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La tentatrice .

           di Teotet

 Scritto il 02.02.2012    |    Visualizzazioni: 9.809  |    Votazione 8.3:

La tentatrice.



Quella sera Marta si sentiva più zoccola del solito!

L’ultimo vestito che aveva comprato alla Boutique Armani era talmente sexy che il commesso era dovuto scappare platealmente in bagno per aggiustarsi l’oscena erezione che gli era venuta.

Una gonna stretta che scendeva, al ginocchio, allargandosi leggermente e da sopra una giacca avvitata e sagomata allacciata di un solo bottone, ma con la strabiliante intuizione dello stilista di tante striscioline di stoffa, una vicino all’altra, che componevano il di dietro.

L’effetto era sconvolgente: davanti la superba scollatura non nascondeva niente e di dietro con il muoversi le strisce di stoffa si aprivano mostrando le spalle nude da dove si intravedevano le pacche del culo, possenti e sode, che ballavano oscenamente.!

E’ ovvio che una simile meraviglia poteva essere indossata solo da una donna con un fisico perfetto ed armonioso.

E Marta aveva un fisico perfetto ed armonioso che sapeva rendere desiderabilmente sexy con la sua camminata cadenzata e dondolante.

Si sentiva zoccola perché sapeva che appena sarebbe entrata nel salone delle feste dell’Hotel De Paris di Montecarlo sarebbe stata l’oggetto del desiderio di tutti i presenti, ma a lei interessava solo lo sguardo del Conte Paolo Marginot e di sua moglie Melanie, era decisa a conquistarli sapendo che erano due viziosi in cerca di avventure perverse e proibite.

Ne aveva sentito parlare dal direttore della sua Banca, una delle volte che era stato a letto con lui, che ne aveva magnificato il comportamento corrotto e vizioso dei due che non lesinavano a mettere nel loro letto uomini e donne purché sufficientemente lascivi e pieni di iniziative.

Questa sera sarebbe stata l’occasione propizia per farli cadere nella sua rete.

All’incedere della donna un brusio di approvazione si levò tra i presenti e girando verso sinistra, Marta entrò nel bar dell’Hotel dove in fondo alla intravide la figura del Conte e della moglie Melanie che circondate dalle guardie del corpo stavano sorseggiando dello Champagne.

Si avvicinò con il suo passo cadenzato non curante per l’apertura dell’abbondante scollatura che metteva in bella mostra le sue mammelle sode ed abbronzate che erano catturate dagli occhi di tutti i presenti, un solerte cameriere l’accompagnò al tavolo del Conte e Marta strinse la mano alla signora Melanie che affettuosamente la strinse a se baciandola sulle guance, porse la mano al Conte che la omaggio con un perfetto baciamano.

“Grazie per essere venuta – disse Paolo che non le aveva tolto gli occhi dalle sue tette – abbiamo sempre avuto la gioia di poterti conoscere, ma a volte gli impegni ti prendono all’improvviso, ora voglio sperare che ci potrai
dedicare un po del tuo tempo prezioso...!”

“Sono lusingata e felice di aver accettato il vostro invito, anche da parte mia c’é stato sempre il piacere di fare la vostra conoscenza in modo più...........approfondito, ma voglio sperare di non essere arrivata tardi...”

“Sei così bella e prorompente – disse Melanie – che vedendoti da vicino riesco a capire tutti quelli che hanno fatto cose da pazzi per averti, abbiamo anche saputo della tua ultima performance in............!”

“..........una cosa alla volta mia cara, ti prego – interviene il conte a frenare il fiume di parole che la moglie ha riversato sulla donna – diamo il tempo alla nostra amica di presentarsi come gli é stato detto!”

Infatti a Marta gli é stato suggerito ( o meglio ordinato) che quando sarebbe andata all’appuntamento con il conte avrebbe dovuto esprimere apertamente la sua gioia per l’invito e la sua incondizionata predisposizione ad accettare qualsiasi cosa gli venisse richiesto ed anzi ad essere lei a richiedere sempre di più per soddisfare la sfrenata voglia di lussuria e di sesso che i due avevano.

