Qualche anno fa' conobbi Paola, una bella ragazza di origine forse brasiliana, non lo seppi mai con certezza, ma i lineamenti, il corpo mi suggeriva questo. Era la dipendente, collaboratrice di un mio conoscente, in una attività prestigiosa. Capito qualche volta, che lui non fosse in sede e lei fosse da sola. Cercando lui per chiacchierare del suo lavoro o di autovetture o prendere un caffè, capitò di ritrovarmi solo con lei e pian pianino diventammo ...qualcosa in più che amici ed un po' meno che amanti.
Mi stuzzicò già da subito parlandomi di lei, del suo bisogno d'amore, della difficoltà di trovare una persona giusta, adatta ed onesta..che non "cercasse, solo quello!"...Più volte mi sembrò che cercasse da me, l'amore che cercava e più volte mi dette ad intendere o capì male io, che le interesassi io.
Lei sapeva che ero sposato e che avevo figli piccoli, per cui per un po' evitai di andare a trovare l'amico e lei.
Un giorno mentre ero sulla via principale, al telefono con un collega, mi sento salutare con un tale entusiasmo da una bella ragazza dai capelli neri, che chiudo velocemente la conversazione. Il collega capì !
La donna, quella ragazza, incalzava entusiasmata e felice di questo incontro. Io intanto mi chiedevo chi diavolo fosse, sembrava un viso ed un corpo noto, ma non riuscivo a collegarlo a nulla. Possibile dimenticare un viso ed un corpo così?! Cavolo ?! Stavo invecchiando così precocemente ?!
Dopo diversi minuti di calorose parole, non c'è la feci più, glielo chiesi : "scusami, abbi pazienza, sò che ci conosciamo, ma non riesco a ricordarmi come e dove !" Mi guardò sorridente e sorpresa, per fortuna non offesa e ridendo mi disse : " Ma come sono Paola la......di.....!!" Si sollevò la nebbia e mi ricordai di lei e delle sue parole. Risi di me con lei e lei rise divertita. Continuando a parlare mi diede il suo numero personale, chiedendomi di chiamarla l'indomani per andare assieme a prendere un aperitivo. Sabato ! Sabato pomeriggio !!
Riprendendo la strada, mi domandai se avessi compreso bene..."voleva che la invitassi per un aperitivo ?! Perchè ? Perchè proprio io ?! " Pensai, forse ho capito male quella valanga di parole e poi il sabato pomeriggio mi sarebbe stato impossibile.
Mi dimenticai della cosa. Passarono una decina di giorni e sapendo che l'amico era in sede, andai a trovarlo.
C'era anche lei e mi salutò con il distacco e la cortesia dovuta ai clienti. Lui però in quel momento era impegnato nel suo ufficio con dei clienti, così attesi. Paola ne approfittò e con la scusa di offrirmi un caffè, mi rimproverò :" Cattivo, non mi hai chiamato,
non ti sei fatto sentire. Ci contavo tanto di uscire con te. Perchè non mi hai chiamato ?! " Restai secco !
Ma diceva sul serio ! Voleva veramente che la invitassi....ma perchè pensai ?! Riprendendomi dalla sorpresa mi scusai blaterando : " Scusa, ma non ero certo di aver capito bene... e poi, lo sai sono sposato, non posso andare in giro con belle ragazze e poi il sabato pomeriggio ! " Mi guardò studiandomi, un po' sorpresa e felice che avessi usato l'espressione "bella ragazza "...: " Pensi proprio che sia una bella ragazza ?! "
Le risposi che anche un ..non vedente...guardandola, avrebbe detto che lei era una bellissima ragazza !!
Mi regalò una serie di sorrisi ammicanti, stringendomi la mano tra le sue e poi aggiunse...: " quando vuoi e puoi..." Dopo una mezz' oretta, finto di scherzare con suo capo, me ne andai...ancora un po' confuso ed eccitato dalle sue parole.
Iniziarono così vari appuntamenti, per aperitivi, caffè, pranzi e cene....mi portò a casa sua, un piccolo alloggio mansardato, carino, ma un po' disordinato....l'ordine non era il suo forte. Ma andiamo per ordine.
