Solita conoscenza che si fa al mare. Avrà 16/17 anni; l’età giusta nella quale hanno tanta voglia di scoprire come si fa a scopare La vedo sulla spiaggia, chiacchieriamo un po’, ci vediamo quasi ogni giorno e la invito a ballare. Lei accetta. La sera si presenta con un abitino attillato con minigonna cortissima; si vede la punta delle mutandine color arancione. E’ chiaro che ha voglia di provare il cazzo. Balliamo un po’ e verso l’una le propongo di andare sulla spiaggia. Accetta. Prendiamo la macchina e vado ad una caletta che so essere frequentata da sole coppiette. Nessuno ci disturberà. Per precauzione avevo messo in macchina un bel telo grande. Quando arriviamo apro il bagagliaio e con la scusa di stare più liberi mi tolgo la maglietta, resto a torso e piedi nudi e con i soli bermuda (sotto senza mutande) Lei si toglie l’abito: è senza reggipetto e porta un paio di slip arancioni che coprono bene i peli del pube. Stendo il telo e mi guardo attorno. C’è solo una coppietta già sdraiata sulla sabbia Guardo in faccia la mia lei, le sorrido, mi avvicino e la bacio. Siamo in piedi ed io mi stacco e la guardo bene. Ha due tette ben formate, sode, grosse e io gliele prendo in mano, le palpo ben bene, le accarezzo a lungo e le strizzo ben bene mentre lei accarezza i miei capezzoli. Scendo con le labbra sui suoi capezzoli e glieli lecco voluttuosamente. Comincia a respirare con affanno. Mentre con la bocca continuo a giocare con le sue tette, con la destra scendo verso la sua figa. Metto le mani sulle mutandine che sento asciutte. Risalgo con la mano all’elastico delle mutandine, lo sollevo e introduco la mano dentro le mutandine. Sento il suo pube ricco di peli morbidi e scendo verso il Nido. Le mie mani toccano il suo clitoride e lei ha un sussulto, scendo un po’ verso la fessura e mi accorgo che è asciutta!.
Le chiedo “Sei vergine?” Non mi risponde subito. “Non preoccuparti e non spaventarti. Vedrai che sarà una cosa bella. Stai tranquilla.”.
Così facendo la invito a sdraiarsi sul telo. Ci mettiamo uno vicino all’altro ed io ricomincio a baciarla; la mia lingua forza a poco a poco la sua bocca e lei dopo un po’ si lascia trasportare ad un bel bacio a bocca aperta. Comincia a contraccambiare. Ricomincio a leccare le sue tette e scendo con la mano verso il pube e accarezzo molto lentamente la sua passerina. Poi mi pongo in fondo al telo, in ginocchio, e inizio a toglierle le mutandine. E’ un gioco eccitante: scendo un pezzetto con il solo elastico delle
mutandine, poi mi fermo e con le mani sollevo la stoffa che ricopre la figa, la scosto per mettere in mostra la fighetta vergine, gliela bacio poi ricopro la figa con il lembo delle mutande e scendo un altro pezzetto. Stavolta oltre a scoprire la fighetta le passo sopra la mano per accarezzarla e per titillare il clitoride; poi risalgo verso l’elastico e scendo un altro pezzetto. Lecco la pancia che ho appena scoperto. Lei sta godendo e sento la figa che si sta inumidendo. Continuo ad accarezzarla ed a scendere con le mutandine e quando finalmente le ho tolte ammiro, alla base del triangolo puberale, lo spettacolo della bellissima fighetta. Mi tolgo i bermuda e metto in bella evidenza il mio uccello che vola già altissimo e lo presento alla passerina che sto ammirando!.
Come è attraente e desiderabile la fighetta vergine! Stretta, circondata dal cespuglio di peli che sembra vogliano proteggerla e nel contempo presentarla.
Le grandi labbra di un bel colore rosa sono strette e ravvicinate; nonsono mai state scopate. Alla vista del cazzo sembrano timorose e contemporaneamente desiderose. Sono timorose del dolore che potrà procurare la penetrazione e, contemporaneamente desiderose di sentire il piacere del cazzo duro come una verga che entra completamente nella figa.e va avanti/indietro e dà quella grande goduria che solo la scopata sa dare.
Pregusto già il piacere di quando la scoperò!
Scendo con la testa fra le gambe della mia compagna che ora sono ben divaricate e inizio una ciucciatina di clitoride che fa impazzire la mia donna. La figa si inumidisce, della mia saliva ma anche dei suoi umori di cui sento il caratteristico odore. Continuando a leccare risalgo sulla pancia, sulle tette, arrivo alla sua bocca e le sussurro all’orecchio “Adesso te lo infilo. Ti farà un po’ male ma poi vedrai che godimento!” Punto il mio uccello all’ingresso della figa. Lascio che la testa del cazzo si intinga degli umori emessi dalla passera ormai in calore, arrapata e desiderosa dell’uccello che la scopi. Cerco di bagnare ben bene il glande per consentirgli di scivolare dentro la passerina.
Lei mi invita ad entrare inarcando la schiena e quasi succhiando il cazzo dentro alla passera. Ne ha proprio tanta voglia! Comincio a spingere. Il cazzo scivola abbastanza bene fino all’imene e sento che la passerina bella stretta sta accarezzando e gustando il mio cazzo che la sta chiavando. A questo punto le dico ”Adesso ti faccio un po’ male” e contemporaneamente affondo il cazzo nella figa e con la mia bocca tappo la bocca della mia compagna che, malgrado la manovra, lancia un piccolo urletto. Io sussurro all’orecchio della mia donna “Fa molto male?” e lei mi risponde “No, pensavo peggio”
“Adesso vedrai che il godimento della scopata ti compenserà il piccolo dolore” Così dicendo affondo il cazzo tutto dentro la sua figa e lo manovro su e giù per quattro o cinque volte. La fotto con vigore, voglio che senta fino a fondo il piacere di un bel cazzo duro come il mio nella sua fighetta vergine ora sverginata. Glielo chiedo “Ti piace il cazzo?... Lo vuoi il mio cazzo?” Ad ogni domanda risponde sempre “si” ed ogni volta io la penetro fino in fondo.
Prima di arrivare al culmine estraggo l’uccello, lo meno qualche volta e poi sborro tutto sulla faccia e sulle tette della mia verginella sverginata. che prova ad assaggiare il sapore della sborra. Le piace! Si vede che è una piccola troietta che ama e amerà il cazzo. E’ stato proprio bello sverginarla e godere insieme con una bella chiavata.
FRANCK333
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Citando il titolo del racconto