Dietro tutto questo c’era stato un primo assegno di cinquantamila euro al quale sarebbe seguito un altro di pari importo a meno che............la prestazione non fosse stata particolarmente apprezzata dai due coniugi che sapevano l’abilità......... ricettiva della donna.

Marta si era seduta in mezzo ai due ed aveva messo in mostra le sue cosce incredibilmente sexy e la sua voce calda e sensuale arrivava alle orecchie dei due perversi nel modo che si attendevano arrivasse.

“Sono completamente nuda, non ho messo ne il perizoma ne tanto meno il reggiseno come potete ben vedere, prima di entrare in Hotel mi sono dovuta sgrillettare in taxi perché all’improvviso mi é presa una smania violenta di essere posseduta, il tassista ha capito qualcosa perché prima di fermarsi mi ha chiesto:

“Desidera che faccio un altro giro........?” – ha detto mentre posteggiava una decina di metri prima dell’ingresso.

“No va bene così, grazie per la premura” e gli ho aperto le cosce in modo da fargli vedere che ero senza slip, quando gli ho dato i soldi della corsa, non li ha presi,ma mi ha detto:

“Aspetti che l’aiuto a scendere......”- ed é venuto dalla mia parte per aprire lo sportello,prima che scendessi ha messo la testa dentro e si é abbassato in mezzo alle mie cosce e premendo con il capo me le ha fatte allargare e mi ha dedicato una leccata così profonda, così eccitante e così animalesca che ho dovuto serrare le cosce per non godere subito.

“Cara – dice Melanie – la fama di gran puttana ti si addice proprio, vogliamo andare in bagno a lavarci le mani prima di andare a mangiare?”

“Molto volentieri – risponde Marta che continua a sbrodolare in mezzo alle cosce – se ricordo bene la toilette é in fondo a sinistra...”

Marta fa passare avanti la contessa che la prende con il braccio e nel farlo dà una insistente ripassata al seno che al contatto si indurisce e vibra, la donna continua il suo contatto e per agevolarlo Marta allenta il braccio in modo che la mano di Melanie la possa accarezzare liberamente, sono all’ingresso della toilette che viene aperta da un’inserviente che alla vista del seno praticamente scoperto di Marta strabuzza gli occhi e poi li abbassa.

La toilette dell’Hotel de Paris é molto grande e le varie cabine sono come un normale bagno di casa, con il lavabo, il bidet, la tazza e vari asciugamani e teli, Melanie invita la donna ad entrare nell’ultima cabina e chiude la porta.

Si appoggia alla parete, allarga le gambe e tende la mano verso Marta.....

Marta si inginocchia davanti e facendo salire lentamente il vestito inizia a maniarla ed a leccarla con maestria e godimento.

La perversa contessa alza la gamba destra e l’appoggia sul bordo del water mentre con una mano dirige la testa della puttana alla leccata sempre più profonda e piena, le apre le labbra della fica e la lingua di Marta saetta sulle grandi labbra, sul clitoride e si infila dentro succhiando i succhi che si stanno formando:

“Lecca cagna sfondata in culo, fammi godere nella tua bocca da bocchinara, bevi la sborra della mia fregna in calore e fammi sentire le tue mani sul culo, allargamelo, slabralo, sfondalo, fammi impazzire” – e si abbassa a cosce larghe sulla bocca della donna che ora é quasi totalmente distesa sotto le cosce della contessa.

Marta riceve la fica della donna interamente in bocca, ma ha capito che la contessa ama essere trattata duramente quando é arrapata ed ora lo é!

