Eccomi arrivato, all'eta' di 48 anni a raccontare al mondo un'esperienza travolgente e allo stesso tempo stravolgente, che ha cambiato in meglio la mia vita.
Sposato da 21 anni con Sonia, di sette anni piu' giovane, ho gia' due figli grandicelli di 19 e di 15 anni.
Conobbi Sonia sin dai tempi in cui lei ancora andava al Liceo, me ne innamorai pazzamente, fui il suo primo ed unico amore.
Sonia e' longilinea, ben fatta, fisico da modella, seno piccolo ma fatto bene, un culetto che non ha nulla da invidiare a quello di tante ventenni.
Anch'io nonostante i miei 48 anni sono in perfetta forma, sono stato uno sportivo praticante e lo sono tuttora, bel fisico e sopratutto un grande amante sotto le lenzuola.
Ma arriviamo al punto del racconto. La crociera dell'estate appena trascorsa. Allettati da una proposta vantaggiosa di un'agenzia di viaggi, e ormai abbandonati dai figli che si programmano autonomanente le loro vacanze, decidemmo di passare le nostre vacanze 2009 in crociera. Era la prima volta, noi abitudinari delle spiagge greche, che affrontavamo questo tipo di vacanza.
E devo dire che ci piacque alquanto la rilassata e tranquilla vita di bordo. Ogni giorno al dolce far niente, qualche bagno in piscina, dei pranzi e delle cene succulente e sopratutto tante nuove amicizie e tanta voglia di stare insieme ad altra gente.
Fu cosi' che conoscemmo Raffaella e suo marito Paolo, una coppia milanese, lei insegnante di 35 anni, mora, carinissima, lui 40 anni simpatico ed affabile.
Da subito facemmo amicizia e iniziammo a fare comunella in ogni occasione, in piscina, a tavola, in qualsiasi iniziativa a bordo dell'animazione.
Paolo e Raffella erano due persone molto a modo, educate, simpatiche, portate all'amicizia.
Ci trovavamo veramente bene con loro, mai avremmo pensato a quello che ci sarebbe capitato in seguito.
Sia Sonia che Raffaella diventarono subito amiche, entrambe con i loro bei fisici attiravano le attenzioni di tanti maschietti, specialmente quando in piscina esibivano i loro due pezzi che esaltavano le loro splendide forme. Come suol dirsi oggi...due bellissime gnocche, le nostre signore.
Una sera, quando inizio' la vera avventura... facemmo abbastanza tardi a cena, avevano servito una cena a base di pesce, dell'ottimo pesce e il vino bianco si era sprecato, contribuendo a rendere piacevole la serata.
Era quasi mezzanotte, ma il bel tempo (ci trovavamo in acque vicine alla Turchia) e la bellissima nottata con molte stelle, non invogliava certo a farci fare ritorno nelle nostre cabine per la nanna.
Accettammo cosi' la proposta di Paolo di recarci ai bordi della piscina per farci un bel bagno fuori orario.
La piscina era immersa nella penombra perche' di sera tardi rimanevano accese solo alcune luci all'interno
della stessa e quindi il bagno "clandestino" era piu' che fattibile.
Avevamo pero' dimenticato solo un particolare, e cioe' quello di non avere il costume, ma era talmente tanta la voglia di immergerci nell'acqua che quasi tacitamente tutti accettammo il fatto che avremmo dovuto fare il bagno nudi.
Con molta pudicita' Sonia, all'inizio cerco' di ribellarsi, ma Raffaella la convinse ad accettare, dicendole che ognuno sarebbe stato lontano in modo da rispettare la privacy dell'altra coppia. E cosi' fu fatto.
Dopo un bel bagno nudi cosa di meglio se non fare l'amore in piscina? Difatti dopo aver "preparato" Sonia alla grandissima, dopo averla baciata, dopo averla sfiorata sui capezzoli e nelle sue intimita', la presi avvicinandola a me ed iniziai a scoparmela con gusto e con buona foga. Sentivo il mio cazzo entrare ed uscire nella sua fessurina gia' umida e ricca di umori.
Lei dapprima tesa si lascio' andare come le accade solo nelle nostre scopate migliori, aveva anche superato l'imbarazzo della vicinanza di Raffaella e Paolo che sul nostro esempio iniziarono a darci dentro di brutto.
La cosa strana e' che sia io che Sonia, alternavamo il nostro amplesso per sbirciare nell'altro angolo della piscina dove Paolo aveva impalato Raffaella e la stava stantuffando facendola godere rumorosamente. E sentire quei gridolini di piacere aumentava il ns. pathos erotico tanto che inondai Sonia di una sborrata come da tempo non mi accadeva, sentii zampillare nel suo ventre un'enormita' di sperma, segno che avevo goduto parecchio. Sonia prende la pillola per non avere sorprese.
Ci fermammo per limonare, appassionatamente e non pote' sfuggirci la scena di Raffaella che, preso il cazzo di Paolo in bocca iniziava a succhiarlo in maniera divina.