Dopo qualche aperitivo...le chiesi se veramente le interessasse avere una storia con me, usai naturalmente "altre parole"...ma lei mi disse si !! Da quel momento, ogni volta che mi era possibile, cenavo, pranzavo con lei...anche solo un caffè.
Baci clandestini, nascosti tra alberi di ampi giardini o in macchina...alcuni più delicati e romantici nei ristoranti, dove si pranzava, cenava, mano nella mano, scherzando e ridendo come di ragazzini...
Capì che stavo innamorandomi pazzamente dei quella ragazza, più giovane di me di circa quindici anni...mi stava facendo perdere la testa, con i suoi giochi e le sue civetterie da "bimba monella"...o da "principessina"...come diceva lei.
Furono mesi bollenti... a casa sua, dove volle portarmi, facemmo l'amore per la prima volta...La passione, controllata sino allora esplose in un'onda di amplessi incredibili, numerosi e selvaggi. Paola amava fare la dominatrice... dirigere lei tutto. Una volta nudi, i vestiti seminati per terra, sul palchè, sui divani o dove cadevano..iniziammo a baciarci, dolcemente e lentamente, mentre anche i nostri corpi si " baciavano ".. si toccavano, sentendo le sensazioni, i brividi di piacere e di eccitazione dell'altro. Guardò eccitata la lunga erezione del mio pene, che teso come mai stava veramente dritto, puntando al soffitto, la cappella viola dalla tensione e voglia di lei. Mi misi in ginocchio, iniziando a leccarle le belle coscie, mordicchiando quà e là, arrivando quasi alle porte della sua femminilità, già umida ed odorosa di umori. Lei mi aprì le gambe ed io entrai con le testa sotto di lei, leccandole la peluria curata e sottile che copriva le sue "belle labbra"...riempiendomi la bocca " col suo frutto saporito"..Le entrai dentro con la lingua ed era umida e gocciolante, tremò... intanto le mie mani avevano aperto le "sue guance" e le dita cercato le sue aperture, entrarono rapaci a frugare e giocare con i suoi sensi. Gemette di piacere sentendo che oltre la lingua, anche le dita le frugavano la sua fessurina e le penetravano il buchino, tremò ancora, iniziando a scendere su di me, ormai seduto per terra, col pene duro che si eregeva verso la sua bella passerina. Si sedette sulle mie gambe, stringendo con tutte e due le mani la mia carne dura, che pulsava sempre più impaziente ed impazzita. Mi baciò profondamente e sentì la sua lingua arrivarmi alle tonsille. I suoi piccoli seni, forse poco più di una prima misura, contro il mio torace ed i suoi capezzoli che giocavano sulla mia pelle. Piegandosi in avanti col corpo e le gambe, appoggiò le sue labbra gocciolanti sul mio cazzo dolorante dal desiderio e si impalò lentamente, gustandosi ogni centimetro della mia pelle dura, entrando ed uscendo, rientrando riprendendone solo una parte, torturandomi con quel gioco, graffiandomi le spalle e guardandomi soddisfatta negli occhi, che promettevano scintille. Si impalò finalmente tutta, riempiendosi con la mia carne, mugulando e leccandosi le labbra leggermente carnose. Un colpo secco e fui dentro di lei. Impazzì anche lei di desiderio, agitandosi su e giù, di lato, avanti ed indietro. Poi come una pantera mi stese prepotentemente sul pavimento, completamente. Mi attraversò un brivido di freddo, che mi fece inarcare, entrando più profondamente dentro di lei...e lei iniziò a danzare su di me. Una danza selvaggia e violenta, di colpi decisi e secchi per sentire sino all'ultimo millimetro la carne dura del mio uccello, godette così più volte, senza mai arrendersi, fermarsi per prendere fiato. Non era una donna, era veramente una pantera.
