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Scambio di Coppia


un pomeriggio di follia

           di nefertari

 Scritto il 10.02.2010    |    Visualizzazioni: 37.758  |    Votazione 7.7:

Con Marta ci conoscevamo da molti anni e il caso aveva voluto che le nostre vite avessero molti punti comuni. Ventotto anni lei, sei mesi più anziana io; due belle ragazze, io castana chiara, lei molto mora; sposate e gravide di sette mesi al momento del racconto. Eravamo in vacanza ad Alassio, nel luglio scorso e per evitare la calura della spiaggia prendevamo a nolo un motoscafo e andavamo al largo dalle parti della Gallinara: si poteva prender il sole e godere di molta quiete.
Nelle nostre condizioni il sole era considerato molto benefico e distese sul ponte, verso prua, con null'altro che un piccolo perizoma, offrivamo al sole i nostri pancioni. Marta era un po' più grossa,gran bel culo, tette gonfie e con areola e capezzoli molto scuri, io più minuta avevo tette più lunghe, a pera e capezzoli rosei e grandi.
Marco ed Enzo i nostri mariti a poppa pescavano col bollentino.Marco,il marito di Marta era un bel fusto e mi aveva sempre rivolta una gentile attenzione; Enzo il mio lui era uno schianto e molte amiche me lo invidiavano. Si stancarono presto della pesca e si tuffarono in mare: li sentivamo sguazzare nell'acqua, mentre noi ci cospargevamo, vicendevolmente, sul corpo e sopratutto sul pancione liquidi che proteggevano la pelle dalle smagliature. I nostri uomini dopo un po' risalirono in barca e vennero a vedere come stavamo.Tra noi c'era una certa confidenza e dato anche il nostro stato il fatto di mostrare loro la quasi totale nudità non ci imbarazzò più di tanto; l'estate poi tende sempre a rendere più naturale la nudità.
Marta e Marco si trasferirono a poppa mentre Enzo si accostò a me e,soli ormai,ma con gli altri a pochi metri, si liberò del costume comincò ad accarezzarmi tutta, slacciò il cordoncino del perizoma e mise a nudo
le grandi labbra turgide della mia gnocca: le piccole labbra e il clitoride sembravano un piccolo fiore, disse lui.Lo pregai di parlare piano e di non osare far altro: vidi che aveva un'erezione portentosa e io lo invitai a ricoprirsi.Ma intanto qualcosa di simile succedeva a poppa:con una sbirciatina mi accorsi che Marta stava facendo una pompa a Marco,che a sua volta la stava sditalinando con molto impegno;a questo punto mi decisi e presi a succhiare il mio lui con molta voracità: avevo una fame di cazzo incredibile. I nostri amici ci chiesero se potevano avvicinarsi e noi dicemmo di sì:non c'era molto spazio e quindi venimmo quasi a contatto:Marta si avvicinò a me e prese ad accarezzarmi la fica,la ripagai delle stesse attenzioni,poi i nostri mariti i loro cazzi turgidi ce li infilarono in bocca e noi a succhiare,fameliche. Cominciò un confronto anatomico ravvicinato,
Marta aveva un bello sfintere anale un po' aperto, segno che era stato usato,e questo mi tranquillizzò perché anche il mio qualche piccola battaglia l'aveva fatta; capezzoli scuri e invitanti, chiari e rosei i miei. Ma le lance! Anche Marco era ben fornito; una bella e rossa capella che sembrava dire: prendimi! cominciarono a penetrarci da dietro,ma nelle fiche: era la prima volta che mi capitava di veder scopare dinnanzi a me,ed era la prima volta che mi esibivo: mi sentivo colare dalla fica umori copiosi ma vedevo che altrettanto succedeva Marta. Dopo un po' ci fecero mettere alla pecorina e Enzo invitò Marco ad offrirmi i suoi omaggi, mentre avrebbe leccata la grande fica di Marta. Non eravamo depilate e i nostri mariti si misero a succhiare le nostre fiche in uno scambio perfetto. Marco era affamato e sembrava che me la volesse mangiare: mi chiese se lo volevo dentro. Guardai Enzo e vidi che il suo cazzo aveva penetrato Marta e allora mi offrii al cazzo di Marco: era il primo scambio in vita mia. Con calma ci pomparono e noi godevamo come troie.Quando stavano per venire i maschi portarono il dono della sborrata alle legittime consorti.Sentivo il sapore della ficona di Marta e il grande getto che ingoiai esaltata.
Ci riposammo e ci mettemmo a ragionare sulla nostra esperienza: sì, era stata una vaccata ma ormai eravamo in ballo e recuperate le forze ci facemmo fare dai maschi anche una penetrazione anale sontuosa: le loro sborrate ci riempirono il culo. Tornammo al porto e andammo all'albergo; quando fummo nelle nostre camere io guardai Enzo con qualche imbarazzo ma lui mi baciò e mi confermò tutto il suo amore e disse che un pomeriggio così lo avrebbe ricordato per tutta la vita.
A ottobre nacquero due maschietti.


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