Risale con la lingua lungo le cosce e le mette una mano vicino al culo, lo penetra con un dito, poi due e fa un va e vieni prima lento e poi sempre più forte e profondo, sente che la donna gode come una vacca ed allora la fa girare e la china a novanta gradi con la testa appoggiata sulla tavola del water, le riempie il culo con tre dita e la sodomizza duramente mentre sente i primi lamenti di godimento che la contessa lancia.

In quella posizione é proprio una vacca da monta che non aspetta altro di farsi sfondare, aprire, impalarsi, ma la donna ha deciso che per questa volta dovrà farle provare qualcosa di più umiliante e continuando la penetrazione con le dita la spinge con la testa nel water e tira un paio di volte lo scarico dell’acqua trattenendo la testa della donna giù a contatto con l’acqua che le soffoca la gola.

Emette dei latrati di soffocamento e scalcia ripetutamente, ma Marta in pieno arrapamento lussurioso la schiaffeggia le pacche del culo a mano piena e la cala ripetutamente in fondo al cesso.

E’ una latrina che beve acqua di latrina, una cagna che si disseta nella pozza più lurida e perversa, una cessa che si trova a suo agio nel luogo più osceno e depravato che hanno scelto.

Si guardano negli occhi ed istintivamente Marta le fa scendere in gola la sua lingua calda ed appuntita e la mulina a dovere, il bacio è ricambiato dalla contessa che asciugatasi alla meno peggio si avvia verso le stanze di sopra prendendo l’ascensore della servitù che é messo proprio nel corridoio delle toilette.

Marta si da un tocco di rossetto e si riavvia i capelli ed aggiustatasi gonna e giacca si avvia verso il Bar dove il Conte é rimasto ad attenderle; appena vede arrivare solo Marta un sorriso beffardo gli increspa le labbra ed alzatosi chiede alla donna:

“Dove me l’hai scaricata la mia dolce metà...?”

“Hai detto bene, abbiamo avuto un incontro troppo focoso ed é corsa sopra a rinfrescarsi, ma é in perfetta forma........é una lurida lercia da fogna........l’ho messa nella tazza del cesso e lei leccava e beveva la latrina come una cagna assetata..........bisognerà sbatterla un poco la contessa,............ altrimenti con la voglia che si ritrova rischia di essere caricata su una nave di negrieri.............”

“Ha proposito di negri – chiede il conte che si aggiusta senza alcun ritegno la mazza in mezzo alle cosce – ma é vero della storia con il cingalese.....?”


“Quello stronzo di Jerome non riesce proprio a tenere la bocca chiusa – risponde Marta con evidente imbarazzo – cosa vuoi era una scommessa di non poco valore ed io.........per la grana faccio tutto quello che mi chiedono........d’altronde sono qui per questo non ti sembra...?”

“Come andò? – chiede il conte visibilmente eccitato – parlamene prima che viene quella maiala di mia moglie...........che mi é venuta una mezza idea.”

“Credo che sia meglio andare nella stanzetta privata in fondo alla sala – risponde subito Marta - non vorrei suscitare imbarazzo nelle altre persone.”



Il conte chiama lo Chef di Sala e si fa preparare la sala riservata che é pronta in un attimo.

Marta iniziò il racconto:

“Stavo nella villa dei Dupont a Cap Ferrat per un fine settimana a disposizione di quella perversa famiglia, quando il vecchio Dupont mi chiede se sono disposta a farmi............aprire dal suo autista Jerome, mi dice proprio così..........a farmi aprire........allora io chiedo che intendesse per aprire...e lui mi racconta che Jerome riesce a penetrare con le sue mani il culo e la fica delle donne ed a sfondarle e sbatterle come si fa con una bottiglia di champagne per fare le bollicine, ha una forza disumana e le donne che lo hanno provato ne sono uscite distrutte, ma hanno goduto talmente che ricordavano solo i continui orgasmi che avevano...........-

Risposi che con una adeguata ricompensa oltre a farmi sfondare dal suo bestione avrei anche preso un cazzo in bocca e me lo sarei fatto scendere fino alla gola, ma il cazzo doveva essere grosso, molto grosso.

