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Prime Esperienze


La via stretta

           di insoddisfatto72

 Scritto il 15.02.2010    |    Visualizzazioni: 34.446  |    Votazione 5.9:

la storia che voglio raccontarvi mi è accaduta tanti anni fa,avevo 19 anni e frequentavo il Quinto anno di liceo classico.
Siccome non traducevo bene dal latino e dal greco e sicuramente uno dei compiti scritti degli esami di stato sarebbe stato dato in una delle due lingue antiche, andavo a ripetizione presso una professoressa brava e severa.
Io ero biondo e carino e la professoressa, in seguito seppi che aveva 40 anni, era bella e procace, con petto e culo sporgenti, naso piccolo, labbra gonfie, occhi azzurri brillanti e capelli biondi.
Io a volte rimanevo incantato quando mi perdevo nelle insondabili profondità del solco che si apriva fra le due mammelle, oppure inebriato quando mi si metteva alle spalle e, cercando di guardare cosa stavo traducendo, mi sfiorava le spalle col fianco e col petto.
Una volta mi era caduta la penna, da quanto ero fuori di me, e lei si era chinata a raccoglierla senza piegare le gambe, a novanta gradi o a squadra, come si dice di questa figura, e mi aveva messo sotto il naso e sotto gli occhi, la rotondità del suo sedere portentoso.
Io quasi automaticamente, senza accorgermene a livello cosciente, avevo messo la mano sinistra fra le natiche, beandomi di quel contatto caldo e vellutato e insieme pentendomi immediatamente del gesto, ma lei si volse, mi guardò severamente, mi prese per mano e, senza dire una parola, mi condusse in bagno.
Qui mi fece riempire la vasca, mi spogliò, si spogliò e cominciò ad insaponarmi l'uccello, poi mi condusse nella vasca, si mise in ginocchio e con tono imperativo mi ordinò di penetrarla nel culo - "mettimelo in culo, hai un cazzo fantastico lo voglio sentire tutto nello sfintere. siccome mio marito non ne vuole sapere perchè gli fa schifo, sarai tu ad aprirmelo bene"-. Io feci quello che lei voleva e il mio pene,anche se un pò a fatica,la penetrò soltanto con l'aiuto della saliva che Anna mi aveva depositato sulle dita.
La signora fece ripetere quel giochino tutte le volte che andavo a ripetizione e,per eccitarmi meglio, cominciò a raccontarmi che lei e il marito erano scambisti ed avevano già avuto rapporti a tre in combinazioni diverse. Poi mi disse che le sarebbe piaciuto avere il cazzo del marito nella fica e il mio nel suo buco del culo.
Quindi fu così che un giorno,mentre ci stavamo dilungando in estenuanti preliminari, entrò in camera da letto il marito, che poi seppi si chiamava Mario, che, senza alcun problema, ci si distese accanto e cominciò a leccare alternativamente me e la moglie.
Dopo un pò di questa manfrina,con movimenti lenti e rilasciati, si sdraiò supino col cazzo svettante, tenuto dritto verso l'alto
da una delle sue mani.
Allora Anna, con mossa fulminea, si pose a cavalcioni all'altezza del bacino del marito e riuscì ad impalarsi sull'asta debordante di lui. Io ero immobile, affascinato dal cazzo dirompente che entrava e usciva dalla fica dilatata della professoressa Anna, lei si dibatteva, smaniava, urlava il nome del marito, poi mi chiamò con la voce diventata rauca per la lussuria. Io capii che finalmente voleva essere stretta da due cazzi,uno in fica e uno in culo ed eseguii ciò che Anna, senza proferire parola, mi stava chiedendo. Lì per li non feci caso al fatto che Anna, durante gli orgasmi reiterati, richiedesse un altro cazzo da succhiare ma ebbi modo di ricordarmene più tardi.
Nel prosieguo del rapporto, con le sedute che diventavano sempre più frequenti, Anna cominciò prima a laccarmi il buco del culo,poi ad infilarmici un dito mimando l'inculata o imprimandogli un movimento rotatorio. Quindi, durante un sessantanove succoso e coinvolgente mi infilò nel foro anale un piccolo dildo. Infine mi chiese se,la prossima volta che fossimo stati su un letto in tre, avessi sfondato il culo del marito Mario. Vedendo la mia faccia molto titubante a quella richiesta mi spiegò che, per quanto fosse lontano dal senso comune, il buco del culo, anche se dilatatissimo durante il rapporto, si richiudeva perfettamente e che la rottura del sedere, tanto riproposta nelle opere porno di secondo ordine, era una leggenda e che quindi suo marito era ben disposto a farsi aprire il culo da me. Quindi mi disse - "per un uomo è solo una questione di morale vigente, essendo assodato ed io ne sono testimone, che essere sodomizzati è una esperienza deliziosa che tutti gli esseri umani dovrebbero provare!"-
Messa la questione sulle libertà, anche mentale, dei costumi e sul progresso della civiltà, non potevo fare altro che accettare di sodomizzare Mario, infondo quando si iniziano certi tipi di giochi bisogna, nel limite del possibile, accettarne tutte le condizioni.
