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Prime Esperienze


NINFOMANE_ gita scolastica

           di sabrisexy

 Scritto il 10.02.2010    |    Visualizzazioni: 37.889  |    Votazione 7.0:

piacere a tutti. la mia vita in questo periodo sta cambiando. ho avuto nuove sensazioni, nuove emozioni. mi sento nuova, giovane, come una ragazzina. per sfogarmi un po' vorrei condividere con voi alcuni di questo momenti.

Innanzitutto mi chiamo Sabrina, ho 40 anni, mora, occi marroni. ho due belle tette che hanno raggiunto la 3 e mezzo, senza ritocchi. il mio culetto è bello sodo, grazie all'attività sportiva e ad un pò di fortuna e sembra quello di tanti ventenni che si vedono in giro, tondo e liscio. la mia tana davanti è quasi completamente depilata, a parte un piccolo cespuglio di peli neri in cima.
Adoro mettermi in mostra, vestirmi con gonne, calze e magliette attilate o con grosse scollature magari spesso lasciando nei cassetti la biancheria.
Sono sposata e ho un figlio di 22 anni, l'ho partorito a 18 anni, e seppure con tanti consigli di lasciarlo mi sono fatta forza e, accomagnata da mio marito ce l'abbiamo fatta.
Io sono commessa e molto spesso non lavoro, mio marito invece è medico e assente in buona parte della giornata.