Il vecchio si aprì la patta e mi mise davanti una nerchia nera e gonfia che a riposo era già una ventina di centimetri, poi mi disse: se questa ti basta possiamo provare anche subito, che ne dici di 100.000 euro?”

“Cazzo é una somma che ricorre spesso nella tua vita.” –disse il conte che aveva due fessure al posto degli occhi.

“Mi conosco e so quali sono i miei limiti, ma più mi pagano come una puttana e più mi sento troia......”rispose Marta che incominciava a sentire il fuoco in mezzo alle cosce.

Mi portarono in taverna e quando arrivò Jerome mi sentii rabbrividire, non per lo spavento, ma per la massiccia mole dell’uomo: alto quasi due metri, con delle spalle che sembravano armadi e delle mani impressionanti, aveva delle dita lunghe ed affusolate come quelle dei pianisti, ma molto, molto più lunghe.

Sapevo che quel bestione mi avrebbe fatto godere tanto e senza profferire parola mi prese con inaspettata delicatezza e mi poggiò sul tavolo centrale, ma subito dopo mi strappò letteralmente i vestiti da dosso ed iniziò a leccarmi tutta.

Aveva una lingua lunga ed incredibilmente morbida e calda, mi fece salire il sangue alla testa, mi leccò in mezzo alle cosce che teneva squarrate con le mani, salì fino al buco del culo che leccò con tale maestria che in meno che non si dica me lo sentii dilatato ed aperto, intervallava la penetrazione con un paio di dita sia in fica che in culo, poi appena vide che sbavavo dai continui orgasmi che provavo mi penetrò con tre dita, l’indice, il medio e l’anulare profondamente in culo, mentre con l’altra mano messa a imbuto me la fece scivolare in fica con una facilità estrema agevolata dalle secrezioni che emettevo e dalla incredibile conformazione della mano.

Una sensazione straordinaria ed animalesca, mi prese come un fuscello e mi agitò proprio come si fa con una bottiglia di champagne,mi sentivo arpionata dalle sue dita in corpo ma gli orgasmi che si susseguivano mi fecero per un breve tempo perdere il senso della ragione e forse svenni per qualche attimo.

Quando riaprii gli occhi mi trovai appoggiata di fianco sul tavolo e davanti alla bocca il randello del conte che aveva raggiunto una notevole, dimensione ed era tutto scappellato e grondante sborra; non ci fu bisogno che lo spingesse in bocca perché come stavo arrapata mi attaccai a quella proboscide e la ingoiai tutta, mi sentivo i coglioni che mi sbattevano sulla faccia, ma continuavo a scendere fino in fondo sentendo in gola la cappella morbida di quella varra.

Il vecchio Dupont mi prese per le orecchie e mi sfondò letteralmente la gola, avevo continui conati di vomito che eccitavano l’uomo avvezzo a queste perversioni, ma riuscii a respirare con il naso fino a quando non sentii la gola inondata da un fiume di sperma.

Ingoiavo a pieni polmoni come se mi stessi abbeverando ad una fonte, ma la perversità del mio gesto non fece altro che far arrapare di più il conte che iniziò a masturbarsi dentro la mia bocca per sborrare anche l’anima.

Avevo ancora il cazzo del vecchio in bocca che continuava a pisciarmi sperma fino all’ultima goccia quando lo tirò fuori e mi schiaffeggiò con la mazza barzotta strizzandomi le zizze dure e arrossate per l’eccitazione provata.”

“Sei stata una porca incredibile, invidio quei due che ti hanno violentato così oscenamente, é chiaro che l’arrapamento maggiore è vedere il cingalese profanarti così facilmente ed il tuo corpo ballare tra le sue mani.

Poi finì così? “– chiese il conte.