Quando successe si trattò di un'orgia aggrovigliata, tanto per cominciare mario prese a pecora Anna che nel frattempo praticava un pompino a me mentre stavo in ginocchio davanti al suo viso,poi ad un tratto Anna fece sistemare il marito su di un fianco e gli cosparse il buco del culo di abbondantissimo lubrifacante infilando uno,due, tre dita di quella sua mano piccola e affusolata, quindi aveva oliato bene il mio uccello facendo mettere Mario a pecorina e accompagnandomi verso quel buchetto inviolato.
Cominciai a penetrarlo ed entrai dentro fino alla radice dell'uccello, poi feci marcia indietro lentamente fino ad uscire completamente dal buco del culo per poi rientrare; ripetei la manovra per una mezza dozzina di volte fino a che il suo culo diventò largo come l'imboccatura di un pozzo e addirittura mi sembrò che il mio uccello ci riuscisse a ballare al suo interno.
Nel frattempo Anna insultava il marito - "ti piace il cazzo del mio giovane amico brutta troia che non sei altro? ti ci entrerebbe un treno in quella galleria! dai fatti sfondare tutto brutta puttana!"- il marito dal canto suo mugolando disse - "sssiii sono la tua troia personale,spaccami il culo sporco bastardo!"-
a quelle parole e mentre Anna nel frattempo mi leccava i coglioni e il mio buchetto del culo ebbi un fremito e riempii tutto lo sfintere di Mario fino a vederlo strasbordare della mia sborra calda.
Così ad ogni nostro incontro a tre mi ritrovavo ad avere a disposizione tanti buchetti da sfondare e la cosa, sinceramente, nonostante la mia riluttanza iniziale, mi piaceva a dismisura; orami Anna mi aveva fatto conoscere un mondo che fino ad allora per me era tabù,ancora oggi solo a ripensare quando giocava con il mio culetto mentre io scopavo il marito mi si gonfia l'uccello.
Arrivò il giorno di un'altra pensata di Anna,questa volta eravamo in quattro, oltre a noi tre aveva invitato anche Vanda, una transessuale brasiliana, alta, statuaria, dotata si tutti gli attributi giusti al posto giusto; compreso un cazzo nerboruto e immenso.
Vanda, appena arrivata, rivolse la sua attenzione quasi esclusivamente a Mario, chiamandolo cara, amore, tesoro e cercando in tutte le maniere di metterlo a suo agio.
Lo prese, lo condusse in bagno e tacitò le proteste insistenti mie e di Anna che avremmo voluto godere di lui immediatamente.
In bagno Vanda portò i suoi trucchi e vestimenti che aveva scelto appositamente per Mario,stettero chiusi per quasi un'ora e quando uscirono la crisalide era diventata una farfalla; Mario si era trasformata in una splendida femmina affamata di cazzo.
Vanda lo teneva per mano e lo spinse a girarsi parecchie volte su se stesso e disse che prima di consegnarlo a noi pretendeva lo jus primae noctis(disse proprio così)e, obbligandolo ad assumere la posizione a pecorina, procedette ad incularlo.
Mario ormai si era abituato,con me e Anna,a non lubrifacare più il suo buchetto bastava la saliva ma Vanda,che aveva un pene di 25 centimetri, clemente, provvide a cospargergli il culo di abbondante olio profumato.
Quando cominciò ad infilarsi pericolosamente nel condotto,a Mario sembrò di essere sverginato ancora una volta,ma questa evenienza,insieme col dolore, indusse il piacere nostalgico ed evocativo della prima volta. Io preso da quella scena, mentre Anna mi stava leccando il mio modesto uccello e solleticando il culetto,non feci altro che avvicinarmi a Vanda e spingere il mio cazzo all'interno del suo culo. Eravamo proprio un fantastico trenino,Vanda inculava Mario io inculavo Vanda e Anna, con un dildo, giocava col mio culo; ad un certo punto Anna, con il clitoride spellato dai ditalini,mi pregò,con voce flautata, di uscire da Vanda e di mettere il mio uccello nel suo buco del culo. Non mi lasciai ripetere due volte,quella supplica della mia professoressa ed,ancora sporco degli umori di Vanda,infilai il mio cazzo nel culo di Anna iniziando a pompare il più forte possibile d'altronde il culo migliore rimaneva sempre il suo, bello stretto e accogliente. Nel frattempo Vanda era uscita dal culo di Mario e si stava facendo fare un pompino coi fiocchi da lui, mentre, per non stare con le mani in mano, lei mi leccava il buco del culo e mi solleticava con le dita facendomi, di lì a poco, riempire l'intestino della professoressa della mia calda crema.
Alla fine sfiniti io e Vanda eravamo sdraiati sul letto mentre Anna e Mario alternandosi ripulivano le nostre cappelle lasciandole lucide come palle da biliardo.
Non sto a raccontarvi che quello non fu l'ultimo incontro a quattro, infatti il tutto durò fino a quando purtroppo Anna non dovette trasferirsi in un'altra regione per motivi di lavoro e io, a malincuore, dovetti cercare un'altra insegnante per le mie ripetizioni.


Per qualsiasi commento contattatemi alla mia e-mail gpbravo72@gmail.com


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