Decisa, si girò di schiena, ruotandomi sopra, mantenendosi il pene dentro la fighettina ed iniziò un 'altra danza, sopra di me, sopra di lui. Le tenevo i fianchi e poi la vita, aiutandola a sfondarsi di più su di me, eccitato le aprì di più le natiche, guardando e vedendo meglio i sessi che si fondevano tra di loro. Mi stava distruggendo dal piacere e da come godeva e si lamenteva, incitandomi a riempirla ancora e più forte, doveva aver ricevuto una bella dose di piacere. Decisi che dovevo prendere in mano la situazione. Sollevai le gambe e la feci cadere di fianco, sul pavimento. continuai a sbatterla così, agitandomi, strisciando sul pavimento, poi uscendo da dentro il suo paradiso, la presi in braccio, stendendola sul tavolo sulla schiena, le gambe ciondolanti. Rabbrividi lei adesso. Sollevandole le gambe rientrai con un unico movimento dentro quella figa umida di umori e bollente. Sbattendola, con colpi secchi e potenti, mi piegai sulle sue tettine mordendole delicatatmente i capezzoli e suchiandole le tette, aspirandole quasi completamente dentro la mia bocca.
Venne urlando..continuai a martellarla sino a quando il respiro rallentò, non ebbi pietà del suo orgasmo. La girai su un fianco e prendendole le gambe e tendole una a destra e l'atra a sinistra, continuai a penetrarla, cambiando tempo e profondità alle mie spinte..Godeva gocciolando, il tavolo era umido dei suoi umori e del suo sudore...mi chiese pietà : " fermati un attimo, fammi respirare .."
Le concessi il tempo necessario ad aiutarla a cambiare posizione, mettendola adesso seduta sul tavolo, come le bambole di una volta. Tenendola, abbracciata, le rientrai dentro, piano piano, roteando dentro di lei, girandole dentro, creando un vortice sempre più crescente di eccitazione e di goduria....Venne ridendo,urlandomi che ero fantastico, che il mio cazzo era fantastico....che non aveva mai goduto così...
stava facendomi perdere il controllo...l'eccitazione, stava per farmi sborrare dentro la sua figa. Riuscì a trattenermi. Le chiesi di lasciarsi andare ancora di schiena sul tavolo, lo fece guardandomi curiosa. Sentì che lo sfilavo dalla figa e si lamento con un lungo Nooooo !! Sentì gocciolare e scivolare verso il buchetto ...le puntati deciso la cappella sul buco e lei urlò di no !! Troppo tardi ! Ero già entrato...parte della cappella era già dentro di lei e pulsava impazzita. Sentivo anche il suo buco, premere e spingere, per liberarsi di quella grossa supposta che le avevo infilato. Spinsi ancora entrando ancora di più, ma ancora non tutto...ne mancava almeno metà. Lei urlava, si dimenava, mentre io le tenevo le caviglie strette ed il cazzo spingeva di più nel suo sfintere...: "dovevi dirmelo, chiederlo...bastardo, mi brucia da impazzire"
La guardai, un po' dispiaciuto di quelle parole, ma ebbi la forza di dirle : "tesoro, pensavo che fossi abituata a fare anche questo. Vuoi che lo tolga ?!"
Ormai però l'eccitazione aveva preso il sopravvento ( e come seppi dopo e capì...non era la prima volta che lo concedeva) e così mi rispose : "Ormai ci sei..tanto vale continuare. Fai piano però, non hai un cazzo da culo, il tuo è un palo della luce...è un cazzo da figa, da bocca, da pompini, ma non da culo !"
Queste parole me lo fecero diventare ancora più duro e forse più lungo. Lei rise sentendo che il cazzo che aveva dentro si era eccitato e puttana, mi invitò a sborrarle dentro al culo e poi ancora sopra la pancia, sulle tettine...Entrai ancora di più, deciso, lentamente la sentì cedere tutta e mi sentì completamente dentro di lei.. Il piacere era misto a dolore, bruciore...con le dita cercai la figa e cominciai a sgrillattinarle il (o la, come dicono altri) clitoride. Restando quasi fermo, con pene dentro di lei, duro e ben piantato, con la mano libera iniziai a giocare con i suoi picccoli seni...dicendole : Amore, come sono piccole le tue tettine, mi fanno impazzire "...Al chè, fantastica puttana, godendo del massaggio alle tette e del ditalino, ma ancora di più delle parole che le avevo detto..e forse anche dal piacere che le dava il mio pene dentro al culo, mi rispose : " Si amore...anche il tuo cazzo, il tuo piccolo cazzo, mi fa' impazzire, hai un cazzettino così piccolo !! "
Incredulo, sorpreso, pensai, "brutta puttana, ti diverti a prendermi in giro !? Il mio cazzo piccolo ?! " Lasciai stare la delicatezza, la cortesia della masturbazione, le massacrai il culo di colpi, sbattendola senza pietà, volevo farla urlare di dolore ed anche piacere, ma doveva chiedermi pietà !! Doveva supplicarmi di fermare quel massacro dentro al suo culetto .
