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Prime Esperienze


iniziazione (1° parte)

           di gheps45

 Scritto il 18.04.2007    |    Visualizzazioni: 36.340  |    Votazione 6.7:

Premetto che sono nato a milano, la mia povera mamma lavorava in casa come sarta e la figlia di nostri amici l'aiutava per guadagnare qualche soldino e imparare un mestiere che allora ara diffuso.quando sono nato aveva 14-15 anni e mi accudiva come fossi un suo fratellino, mi raccontavano mia mamma e lei, che si divertiva a pettinarmi, mi curava con ogni attenzione. questa ragazza si chizmava maddalena per tutti lena e una delle peime parole che ho detto è stata NA inteso come lena con sua grande gioia.
quando ho iniziato a frequentare le superiori cominciavano anche i primi festini a casa dei vari compagni, io non sapevo ballare e mia mamma invitava NA ad insegnarmi, anche perchè le generazioni di allora erano timide. NA crescendo aveva sviluppato un bel fisico,aveva 2 tettone penso 5°o6° un paio di gambe niente male ed un culo....come poteva un povero pivello imparare a ballare avendo davanti un simile davanzale e infatti mi diceva in dialetto milanese di non guardare le tette ma seguire il tempo. inutile dirvi che il mio pisellino impazziva con un simile spettacolo. all'età di 16 o 17 anni, i miei genitori si son dovuti assentare da casa, ma potevano contare su NA. tornavo da scuola il pomeriggio, la trovavo a casa ad aspettarmi, studiavo e dove poteva mi aiutava (era ed è una donna intelligente) cenavamo e a letto. lei a volte leggeva un libro a letto, andavo a darle il bacio della buonanotte, ma sotto la camicia da notte vedevo quel balcone...non vi dico le seghe che mi sono tirato.
i miei son tornati e tutto nella normalità.
un giorno NA mi dice "gigi quando compirai 17 anni ti farò un bel regalo" arriva il mio compleanno e mi dice di andare a prenderlo a casa sua, distante pochi isolati da noi. era sola in casa, indossava una vestaglia sbottonata ma chiusa "tanti auguri gigi questo è il mio regalo" e così dicendo ha lasciato cadere a terra la vestaglia. adesso direi cazzo che figona, ma allora sono rimasto senza fiato ed ho avuto un'erezione violentissima,"gigi ti piaccio così tanto" non riuscivo a parlare e a deglutire "sono sempre la solita NA toccami" le ho ciucciato con timore un capezzolo tremando, poi l'altro, tra le gambe aveva un ciuffo di peli neri intorno alla passera invisibile. "se vuoi t'insegno come si bacia una donna. appoggia le labbra sulle mie, adesso tira fuori un pò la lingua e tocca la mia" stavo baciando una donna e sentivo quelle tettone contro di me ero ancora molto agitato, mi accarezzava il capo per farmi rilassare "adesso fai finta di avere in bocca un gelato, succhialo piano" pensando
ad ora le nostre labbre erano attorcigliate,mi sembrava di essere diventato grande in un sol colpo, le ho appoggiato le mani sulla schiena e poi giù sulle chiappe dure come un sasso "gigi mi sbaglio o ti piace palparmi, però quando sarai con una tua coetanea e riuscirai ad infilare una mano sotto la gonna, accarezzala dolcemente non come hai fatto adesso con me" il respiro era tornato quasi normale, ma il pisello era
turgido, se n'è accorta ma l'ha ignorato. "succhia e bacia le labbra con dolcazza e piano, se vuoi puoi provare a baciare il collo e non mi son fatto pregare,
cercando di fare piano come mi aveva consigliato, ma quelle chiappe erano una tentazione troppo forte, gliele ho palpate in lungo e in largo e mi lasciava fare,era il mio regalod i compleanno..."gigi direi che ti piaccio tanto" ed ho trovato il coraggio di dirle "e tutta" si è messa a ridere mi ha appoggiato una mano sul pisello "questo per adesso lo lasciamo in pace una cosa alla volta" ho continuato a succhiarle le tette ero un pò più tranquillo e me le gustavo con più piacere. "NA mi fai vedere cosa c'è in mezzo a quei peli neri ?" per te è un pò presto,
