La notte era illuminata dalla luce tenue di vecchi lampioni,la strada era fiancheggiata da enormi fabbricati squadrati, erano solo le 20, ma essendo d’inverno, sembrava notte profonda.
Ogni tanto delle insegne luminose e colorate davano vita a un luogo che sembrava dismesso dove vagavano solo cani randagi in cerca di cibo e pensare che invece di giorno brulicava di gente, operai, facchini, camionisti ....e giovani industriali in carriera.
Mia moglie guardava fuori dal finestrino dell’auto in silenzio.
Eravamo usciti di casa da 20 minuti ma quel giorno lei aveva impiegato delle ore a cambiarsi......
Nel pomeriggio era stata dalla parrucchiera per mettere in piega i capelli, si era dipinta le unghie di uno smalto rosso vinaccia, si era truccata il volto con l’ombretto e si era colorata le labbra carnose di un rosso carminio.
Nel silenzio totale avevo anche sentito il ronzio di un rasoio ....forse era lei che si stava depilando la fica ma non volli pensarci.
Non volli neanche pensare a ciò che avesse indossato sotto a quel lungo visone grigio quando mi apparve davanti, notai solo le scarpe con tacco vertiginoso e le nere calze velate.
Adesso eravamo lì in auto, lei stringeva tra le mani una cartellina con fare nervoso e guardava nel vuoto.
I fari dell’auto illuminavano strade tutte uguali, cancelli, ringhiere , insegne e targhette esposte sui muri.
Imboccammo ‘’ la prima a sinistra ’’ come avevano detto di fare a mia moglie in quella lunga, strana telefonata di due giorni fa’.
Infondo alla strada una piccola insegna luminosa con scritto una parola in inglese a me incomprensibile ci fece capire che eravamo arrivati, cercammo nel buio il campanello vicino al cancellino d’ingresso e con fare tremante mia moglie suonò...nessuna risposta solo il rumore metallico di una serratura comandata a distanza.
La porta era in vetro , le luci si accesero al nostro passaggio, salimmo le scale seguendo l’indicazioni ‘’ufficio’’.
Una sala d’attesa si aprì davanti ai nostri occhi, vi erano delle soffici poltrone e un tavolino a fumo con sopra delle riviste. Infondo alla stanza vi era una porta socchiusa con la luce accesa all’interno, una voce forte e decisa invito’ mia moglie ad entrare.
Lei mi guardo negli occhi, abbozzò un sorriso, mi bacio lievemente le labbra e poi mi sussurrò all’orecchio’’....MI VUOLE PROPORRE UN LAVORO....CHISSA DI COSA SI TRATTA ’’
Quando fu sulla porta la sentii borbottare un ‘’ BUONASERA ’’ con voce calda e pacata e l’uomo rispose con altrettanta cortese dolcezza.
La porta si socchiuse alle spalle di lei, adesso li sentivo
parlare ma non riuscivo a comprendere l’argomento del loro discorso, non capivo di che lavoro le stesse parlando e non capivo il motivo per cui lei aveva posto tanta attenzione al suo aspetto esteriore.
Mi sedei sulla poltrona di pelle e presi tra le mani una rivista. In copertina vi era una splendida donna vestita di veli, niente di osceno e proprio per questo enormemente eccitante, sfogliai il giornale prima con fare distratto poi sempre con maggiore interesse. All’interno vi erano foto amatoriali di belle donne, annunci erotici e pubblicità intriganti di locali e privè.
Un’intera pagina riportava la pubblicità di una casa cinematografica di film hard amatoriali che cercava ‘’....giovani donne da inserire nel cast di un film ’’ rimasi freddato, incredulo, sconvolto nel leggere infondo alla pagina la stessa parola in inglese riportata sulla piccola insegna luminosa. L’ambiente era caldo ma io sudavo gocce fredde che mi scorrevano lungo le tempie, le gambe iniziarono a tremarmi sempre più forte e il mio cervello impazziva tra angoscia, timori e una strana forma di eccitazione sottile.
Adesso il silenzio era totale e forse era solo una mia suggestione ma la luce dell’ufficio mi sembro più tenue come se fosse stata abbassata per creare una atmosfera diversa .Nel silenzio mi sforzai di captare anche una sola parola, i miei occhi guardarono fissa quella luce per capire se veramente si fosse attenuata, ma inutilmente.
