo scelto un giorno infrasettimanale della settimana successiva.
Passai quei giorni in fortissima attesa,quando ero sola in casa mi tiravo dei ditalini da scorticarmi il clitoride e mi infilavo il culo col dildo per esercitarlo. Ma anche le sborrate che mi aspettavo, mi rendevano impaziente. La sera prescelta, dopo aver consegnati i pargoli alla nonna, con abiti adatti alla bisogna e a valorizzarmi, andammo nella tana del lupo.
Sono una bella
donna e appena entrata mi accorsi di aver destato interesse; mi sedetti su un divano e fui subito avvicinata, con qualcuno fui carina,con altri fredda. Arrivò anche Mario, che si mise in coda. Uno tuttaltro che male, mi si era seduto a fianco sul divano e aveva cominciato ad accarezzarmi la coscia facendo salire su la minuscola gonna e a far apparire l'esiguo perizoma rosso: sembrava sul nero del pelo, quasi una ferita. Un altro mi toccava le tette e cercava di portare la mia mano sulla sua patta. Anche Mario faceva delle avances. Si era fermato anche un corpulento signore che avrei detto vicino ai sessanta.
"Non quì -dissi al primo assalitore- e non tu solo"
L'anzianotto, molto introdotto nell'ambiente, disse "Venite con me...". Lo seguimmo io e i tre, Mario compreso, fino in una grande camera dove c'era un vasto letto, specchi e una luce diffusa. Mi spogliarono completamente e,confesso mi sembrava di fare un'ottima figura: bel culo sodo tette gonfie e dure e forse una bella faccia da lupa affamata. Il vecchietto ricordò a tutti le regole: io comandavo il gioco e offrivo quello che volevo, foto solo se lo permettevo e se mi mettevo la mascherina per non essere riconosciuta.
Ho capito che il vecchietto era il paraninfo del privé. Se non avessi avuto nulla in contrario anch'egli avrebbe partecipato all'azione.
Nudi gli uomini si assomigliano un po' tutti: solo uno aveva un bel cazzo di belle dimensioni, oltre venti centimetri e con una bella mazza, gli altri due se la giocavano con Mario. Mario era eccitatissimo e apettava le mie parole: bocca e culo, la fica la si può solo leccare.
Cominciai a spompinarli, prima i più piccoli, si fa per dire, poi il più grande: li scappellavo piano piano e li succhiavo con amore, erano i primi cazzi diversi che assaggiavo! quando mi trovai in bocca quello di Mario mi sembrò di respirare l'aria di casa, ma continuai con ingordigia a fare conoscenza ad sentire i diversi sapori,la rigidezza dei fusti.
L'anzianotto non avanzava pretese ma decisi di essere generosa e gli trovai tra le gambe un uccello basanotto, non lungo ma di buon diametro: glielo presi in bocca e con impegno glielo feci diventar duro. avevo quattro cazzi a mia disposizione, uno mi chiese il culo ed io acconsentii. Mario mi aiutò a mettermi alla pecorina, tuffò il viso tra le mie natiche e mi leccò accuratamente il buco, poi da padron di casa lo offrì al richiedente. Il pene entrò abbastanza agevolmente, perché lo avevo imburrato per bene e l'amico sconosciuto cominciò a stantuffare,era la prima carne estranea che mi penetrava: il piacere era tutto nella testa e io mi facevo passare i vari cazzi tra le labbra. col mio consenso il vecchietto si dedicò ad un lavoro di lingua sulla mia fica come non ne avevo mai provato, il ben dotato chiese il culo e l'altro gli cedette il posto. entrò pian piano sino alle palle facendomi sentire piena: il piacere diventò fisico, scivolava su e giù e il godimento mi strappò gemiti e poi grida. Mario aveva impugnato il telefonino e mi stava riprendendo. La cavalcata si concluse con un potente getto nel culo. Anche il terzo mi prese, il suo stantuffare mi faceva ormai quasi solo il solletico ma fu comunque piacevolissimo.
Presto si riebbero e melo misero in bocca: sapevano un po' di culo e di sborra, ma io li trovavo deliziosi.
Il paraninfo me lo mise nel culo e con dolcezza mi cavalcò. Godetti ancora e presi ad incitare gli altri a sborrarmi in bocca: mi facevo passare la sborra e poi l'ingoiavo. Mario riprendeva tutto, non aveva solo il telefonino, il porco si era attrezzato bene.
Si misero a cerchio e mi sporcarono tutta di sborra come avevo visto su internet in un bukake.
Il più dotato mi impalò ancora e mi fece urlare per la felicità di Mario.
Poi tutti a casa e Mario stravolto mi scopò come non avveniva da molto tempo.
Ero felice; che grande cosa il cazzo!