c'è la passerina da dove esce la pipì delle femmine"
"senti gigi se la settimana prossima fai bene a scuola
sabato ti aspetto ancora per continuare a toccarmi"
per tutta la settimana ho avuto nei pensieri la visione di NA nuda. con quelle tettone svettanti e grosse, ma il desiderio di ciucciarle ancora mi ha stimolato a far bene a scuola. a quell'epoca lavorava in un negozio come commessa, ma al ritorno dal lavoro passava a casa nostra per salutare i miei e per vedere
i voti che avevo preso, devo dire discreti. giunto il venerdì sera prima di uscire mi ha detto "gigi sei
stato bravo domani ti aspetto" dicendo a mia mamma che mi avrebbe insegnato a dipingere... alle 14 ero a casa sua, indossava la stessa vestaglia, questa volta gliel'ho tolta io e con più coraggio ho detto "come sei bella NAA ti ho pensato tutta la settimana" ha riso felice e "vediamo se ti ricordi come si bacia una donna" memore della 1° lezione e un pò più tranquillo,l'ho baciata,accarezzata palpeggiata con meno foga e più dolcemente. "bravo gigi mi è piaciuto
e lo dico sinceramente, baciami ancora" così incoraggiato l'ho abbracciata e accarezzata sulla schiena, ero tranquillo e rilassato...si fa per dire,
ma sul più bello mi ha preso la mano destra (come non ricordarsi di ogni particolare) me l'ha fatta appoggiare sul boschetto che nascondeva la passerina
quel povero pisello si è impennato "gigi come si è alzato con il dito medio cerca di entrare tra i peli"
avevo appoggiato la mano sulla figa, roba da grandi ma ero proprio io, mi pareva di sognare, ho cercato tra quei peli un passaggio e l'ho trovato "bravo gigi
impari in fretta sposta i peli in mezzo" mi son trovato in mano quelle che ora so essere le grandi labbra, ma per me allora era solo ciccia. se le è aperte lei "adesso infila il ditino dove puoi entrare" avevo un polpastrello nella figa, lei mi ha slacciato i pantaloni, mi ha preso il pisello in mano e me lo accarezzava ma senza smanettarlo "NA com'è bella calda ma è sempre così" mi ha dato un bacio sulla bocca "gigi sei proprio un novellino è calda come tutto il corpo solo che dentro sembra più calda"
siamo stati un pò fermi così, forse NA pensava di essersi spinta troppo avanti, mi ha tolto il ditino, ha lasciato il pisello, mi ha coccolato e ci siamo ancora baciati a lingua in bocca con un pò più di tranquillità. almeno da parte mia. NAA si divertiva a dipingere, su una tavolozza aveva un quadro in parte
dipinto, mi son sporcato un dito, al momento si è adirata, ma poi le ho detto "se mia mamma mi chiede cos'abbiamo fatto le faccio vedere il dito sporco" e NA "ma sai che sei un furbetto, per premio dammi ancora un bacio sulla bocca". la settimana successiva è passata in un baleno, ho cercato di studiare senza
distrarmi, non potevo perdere l'anno scolastico i miei vecchi facevano sacrifici per farmi studiare, e nello stesso tempo sabato andavo a "lezione da NA" sabato alle 14 puntuale come un orologio svizzero, ero a casa di NAA "ciao gigi come sei puntuale, però oggi puoi solo darmi dei bei bacetti, ho un pò di mal di pancia" sono rimasto deluso ma senza farmi accorgere. avevo studiato tutta la settimana per meritarmi il premio, ho capito molto più tardi che erano "cose di donne" ma almeno ho continuato ad imopratichirmi nell'arte dei baci.
rileggendo quello che ho scritto, non mi par vero di ricordare così tutto nei minimi particolari .




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