Solo dopo lungi , interminabili istanti i due ripresero a parlare in modo sommesso, mi alzai in piedi per avvicinarmi alla porta ma mi dovetti sorreggere al muro tanto mi tremavano le gambe.
Dallo spiraglio della porta socchiusa sbirciai nell’ufficio, lui era appoggiato in piedi alla scrivania e lei le sedeva davanti, indossava ancora la pelliccia di visone ma adesso si vedevano bene le sue splendide gambe incrociate, parlavano piano in modo sommesso e non capivo cosa lui le stesse dicendo notai che sulla scrivania vi era la cartellina che lei aveva portato e sparse sul tavolo vi erano e foto di lei che io le avevo scattato dove la ritraevano nuda nelle pose più oscene.....ne rimasi colpito.
L’uomo abbasso ancora la luce.....
Nella penombra vidi le mani di lei che si posavano un attimo sui fianchi di lui tirandolo a se per poi sbottonargli pian piano i pantaloni....i pantaloni caddero ai piedi dell’uomo. Con le sue piccole mani colme di anelli mia moglie tirò fuori il sui cazzo dalle mutande per farlo sparire nella sua calda bocca dopo averlo leccato come fosse un cono gelato e dopo avergli accarezzato le palle.
L’uomo mugolava sempre più forte mentre le accarezzava la testa.
Io dal mio ‘’nascondiglio’’ li guardavo in silenzio mentre fredde gocce di sudore mi scolpivano il volto in un misto di dolorosa, enorme, sconvolgente eccitazione.
L’uomo cercava di toccare mia moglie, di intrufolare le mani sotto alla pelliccia ma lei era il ‘’direttore’’ dei giochi.... e lei avrebbe deciso fino dove arrivare.
I gemiti di lui erano sempre più forti mentre la bocca di lei si muoveva sempre più velocemente sul cazzo dell’uomo ebbi il timore, o forse sperai, che la riempisse di sperma ma non era ciò che lei aveva deciso di fare.
La vidi alzarsi dalla poltrona, sui tacchi di 10 centimetri sembrava più alta di lui, rivolse lo sguardo verso la porta o forze verso di me..... certo sapeva che non ero lontano.
Si allontano dall’uomo di circa 3 metri e guardandolo fisso negli occhi fece scivolare la pelliccia ai suoi piedi, lo sentii borbottare parole confuse inebriato da tanta bellezza nel vedere una bella donna vestita con solo una ghepier nera, un perizoma e delle splendide calze slanciata su tacchi vertiginosi. Non ci furono altre parole, lei si sdraio sulla pelliccia distesa sulla moquette del pavimento, dischiuse le sue splendide cosce e l’uomo comprese che poteva scoparla. L’eccitazione era stata portata agli estremi , l’uomo annaspava sopra di lei avrebbe voluto baciarla, leccarla, scoparla in mille e poi altre mille posizioni ma tanta era l’eccitazione che la scopò nel modo più classico con lei sotto di lui senza darle neppure il tempo di togliersi le mutandine. Pochi colpi e entrambi urlarono un orgasmo sconvolgente e sconquassante.....lui rimase ancora dentro di lei per riprendere fiato mentre lei respirava in modo affannato. Quando estrasse il suo cazzo sporco di sperma offri un fazzolettino a mia moglie che rifiuto ’ , in piedi si aggiusto le mutandine sporche e lascio colare il seme di lui lungo le cosce, la troia sapeva che questa era una mia fantasia e mi aveva voluto fare questo ‘’regalo’’. I due si baciarono un’ultima volta e lui le borbotto delle parole all’orecchio prima che lei mi raggiungesse nella sala d’aspetto.
Mi guardo sorridente negli occhi, mi strinse a se forse era anche più alta di me su quei trampoli osceni...
‘’MI HA FATTO UN PROVINO....SONO STATA BRAVA?......SARO IO LA PROTAGONISTA DEL FILM..’’ mi disse mia mogli ed io tartagliando le dissi ‘’E COME SI INTITOLA IL FILM ? ‘’
‘’LA NUOVA IMPIEGATA SI FA SCOPARE DAL CONSIGLIO DIRETTIVO ’’Seppi solo dirle ‘’ sei una splendida troia ’’