Ciao a tutti, rieccomi a scrivere un’esperienza accaduta da poco. Se volete saperne di più di me vi consiglio di leggere gli altri miei racconti, vi basti sapere che ho 40 anni, sono sposata, adoro il sesso e ho un rapporto incestuoso con mio figlio...
ed eccomi qui pronta a raccontarvi una nuova vicenda piena di eccitamento e porcherie!
La mia voglia di sesso non finisce mai, il solo pensiero di provare piacere mi fa bagnare, mi provoca emozioni ed emozioni, il sesso è parte fondamentale della mia vita, ringrazio per essere nata donna: una donna ha molte più soddisfazioni a livello di piacere ed è anche più facile trovare qualcuno disposto a soddisfarmi. È lunedì sera, la settimana era riniziata per tutti, per mio figlio che era tornato a scuola e per me che ero dovuta andare a lavorare. Casa nostra è spesso e volentieri affollata il lunedi: mio figlio di ritorno da allenamento porta con se i suoi amici e si chiudono in camera mentre torno sul tardi e non facendo in tempo a cucinare per un’ ora decente ordino la pizza: 4 pizze, una per me, una per mio figlio, una per mio marito e una che ci dividiamo. Faccio in tempo a chiudere la chiamata che il cellulare squilla: mio marito che come al solito all’ultimo momento dice che la riunione non era terminata e sarebbe proseguita fino al giorno dopo, così anziché tornare da roma per ripartire l’indomani sarebbe rimasto li per la notte. Mi dispiaceva? No, avevo bisogno di una scopata forte quella sera, non una di quelle solite che facevo con mio marito ma una di quelle che solo con mio figlio riuscivano bene. Così, già tutta eccitata, mi preparai per farlo eccitare per bene, conoscendo il suo amore anche per i vestiti. Cosa gli sarebbe piaciuto? Un bel paio di reggicalze nere, un tanga nero di pizzo e una vestaglia da notte rosa semitrasparente e estremamente corta, con quelle specie di gonnelline che lasciano vedere il profilo del sedere. Uscii tutta contenta, pronta a presentarmi da lui per fargli capire i miei intenti ma sul bussare alla porta sento diverse voci: Cacchio i suoi amici ancora non erano andati via! Corro in camera, faccio in tempo a mettermi il reggiseno che suona il campanello: chi era? Poi mi venne in mente la pizza, come avevo fatto a scordarmene? Presa dalla fuga di una serata piena di piacere mi ero scordata di tutto. Non potevo fare aspettare il portapizza così andai a rispondere conciata in quel modo. Però nello stesso momento anche mio figlio stava andando a rispondere, i suoi amici ancora in camera fortunatamente e vedendomi in quel modo
mi sorrise e mi disse: ”Ci pensi tu!” correndo via in camera sua.
Tutta affannata apro la porta, davanti a me un solito petto e 4 pizze fumanti, alzo lo sguardo per vedere 1 metro e 95 di uomo completamente nero, con la divisa gialla contrastante con le braccia muscolose e il viso che nella notte quasi sembrava parte del cielo a parte due sfere che brilluccicavano. Passammo un minuto a guardarci, un minuto che sembrò un eternità, io ad osservare il suo fisico muscoloso e imponente lui rimasto sbalordito dal mio abbigliamento o da me, imbarazzato, cercando di guardarmi in faccia anche se gli occhi preferivano guardare le mie tette o il tanga, tutto ben visibile sotto il fazzoletto che chiamo come camicia da notte.
-“salve signora le pizze, eccole qua, sono 25 euro.”