Vedete fino a 18 anni mi sono divertita, con i ragazzi e i vari giochi adolescenziali poi un figlio mi ha fatto maturare, facendo mettermi da parte il divertimento, che però negli ultimi tempi è tornato a farmi fare cose impensabili, un desiderio di divertirsi racchiuso per 20 anni circa.
Dopo il primo racconto in cui ho scritto come tutto è iniziato voglio raccontari di un’altra esperienza importante, accaduta il primo anno di superiori, quando già avevo acquisito abbastanza esperienze, avevo scoperto quando mi piaceva raggiungere l’orgasmo e ancora farmi vedere e desiderare dgli altri ragazzini, ancora bambini quasi.
Cambiare scuola non mi aveva portato problemi. il passaggio dalle medie alle superiori non era stato così difficile infatti i miei buoni voti rimasero tali e per buona parte dell’anno non trovai problemi. finalmente però era arrivata la gita scolastica e sarebbe stata una buona opportunità per socializzare con i ragazzi un po’ più timidi e rendere un po’ più unita la nostra classe. Il giorno prima di partire scegli accuratamente i vestiti da indossare. era maggio, non sarebbe stato freddissimo. la mia scelta cadde su in vestitino completo (per rendervi l’idea quei vestiti che finiscono attillati fino a poco sopra il ginocchio) abbastanza pesante e un paio di calze per non sentire freddo alle gambe. Il giorno dopo ero carica per quella giornatina che si prospettava soleggiata e divertente; sull’autobus notai che gli occhi dei miei compagni erano attratti dal mio vestito, che lasciava ben vedere le mie gambe, e che io tirai un po’ più su per permettere di vedere ancora meglio. Trascorsi il viaggio
parlando con le mie amiche ma sempre attenta che i maschi continuassero a guardarmi. l’idea mi eccitò molto e mi incominciai a bagnare le mutande, cercando di contenermi per non bagnare anche il vestito. Finchè non arrivammo alla nostra destinazione (scusate non mi ricordo che città fosse). Tutto bene, uscimmo dall’autobus, i ragazzi ancora a fissarmi e le mutandine continuavano a inzupparsi e incominciammo la vera e propia gita.
Visitammo chiese e palazzi importanti, di cui non stetti molto a sentire, da una parte le mie amiche che parlavano di chissà cosa, dall’altra i ragazzi che mi facevano bagnare al solo guardarmi; 2 ore così, 2 ore molto intense, finchè non arrivò l’ora pranzo..ovvero 3 ore ti tempo libero, visto che la visita a un palazzo importante era saltata. Pranzai con le mie amiche ma ancora le mie labbra e intimo erano tutti bagnati. L’eccitazione in quel momento era indescrivibile e il desiderio di piacere incolmabile così trovando la scusa di dover andare ad un bagno mi allontani un po’, fino ad arrivare in dei vicoletti poco abitati dando un occhiata al vestito mi resi conto che ancora era salvo, ma non le mutandine! Indecisa sul da farsi e desiderosa di dar sfogo al piacere mi sedetti su un muretto, a gambe aperta e l’improvviso piacere mi fece gemere, mi accomodai meglio e, come da piccola avevo fatto con il ubo di ferro, spinsi le labbra contro lo spigolo, separati solo dalle mutandine..mi resi conto che questo non bastava, anche se mi faceva gemere non poco. Così ripresi il cammino alla ricerca di un vero bagno, trovato un bar e comprata una bottiglietta d’acqua mi recai in bagno, pronta a sditalinarmi ma poi mi resi conto di una cosa: ero in una città dove nessuno mi conosceva e chissà se ci fossi tornava, perchè non dare un po’ di piacere a qualche ragazzo?
Quella città era piena di univesità e, a pausa pranzo, si riempiva di ragazzotti così mi levai le mutandine, le infilai nello zaino e uscii libera. gli umori colavano un pò sulle gambe, fino a raggiungere le calze ma non era un problema. eccomi una ragazzina di 14 anni, bella, che ne dimostrava almeno 16, 3 di seno, culo perfetto, desiderososa nient’altro che di godere, che problemi avevo? Così uscii dal bar e andai in una piazzetta con numerosi bar, che significava ragazzi che pranzavano. accavallate le gambe e aperto un libro feci finta di niente, solo che la mia topa era ben visibile a tutti o meglio a chi voleva vedere. parecchie persone passarono e non notarono niente, altre videro ma non ebbero il coraggio di muoveri; solo un ragazzo, anch’esso leggeva, mi guardava continuamente, la sua pattuella visibilemnte piena da qualcosa di duro. guardai l’ora: mi erano rimaste 2 ore, tempo sufficiente. Per stimolare un po il ragazzo cambiai la gamba che stava sopra, misi a posto un po le calze, alzai il limite della gonna, aprii ulteriormente la gambe e lasciai cadere più volte il libro dietro di me, in modo da dover girarmi e aprire molto le gambe per prenderlo. La bozza nei pantaloni del ragazzo si ingrandiva a vista d’occhio e mi sembrava che avessi deciso la mia preda. Così mi avvicinai a lui, con aria innocente:
“ciao che stai leggendo?”
“ciao, un libro sull’economia” pareva un pò impacciato e agitato
“ah bello..io su una ragazza che incontra un ragazzo..”
“ah un libro d’amore?”
“no, ho solo detto che una ragazza incontra un ragazzo..chissà che succede dopo” avevo lanciato una specie di segnale, tutto stava se il ragazzo mi capiva
“ah bhe.. che ne dici se ne parliamo magari facendo una passeggiata?”
Bene aveva capito. così insieme camminammo, parlando un po’ di noi e lasciandogli altri segni, come il fatto che mi toccavo sempre più continuamente le calze (che ormai erano fradice ai bordi) o parlavo del sesso tra i due ragazzi e pareva che il tutto avesse funzionato. Lui mi portò fino a una specie di metropolitana, solo che era molto più corta, non c’era nessuno e non era sottoterra.