“Il nero uscii con le mani dal mio corpo nello stesso momento in cui il conte tolse il cazzo dalla mia bocca – continuò Marta - ero in una condizione oscena e forse ispiravo ancora sesso, tanto che il cazzo del vecchio non riusciva ad ammosciarsi del tutto mentre quello del cingalese era un obelisco in piena erezione.

Il tempo di farmi scendere dal tavolo e di farmi bere direttamente dalla bottiglia di champagne un lungo sorso, quando Dupont di disse: ora scegli se farti inculare da Jerome o farti pisciare in bocca da me.

Avrei voluto rispondere: fammi inculare da Jerome e pisciami in bocca, ma l’asta del nero era veramente improponibile e preferii allargare la bocca e farmi inondare da una pisciata lunga e possente del vecchio che evidentemente era avvezzo a simili trattamenti perché continuava a pisciare sul tutto il mio corpo alternando le tette, la fica e la bocca con incredibile facilità per poi mettere il cazzo direttamente in bocca facendolo ancora pisciare cosa che non ho mai visto fare a tanti che mi hanno omaggiato della loro pisciata.”
“Questo é un trattamento che devo far assolutamente provare a quella cagna di mia moglie tanto avvezza a bere sperma e piscio con assoluta avidità, mi devi fissare un appuntamento con quel cingalese.” – disse il conte che si stava smanettando apertamente davanti agli occhi della perversa Marta.

“Non credere che sia una cosa facile, ho saputo che il cingalese é sordo - muto ed é stato allevato dal Dupont proprio per soddisfare le sue perversioni e quindi ubbidisce solo ai suoi ordini .” – rispose la donna.

“Trova tu il modo, dimmi tu la cifra e fammi vedere se la tua sete di denaro é veramente all’altezza della tua maialaggine, pensa a cosa potresti ricavare ad organizzare un incontro simile e quello che potresti proporre avendo a tua disposizione un uomo come il cingalese.!” – la stuzzicò il conte che continuava a spugnettarsi senza ritegno.

In quel momento si senti bussare alla porta e Marta dopo essersi sincerata che il Conte si era messo il cazzo nei pantaloni aprì e fece entrare Melanie.

“Vi siete rintanati per bene – disse civettuola la donna che si era cambiata anche d’abito – che cosa avete combinato?”

Paolo Marginot si alzò e baciò la moglie stringendola a se, la fece sedere in mezzo a lui ed a Marta e disse:

“La nostra Marta mi ha raccontato la sua avventura con il cingalese, é una cosa sconvolgente che voglio farti provare al più presto, senti da lei come é andata.......”

In breve Marta racconta alla donna quello che ha raccontato al marito, lo fa con dovizia di particolari per accendere maggiormente la voglia nella femmina perché sa che più sono arrapati tanto più le offriranno per portare il cingalese tra loro, sopratutto la sborrata in gola del vecchio Dupont é condita da piccanti particolari fino ad arrivare alla lunga pisciata dove la donna non resiste e si butta tra le gambe di Marta, le allarga e inizia a leccare la fica con tutta la sua forza fino a stendersi a terra facendo combaciare sulla bocca la fica nuda della donna e continmuando a reclamare di dissetarla:

“Dai vacca pisciami in bocca che non resisto, riempimi la gola e lo stomaco, inondami della tua latrina lo hai visto che razza di cesso che sono, mi hai buttato con la testa nel cesso e mi hai fatto leccare tutta la latrina che ne era depositata, sono troppo porca e maiala per resistere ancora.” –dice tra una leccata di fica ed uno di culo.

Marta si alza e dice al Conte:

“Andiamo in camera, parleremo con più calma e sopratutto potrò calmare questa vacca di tua moglie che ha bisogno di una sistemata.”

Prendono l’ascensore del corridoio di destra quello riservato alla servitù e salgono al quinto piano, ma subito dopo che l’ascensore si é mosso Marta lo blocca con la leva di supporto e avvicinatasi a Melanie le pianta improvvisamente due dita nel buco del culo facendole scendere fino in fondo, le mulina ferocemente allargandole lo sfintere che cede immediatamente, le spinge la testa verso la patta del marito che immediatamente le infila il cazzo in bocca facendolo scendere lungo la gola.

