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Prime Esperienze


ricordi

           di nefertari

 Scritto il 02.02.2010    |    Visualizzazioni: 19.878  |    Votazione 7.6:

Con Mimma eravamo sposati da qualche anno e avevamo una vita sessuale più che buona. Era vergine e non aveva mai avuto rapporti con nessuno,prima di conoscere me, a diciottanni. Dopo qualche anno c'eravamo sposati e nell'attesa c'eravamo tanto desiderati ma avevamo resistito. Ogni giorno fu poi una conquista: diventò una magnifica pompinara che
ingoiava lo sperma con avidità e un pomeriggio d'estate facendole un male atroce le infilai nel culo il cazzo, usando solo abbondante saliva e un breve massaggio con le dita sul buchetto. Per qualche giorno rinunciò al mare denunciando un forte dolore.
Ci accontentavamo di fare il 69 e io curiosavo sullo stato dello sfintere senza osare toccarlo con le dita. Mi piaceva leccare la pelle setosa della sua vagina e voracemente le succhiavo il clitoride fino a farla gridare. Dopo qualche giorno, mi pregò di infilarle il dito nel culo, ma mi disse con grazia.
Non provava più dolore, anzi la stimolazione le provocava godimento.
Una sera mi presentò un pacchetto e mi disse che era un regalo per me: incuriosito lo aprii e trovai dei tubetti di gel, che aveva comprato in Farmacia.
Lessi più attentamente e capii che erano lubrificanti per la penetrazione anale. Ero sbalordito: mi disse che
aveva chiesto al farmacista della vaselina per le emorroidi e quello le aveva suggerito il gel per agevolare la defecazione! Le dissi: - piccioncina, guarda che il farmacista ha capito benissimo che cosa cercavi! - Lei arrossì: aveva sperato di farla franca ma mi confessò che non le importava molto di quello che poteva pensare il farmacista;quello che voleva dovevo
farlo io.S'infilò nel suo bagno per prepararsi e anch'io provvidi a preparare il mio attrezzo.Quando
entrai in camera,in una luce soffusa, la vidi posta alla pecorina. Mi avvicinai a lei, le accarezzai le belle natiche e cercai col dito il buco del culetto; lo trovai tutto unto e palpitante. Mi disse: - rompimi il culo; ti amo tanto!-. Mi accostai a lei, puntai il glande che avevoa mia volta cosparso di gel e cominciai a spingere. Sono piuttosto grosso
e lei si lamentava un poco, io insistetti e alla fine dette, con un grido, un colpo indietro e io la penetrai. Stetti fermo toccandole le tette e il clitoride, quando la sentii godere cominciai a scoparla mentre lei gridava -fottimi, fottimi..ti amo tanto -. Dopo un po' le sborrai nel culo come un fiume.
Quando il membro si ammosciò lo estrassi e attesi il meraviglioso momento: dal buco usciva lo sperma; rimasi incantato a vederlo colare. Lei era rimasta immobile come un'antica sacerdotessa, magnifica e fiera del nuovo organo del piacere che avevamo messo a punto!
L'indomani volle che l'accompagnassi in farmacia
a fare acquisti e trattò il farmacista con altero
distacco. Io ero un po' imbarazzato ma apprezzai molto la sua consapevole dignità. (1)


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