Andavamo al mare nello stesso periodo e nello posto da parecchi anni: era una vecchia villa costruita negli anni cinquanta e trasformata negli anni successivi in appartamenti con tanto di spiaggia privata e recintata che ne facevano la metà ideale per le famiglie che avevano bambini piccoli.
All’inizio e con i bimbi piccoli veniva in vacanza anche mio marito, poi col passare del tempo andavo giù solo io e mio marito mi raggiungeva nei fine settimana.
Quell’anno mia figlia Sara aveva la sua amica del cuore in un albergo vicino a dove ci trovavamo e siccome aveva la piscina passava lì gran parte del tempo, per cui durante il giorno stavo tranquillamente a prendere il sole chiacchierando con le altre signore.
Tra una lettura ed una chiacchiera mi accorgo Stefano, un figlio di un’ospite, mi guarda spesso anche se finge di non farlo.
Avrà più o meno l’età di mia figlia e penso che magari è proprio lei che vuole.
Cosi’ un giorno gli chiedo perché non raggiunge mia figlia dall’amica e lui mugula qualcosa come tutti gli adolescenti “Perché è un tale timidone” interviene sua madre classica signora cinquantenne sformata da quattro gravidanze.
“Sapesse, è tanto bravo con gli studi ma non si muove mai dalla sua camera, ha pochi amici e non fa sport. Fra due mesi fa diciotto anni e dopo con la patente speriamo che cambi, altro che come sua sorella“ e giù a raccontarmi anedotti.
Povero ragazzo, pensai io, come tutti gli adolescenti un po’ sfigati si massacrerà di seghe pensando magari a tutte queste fighette che vede passare.
Si farà col tempo pensai e tornai a leggere, ma non so perché ogni volta che guardavo verso di lui lo vedevo che maldestramente mi spiava e la cosa mi creava un po’ di disagio.
Il giorno dopo chiesi a mia figlia di portarlo con se ma lei categoricamente rifiuto e disse
“Ma mamma è uno sfigato” e nonostante mi dispiacesse non insitetti.
Quel giorno come gli altri giorni stavo prendendo il sole e come sempre Stefano guardava maliziosamente verso di me. Sistemandomi sul lettino mi usci un seno e vidi che il ragazzo che già guardava ebbe come un sussulto. Velocemente girai lo sguardo verso la madre che chiacchierava e cominciai a toccarmi i seni, facendo uscire i capezzoli come se me li stessi sistemando.
Lui continuava a guardarmi ed io mi sdraiai lasciando intravedere una mia tetta.
Lo vidi alzarsi dallo sdraio e passarmi vicino cercando di fare finta di niente, ma non mi sfuggì dentro quei boxer una splendida erezione.
Lo vidi ritornare dopo pochi minuti e risedersi ma il suo sguardo era sempre rivolto verso di me.
La
mia mano comincio a passare sopra il mio costume e lentamente mi accarezzavo da sopra.
Lui continuava a guardare e la cosa ora mi eccitava. Pensavo di infilarmi dentro la mano, sarebbe stato troppo. Così cominciai con le dita a toccarmi la parte bassa del pube e lentamente alzavo il costume, quando bastava per far vedere un po’ di pelo e le labbra esterne.
Mi ero eccitata ed il mio clitoride si stava indurendo e la fica inumidirsi, quand’ecco che Stefano si alzò e andò di corsa verso l’appartamento, dove penso si sia masturbato furiosamente.
Tornò un bel po’ di tempo dopo beccandosi le ire della madre.
Ripensai molto quella sera e fantasticai su quel ragazzo sul suo farsi una sega pensando a me, che mi eccitai molto al punto da masturbarmi anch’io.
Il giorno dopo lo rividi in spiaggia ed ero intenzionata a non fare nulla di strano, ma quando lo vidi la sua presenza mi eccitò che ricominciai a fare quel gioco di ieri, arrivando sempre più audace a mostrargli quasi tutta la fica.
Pensai che ero troppo anche per me ed andai a fare il bagno, ma una volta in acqua ebbi la sorpresa di trovarmelo li vicino.
Stefano ero bello ed il suo corpo ero già quello di un uomo. Lui timidamente allungo le mani e me le mise sul culo e sulla passera.
Lo lascia fare ma quando vidi sulla battigia la madre mi scostai subito e mi allontanai.
Tornata sulla spiaggia , sua madre mi venne incontro e mi disse “Senta Barbara, non so se a lei piace così” Io divenni rosso fuoco “ma ho fatto i peperoni ripieni. Se mando mio figlio a portarli le crea fastidio? Magari se c’è li suo figlia scambiano due parole".
Dissi di si, ben sapendo che mia figlia non sarebbe stata a pranzo.
Appena Stefano entrò in casa, mi venne incontro abbracciandomi. Era di vent’anni più giovane di me e potrebbe essere mio figlio, tentai di resistere respingendolo.
Ma quando il mio sguardo andò verso il basso e vidi il suo uccello in tiro la carne prese il sopravvento.
Glielo presi in bocca e lo baciai eccitata dal fatto che quello era il primo pompino della sua vita.
Mi misi sul letto, lentamente mi tolsi il reggiseno e gli fece baciare i capezzoli, abbassai poi le mutandine e gli mostrai da vicino la passera da lui tanto sognata. Apri’ le gambe e lui mi disse “E’ la prima volta per me”.
“Allora ti insegno io come fare”. Presi il suo cazzo in mano e lo accompagnai lentamente dentro di me.
Bastarono pochi colpi e lo sentii venire. Il suo sperma fresco dentro di me mi fece raggiungere l’orgasmo ed il fatto di averlo sverginato mi eccitava ancora.
Peccato che era già finito tutto, ma solo il tempo di riprendersi che lui mi disse “Mi è tornato duro” e cosi’ ricominciammo a fare l’amore per buona parte del pomeriggio.
Mi pregustavo già il mio giovane amante da svezzare in quei caldi pomeriggio, quando l’indomani di buon ora sentii un gran trambusto.
Mi alzai di corsa e vidi tutta la famiglia di Stefano trafelata la madre e persone attorno che l’abbracciavano.
Stefano mi vide e corse verso di me e girandosi verso la madre che mi guardava in lacrime
“Saluto Sara”.
Io ero terrorizzata. “Mi dispiace. Ma abbiamo appena saputo che mio nonno materno ha avuto un ictus e dobbiamo tornare a casa subito. Mi spiace. Ma ci rivedremo.”
Lo abbracciai e lo baciai la madre mi saluto con la mano e li vidi andare via sperando di poterlo rivedere prima dalla fine delle vacanze ma così’ non fu.