Pensavo di essere un uomo super dotato, avendo un bell'uccello di 22 centimetri, ma rimasi sorpreso nel vedere quell' affare di Paolo che risultava essere di quasi 10 cm ancora piu' lungo del mio. Che bestia!!!
Ci rivestimmo in maniera frettolosa e ridendo come quattro sciocchi tornammo alle cabine a dormire.
Era successo pero' che ci eravamo disinibiti, che avevamo rotto un tabu'....avevamo messo dei presupposti.
Difatti all'indomani, per tutto il giorno, i nostri pensieri erano ormai un chiodo fisso sempre rivolto alla sera prima. Pur amando tantissimo Sonia non potevo non pensare al corpicino stupendo di Raffaella e al fatto di averla vista scopare come una troia. L'immagine di quel pompino fatto al marito, e quel grosso cazzo che compariva e scompariva nella sua fichetta non mi abbandonava piu'. Desideravo averla, ero invaghito di lei.
E a giudicare dagli sguardi che Paolo rivolgeva sott'occhio a Sonia, immagino che i miei pensieri assomigliassero molto ai suoi.
Non so perche' ma l'atmosfera di quella giornata era strana, rivolta alla sera, al raggiungimento di un qualcosa.
La sera ci preparammo per la cena, scendemmo come al solito per le 20,00.
Sonia era bellissima, truccata il giusto e con un paio di bermuda attillate che mettevano in risalto il suo culetto perfetto e anche la sua patatina, tempio del mio bel cazzo.
Pero' mi soffermai a guardare Raffaella, aveva una maglietta attillata e mi accorsi solo allora che aveva un seno fantastico. una terza, forse anche una quarta con dei capezzoli duri, un seno a punta da far paura.
una gonnellina corta che le fasciava un culo da dea, che bellissima donna.
Le guardai il seno e poi il mio sguardo incrocio' il suo, mi sorrise e i suoi occhi mi piacquero.
A cena nessun riferimento al bagno in piscina, ma tanti sguardi e tanti sorrisi che valevano piu' di ogni parola.
Era ormai tardi, dopo aver cenato e dopo aver chiacchierato a lungo che proposi di ritrovarci in cabina da noi a bere qualcosa.
Ovviamente tutti accettarono.
Ci ritrovammo cosi' in 4 nella nostra piccola cabina, composta da un letto matrimoniale e un divanetto.
Nel frigorifero avevo in fresco del Martini bianco, ridendo e scherzando ci scolammo l'intera bottiglia. Sonia, che di solito ne beve un goccetto da me, tiro' giu' ben due bicchieri. Forse voleva essere carburata al punto giusto pensai.
L'atmosfera iniziava ad essere quella giusta, iniziai io ad avvinghiarmi a mia moglie sul divanetto e a baciarla dappertutto.
Paolo e Raffaella non si fecero pregare e fecero lo stesso sul nostro letto matrimoniale. Avevamo spento le luci per creare intimita' e solo il chiaro che giungeva dall'oblo' rischiarava l'ambiente.
Presi l'iniziativa e dissi a Sonia, che nel frattempo era rimasta solo in mutandine e reggiseno di mettersi vicino a Raffaella.
Lei non obbietto', iniziava ad essere complice.
Eccole entrambe vicine, due donne bellissime, desiderabili da chiunque. Stupende.
Iniziai a palpare Sonia toccandole i seni e poi il sedere e poi mi avvicinai alla sua natura. Paolo fece uguale con sua moglie.
Entrambe erano eccitate ma noi maschietti di più.
Avevo il mio cazzo che pulsava nei miei sleep, era duro come il granito e minacciava di esplodere dalla voglia.
Iniziai a toccare e palpare anche Raffaella, forse tutti aspettavamo solo questo, perche' anche Paolo si avvicino' a Sonia.
Le afferro' la testa e inizio a baciarla, e Sonia tiro' subito fuori la sua linguetta cercando quella di Paolo, sino a 5 giorni fa un perfetto sconosciuto.
Paolo le tese la mano e la porto' sul divanetto lasciandoci libero, tutto per noi, il lettone.
Raffaella mi strinse la mano e nel suo sguardo capii che aveva voglia di sesso, di essere presa, di godere.
Le tolsi le mutandine e le leccai la figa. Che gnocca, che bel corpo. Aveva i peli della vagina quasi rasati, solo una sottile strisciolina di peluria ben disegnata.
Aveva anche un culetto perfetto, non una smagliatura, perfetto in ogni particolare.
Raffaella inizio' a baciarmi e la sua mano la sentii afferrare il mio pene. Mi sussurro' all'orecchio di volerlo dentro.
Mi pareva un sogno e l'accontentai entrando dentro di lei piano piano ma sino in fondo.
Avevo voglia di lei, di averla, di scoparla, di chiavarla.