-“si caro, entra pure che prendo i soldi”
Un uomo nero ed imponente che si presenta alla mia porta mentre sono vestita così, tutte a me capitano. E certamente dove sta la borsa? Ai piedi del divano in fronte alla porta. Corro a prenderla ma mentre sto per piegare le gambe la mia voglia di piacere si risveglia. Povero uomo, mi ha portato la pizza e con il suo fisico si merita un premio! Così piego la schiena ed eccomi a 90! Il tanga lasciò vedere tutto il mio fondoschiena e sentii che un po’ entrava tra le labbra bagnate, gli umori stavano gocciolando un po’ lungo le coscie. Sentii l’uomo gemere. Poi capii che il caso esiste, o forse la fortuna: in quel preciso istante entrarono mio figlio e il suo amico nella stanza. Quando entrarono gemettero anche loro. Sapevo che un desiderio che mio figlio aveva era quello di farmi sua assieme ad un suo amico. Finora mi ero concessa a lui e ad un altro amico separatamente e nessuno sapeva della cosa. Però la situazione era critica, sentivo mio figlio bisbigliare all’amico, l’uomo nero imbarazzatissimo e io che cercavo i soldi nella borsa cercando anche di guadagnare tempo. Mio figlio mi fa :”Mamma ma papà?”
-“Papà non torna a casa, stranamente ha le sue riunioni”
-“Ah ecco allora visto che abbiamo 4 pizze Andrea può restare a cena?”
-“Veramente non lo so, la madre non lo sa e si può preoccupare e poi...”
-“Dai mamma non ti preoccupare, siamo grandi! Dai ok lo dico io per te, resta a cena!”
Ecco, altra complicazione; prendo 50 euro e li porto al porta pizze, ora lo vedo alla luce e sembra ancora più grosso, i tratti bellissimi in faccia, imperlato di sudore e i pantaloni in tuta che sembravano dover scoppiare. Si diceva in giro che i neri ce l’avessero grosso ma io credevo fossero solo dicerie, ma quello davanti a me sembrava confermare la regola, chissà cosa aveva tra le mutande! Mentre cercava il resto mio figlio continua a confabulare con l’amico, non smettono di guardarmi e di ridacchiare.
-Perché non ceni anche tu con noi? Abbiamo una pizza in più che non mangia nessuno!”
Ecco un’altra delle idee di mio figlio, rivolto al nero
-Amico, dici a me?
Il suo accento molto strano, forse anche per l’imbarazzo.
-Sisi, tanto abbiamo posto, ormai è tardi e credo che tu abbia finito le tue consegne no? Poi pizza gratis, sei matto se rifiuti, amico!
-Io sono molto contento ma, non posso dai..
-Ma si, ma si..
Si, aveva preso da me, ogni sua idea era un’idea stupida e doveva farcela a realizzarla a tutti i costi, così andò a chiudere la porta e accompagnò il porta pizza, Samuel come aveva detto di chiamarsi,in tavola. Si siedono tutti e io inizio ad apparecchiare. La situazione, per quanto strana, mi intrigava.. Mi ero eccitata, la cosa soprendeva pure me in quella situazione, ma il fatto che fossi vestita così, che avevo in mente piano stupendi con mio figlio, il fatto che ora tra piegamenti vari per prendere posate e piatti davo a tutti la “buona visione” per il loro film preferito, ancora il fatto dell’eccitamente di quell’uomo nero con la patta che quasi gli scoppiava. I miei umori sentivo che colavano per le coscie e andavano a bagnare il tanga e i bordi delle calze. I capezzoli si erano induriti e nonostante il reggiseno erano ben visibili a tutti. Quando fu tutto pronto iniziammo a mangiare e un po’ mi calmai, anche se qualche volta la mia mano andava sotto la tovaglia a sistemare il tanga che adorava infilarsi tra le labbra bagnate. Mio figlio, che stava per realizzare uno dei suoi più grandi sogni erotici, non voleva farsi scappare questa opportunità: il suo piede giocherellava con il mio e la sua mano spesso scompariva