Urlava e gemeva, dal piacere e dal dolore, forse neppure lei sapeva cosa provava di più...continuai, per un bel po', poi l'eccitazione, le sue parole sconnesse e senza senso, che mi invitavano sia a romperla di più sia a fermare "quel maglio dirompente, che le frugava e frantumava il culo" ...le sborrai violentemente dentro, stantufandola ancora, velocemente, tirandola a me dalla caviglie, tirandole le gambe più in alto, in modo da penetrala, romperla di più e se possibile entrale ancora più profondamente in mezzo a quelle chiappettine sode, piccole e dure. Continuai per diversi minuti, a svuotarmi sbattendola come meritava, dopo la provocazione di poco prima. Finalmente lle lasciai libere le caviglie e le gambe caddero giù senza fora stremate. Sembrava una farfalla infilzata da uno spillo gigantesco... respirava velocemente, il seno si alzava ripetutamente, come se il cuore volesse uscire da lì !
Non volli ancora uscire dai lei. Glielo feci sentire ancora un po', ben duro, dentro. Mi guardò distrutta, sorpresa e sorridente. "Mi hai distrutta, brutto bastardo", mi disse ridendo, "tira fuori quel bastone, fammi rilassare qualche minuto..se vuoi poi ricominciamo "
Mi mossi ancora dentro di lei, ancora duro e nuovamente eccitato..mi guardò supplicandomi " Mi arrendo, hai vinto Tu e il tuo grosso cazzo indiavolato. Adesso però basta. Sono distrutta"
Le uscì da dentro liberandola ed aiutandola a sedersi....le scivolò fuori da quel fornello acceso, un fiumiciattolo di sperma...mi guardò, con occhi distrutti, ma ancora pieni di sfida ed alzandosi, si piegò sul tavolo leccando tutto lo sperma che le era uscito dal culo.
Così, piegata, col culo ancora dilatato e devastato dal mio cazzo, mentre leccava, mi fece godere ancora...girandosi verso di me, verso di lui, lo prese infilandoselo in bocca, pompandolo e masturbandolo in contemporanea...Non ebbi la forza di oppormi, le venni in bocca, regalandole ancora un po' di sperma, però adesso bollente. Lo succhiò fino all'ultima goccia, poi ridendo, graziosa e maledetta puttanella corse in bagno per liberarsi della tensione accumulata....pisciò copiosamente, mentre io la guardavo, lì seduta, a gambe spalancate per farmi vedere meglio. Pisciai anch'io, con lei seduta lì, sulla tazza...le lavai anche la figa ed un po' le gambe. Si divertì a vedermi scrollare - vistosamente esagerato - il cazzo ancora mezzo duro, che le schizzava addosso delle goccie di urina. Corse verso la doccia invitandola a seguirla.....
Il seguito al prossimo racconto :
Adesso però : Un saluto ad un amico che si è addormentato per sempre, a cui volevo dedicare un racconto - particolare, più serio, che magari scriverò un'altra volta...anche se non è del genere che leggiamo quì noi maialini, spero che venga pubblicato lo stesso.
Buonanotte Antonio... sicuramente San Pietro, vedendoti arrivare ti dirà...: "Non hai mai avuto pazienza, adesso, poco casino e mettiti in fila "
Un saluto ad un uomo scherzoso e simpatico, pazzo e fuori di testa come me !!
" Sogni d'Oro !! "