“facciamoci un giretto qui, ti va?”
Non me lo feci ripetere, salii dentro insieme a lui. Entrati ci sedemmo, non c’era nessuno e la cosa era a nostro favore, lui si lasciò cadere il libro e rialzandosi guardò sotto la gonna
“Uh cosa c’è qui!”
Io a quel punto non ce la facevo più, tirai su la gonna e mostrai al ragazzo, che già aveva visto, la mia nudità, poi tirai giù le spalline e mostrai la mia 3 completa. il ragazzo certo non si fece aspettare e, slacciati i jeans, tirati giù gli slip, mostrò il suo bel cazzo in tiro, bello grosso e lungo, quelli che mi piacevano tanto. ci iniziammo a baciare e lui mi tastò per bene tutte le tette e il culo: che meraviglia! Mi feci cadere a terra e, come si accudisce un bimbo, prendo il suo bel cazzo in bocca, mi fa strozzare, ma lo adoro, la lingua fa il suo lavoro, lo succhio. il ragazzo non resiste troppo e mi riempe la bocca con il suo sperma caldo. ecco la prima fermata: c’è una vecchietta fuori che,vedendoci, non sale e il tram riprende il suo viaggio. il suo cazzo riprende forma e vigore ed è pronto nuovamene, mi metto con le mani contro la vetrata e metto il mio bel culetto all’aria. sento in un attimo che la sua cappella cerca una via di entrata, spinge, ancora il buco era stato utilizzato solo da oggetti, ma piano piano si fa strada e, ben lubrificato dalla sua sborra e dai miei umori entra completamente. i primi dolori vengono assorbiti subito dal piacere immenso di sentire quel bel cazzone dentro di me, nel mio retto..spinge e spinge, lo ripempe per bene, come ripempe la mia volontà di piacere..chi stava fuori poteva ben vedere la scena, vedere i nostri 2 corpi avvinghiati; non ci ho messo troppo a venire e a bagnare tutto il pavimento di orgasmi, reazione che porta anche lui al piacere riempiendomi il buco di sborra e lasciandolo grondande facendo attenzione che non arrivasse davanti mi sedetti e, per ritirare su il suo cazzone mi sditaliani un pò, facendomi cadere sulle tette un po della sborra che avevo in bocca e spalmandola bene. il cazzo non resistette alla scena e, appena rialzato, lui mi disse di prenderlo tra i piedi: non l’avevo mai fatto ma ci provai. I miei piedi coperti dalle calze coprirono il suo bel cazzo e incominciarono a tirarlo su e giù. riuscivo a sentierlo pulsare da dietro il tessuto di nylon e quasi lo feci venire quando all’improssivo arrivammo alla fermata. Ecco una singora sui 30 anni che entra e si siede, di schiena rispetto a noi, che nel frattempo ci eravamo seduti, parzialmente nudi, io grondante di umori e di sperma ma completamente eccitati.. non si poteva finire così! Allora mi misi sopra di lui, a cavalcioni, e misi il bel cazzo duro tra le mie gambe, le mie labbra lo chiedevano, mi pregavano, come non accontentarle? Lo feci entrare, bello grosso, che chiedeva spazio neò buco non abituato a quelle dimensioni modeste, ma che ancora non avevo mai provato. il piacere mi invase, come mai fino ad allora. ci muoveviamo piano , per non richiamare l’attenzione della signora, ma gemevamo lo stesso e l’idea che si potesse girare da un momento all’alto ci riempì di carica. Eravamo sudati, stanchi, i nostri corpi su muovevano, i muscoli rigidi, le menti vogliose di ancora piacere sentii il suo cazzo irrigidirsi, mi tolsi e, inginocchiandomi, lo presi in bocca, dove mi ritrovai con sborra in bocca e sulle tette. il ragazzo si rivestì, contento mi prese in un ultimo bacio
“io devo uscire per tornare da dove siamo partiti aspetta altre 3 fermate. ciao bella e grazie”..
Così mi ritrovai li, sola, mi pulii con un fazzoletto il possibile e cercai di ricompormi. ancora l’odore di sborra mi entrava nel naso, lo avevo sulle tette, sulle calze, ancora grondava dal culo. i miei uomori sulle gambe e sul pavimento. mi sedetti e sentii un gemito. eravamo solo io e la signora, che sembrava non essersi accorta di niente ma che capii era stata una brava spiatrice. quell’idea non fece altro che ricaricarmi e, per 3 fermate, riuscii a ritrovare l’orgasmo, utilizzando un pennarello per riempire il mio culetto. così i miei umori si sparsero anche sul sedile e sentii anche la signora, a un certo punto, gemere più sommessamente. lei uscì una fermata prima della mia, quando uscì vidi le sue dita bagnate. avvicinandomi al suo posto confermai le mie teorie, infatti anche quello era bagnato e pervaso dall’odore di umori femminili. ricordandomi che ero quasi arrivata indossai le mutandine, ormai praticamente inutili, ma permettevano di nascondere la mia topa e scesi.
Tornata alla comitiva tutte le mie amiche erano preoccupate, effettivamente ero scomparsa per 2 ore quasi senza dire niente. mi scusai dicendo che avevo trovato dei bei negozi e mi ero fermata a guardali bene e negozio dopo negiozio non avevo sentito lo scorrere del tempo. effettivamente non lo avevo sentito per davvero. Così, con ancora il sederino sgoccilante, le mutande e le calze fradice e in bocca il sapore di sperma continuammo il nostro itinerario quando mi chiesero se mi ero divertita risposi che il pezzo più bello era stato UN viaggio. solo io potevo capire perchè...

Ecco che vi ho raccontato un’altra mia storia..mi chiedono se le storie sono vere e io rispondo: si sono vere..certo alcuni particolari sono ingranditi ma la foga di scrivere mi coinvolge molto..
per domande e informazioni aggiungetemi, non per incontri o webcam! Ciao a tutti


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