per andare ad accarezzarmi la coscia e mettermi due dita tra le gambe per poi tirarle su e leccarsele bene. Quanto mi piaceva e lui sapeva bene come tirare fuori il mio lato che desiderava solo il piacere. Anche con le parole ci sapeva fare ed iniziò a parlare di quanto mi stesse bene quella vestaglia, ricevendo le occhiate di tutti che ormai non erano più così nascoste ma anzi, assetate di me! Finito di cenare loro rimasero a parlare mentre io mi misi a lavare i piatti: la nostra sala dove mangiamo è piccola, quadrata e è quasi un’unica stanza con la cucina, divisa solamente da due piccole colonnine. Così girata di spalle sentivo ancora le occhiate di tutti e sento anche mio figlio che si alza e mi chiede se serve aiuto..Nello spostarsi si mette dietro di me, mi fa sentire il suo cazzo premere contro il mio culo, le sue mani rapide afferrano una tetta e l’altra si fa spazio tra le labbra. È troppo e gemo. Ancora le sue dita,abili si muovono e l’altra mano mi toglie il reggiseno, intanto con il corpo mi spinge verso il davanzale della cucina, il suo cazzo rigido e premuto sul mio culo. Mi spoglia, mi scordo di tutto, la vestaglia scompare, la mano mi prende una tetta, la avvolge e la strizza, giocherellando con il capezzolo durissimo. La mano dentro la mutande spinge verso il basso ed ecco cadere anche quelle che si sfilano, ormai gli umori colano e le calze ai bordi sono tutte bagnate. Mio figlio mi prende per le spalle, mi gira e mi da un bacio, poi sento che si stacca. Riapro gli occhi, 3 bei ragazzi che mi guardano, che mi scopano con gli occhi. Mio figlio si spoglia e invita gli altri due a fare lo stesso. L’amico, andrea, non ci pensa due volte ed è nudo prima di lui, il cazzo misero già bello duro ma niente di speciale, forse più piccolo di quello di mio marito. Si avvicina a me e anche lui mi bacia, vuole la mia saliva. Le mani vogliose sulle tette, stringono forse troppo forte, si spostano sul culo, stringono anche quello, gemo un po’ per il dolore un po’ per l’emozione, il cazzo che si struscia sulla mia pancia, la cappella viola seppur non enorme mi attira. Mio figlio si avvicina , mentre andrea mi bacia e mi tocca il culo, lui prende le tette e inizia a leccarle, quasi fossero gelato, a lasciare lunghe scie di saliva. Dietro Samuel non sa più che fare, i pantaloni sembrano volersi togliere da soli, la fronte imperlata di sudore. Lo voglio, eccome se lo voglio. Mi scanso dai due, che quasi ci rimangono male e mi avvicino al portapizza. Gli do un bel bacio mentre gli levo la maglia. Ormai si sta convincendo anche lui, forse la timidezza sta andando via. Si leva i calzoni e le mutande, io ho paura a guardare. La mia mano curiosa però Va dritta al solo e tocca una cosa davvero spaventosa. Forse il doppio o di più di quello di mio marito e del ragazzo li presente, lungo, davvero lungo ma soprattutto grosso, largo..Un imponente bastone marrone pulsante, le vene scure che si notano solo perché affiorano un po’..Lo voglio, è mio, già lo sento: mi inginocchio e la mia bocca prova a prenderlo, è difficile addirittura farlo entrare, sbatte un po’ contro i denti, e per lunghezza ne entra la metà. Non lavoro bene con la lingua, succhio ma resta tutto più difficile, intanto gli altri due si avvicinano e continuano il loro lavoro, andrea assapora i miei umori vaginali, mio figlio si concentra sulle tette e sul mio culo. Sono così sopresa e attenta a succhiarlo a Samuel che degli altri due quasi non mi accorgo. Samuel pare apprezzare, il volto contratto in smorfie di piacere. Mi alzo, mi metto sul tavolino. Avevo già preso 2 cazzi insieme ma il terzo