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Mariella

           di ranabot1946

 Scritto il 25.01.2012    |    Visualizzazioni: 5.209  |    Votazione 8.8:

Era una sera come tante altre e noi, io, Beppe, Luigi e Mario, ce ne stavamo stravaccati ai tavolini del bar sulla piazza cazzeggiando come al solito quando arrivò, come spesso succedeva, Mariella.
Era una ragazza talmente magra da avere persino un po' di gobba e veramente brutta anche di viso. Un vero cesso che, però, era convinta di essere una gran figa, o voleva farlo credere, che quando era tra noi si dava aria da donna vissuta. Una vera tombeur d'homme.
Si sedette al nostro tavolino e cominciò, come al solito, con i suoi atteggiamenti e discorsi da donna vissuta che ha stuoli di spasimanti che la inseguono e altre amenità del genere. Quando, finalmente, forse soddisfatta della sua esibizione, decise di andarsene e di tornare a casa dove, diceva, avrebbe letto un buon libro per poi addormentarsi tutta sola nel suo grande lettone, potemmo dare sfogo alle nostre cattiverie.
"Ma chi è quel povero pirla che si tromba un manico di scopa così?" C'ha anche la gobba."
"Ma non si vede quanto è cessa? E' senza mento e dalla bocca alla base del collo c'è una linea retta."
"Ma si, lasciamola parlare, se questo la rende felice, ascoltandola facciamo un'opera di bene."
L'unico che non parlava era Luigi, il puttaniere del gruppo.
"E tu non dici niente? Sarai mica innamorato di lei?"
Luigi tirò il fiato come a raccogliere tutto il suo coraggio e parlò:
"L'altra sera pioveva e voi eravate dentro il bar. Io ero uscito a pisciare contro la siepe perchè il cesso era occupato e, mentre stavo rientrando, è uscita e mi ha chiesto se la portavo a casa altrimenti, senza ombrello si sarebbe bagnata tutta. Salita in macchina ha cominciato a ringraziarmi e mi ha chiesto come poteva sdebitarsi. Le ho preso la mano e me la sono messa sulla patta aiutandola ad aprirla. Me lo ha tirato fuori e io le ho preso la testa e l'ho mandata giu. Ragazzi, non ci crederete ma fa dei pompini da vera professionista e se ve lo dico io che conosco tutte le troie da qui a Bergamo mi potete credere. Basta chiudere gli occhi e pensare ad altro. Ha una bocca..."
La sera dopo Mariella fece la sua comparsa come al solito e quando se ne andò Mario la seguì e quando tornò dopo una mezzoretta confermò le parole di Luigi:
"Ragazzi, è vero! Tira certi pompini che ti aspira la fodera dei sedili su per il culo. Peccato sia un cesso altrimenti avrebbe la fila fuori di casa."
"Domani sera vado io." disse Beppe.
La sera seguente, quando Mariella se ne andò, prima del solito orario, Beppe stava giocando a boccette e fui io
a seguirla per offrirle il passaggio.
"Vuoi uno strappo?"
"Si grazie."
"Vuoi andare a casa subito o ti va di andare in un posto tranquillo?"
"Vai dove vuoi tanto non ho nessuno a casa che mi aspetta." (viveva sola)
Arrivati in mezzo a un prato, senza parlare, le presi la mano e me la misi sulla patta e lei mi abbassò la cerniera infilandovela. Le presi la testa e senza neanche il minimo sforzo andò giu e cominciò a pompare di bocca mentre io, ad occhi chiusi, mi ero rilassato sul sedile cercando di pensare a tutte le belle fighe che conoscevo per non pensare che fosse lei. Alzò la testa e mi chiese se volevo andare a casa sua dove avremmo potuto divertirci meglio e fare tutto quello che volevamo con calma nel suo grande lettone.
Le risposi che per quella sera andava bene così e che a casa sua potevamo andarci un'altra sera senza che al bar potessero sospettare qualcosa.
Riprese a ciucciarmelo e a ingoiarlo tutto fino in gola e, quando venni, ingoiò tutto per poi continuare a leccarmelo fino a che non ce ne fu neanche una minima goccia.
Mentre mi sistemavo mi disse:
"Cosa hai paura che sospettino? Dopo di te manca solo Beppe e poi mi sono fatta tutta la compagnia..."
La sera dopo Mariella completò il poker con Beppe il quale tornò al bar dopo quasi due ore, quando ormai eravamo convinti che dopo la pompa se ne fosse tornato a casa.
"E' l'ora di arrivare? dove sei stato? Hai perso tempo perchè non ti tirava?"
"Ragazzi, mi ha chiesto di salire a casa sua e siamo andati a letto. Io sdraiato e lei in ginocchio mi stava tirando una pompa da competizione quando mi è scappato l'occhio sullo specchio dell'armadio ed ho visto il suo culo per aria. E' un cesso ma ha un bel culo, mi sono detto, ed ho pensato bene di farglielo. Le sono andato dietro e prima l'ho infilato nella bernarda per bagnarlo un po' e poi l'ho tirato fuori e le ho puntato il culo. Non ha fatto un verso ed ho cominciato a spingere. Che troia! Più spingevo forte e più godeva. Mentre la pompavo la guardavo e, da dietro, sembra proprio una bella figa. Quando sono venuto mi ha pulito per bene con gli asciugamani bagnati e poi me lo ha ciucciato ancora fino a farmelo diventare duro un'altra volta e le sono venuto in bocca. Non solo la bocca ma anche il culo merita."
La sera seguente non andai al bar ma davanti a casa di Mariella e, appena aprì la porta, entrai. Andammo subito sul letto e mentre me lo ciucciava spensi la luce e rimanemmo nel semi buio illuminati solo dalla poca luce che entrava dal lampione della strada. Cominciai a spogliarmi e a spogliarla, Dopo che me lo ebbe ciucciato per bene le andai sopra e glie lo infilai nella figona bagnata fradicia e cominciai a pompare, poi la girai e le puntai decisamente il culo infilandoglielo in un solo colpo e comincia a spingere forte. La sentivo godere mentre mi incoraggiava a spaccarla tutta. Nella penombra, vista da dietro, sembrava veramente di avere sotto una bella figona. Il culetto tondo e i capelli lunghi che le coprivano le spalle mi eccitavano di brutto. Quando sentii che il suo godimento era arrivato al culmine le venni dentro abbandonandomi sopra di lei. Dopo qualche minuto si alzò ed andò in bagno per tornare con una bacinella e degli asciugamani. Mi lavò e poi, come diceva Beppe, lo prese in bocca e in pochi attimi era di nuovo in tiro. Me lo succhiò a lungo fino a quando le venni in bocca lasciandomi esausto.
Per un po' continuammo nei nostri turno con la bocca e con il culo di Mariella ma poi la cosa finì.
L'ho incontrata qualche tempo fa e, anche con un po' di nostalgia se non altro perchè avevamo qualche decina di anni in meno, le chiesi se ricordava quel periodo.
"Certo che me lo ricordo, è stato uno dei più belli della mia vita. Ragazzi belli e simpatici come voi non ne ho più trovati. Ho un solo rimpianto, quello di non avervi avuti tutti e quattro insieme nel mio letto. Peccato che non si possa tornare indietro, non me la farei più scappare l'occasione di avervi tutti insieme..."


Votazione del Racconto: 8.8
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Commenti per Mariella:


Hovojadite, singoli Lazio il 03.02.2012 alle 09:50:59 ha scritto:

Che spettacolo!!! Peccato solo nn averla messa al centro delle vostre attenzioni di gruppo!!





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