Iniziai a stantuffare il mio lui dentro di lei, senza forzare, cercando solo sensazioni di pelle.
Raffaella era pero' eccitatissima e iniziava ad ansimare dimenandosi sotto di me, accelerando il ritmo. Aveva una grande fame del mio cazzo.
Stava chiavando come ieri sera in piscina, con entusiasmo, degno di una grande fica.
Ad un certo punto mi fece uscire dalla sua natura, ma solo per salire su di me e rimettersi subito il paletto nella fica.
Si stradio' sopra di me, cercava il contatto che la facesse godere, difatti lo trovo' quasi subito.
Inizio' a dimenarsi come una cagna in calore, i suoi colpi ed i miei aumentarono in maniera vertiginosa, quasi violenta. La stavo sbattendo e la stavo chiavando come ogni donna vorrebbe essere scopata.
Raffaella inizio' a gridare di piacere, mi diceva che le piaceva, che stava godendo, che era bello.
Le venni in figa, le riempii la vagina di tantissimo sperma, lei si accascio' esausta su di me. Aveva avuto un orgasmo lungo, interminabile e lo aveva gridato, contentissima.
Avevo perso di vista nel frattempo Sonia, tanto era la voglia di fare l'amore con Raffaella.
Confesso, rimasi di stucco nel vederla sul divanetto alla pecorina, subire dei colpi impressionanti dalla verga di Paolo che la stava trombando da dietro.
Sonia che mai gridava piu' di tanto, se non godere nel momento dell'orgasmo supplicava Paolo di aumentare la forza dei colpi.
Vidi Paolo abbracciarla da dietro ed accasciarsi su di lei, l'aveva riempita di sborra. le afferrava il seno e rimaneva con quel coso enorme dentro nella sua figa fino in fondo, mentre parte dello sperma colava dalle pareti della vagina di Sonia.
Estrasse quel cazzo disumano dalla fighetta di mia moglie e glielo presento' davanti alla bocca.
Incredibile, Sonia prese a leccarlo prima e ad ingoiarlo dopo, incredibile....lei che aveva sempre preferito scopare e mai fare pompini.
Riprendemmo a scopare con Raffella poco dopo, dopo esserci ripresi.
Infilai il mio cazzo di nuovo nella figa di Raffaella che inizio' di nuovo a cavalcarmi come prima. Che stallona.
Ma non potei esimermi dallo sbirciare Paolo che nel frattempo, dopo aver rimesso Sonia alla pecorina, inizio' con la saliva a la lingua a lubrificarle il forellino del culetto.
Non credevo ai miei occhi, Sonia non aveva mai avuto rapporti anali con me. Avevo provato a chiederle il culetto, ma mi aveva sempre risposto che era innaturale e da animali.
Mentre Raffaella in preda ad un altro orgasmo stava per riposarsi su di me, sempre con la verga ben dentro nella sua figa calda, vidi l'impensabile.
Paolo, terminato il paziente lavoro di lubrificazione dell'ano di Sonia, l'aveva messa in posizione con le gambe ben larghe.
Le accarezzava i biondi capelli e le incuteva tranquillita'. Intato aveva appoggiato la cappella del suo enorme cazzo su quel piccolo forellino rosa.
Iniziava a premere.
Mi fermai a guardare, non potevo resistere dall'osservare la madre dei miei figli prenderlo nel culo, Sonia provava dolore ma voleva ricevere dentro di se' quell'enorme fallo.
e dopo un po' eccola accontentata, Paolo era riuscito ad infilarle nel culo il suo membro.
Anzi iniziava a pomparglielo su e giu' con un giusto ritmo.
Sonia diceva che le piaceva e inviatava Paolo ad aumentare il ritmo. Gridava come mai lo aveva fatto, diceva a Paolo di fare piu' forte, di farle male, di spingerglielo sino in fondo.
Raffaella mi prese la mano e mi disse che voleva anche lei ricevere il mio cazzo dentro il suo culo.
Mi sorrise e mi bacio' mettendosi alla pecorina.
L'accontentai piu' che volentieri. Seppur shoccato dal vedere la mia Sonia farsi inculare di brutto, appoggiai la mia cappella all'orifizio di Raffella dopo averla lubrificata con della saliva.
Era gia' stata profanato il suo buchetto, infatti mi basto' spingere poco per entrare dentro di lei.
Ma la sensazione fu egualmente fantastica, sentii caldo, stretto e caldo.
Iniziai cosi' a darle dei colpi, anche violenti; ne bastarono una ventina per riempirle le viscere di seme caldo.
Nel frattempo anche Paolo aveva sborrato ampiamente nel culetto a Sonia, che era rimasta con quel gigantesco arnese ferma, quasi fosse impalata.
Ci addormentammo esausti tutti quanti.
Io con la testa appoggiata al seno di Raffella e Paolo mentre avvinghiava da dietro Sonia, facendole sentire sempre il suo grosso cazzo sulla pelle.