mi era nuovo. Faccio mettere il nero davanti, voglio farlo entrare per primo perché sarà il più difficile: Gli dico di andare piano e lentamente, così si appoggia, sento che vuole essere delicato ma la sua voglia di entrare è immensa, la sua cappella prova ad entrare, non riesce, prova con una spinta un poì più decisa e sento le labbra aprirsi per lui. Non scorre bene e le sue spinte allargano il buco, spinge, spinge, spinge, sento dolore ma all’improvviso il piacere più bello della mia vita. Il suo scorrere su e giù inizia piano, delicato, ora scorre meglio e si fa via via più potente e vigoroso. Tocca a mio figlio che si mette dietro, prende le mie due belle chiappe, le slarga e poggia la sua cappella sul mio ano. Neanche deve forzare la, il suo cazzo non è enorme e il buco ben largo dopo esperienze di fisting (aggiungerei molto dolorose). Andrea invece si mette dalla parte della mia testa, vuole le mie tette e in mezzo ci posiziona il suo cazzo. Inizio così anche una bella spagnola. Il piacere arriva da tutte le parti, sento bollire dentro ma la parte in assoluto che sento è il cazzo di samuel che mi sfonda e mi fa vedere le stelle. Un piacere sublime, superiore, quasi inarrestabile. Ci metto poco a raggiungere uno, due, tre orgasmi, non so neanche io quanti effettivamente. Andrea vuole entrare dentro di me, così Samuel fa spazio e cede lo spazio a quel piccolo cazzo che sento a malapena. Mando via mio figlio e glielo prendo in bocca perché Samuel non è stato abbastanza dentro di me, e gli dico di aspettare i miei ordini. Aspetto un po’, cercando tutto il piacere possibile da Andrea che è dentro di me e da mio figlio che mi lecca i capezzoli mentre assaporo il suo membro. Al portapizze dico di avvicinarsi, di appoggiare la cappella e di entrare forte, di iniziare a stantuffare su e giù con violenza. Cerco di concentrarmi sul piacere ma in quel secondo il dolore sembra davvero troppo, urlo, urlo e urlo, il cazzo nero non è neanche entrato tutto, ma già ancora, un‘altra volta, il piacere arriva, confortandomi, un piacere che mi fa capire che il dolore si poteva anche sopportare. I 3 affaticati mi concedono qualche altro orgasmi prima di venire in successione: lascio andrea venirmi dentro (dicendogli che prendo le pillole), mio figlio mi da un ulteriore leccata di figa mentre finisco con il suo cazzo che mi sporca sulle tette e in bocca, poi ci diamo un bacio scambiandoci gli umori uno dell’altro, Samuel è l’ultimo a venire, la sua potenza mi fa venire nuovamente quasi insieme a lui che mi riempe il culo. Siamo tutti stanchi, gli altri 3 sporchi e sudati si apprestano a rivestirsi, sento che mio figlio li fa uscire, li ringrazia, dice ad andrea che si sarebbero rivisti l’indomani, di non tirarsi troppe seghe. Io rimango distesa sul tavolo, il tempo sembra non esistere, sono stanchissima, tutta sporca, grondante di sperma dalla bocca, dalle tette dalla figa e dal culo, le calze sporche qua e la di chiazze bianche o bagnate, i miei umori bischiarti alla sborra colano sulla tovaglia. Non mi importa ora, nella mia testa c’è solo quel cazzo nero ed irresistibile...chissà se ora gli altri cazzi mi avrebbero ancora soddisfatta? Quella sera fui davvero preoccupata ma il giorno dopo mio figlio mi fece capire che ancora un cazzo normale mi piaceva come prima.
Mio marito bhe, mi scopava ma a volte dovevo finire da sola...
Così si chiude anche questa esperienza, spero di venire a raccontarvi presto di nuove esperienze ,appena ho voglia di scrivere. Contattatemi su msn per parlare, ripeto ancora NON faccio incontri, NON mi mostro in webcam!
Ciao! Sabrisexy, smack!