La maiala é arrapata ed il repentino trattamento che le hanno riservato non fa altro che stuzzicare ancora più la sua sete di porca, pompa la mazza rigida del marito e si siede totalmente sulla mano di Marta che ora spinge con tutta la sua forza, approfitta che klo sfintere ha ceduto e la penetra con una intera mano che rovista nelle budella della donna facendola gridare dal godimento.

Temendo che le grida della donna possano impaurire la sorveglianza riattivano la salita ed arrivano al quinto piano, Marta apre le porte dell’ascensore e fa andare il marito della donna ad aprire la porta della stanza, ma gli dice:

“Lascia stare il cazzo fuori dei pantaloni.!”

La perversa posizione aizza ancora più il Conte che arriva alla porta della camera con il batacchio che si ritrova in mezzo alla cosce ancora più duro e possente, appena la porta della stanza é aperta Marta spinge la Contessa fuori dell’ascensore e la fa entrare in stanza, sempre con la mano piantata nel culo la posiziona davanti al marito ed alzatale una coscia dice a Paolo di fotterla con quanta più forza si ritrova.

Il marito con gli occhi iniettati di sangue la penetra fino all’utero e la sbatte alla grande mentre Marta la continua a svangare con la mano immersa nel culo facendola gridare a piena gola.

“Fai piano lurida cagna di merda – dice Marta – vuoi che tutti sentano quanto sei zoccola? Immagina quando sarai trapanata e frullata come una bottiglia di champagne e quando ti metteranno inginocchiata a fare la cessa davanti alle loro nerchie dure e vogliose.

Avrai tutto il tempo di bere piscio e sperma a sazietà e di sbraitare come una cagna in calore.

Allora stai a sentire e non fiatare.!”

Le sfila la mano dalle viscere e gliela mette in bocca:

“Lecca e godi zoccola”


Sono ora nel salone della suite a bere champagne ed a fumare, il conte ha scaricato nel corpo della moglie un lava di sperma, ma la contessa a parte la profanazione del culo ha ancora gli occhi iniettati di sangue e di desiderio, ed é Marta a parlare:

“Credo di avere la possibilità di agganciare il cingalese.!

Dovrò fare un giro vizioso, ma forse alla fine lo aggancio e lo porto dalla mia parte, ho bisogno di avere il vostro aiuto, i vostri appoggi logistici ed un somma di denaro per corrompere un paio di persone.

Analizzate bene la cosa e se siete convinti che il gioco vale la candela fatemi una offerta secca ed io mi metto in moto.

Ma mi raccomando solo se siete convinti. – ripete ancora la donna – perché prima di attivarmi devo avere la somma che mi proponete ed una volta agganciato l’uomo questa lurida cagna di tua moglie non si deve tirare indietro.”


Marta va nell’altra stanza della suite ed esce sul balcone che sporge direttamente sulla Piazza del Casinò, fa un numero al cellulare e guarda attentamente dentro per essere sicura che marito e moglie non possano ascoltarla, infatti i due stanno discutendo animatamente sul da farsi, allora dice alla persona che ha chiamato:

“Stanno decidendo che fare e la somma da destinare alla operazione, lei é cotta a puntino,ma anche il cornuto del marito é pronto e non aspetta altro che vedere sfondata quella maiala della moglie.

Comunque siamo d’accordo: meno di cinquecentomila euro non si fa niente!”

“Va bene –dicee la voce dall’altra parte – sei tu che decidi, fai per il meglio.!”

“ Ok – risponde la donna – ci sentiamo al più presto, ciao cingalese!”








Votazione del Racconto: 8.3
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Commenti per La tentatrice .:


bravoragazzo1986, singoli Calabria il 14.02.2012 alle 17:43:07 ha scritto:

Bello!complimenti ;)





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